<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576</id><updated>2011-11-27T16:41:12.648-08:00</updated><title type='text'>Infinity Trip</title><subtitle type='html'>VOGLIO CONDIVIDERE L'ESPERIENZA DI QUESTO VIAGGIO CON GLI ALTRI.RIPORTERO' QUI, TUTTO QUELLO CHE SCRIVERO' SUL MIO DIARIO.VORREI CHE FOSSE PER I LETTORI UN MEZZO PER COMUNICARE CON ME E COLTIVARE LA MIA STESSA PASSIONE</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>69</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-7960118377098342878</id><published>2010-05-27T09:19:00.000-07:00</published><updated>2010-05-27T09:19:21.976-07:00</updated><title type='text'>infinity.trip.blogspot.com1</title><content type='html'>&lt;object style="background-image:url(http://i2.ytimg.com/vi/ueYZc7JVBFM/hqdefault.jpg)"  width="480" height="295"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ueYZc7JVBFM&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/ueYZc7JVBFM&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1" width="480" height="295" allowScriptAccess="never" allowFullScreen="true" wmode="transparent" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-7960118377098342878?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/7960118377098342878/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2010/05/infinitytripblogspotcom1.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/7960118377098342878'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/7960118377098342878'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2010/05/infinitytripblogspotcom1.html' title='infinity.trip.blogspot.com1'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-3813868069093691064</id><published>2010-04-21T08:54:00.000-07:00</published><updated>2010-04-30T09:40:24.266-07:00</updated><title type='text'>19.04.2010 - UTILA - Honduras</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/S9Sun5B3wiI/AAAAAAAAASU/hKtNoYxwM-8/s1600/diving-con-squalo-balena.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/S9Sun5B3wiI/AAAAAAAAASU/hKtNoYxwM-8/s320/diving-con-squalo-balena.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5464184248254054946" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sembrava essere un tranquillo sabato pomeriggio come tanti altri: ero seduto in terra, sul molo a due piani della mia scuola di Sub. All'ombra del grande ombrellone di paglia, insieme al mio amico Antonio ed a Tonìo, il mio istruttore, stavamo ripassando la lezione di fisiologia e correggendo alcuni esami.&lt;br /&gt;Tonìo indossava i soliti occhiali da sole con la montatura rossa; una maglietta verde ed il suo costume preferito. I capelli mossi dal vento e la lunga barba schiarita dal sole gli coprivano il volto dal quale appariva, in modo costante, il suo ampio sorriso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi distrassi un attimo ricordando il pomeriggio precedente trascorso dal miglior barbiere del mondo: Vess, una ragazza finlandese che sta seguendo il mio stesso corso e che si offrì di tagliarmi i capelli. Vess ha un fisico atletico messo in risalto dal bikini rosso fuoco; i lunghi capelli biondi, raccolti sulla nuca le incorniciavano il viso; i lineamenti perfetti, delicati, incantevoli, sono scolpiti intorno a due grandi diamanti azzurri, i suoi occhi, che brillavano come l'acqua dell'oceano disteso sotto ai miei piedi.&lt;br /&gt;Portai a scuola la macchinetta con la quale mi raso i pochi capelli rimasti.&lt;br /&gt;Erano circa le 17,30 e mi sedetti su di una sedia in legno , a guardare il tramonto in cima al molo. Avrei desiderato tanto che qualcuno mi facesse una foto in quel momento perchè, a parer mio, era una scena molto singolare. Al posto di pettini, phon, seggiolini in pelle, specchi, lavandini, riviste.......immersi in una nube di lacca per capelli dalla fragranza pungente, io avevo soltanto una seggiolina. &lt;br /&gt;Il sole stava calando lentamente ed i colori del cielo si mescolavano con quelli dell'oceano creando uno sfondo con sfumature rosse ed arancioni.&lt;br /&gt;Mi guardai intorno e sorrisi, incantato dalla scenografia di quel luogo, di quel momento.&lt;br /&gt;"Questo è il miglior parrucchiere dove io sia stato in tutta la mia vita!" pensavo mentre Vess mi girava attorno sfiorandomi con il suo corpo facendomi venire i brividi e coprendo, per pochi attimi, quella vista incantevole che, ogni sera, mi regala una fotografia perfetta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;        Ad interrompere il mio viaggio con la fantasia fu Mitch, il proprietario della scuola.&lt;br /&gt;Ci avvertì che l'altra barca della scuola, fuori per le immersioni del pomeriggio, aveva appena chiamato per informarci subito di aver avvistato alcuni WHALE SHARK (squali balena), al largo del lato Nord dell'isola. Ci disse che avremmo dovuto prepararci in fretta ed aiutare gli altri partecipanti, i clienti della scuola. &lt;br /&gt;Dopo 30 minuti esatti era tutto pronto e prendemmo il largo alle 16:15.&lt;br /&gt; Andare sul lato nord dell'isola comporta una grossa spesa di carburante e, solo quando gli affari vanno bene, avviene tutte le mattine. Lì, i siti per fare immersioni sono i più belli e ricchi di vita ma, alcune scuole, a causa della lentezza delle barche, non ci vanno praticamente mai. &lt;br /&gt;Quindi, partire in 20, alle 4 di pomeriggio, senza l'intenzione di fare immersioni, ma con il solo obiettivo di vedere lo squalo balena è un'occasione davvero rara ed imperdibile, che in altre parti del mondo puo` avere dei prezzi esorbitanti.&lt;br /&gt;Dopo aver circumnavigato l'isola per metà, lungo la costa, arrivammo nel punto dove i nostri compagni stavano già effettuando la 2^ immersione. Ci salutammo dalle due barche e poi prendemmo il largo speranzosi ed incentivati dai sorrisi dei nostri amici che avevano appena vissuto quell'esperienza.&lt;br /&gt;Mitch diede indicazioni in Inglese e disse a tutti di prepararsi.&lt;br /&gt; Con l'aiuto di Simon, un altro istruttore, ci sistemarono seduti nel centro della barca, disposti in due file. Rivolti verso poppa, indossate pinne, maschera e tubo, eravamo tutti pronti a tuffarci, il più velocemente possibile, appena ricevuto il segnale.&lt;br /&gt;Il capitano, Mitch, Simon, Tonìo ed altri istruttori scrutavano il mare alla ricerca dello squalo. Il grande pesce sale in superficie per nutrirsi di piccoli pesci e di plancton. A seguire ed approfittare di questo momento, ci sono i tonni che salgono anch'essi ed iniziano a saltellare rapidamente fuori dall'acqua creando grandi cerchi spumeggianti. Sotto ad uno di loro si può trovare lui, lo squalo balena. Erano, ormai, trascorsi 20 minuti e la speranza, dentro di me  e dietro le maschere dei miei compagni, stava svanendo lentamente.&lt;br /&gt;Qualcuno gridò forte dal tetto della barca;  mi voltai per capire cosa stesse succedendo. Tutti quelli rimasti in piedi stavano guardando nello stesso punto ed indicavano qualcosa in mezzo al mare che non riuscivo a vedere. Sotto di me, il motore della barca ruggì ed iniziammo ad andare più veloci con una traiettoria circolare.&lt;br /&gt;"Ready? Ready?....OK...gogogogo!" Urlò Mitch appena il motore si spense. Iniziammo ad entrare in acqua in rapida successione nel modo più ordinato possibile. Ero molto emozionato, forse anche un po' confuso ed impaurito di fare la cosa sbagliata essendo la mia prima volta. Avevo la testa piena di indicazioni in Inglese che avevo capito solo per metà. Dalle grida della barca, dal rumore del motore, dall'agitazione collettiva ed il clima frenetico, mi liberai in un solo secondo: quando misi la testa sott'acqua. In quel silenzio, in quella pace, in quel mondo sottomarino affascinante e misterioso vidi qualcosa di assolutamente incredibile: era a circa 5/6 metri da me, in posizione quasi verticale, intento a mangiare. Era ENORME! Ma, dico, ENORME! Lungo circa 8/10 metri e grande come un pulmino. &lt;br /&gt;Lo squalo balena (Rhincodon typus) è il più grande pesce attualmente conosciuto.&lt;br /&gt;Si pensa che alcuni esemplari possano superare i 100 anni di vita e raggiungere una lunghezza di ben 18 metri (il più grande animale vivente è invece la balenottera azzurra, Balenoptera musculus, fino a 30 metri di lunghezza) .&lt;br /&gt;Lo squalo balena nuota in tutti i mari temperati caldi e tropicali e si mostra con il suo caratteristico dorso bluastro con strisce e macchie rotondeggianti. Il ventre è bianco ed ha funzioni mimetiche, infatti dal basso verso l'alto la colorazione bianca si confonde con la luminosità della superficie marina, mentre dall'alto il dorso bluastro con macchie e strisce simula il riverbero del sole sull'acqua.&lt;br /&gt;Nonostante le dimensioni, lo squalo balena è inoffensivo, infatti è un pesce filtratore che si ciba di plancton e piccoli pesci che cattura nuotando con la bocca aperta e facendo passare l'acqua attraverso l'apparato filtratore collegato alle branchie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Disturbato dalla nostra presenza, riprese la posizione orizzontale e, senza troppa fretta, si allontanò.&lt;br /&gt;Fummo, tutti, richiamati alla barca velocemente, dove risalimmo e ci posizionammo per un "secondo giro". L'entusiasmo era alle stelle: tutti ridevano, gridavano, fischiavano, si abbracciavano, ancora increduli di quello che avevamo appena visto. &lt;br /&gt;La stessa procedura si ripetè ancora 2 volte e con gli stessi, ottimi, risultati. Potei ammirare quell'essere davvero da vicino, rimanendo, ogni volta, impressionato dalla sua maestosa grandezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ritornati alla scuola, impazzati dalla gioia, andammo tutti a festeggiare sul BUS CRUS. Il Bus Crus è un'invenzione di Mitch. Ogni sabato sera, verso le 17:00, la barca più grande delle due della scuola, funge da bar galleggiante. Carica le persone e, con la musica a tutto volume, costeggia i moli delle altre scuole e dei bar lungo la costa e, ogni 20-30 minuti circa, completa il giro ritornando alla scuola per far salire altre persone. Era solo la 2^ volta che vi partecipavo e mi divertii moltissimo. Fu un'altra occasione per parlare in Inglese e poter raccontare la mia avventura del pomeriggio ad una coppia di canadesi appena arrivati.&lt;br /&gt;Alle 19:00, quando il sole era ormai calato, andai in ufficio a segnarmi per l'immersione del mattino seguente, sperando che, essendo di domenica, saremmo tornati al nord e, forse, avremmo potuto rivedere un WHALE SHARK.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così fu, ancora più divertente del giorno prima. Dopo due immersioni dove nuotai in mezzo a carpe argentate grandi come me, tornammo al largo. In prima fila c'erano Tonìo e Dom, un altro istruttore che avevano la precedenza perchè muniti di telecamere subacque.&lt;br /&gt;Nel primo giro, così, vidi solo gli ultimi secondi dello "spettacolo" e non riuscii ad avvicinarmi molto al grande animale. Non c'era Mitch e gli istruttori presenti erano troppo occupati a cercare lo squalo per guardare me. Così, con il permesso del capitano, mi preparai a scendere dal alto sinistro della barca, da dove avrei dovuto fare un salto di un metro circa per entrare in acqua, cercando di non fare troppo rumore per non spaventare il pescione. "Adesso ti faccio entrare nella bocca dello squalo!", mi gridò il capitano, ridendo. Dopo alcuni secondi, vidi la testa dello squalo, fuoriuscire dall'acqua, proprio sotto ai miei piedi. &lt;br /&gt;"Ahora! Ahora!! - mi gridò! ed io, senza pensarci, mi buttai.&lt;br /&gt;Avevo già il tubo in bocca così, una volta in acqua, non dovetti più tirare fuori la testa.&lt;br /&gt;ME LO TROVAI DAVANTI, A 2 METRI DA ME. Era in posizione verticale, come se stesse in piedi. Ero al livello della sua enorme pancia bianca e potevo quasi toccarlo. Quando gli altri iniziarono ad avvicinarsi, man mano che scendevano dalla barca, cominciò a portarsi in posizione orizzontale, abbassando la testa verso di me. Indietreggiai un po' e, sinceramente, ebbi un attimo di paura.&lt;br /&gt;Riuscii a guardarlo negli occhi, a vedere la sua bocca enorme e le pinne forti e lucide. Cominciai a risalire nella sua direzione, il più veloce che potevo. Rimase a pochi metri sotto di me e ci mise più di 1 minuto, prima di allontanarsi.&lt;br /&gt;Lo vedevo nuotare, sempre sotto di me, e muovere quel corpo enorme con grazia e potenza, nello stesso tempo. Mi sentivo insignificante, di fronte ad un essere così maestoso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi auguro, di cuore, di poter rivivere questa esperienza, il maggior numero di volte possibile, durante la mia permanenza ad Utila e di riuscire a farmi dare qualche video e qualche foto dai miei amici istruttori, come ricordo di questo fine settimana indimenticabile.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-3813868069093691064?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/3813868069093691064/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2010/04/19042010-utila-honduras.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/3813868069093691064'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/3813868069093691064'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2010/04/19042010-utila-honduras.html' title='19.04.2010 - UTILA - Honduras'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/S9Sun5B3wiI/AAAAAAAAASU/hKtNoYxwM-8/s72-c/diving-con-squalo-balena.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-521896431734203785</id><published>2010-04-12T08:24:00.000-07:00</published><updated>2010-04-14T12:52:58.819-07:00</updated><title type='text'>07.04.2010  - Utila - Honduras</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/S8YdBZiGKiI/AAAAAAAAASM/nUgYSsBDmeo/s1600/DSC05712.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/S8YdBZiGKiI/AAAAAAAAASM/nUgYSsBDmeo/s320/DSC05712.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5460083508104276514" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sono già trascorse quasi 3 setiimane da quando sono arrivato su questa piccola isola, ma il tempo è volato via veloce, sotto i miei occhi spalancati ed increduli di fronte al grande cambiamento della mia vita.&lt;br /&gt;    Sembra che il mio viaggio, finalmente, abbia trovato un senso e che, da ora in avanti, possa davvero chiamarsi "INFINITY TRIP". &lt;br /&gt;Coricato sul letto, in Italia, ho passato le ore a guardare il soffitto sperando, da un momento all'altro, di essere illuminato. "Qual è il lavoro che potrei fare e che mi permetterebbe di viaggiare?- In quale settore? - Per quale azienda? Di quale titolo di studio avrei bisogno? - Ma, prima di tutto e, più importante: qual è il lavoro che mi piacerebbe svolgere?" Queste ed altre domande mi frullavano nella testa, ma il più delle volte, la risposta era: "Non esiste!"&lt;br /&gt;  A volte, mi venivano delle idee, ma sembravano sempre troppo lontane dalla realtà, difficili, irrealizzabili, rischiose, spesso impossibili.&lt;br /&gt;Dicevo sempre che il mio unico sogno era di poter vivere al mare, ma prima di stabilizzarmi, viaggiare il più possibile. Ebbene, la professione di ISTRUTTORE DI SUB concilia perfettamente con questi due miei desideri.&lt;br /&gt;Sì, questo, ora, è il mio obiettivo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  Entro la fine dell'anno voglio riuscire a prendere il brevetto e diventare ISTRUTTORE.&lt;br /&gt;Non è da molto che sono entrato in questo mondo, però ne sono molto affascinato e sento, dentro di me, ribollire l'entusiasmo e la voglia di imparare come non succedeva, ormai, da anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo i corsi ADVENTURE, PRIMO SOCCORSO e RECUPERO DI UN SUB IN PERICOLO, ho iniziato il lungo percorso verso il brevetto da istruttore.&lt;br /&gt;In questo momento sono un DMT (DIVE MASTER IN TRAINING). Questo corso dura da un minimo di 5 settimane ad un massimo di 3 mesi anche se il termine non è tassativo.&lt;br /&gt;Se lo si termina con successo, si diventa DIVE MASTER, ovvero accompagnatore/guida dei sub ed assistente degli istruttori, durante i corsi.&lt;br /&gt; Fin dal primo giorno si viene messi sotto (si fa per dire) e si comincia a lavorare. L'addestramento pratico dei DMT, infatti, consiste nello svolgere tutte le mansioni dei DM e, per quanto riguarda l'aspetto teorico, nello studiare un libro, un'enciclopedia dedicata per poter affrontare numerosi esami tra i quali: Fisica, Fisiologia, Teoria della decompressione, equipaggiamento..&lt;br /&gt;Il cammino è lungo ed arduo, ma io sono entusiasta nel pensare di doverlo affrontare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non voglio essere noioso, anche se in gran parte mi piacerebbe, quindi, non mi dilungherò nello spiegare tutte le mansioni che mi competono. Dico solo che badare a 5 o 6 sub che si immergono per la prima volta nella loro vita, a 15m, è una grossa responsabilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Giorno per giorno riesco ad integrarmi sempre meglio con gli altri istruttori della scuola e gli altri DM. A parte qualcuno, siamo tutti ragazzi dai 20 ai 35 anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tre settimane fa ero visto come uno dei tanti che arriva, fa un corso, qualche immersione per divertirsi e poi, finite le vacanze, se ne torna a casa. Ora, invece, mi sento parte del gruppo anche se, a rendere tutto più difficile, come sempre, è l'Inglese. Solo 2 dei 10 istruttori e 10 DM della scuola parlano lo Spagnolo. &lt;br /&gt;Cerco di vedere l'aspetto positivo di questa mia carenza e considero un'opportunità dover studiare questa lingua essendone molto motivato. Per svolgere questo lavoro è indispensabile parlare Inglese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da pochi giorni ho preso in affitto un alloggio situato lungo la via centrale dell'isola.&lt;br /&gt;E' abbastanza caro rispetto alla media, però ha le sue comodità: è vicino al centro, pulito e confortevole ed è fornito di tutto l'essenziale. Ci vivo da solo e, dalla mia finestra, vedo il mare che è a meno di 50m. Con l'alloggio ho anche, in dotazione, una bicicletta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ricambio di persone sull'isola è incredibile: ogni giorno se ne vanno ed arrivano un centinaio di persone. Ci sono almeno 15 scuole di SUB e l'ambiente è molto giovanile e vacanziero.&lt;br /&gt;La gente, i ragazzi, vengono qui per fare immersioni, ma anche per divertirsi la sera. Ci sono almeno 6 o 7 bar che, a turno, fanno il tutto esaurito con feste a tema, cene od eventi. Le stesse scuole organizzano feste private e divertimenti serali e devo dire che, la mia, almeno per questo, è una delle migliori.&lt;br /&gt;   Ieri pomeriggio, per esempio, ho partecipato alle "Olimpiadi subacque". &lt;br /&gt; C'erano 2 squadre composte, rispettivamente, da istruttori e Dm/Dmt. Si sono sfidate in 10 specilità tra le quali: ricerca subacquea, gare di nuoto, di apnea, con la canoa..&lt;br /&gt;E' stato molto divertente e, al termine....musica, grigliata di carne e birra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Giovedì scorso, con il mio istruttore chileno, Tonìo, siamo andati ad ascoltare un DJ che suonava al "Babaluba".&lt;br /&gt;Il "Babaluba" è un bar/ristorante che, come molti sull'isola, è una palafitta sul mare.&lt;br /&gt;  Percorrendo una passerella in legno, verso l'oceano, si arriva alla sala da ballo che è completamente all'aperto con, al centro, un buco quadrato. Alcuni riflettori, sul fondale, illuminano quell'enorme acquario naturale e, con un po' di fortuna, si può anche veder passare un barracuda od una grande manta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quella sera, l'atmosfera era speciale grazie alla musica africana anni '70 suonata dal nostro amico Dj, anch'egli studente della scuola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Un altro bar famoso, qui, è il "Tritanic" che dicono essere uno tra i 10 bar più belli del mondo. (Non posso però assicurarlo perchè non so se le mie fonti siano così attendibili). E' interamente costruito su di un enorme albero ed è grandissimo. Si passa da una sala all'altra attraversando ponti pericolanti in legno sospesi tra i rami e le foglie. Ci sono ragnatele con diametri di 2 o 3 metri abitate da ragni grossi come la mia mano. Quella sera, appoggiato ad un grosso ramo dell'albero, parlavo tranquillamente con una ragazza quando vidi, poco al di sopra del mio braccio, un grosso ragno nero. Pensando fosse finto, gli soffiai sopra per vedere se dondolava perchè era un po' sospeso, ma lui ...si mosse e scappò. Un brivido mi corse lungo la schiena e tolsi la mia mano dall'albero accompagnato dalle risate della mia interlocutrice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  Avrei ancora tante e tante cose da raccontare: situazioni, luoghi, persone, momenti.......................credo, però, che non ne avrò più il tempo. &lt;br /&gt;D'ora in poi sarò occupato per 10 ore al giorno circa e, tra lo studio, le immersioni, gli esami e tutto il resto, penso che non avro' più molto tempo per scrivere. Con questo non intendo dire che non scriverò più, semplicemente durante la mia partecipazione a questo corso , ridurrò le pubblicazioni sul blog.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Ringrazio, di cuore, tutti i miei lettori per essermi stati vicino fino ad oggi e sarei molto felice di poter leggere qualche commento anche per capire quali parti dei miei racconti piacciono di più e quali meno. Spero continuiate a starmi vicino, anche se scriverò meno sovente.&lt;br /&gt;La mia permanenza qui, per ora, è prevista fino alla fine dei corsi che ho intrapreso. Mi auguro di portare a termine questo progetto anche se sono consapevole che, come è già successo, da un giorno all'altro, tutto potrebbe cambiare di nuovo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;           Adesso vado a dormire; domani mattina ..sveglia alle 6:30, ma lo faccio con grande piacere perchè faccio qualcosa che amo e che mi appassiona. Come tutte le cose, ha aspetti positivi e aspetti negativi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Però............ogni volta che mi tuffo da quella barca, alzo la mano sinistra con il tubo per svuotare l'aria dal mio giubbotto e continuo a scendere, a scendere, quello che provo è indescrivibile! Vedere muoversi dietro il vetro della mia maschera la linea d'acqua che separa il mondo reale da quello sommerso e poi calarmi in quel paradiso di colori, di luci, di animali, di suoni, ogni volta diversi.......&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Non so se riuscirò mai ad annoiarmi di tutto questo!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-521896431734203785?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/521896431734203785/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2010/04/07042010-utila-honduras.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/521896431734203785'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/521896431734203785'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2010/04/07042010-utila-honduras.html' title='07.04.2010  - Utila - Honduras'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/S8YdBZiGKiI/AAAAAAAAASM/nUgYSsBDmeo/s72-c/DSC05712.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-8314249020139199383</id><published>2010-03-30T06:50:00.001-07:00</published><updated>2010-04-07T05:26:15.729-07:00</updated><title type='text'>19.03.2010 - Utila - Honduras</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/S7jzvoY2WLI/AAAAAAAAASE/qs_gszyuhPY/s1600/DSC05609.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/S7jzvoY2WLI/AAAAAAAAASE/qs_gszyuhPY/s320/DSC05609.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5456378948180400306" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il soggiorno di due notti a San Pedro Sula non fu particolarmente piacevole. Questa metropoli, più grande della capitale Tegucigalpa, è sporca, maleodorante ed estremamente caotica. I rifiuti sono ammucchiati per le strade ed i sacchi vengono morsicati e strappati dai cani randagi; il puzzo si mescola a quello dei gas di scarico ed all'acre odore che proviene dai moltissimi fast-food.&lt;br /&gt;Gli automobilisti sembrano impazziti e suonano i clacsons in continuazione per fastidiose decine di secondi.&lt;br /&gt;A parte la grande Cattedrale nella piazza centrale ed un piccolo e spoglio mercato dell'artigianato, non ho trovato niente di interessante.  Non sono riuscito a sentirmi a mio agio: non mi piacevano gli sguardi, mi sentivo osservato e, a volte, addirittura seguito. Qualcuno mi fermava per strada gridando qualcosa in un Inglese incomprensibile; mi chiedevano di cambiare soldi, di comprare droga.&lt;br /&gt;La gente non era disponibile a dare informazioni e, con ogni taxista, dovevo contrattare prima il prezzo per non essere fregato. Approfittai di quella città solo per comperare una macchina fotografica dopo aver cercato, invano, qualcuno in grado di riparare la mia. Dopo qualche giro nei negozi del centro riuscii a concludere un vero affare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;        L'unica cosa davvero emozionante fu quella di uscire indenne da un incidente molto singolare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Nel tardo pomeriggio salii su uno delle migliaia di pulmini che, a tutta velocità, percorrono le strade della città trasportando il maggior numero di passeggeri possibile. L'addetto ai biglietti, durante il percorso, deve scendere parecchie volte e timbrare un cartellino di cartone (appeso alle fermate) sul quale viene stampata l'ora ed il luogo. Questa incombenza obbligherebbe gli autisti a non fermarsi troppo agli stop, ma per raccogliere il maggior numero di passeggeri, si fermano lo stesso e poi tentano di recuperare, in velocità, nel traffico più che intenso, quei minuti preziosi.&lt;br /&gt;  Il pulmino era giallo e decisamente malandato. Era diretto al grande centro commerciale a 5 piani, poco fuori dal centro, unico luogo dove si possa stare al sicuro, la sera, mangiare qualcosa o vedersi un film al cinema.&lt;br /&gt;  Il bigliettatio aveva circa la mia età; capelli riccioli, carnagione scura ed un aspettto molto sporco. In continuazione, con una frequenza irritante "tirava su dal naso" e muoveva le mandibole in modo strano. Era completamente fatto di cocaina e chissà cos'altro. Quando partimmo, anche senza vederlo in viso, mi accorsi che l'autista era nelle stesse condizioni. Guidava come uno fuori di testa accelerando e franando bruscamente zizagando tra le altre auto. Una signora, molto intelligentemente, scese dopo una sola fermata imprecandogli contro. &lt;br /&gt; Durante una frenata, un uomo seduto su di un instabile seggiolino, finì, addirittura, per terra.&lt;br /&gt;  Quando la folle corsa, finalmente, terminò scendemmo in molti alla fermata . Con la coda dell'occhio vidi salirci una donna con tre bambini. Mi preoccupai per lei, avrei voluto poterla avvertire, ma non sapevo come. Mi incamminai verso il centro commerciale, ma dopo pochi secondi, sentii alle mie spalle un grandissimo tonfo, l'infrngersi di vetri che cadevano a terra e le urla di un uomo. Mi girai e vidi la scena: un grande tir bianco che no credo potesse passare da lì, si era impigliato con la parte superiore dell'abitacolo ai cavi della luce sradicando, completamente, uno dei pali in legno scaraventandolo sul parabrezza anteriore del pulmmino, ancora parcheggiato. Spaccò il vetro e piegò in due il telaio mentre i cavi pendolavano nell'aria scintillando. Fortunatamente, l'autista ed il ragazzo erano scesi. Mi sentii sollevato quando realizzai che nessuno si era fatto male: vidi la signora con i bambini scendere dal bus correndo terrorizzata ed inconsapevole di ciò che era successo.&lt;br /&gt;In pochi secondi si creò un assembramento di persone e l'atmosfera cominciò a surriscaldarsi, pensai così di andarmene e mi incamminai verso il centro commerciale. Quando mi trovai al sicuro, lì dentro, comincia a farmi alcune domande:" E se il tir fosse arrivato 30 secondi prima? E se avessimo dovuto caricare più persone e avessimo tardato?"  Avrebbero potuto farsi male molte persone, tra le quali, io. &lt;br /&gt;           La sera, prima di dormire, ho ringraziato Dio per avere, ancora una volta, vegliato su di me.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-8314249020139199383?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/8314249020139199383/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2010/03/19032010-utila-honduras.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/8314249020139199383'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/8314249020139199383'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2010/03/19032010-utila-honduras.html' title='19.03.2010 - Utila - Honduras'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/S7jzvoY2WLI/AAAAAAAAASE/qs_gszyuhPY/s72-c/DSC05609.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-5956545897952333357</id><published>2010-03-30T06:02:00.001-07:00</published><updated>2010-04-02T06:22:50.143-07:00</updated><title type='text'>14.03.2010 - Punta Gorda - Belize</title><content type='html'>Non solo non sono riuscito ad arrivare sull'isola di Utila in Honduras in un giorno, ma non sono nemmeno riuscito ad uscire dal Belize. Alla stazione degli autobus di Belize City, un signore molto gentile mi ha dato tante informazioni dimenticandosi, però, qualche piccolo dettaglio. Mi ha fatto prendere il bus diretto a Punta Gorda, la città più a sud del Belize.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo lui avrei dovuto scendere a c.a 2/3 del percorso, ad Indipendence da dove,  con una lancia, in 15 minuti sarei arrivato a Placencia che è una piccola località turistica situata sulla punta di una piccola e stretta penisola. Da lì avrei preso una barca che taglia a metà il Golfo di Honduras arrivando direttamante a Puerto Cortes. Avrei, così, evitato di entrare in Guatemala e cambiare tanti mezzi per arrivare alla città di La Ceiba, da dove partono le barche dirette a Utila. Nulla di tutto questo è successo......&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Partii da Belize City in direzione sud  verso Placencia, circondato da un paesaggio tropicale verde chiaro. Dopo più di tre ore di viaggio, il ragazzo dei biglietti che era a conoscenza della mia destinazione, mi fece cenno di scendere indicandomi un altro pulman fermo sul ciglio della strada, rivolto nella direzione opposta , con la scritta "Placencia". Pensavo di dover prendere una barca, ad Indipendence, invece... Non avendo molto tempo per pensare, raccolsi le mie cose e cambiai bus. Dopo qualche km verso sud, tornando verso Belize City, svoltammo a destra. Percorremmo tutta la penisola, sempre verso sud; potevo vedere il mare sia a destra che a sinistra. &lt;br /&gt;La costa rivolta verso l'Oceano Atlantico è una lunghissima spiaggia caraibica di sabbia bianca con infinite villette, piccoli hotels, case ed un paio di villaggi turistici.&lt;br /&gt;   Una, qualsiasi, delle piccole palafitte di fronte alle abitazioni, ad una 30ina di metri dentro l'acqua, con le amache e le sdraio di legno colorate, potrebbe partecipare al concorso "Il posto più rilassante del mondo".&lt;br /&gt;A Placencia entrai in un centro per le informazioni turistiche e per le immersioni dove Bernabè, un ragazzo che ci lavora, mi informò che la barca per Puerto Cortez c'è solo una volta alla settimana, di venerdì. Fu molto gentile e disponibile e mi diede un sacco di informazioni, compreso il contatto di uno spagnolo che vive sull'isola di Utila.&lt;br /&gt;Alla fine, così, ho preso la famosa barchetta , in direzione opposta, per raggiungere Indipendence da dove sono salito sul bus per Punta Gorda PER LA SECONDA VOLTA.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Ci sono arrivato nel tardo pomeriggio, l'ultima barca per entrare in Guatemala era alle 16.00, ed io l'ho persa. Ho trovato da dormire in un posto un po' fuori dal centro, se così si può definire, mi sono informato sugli orari per domani, ho mangiato un hamburger di pesce in un ristorante cinese, camminato a lungo per le vie deserte di questo paesino e sono tornato in camera. Per le strade non c'è quasi nessuno, tanto da sembrare una città fantasma. C'è solo qualche uomo di colore, che saluta in modo amichevole, ma poi capisci che vuole solo venderti droga, proprio come succedeva a Cayo Caulker.&lt;br /&gt;Una ragazza del Nicaragua, completamente sotto l'effetto di cocaina ed altro, mi ha fermato, ma dopo aver parlato con lei qualche minuto, senza essere scortese, ma con decisione mi sono liberato della sua presenza. &lt;br /&gt;  Può suonare strano "ristorante cinese", qui. In realtà lungo tutta la costa caraibica per lo meno del Belize, i cinesi hanno il monopolio dei mini-market e, ad esempio, a Cayo Caulker ci sono, almeno, sei ristoranti cinesi dove cucinano, per lo più hamburger, patatine e pollo fritto a prezzi leggermenti più economici di altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Ora, leggerò un po' e poi proverò a dormire. Domani...............si va in Honduras!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-5956545897952333357?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/5956545897952333357/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2010/03/14032010-punta-gorda-belize.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/5956545897952333357'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/5956545897952333357'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2010/03/14032010-punta-gorda-belize.html' title='14.03.2010 - Punta Gorda - Belize'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-149453161561384368</id><published>2010-03-24T09:02:00.000-07:00</published><updated>2010-03-30T06:00:45.321-07:00</updated><title type='text'>13.03.2010  Cayo Caulker - Belize</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/S7DnQu7x40I/AAAAAAAAARs/i5GSmU5jwwo/s1600/DSC05588.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/S7DnQu7x40I/AAAAAAAAARs/i5GSmU5jwwo/s320/DSC05588.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5454113423408358210" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Arrivai qui con l'intenzione di frequentare il corso avanzato di SUB, prima di recarmi in Mexico, sulla Costa Maya e fare immersioni ad una profondità superiore ai 18 metri, come il mio brevetto attuale mi consente. Però...........non c'è un solo manuale in Spagnolo nè su quest'isola nè su quella vicino. Optai, così, per un pacchetto che, senza alcun corso, comprende 5 immersioni in due giorni, una delle quali nel famoso Blue Hole.&lt;br /&gt;Il primo giorno mi divertii molto in entrambe le immersioni: conobbi Miguel, un informatico quarantenne di Madrid, qui in vacanza per due settimane con sua moglie. Il gruppo era formato da 20 partecipanti più l'istruttore, 3 dive-master come assistenti ed il capitano della barca.&lt;br /&gt;Abituato ad avere le attenzioni di Luca e Tonio (a Huatulco) dovetti imparare a cavarmela da solo, prepararmi l'equipaggiamento per essere pronto quando si trattò di entrare in acqua. Ci divisero in 4 gruppi. Appena infilai la testa sott'acqua mi resi conto che sarebbe stata un'esperienza diversa da quelle precedenti, nel Pacifico.&lt;br /&gt;La visibilità era di c.a. 50 m, rispetto ai 7 di Huatulco delle ultime 2 immersioni. L'acqua era cristallina e l'ambiente molto luminoso: tutto sembrava più grande! Mi trovavo in un enorme parco di luci e colori. I coralli, come fiori in un giardino, sfoggiavano tinte incredibili ed erano circondati da pesci tropicali di tutte le forme e dimensioni.&lt;br /&gt;Un'aquila marina (pesce simile alla razza) di almeno 2 metri, si stava avvicinando lentamente. Si muoveva con grazia e sembrava che stesse volando muovendo lentamente le grandi "ali". Mi passò molto vicino e, con classe aristrocratica ed in modo vanitoso, mi mostrò il suo dorso blu notte tempestato di tondini bianchi che sembravano ricamati a mano come su di un tappeto persiano. Vidi una coppia di barracuda lunghi più di 2 metri che, immobili dietro una roccia, probabilmente, riposavano dopo il pranzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Entrambe le immersioni ebbero esiti molto positivi e mi lasciarono incredulo  ed affascinato dalla bellezza di quel mondo incantato, pulito, limpido, vivo, ricco stupefacente....un mondo a dir poco, MERAVIGLIOSO!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell'intervallo tra le 2 immersioni, durante le pause necessarie per eliminare la quantità di nitrogeno accumulato, facemmo snorkley vicino alla barca, in una zona con una densità molto alta di vita marina. Durante quella mezz'ora vidi, per la prima volta, uno squalo. No so bene il nome esatto della razza: poco più di in metro, scuro, con le pinne laterali lunghe e si aggirava con aria disinteressata, &lt;br /&gt;quasi da turista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella seconda immersione, una grande e bellissima tartaruga, arrivò con il muso a pochi cm dalla maschera di un ragazzo che, se non avesse avuto il regolatore d'aria in bocca, probabilmente, l' avrebe baciata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tornai a casa molto felice, sia perchè mi ero divertito ed anche perchè mi rendevo conto che, ogni volta, acquisivo maggiore padronanza e sicurezza con il mio equipaggiamento ed il mondo marino. Mentre ammiravo il tramonto, seduto su di un molo, ripensavo alla fantastica giornata e fremevo, in attesa di quella successiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;.............Sveglia alle 5, ritrovo alle 5:30, partenza con la barca alle 6:15, arrivo al Blue Hole alle 8:00.&lt;br /&gt;Il numero dei partecipanti si era dimezzato e ciò mi rese felice perchè il clima    sulla barca era meno caotico e più rilassante. Feci subito amicizia con Federico e Mayeul (versione francese di Manolo). L'italiano vive e lavora in Tunisia; è in vacanza per 2 settimane e proviene da Cancun, dove prenderà il volo di ritorno martedì sera. Il francese è quasi arrivato alla fine di un lungo viaggio iniziato 8 mesi fa, in Argentina. Aveva progettato di arrivare in Alaska, ma gli mancano due mesi per tornare a casa e non è ancora nemmeno riuscito ad entrare in Mexico, ma io, capisco perfettamente il suo ritardo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ormai era chiaro che il nostro livello di certificazione per le immersioni non avesse, praticamente, alcun valore, come ho sentito dire,  con l'OPEN WATER, cioè il mio attuale, in tutto il mondo ti fanno scendere ad una profondità maggiore di 18 metri.&lt;br /&gt;Il giorno prima ero arrivato a 28 e sapevo che stavo per raggiungere i 40. Nuotando per c.a. 100 m in superficie, raggiungemmo l'interno del grande buco e cominciammo a scendere. Io ero il primo a seguire l'istruttore: non volevo trovarmi in mezzo al gruppo dove ho scoperto, a mie spese, che è molto facile prendersi una pinnata o una manata involontaria del tuo vicino, a causa del campo di visibilità ridotto dalla maschera. Ci avvicinammo all'enorme parete di corallo bianco "sporco"; la visibilità non era eccezionale: 15-20 c.a.. Sotto di me vedevo l'oscurità degli abissi sprofondare verso il centro della terra, lungo l'infinita parete rugosa adornata da stalactiti lunghe 20 m, dal diametro di una quercia della giungla Maya.&lt;br /&gt;Raggiunta la massima pèrofondità, l'istruttore mi fece cenno di proseguire ed iniziare a salire, lentamente, lungo la parete. Così, in testa al gruppo, cominciai a fare lo slalom tra le stalactiti e le rocce che sbucavano come le enormi braccia di un gigante. Mi sembrava di essere su di un altro pianeta ed ero incredulo nell'ammirare quello scenario unico al mondo! Durante questa immersione, l'istruttore ed il suo assistente furono molto più scrupolosi ed attenti del solito: battevano sulle loro bombole con piccole barrette metalliche attirando, continuamente, la nostra attenzione, ci contavano di continuo e si assicuravano che nessuno si allontanasse. Risalendo in superficie, l'acqua si fece più chiara e luminosa e la visibilità aumentò. Ero concentratissimo sull'esperienza appena fatta e non vedevo l'ora di poterla raccontare a qualcuno. Nuotavo tranquillo, davanti al gruppo, a c.a. 15m di profondità, vicino al fondale di sabbia bianca quando, all'improvviso vidi, di fianco a me, a qualche metro di distanza, un muso squadrato; subito dopo, gli occhi scuri e profondi e, poi, tutto il suo corpo, lungo 2 m - sicuramente era più grosso di me. Si stava avvicinando, ma non sembrava diretto nella mia direzione: era uno squalo!&lt;br /&gt;"Cazzo! questo è uno di quelli veri" gridai nella mia mente. Era il tipico squalo grigio, con i contorni della bocca bianchi, il muso allungato e lo sguardo minaccioso. Il suo modo di nuotare , di muoversi, la sua espressione da duro, lo sguardo fermo, il suo corpo imponente, le squame, ogni caratteristica lo rendeva il padrone assoluto di quel territorio, il più cattivo, spietato e pericoloso re del mare. Come un leone nella savana, si aggirava, indisturbato (quasi) alla ricerca di cibo.&lt;br /&gt; Mi assicurai che non fosse un'allucinazione e mi voltai di scatto per avvisare i miei compagni. Non mi avevano ancora raggiunto tutti e vidi solo Manolo che veniva verso di me e, dietro di lui, ad una decina di metri, ne vidi un altro che lo stava seguendo, senza che lui lo sapesse. Mi voltai di nuovo, per controllare il "mio"  ; mi passò a fianco senza, per fortuna, prendermi in considerazione. Dopo qualche minuto arrivarono gli altri miei compagni e, con loro, altri squali: erano dappertutto: a destra, a sinistra, di sopra, di sotto - non potevo crederci, non VOLEVO crederci. Non c'era nessun vetro di acquario, nessuna gabbia, nessuno schermo 3D, era tutto vero, tutto semplicemente incredibile! Stavo, davvero, nuotando in mezzo agli squali! Ero consapevole, che in qualsiasi momento, con solo un brusco movimento, uno qualsiasi di loro, avrebbe potuto attaccarmi e togliermi la vita. Non potevo far altro che sottostare alla loro supremazia, rispettare il loro territorio e non infrangere le regole. L'adrenalina, lo stupore, ed una forte emozione, ebbero il sopravvento e nemmeno per un attimo, posso dire di aver avuto davvero PAURA.&lt;br /&gt;Non riuscii, ovviamente, a contarli ma erano più di dieci e continuarono a girarci intorno per tutta la durata della sosta di c.a. 5 minuti a 5m di profondità. &lt;br /&gt;Risaliti in superficie, il nostro entusiasmo era alle stelle: l'istruttore ci spiegò che in questa stagione non è facile incontrarli e, comunque non così numerosi.&lt;br /&gt;Avevo informato i miei compagni della fortuna che ho, da quando ho iniziato a praticare questo sport, di avvistare animali marini e, saliti sulla barca, con un sorriso smagliante, Manolo mi abbracciò calorosamente, come se fosse stato merito mio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     La seconda immersione fu a Light House Reef o, detto anche, l'"Acquario". Percorremmo, aiutati dalla corrente, centinaia di metri, lungo la barriera corallina. C'erano moltissimi pesci, molluschi, conchiglie, crostacei coralli viola, gialli, rossi e di mille altri colori. Durò 40 minuti e terminò in un grande spazio aperto. Era stato molto divertente; il luogo semplicemente affascinante e, dicono, tra i migliori al mondo nel suo genere, ma io, sinceramente, avevo ancora in testa gli squali. A farmeli dimenticare fu qualcosa di incredibile. Sempre durante la solita sosta, necessaria per eliminare il nitrogeno accumulato, facevo capriole su me stesso, mi guardavo intorno  e cercavo la flottabilità neutra per poter rimanere fermo alla stessa profondità. Come in un documentario di National Geograpich, proiettati su di uno schermo del cinema dallo sfondo verde acqua, arrivarono i delfini! Rimasi a bocca aperta (si fa per dire) - fermo, immobile, come paralizzato. Venivano verso di me; ne contai 16. Danzavano beati e felici , passando uno accanto all'altro e, con le loro traiettorie, disegnavano archi nell'acqua. La luce era forte e l'acqua era chiara, come se ci fossero dei riflettori che illuminavano lo spettacolo. Scattai alcune foto nella mia mente  e mi bastò chiudere gli occhi per rivivere quell'emozione. &lt;br /&gt;         L'unica esperienza che avrebbe potuto capitare durante la 3^ immersione era quella di vedere una balena, ma........non accadde.&lt;br /&gt;Che giornata! Blue Hole, barriera corallina, squali, delfini, isole caraibiche....&lt;br /&gt;Ancora non mi sembra vero, ho nuotato in mezzo agli squali: questa sì, è una cosa da raccontare a mio figlio, se mai un giorno ne avrò uno.&lt;br /&gt;            Domani, si riparte: itinerario COMPLETAMENTE cambiato per l'ennesima volta. In un primo tempo pensavo di andare verso nord, rientrare in Mexico ed andare a fare immersioni per conoscere Tulum e la isola di Cozumel, invece, andrò a sud, in Honduras su di una piccola isola di nome Utila che, mi hanno detto, essere il luogo, in assoluto, più economico per fare immersionie, lì, vorrei frequentare il corso avanzato.&lt;br /&gt;Ho la 1^ barca a Belize City alle 6:30. Voglio partire presto perchè di quella zona non ho una guida ed ho solo una vaga idea del percorso che dovrò affrontare. Spero di riuscire ad arrivarci in giornata.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-149453161561384368?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/149453161561384368/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2010/03/13032010-cayo-caulker-belize.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/149453161561384368'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/149453161561384368'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2010/03/13032010-cayo-caulker-belize.html' title='13.03.2010  Cayo Caulker - Belize'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/S7DnQu7x40I/AAAAAAAAARs/i5GSmU5jwwo/s72-c/DSC05588.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-7604530192473499531</id><published>2010-03-16T09:33:00.000-07:00</published><updated>2010-03-20T02:50:55.365-07:00</updated><title type='text'>11.03.10 Cayo Caulker-Belize</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/S6AhfodpbjI/AAAAAAAAARM/sKdghi5SlN8/s1600-h/DSC05539.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/S6AhfodpbjI/AAAAAAAAARM/sKdghi5SlN8/s320/DSC05539.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5449392376439729714" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sono seduto su uno dei tanti moli costruiti con assi di legno che circondano la minuta isola di Cayo Caulker, a pochi km da Belice City. Sono arrivato nella capitale martedi`, nel primo pomeriggio. Ad una stazione degli autobus, vicino alla frontiera con il Guatemala, mentre aspettavo, mi sono immediatamente accorto delle molteplici diversita` sia ambientali che culturali tra i due stati confinanti. &lt;br /&gt;Mi e` bastato comprare una bottiglia d'acqua per capire che il costo della vita, qui, e` ben differente da quello in Guatemala e Mexico.&lt;br /&gt; Mentre salivo sul bus sporco e malandato, coror grigio topo, un grosso uomo di colore mi ha urlato qualcosa in uno strano e sporco inglese, molto simile a quello parlato ad Antigua-Barbuda dalla gente locale; mi ha preso lo zaino e lo ha sbattuto, senza troppo riguardo, nell'ultimo sedile a due posti passando da una porta nel retro del pullman. In pochi minuti il mio zaino e` stato sotterrato da altri borsoni, valigie e bagagli vari. Ho conosciuto Vincent e John: il primo tedesco e l'altro statunitense. John e` sceso dopo pochi km separandosi dall'amico con il quale viaggiava da ormai tre settimane e che aveva conosciuto ad Antigua in Guatemala. Vincent parla abbastanza bene lo spagnolo e gode di un inglese praticamente perfetto. E'  in viaggio da piu` di 5 mesi, ha appena finito il corso "Open Water" di sub, proprio come me, ed era diretto anche lui a Cayo Caulker. Ci abbiamo messo poco, a fare amicizia e, tra un racconto e l'altro, siamo arrivati dopo 3 ore a Belize City. &lt;br /&gt;Lasciati i pesanti zaini e fatti i biglieti per l'isola, abbiamo mangiato un grande piatto di carne, accompagnato da riso e patate in un ristorante che si era appena riempito di studentesse in divisa scolastica, che compravano grandi tortillas farcite. &lt;br /&gt;Non posso dire che la capitale mi abbia entusiasmato e, dopo il percorso a piedi consigliato dalla guida, ho pensato di avere gia` visto tutto. Non avevo mai consultato tante volte la guida, cercando informazioni, studiando le mappe, come in quelle poche ore con Vincent. Pensavo di essere un viaggiatore abbastanza scrupoloso per certe cose, ma in confronto al mio amico tedesco, sembravo un vagabondo allo sbaraglio. &lt;br /&gt;Sull'isola siamo andati a vedere 2 ostelli dei quali Vincent conosceva gia` i nomi e gli indirizzi. Camminammo abbastanza e poi decidemmo per il primo. Si chiama Tita ed e` vicino al porticciolo dove siamo arrivati. Esteticamente è molto rustico e pieno di fascino, a pochi metri dal mare, con un giardino di sabbia ornato da murales e poltrone di pietra intorno a tavolini di legno. I colori e le amache gli donano un tocco caraibico ed, entrando, si scopre che e` molto piu` grande rispetto a quello che sembra da fuori. &lt;br /&gt;21 dollari del Belize, qui cambiati per 10,5 dollari statunitensi, per un letto in una camera con altri 4 ragazzi. Bagni in comune ed un cucina poco spaziosa con piatti e bicchieri di plastica. In camera, per terra, c'era un po` di tutto: zaini, vestiti sporchi, bottiglie, ciabatte, scarpe, una chitarra, buste di plastica...&lt;br /&gt; Ho fatto una doccia nel bagno che ormai aveva assunto l'aspetto di "fine giornata" e mi sono andato a sedere in giardino con Vincent. Ogni volta che entravo ed uscivo da una delle porte, incontravo una faccia nuova, l'ostello era completamente pieno e tutti parlavano rigorosamente inglese! Davanti al mare e sorseggiando un bicchiere di coca e rhum, Vincent mi ha raccontato un po` della sua vita. Ha solo 20 anni, un fisico atletico, capelli corti e fini color paglia, occhi grigi e pelle chiara. Il suo viso dai lineamenti morbidi esprime intelligenza, serieta` e bonta` interiore. &lt;br /&gt;A contraddire quella faccia da bravo ragazzo sono stati i suoi racconti di 5 anni di Kick boxing, dove ha raggiunto altissimi livelli, fino a competere per titoli internazionali dove, purtroppo, ha dovuto fermararsi a causa di un infortunio al ginocchio. Dice di averlo sempre vissuto come una disciplina molto dura e rigorosa, ma mai come il modo di imparare a fare del male a qualcuno. Non ha mai amato l'ambiente di quello sport, fatto di bulli e prepotenti. I suoi racconti erano caratterizzati da molta umilta` ed ho gradito molto il fatto che non si vantasse di praticamente niente. Pochi mesi fa, una notte, in Nicaragua, e` stato aggredito da un ragazzo con il coltello. Mi ha detto che quando il ragazzo si e` avvicinato ed ha aperto le braccia in segno di sfida e gli ha chiesto i soldi, il suo istinto ebbe il sopravvento. Cinque secondi piu` tardi, mentre lui correva il piu` veloce possibile verso casa, il criminale giaceva agonizzante al suolo: lo aveva colpito con un gancio destro sotto il mento e non ebbe bisogno di un altro pugno per stenderlo a terra. Un calcio nelle costole ed un altro in viso, bastarono per "finirlo". &lt;br /&gt;"Sono pentito di averlo fatto. A quest'ora potrei essere morto. Avrebbe potuto esserci qualcuno nascosto, con una pistola. Non so cosa mi e` successo, in quei pochi secondi, ho capito che avrei potuto colpirlo e batterlo facilmente. Il mio cervello automaticamente, ha analizzato la sua corporatura, l'altezza, i muscoli delle braccia, la larghezza delle spalle e la grandezza del collo. Quando si mise in quella posizione, con le braccia aperte a pochi cm da me, non potei controllare i mei movimenti e lo colpii con tutta la mia forza. Non avevo mai fatto a pugni per strada e, tantomeno, utilizzate le tecniche apprese in 6 anni di duro allenamento contro qualcuno, se non all'interno di un ring. Questa volta e` successo e so bene di aver rischiato la vita nel farlo. La prossima volta, faro` di tutto per limitarmi a svuotare il portafoglio ed andarmene con le mie gambe."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo la mezzanotte siamo andati a dormire ed io, questa mattina, ho trovato un piccolo hotel che, per lo stesso prezzo, mi dà una camera (solo per me) identica a quella dell'ostello; Vincent non ha voluto dividerla, cosa che sarebbe stata conveniente per entrambi e, dopo aver chiesto informazioni per il corso di sub avanzato, le nostre strade si sono divise.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-7604530192473499531?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/7604530192473499531/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2010/03/110310-cayo-caulker-belize.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/7604530192473499531'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/7604530192473499531'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2010/03/110310-cayo-caulker-belize.html' title='11.03.10 Cayo Caulker-Belize'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/S6AhfodpbjI/AAAAAAAAARM/sKdghi5SlN8/s72-c/DSC05539.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-4082412046789843678</id><published>2010-03-16T08:27:00.000-07:00</published><updated>2010-03-17T08:46:07.767-07:00</updated><title type='text'>08.03.10 Santa Elena-Guatemala</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/S6AgkrhMI0I/AAAAAAAAARE/0fbl_JKj0YY/s1600-h/DSC05472.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 240px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/S6AgkrhMI0I/AAAAAAAAARE/0fbl_JKj0YY/s320/DSC05472.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5449391363647611714" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Non era ancora giorno quando, nel silenzio delle strade fredde e buie, me ne andai da San Cristobal. A causa della forte musica dal vivo proveniente dall' altra parte della parete del mio dormitorio dove Charly, il proprietario di entrambi i locali, ingaggia gruppi rock tre sere a settimana, non avevo quasi chiuso occhio. &lt;br /&gt;Le porte del pub di Charly erano chiuse, ma, all'interno, era in pieno svolgimento una festa privata.&lt;br /&gt; Arrivai a Palenque in tarda mattinata e passai l'intero pomeriggio a salire e scendere le gradinate delle piramidi Maya nel sito archeologico, situato a pochi km della citta`. La via principale della cittadina e` in piena fase di restauro.&lt;br /&gt; Ogni casa, hotel, negozio, ad entrambi i lati della strada sono in fase di demolizione. Come mi avevano anticipato, Palenque non possiede nulla di affascinante come centro urbano e la vita notturna e` quasi inesistente. Sul pulmino diretto alle rovine, dopo aver pranzato con i migliori tacos comprati per strada fino ad ora, conobbi Arturo: un ragazzino di 12 anni che si offri` di farmi da guida al sito per un prezzo stracciato. Accompagnato dal fratellino di 10, mi fece fare il giro della giungla dandomi spiegazioni dettagliate sulla vegetazione e qualche nome riguardante gli studiosi, scopritori dellle rovine. Potei, in seguito, ricavare qualche informazione in piu` sulle piramidi dalla mia guida ed assistendo ad un documentario nel museo archeologico. &lt;br /&gt;Arturo ed il fratellino furono una piacevole compagnia ed approfittai della loro presenza per farmi fare qualche foto in cima alle grandi costruzioni in pietra. &lt;br /&gt;Il giorno successivo andai alle cascate di  Agua Azul, a poco piu` di 60 km sulla statale che torna a San Cristobal. Arrivai presto e potei, cosi`, godermi quella meraviglia quasi completamente da solo. Feci colazione con un "cocktail" di frutta: fette di ananas, papaya, anguria, mango e melone infilate in un bicchiere di plastica, seduto in terra, con i piedi a ciondoloni da una staccionata in legno e, sotto di me... una maestosa cascata d'acqua cristallina che si trasformava in tante piscine naturali. Me ne andai quando arrivarono i primi pullmanns di turisti a spegnere l'incantesimo ed a coprire, con i loro schiamazzi, la sinfonia nella quale la natura mi aveva avvolto. Mi diressi ,cosi`, alle cascate di Misol Ha , sulla strada di ritorno a Palenque. Come tipologia sono completamente differenti, pero` altrettanto affascinanti: un percorso sulle rocce umide permette di passare dietro alla cascata di 40 metri che si tuffa in un piccolo lago. Sapevo che l'acqua era fredda e vidi solo 2 ragazzini entrarci. Provai a resistere, ma, quando il sole del primo pomeriggio comincio` a picchiare piu` forte, non seppi trattenermi e dovetti farmi una nuotata. Tornai a Palenque molto stanco e cenai con una minestra di verdura, bevendo un the caldo al limone. Erano un po` di giorni che sentivo un dolore allo stomaco, che forse nell'ultimo periodo avevo messo a dura prova, mangiando qualsiasi cibo anche se a me sconosciuto. Quando tornai in camera, verso le 21.00, mi accadde qualcosa di strano: sentivo una gran voglia di vomitare e dovetti trattenermi dal non farlo. Alla forte nausea si aggiunse un repentino innalzamento della temperatura corporea ed iniziai a tremare dal freddo, pur essendoci 30 gradi nella stanza. Avevo la sveglia alle 5:15 per prendere il minibus delle 6:00 verso la frontiera con il Guatemala. Alle 4:25, dopo al massimo 3 ore di sonno leggero, mi svegliai. Mi affrettai cosi` nei preparativi per prendere il bus delle 5:00. Tre ore piu` tardi ero alla frontiera Corazol, da dove partono le barche mono motore dirette alle rovine di Yaxchilàn e quelle dirette alla piccola e sperduta citta` di Bethel, dove c'e` l'ufficio doganale per entrare in Guatemala. A delimitare il confine tra i due stati e` il fiume ed esistono diverse opzioni per attraversarlo. Rinunciai alla gita alle rovine a causa del prezzo spropositato che mi chiesero all'ufficio informazioni: 700 pesos da pagare da solo essendo l'unico partecipante, da sommarsi ad altri 400 per arrivare a Bethel e passare il confine. &lt;br /&gt;Il prezzo della gita raggiungeva quasi quello del tour di 2 giorni offerto dalle agenzie di San Cristobal e lo reputai assolutamente illogico. Dissi che avrei aspettato l'arrivo di altre persone per dividere la spesa e mi sedetti su di una panchina. Le risposte delle persone alle quali chiedevo informazioni erano molto vaghe e lasciavano facilmente trasparire che ci fosse un imbroglio. &lt;br /&gt;Cosi` mi avviai, da solo, verso le barche attraccate alla riva del fiume. &lt;br /&gt;Pensai: "Non è possibile che un messicano che voglia attraversare il confine debba sostenere quella spesa!".  Non feci in tempo ad arrivare in fondo alla scalinata in pietra, quando un ragazzo mi fermo` chiedendomi dove ero diretto. &lt;br /&gt;Per 50 pesos attraversai il fiume in circa 2 minuti, con lo stesso signore che mi aveva chiesto i 400 presentandomela come unica opzione disponibile. Cambiai 500 pesos sull'altra sponda, in terreno Guatemalteco, discussi sulla trattazione, ma sicuramente non fu molto favorevole per me.&lt;br /&gt;Alle 9:00 salii sul vecchio ed impolverato pulmino che parti` solo dopo mezz'ora quando, l'autista ed il suo aiutante finirono di fare colazione a base di pollo fritto e patatine in un chiosco di fronte alla fermata.&lt;br /&gt; Il paese, poverissimo, è composto, al massimo, da 20 case immerse nella vegetazione. &lt;br /&gt; Lo stesso uomo che mi aveva cambiato i soldi si affaccio` alla portiera del bus: ero l'unico passeggero e volle 50 quetzal per un  biglietto immaginario. Lo pagai e lo vidi raggiungere i due seduti a mangiare. &lt;br /&gt;Diede i soldi al ragazzo che si occupa dei pagamenti che, con l'altra mano, gli diede il resto: si era preso la sua commissione e quel poco che ero riuscito a farmi dare in piu` nel cambio. Ero stato fregato 3 volte nel giro di un'ora.&lt;br /&gt; Avevo fatto il possibile perche` ciò non accadesse ed avevo pagato cifre irrisorie superiori a quelle reali, ma al solo pensiero di essere trattato diversamente dalla gente del posto mi faceva innervosire. Si puo` considerare, secondo me, una forma di razzismo, dove i diritti di una persona cambiano a seconda del suo paese di provenienza. Questo succede in tutti i paesi del Centro America. &lt;br /&gt;Partimmo percorrendo, a moderata velocita`, la strada sterrata e polverosa, in mezzo ad infinite praterie di piantagioni di banani, manghi ed altri frutti tropicali. Dopo piu` di un'ora, arrivammo a Bethel, ci fermammo ad aspettare per mezz'ora qualcosa che mai arrivo`. Il tempo scorreva lento, come i km percorsi.&lt;br /&gt; Nel frastuono del pulmino traballante, la temperatura aumentava costantemente. Non si potevano aprire i finestrini per non essere invasi da una nube di polvere bianca alzata dagli altri veicoli che provenivano nella direzione opposta. &lt;br /&gt;Pensai :"Certo che bucare una gomma in questo posto deve essere davvero una bella rottura di palle!". Non passo` mezz'ora che uno scoppio tremendo mi fece pensare che me la ero proprio "gufata" da solo. Bucammo la posteriore destra e perdemmo altri 40 minuti per cambiarla. Lungo la strada arida ed infinita, salivano sempre piu` persone, ma nessuno scendeva! Io cercavo di rimanere sveglio e di combattere le stanchezza. Mi avevano detto che sarei arrivato a Flores in 3 ore.&lt;br /&gt; Invece: 4 furono di strada sterrata ed  una di asfalto fino a Santa Elena. Fu un viaggio estenuante, facemmo almeno 100 fermate, bucammo una gomma, attraversammo mandrie di mucche che camminavano libere per la strada e la cosa piu` divertente fu che a Flores, nemmeno mi ci portarono. &lt;br /&gt;Scesi dal bus stremato, sudato, sporco, con uno strato di polvere visibile ad occhio nudo depositato sulla pelle. In totale: 10 ore di viaggio da incubo, senza praticamente aver dormito, mangiato, bevuto o essere andato in bagno.&lt;br /&gt; Alla stazione dei bus, presi un tuc-tuc e mi feci  portare fino a dove partono i bus per il Belize. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho preso una stanza vicino al chiassoso mercato. Sono uscito a cenare velocemente ed ora provo a riposare. Domani devo arrivare a Belize City. Un altro stato, un'altra cultura, un'altra lingua, altro cibo, altra gente.... un'altra avventura!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-4082412046789843678?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/4082412046789843678/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2010/03/080310-santa-elena-guatemala.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/4082412046789843678'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/4082412046789843678'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2010/03/080310-santa-elena-guatemala.html' title='08.03.10 Santa Elena-Guatemala'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/S6AgkrhMI0I/AAAAAAAAARE/0fbl_JKj0YY/s72-c/DSC05472.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-1486082771592363185</id><published>2010-03-04T11:51:00.000-08:00</published><updated>2010-03-07T09:38:05.140-08:00</updated><title type='text'>04.03.10 San Cristobal de Las Casas-Mexico</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/S5A3nzERJ_I/AAAAAAAAAQ8/2Yt0PSVIEBc/s1600-h/DSC05332.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/S5A3nzERJ_I/AAAAAAAAAQ8/2Yt0PSVIEBc/s320/DSC05332.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5444913106353465330" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Lunedi` andai all' "Uffico dei diritti umani" per avere informazioni per andare a visitare una comunita` Zapatista. Ammetto che, prima d'ora, ignoravo quasi completamente quali fossero gli ideali e le azioni di questo movimento armato clandestino attivo in Chiapas. Alcune sere prima, assistetti ad un documentario proiettato sul muro della Cattedrale di San Cristobal.&lt;br /&gt; Seduto in terra insieme ad una cinquantina di persone, in un paio d'ore, riuscii a farmi un'idea ed a capire quali fossero gli argomenti trattati dal EZLN, che deve il suo nome al rivoluzionario messicano Emiliano Zapata. Stimolata la mia curiosita` feci qualche ricerca su internet e` decisi di volerci andare di persona.&lt;br /&gt;Erano le 12.30 quando entrai nell'ufficio e la segretaria mi avviso` che il corso (pre-visita) alla organizzazione, era in pieno svolgimento nella sala a fianco. Circa una decina di ragazzi di diverse nazionalita`, seduti intorno ad un grande tavolo, prendevano appunti e seguivano con attenzione le parole di una signora robusta e dall'aria molto seria, come quella della mia professoressa di italiano alle superiori. Mi comunico`, senza sorridermi, che la "lezione" stava per terminare ma mi invito` ugualmente a prendere posto. Rifiutai l'invito e mi limitai a chiedere quando sarebbe stata la prossima. "Tutti i lunedi` dalle 11.00 alle 13.00", mi rispose con tono pacato pero` austero, preoccupandosi di scandire bene le parole per non essere obbligata a ripetersi ed a prolungare ulteriormente l'interruzione della sua orazione, sicuramente dai contenuti molto interessanti. Mi scusai per il disturbo e lasciai la sala. Mentre camminavo sotto il sole del primo pomeriggio, nelle strade affollate della citta`, in cerca di un posto dove poter pranzare, pensai che non avrei potuto fermarmi una settimana in piu` solo per fare due ore di corso sugli Zapatisti, e decisi cosi` che ci sarei andato per conto mio. &lt;br /&gt;In verita`, ero spinto solo da una forte curiosita`, ben lontana da qualsiasi interesse di stampo politico.&lt;br /&gt;Il mattino seguente mi alzai presto e mi avviai verso il mercato, in cerca di un mezzo di trasporto diretto alla piccola comunita` chiamata Oventìk. Era una mattina fredda e umida, il cielo era coperto da dense nuvole bianche intente a nascondere le cime delle montagne che circondano la citta`. Non ero in piena forma, soffrivo di un forte raffreddore e mi sentivo debole a causa di qualche linea di febbre. &lt;br /&gt;Il problema, qui, e`che nelle giornate nuvolose, la temperatura si abbassa notevolmente ed i locali, sono quasi tutti privi di riscaldamento. Il primo tra questi e` il mio ostello.&lt;br /&gt; Nella grande camerata dove dormo, la temperatura di notte non e` di molto superiore a quella esterna. Non esiste quindi, almeno per me, il piacere di entrare infreddoliti in un locale e potersi svestire e riscaldare davanti ad una tazza di the bollente. Questo, forse, avviene nei luoghi da me considerati di "lusso", dove una cena, potrebbe costarmi l'equivalente di 5 notti nel mio freddo e modesto ostello. Al contrario, la maggior parte dei bar e dei ristoranti tengono le grandi porte spalancate come invito alla clientela, che deve pero` fare attenzione a non sedersi nel mezzo di una gelida corrente. &lt;br /&gt;Non avevo mai attraversato, prima, il mercato di San Cristobal, situato dietro a quello dell'artigianato dedicato ai turisti. Un grande angolo di "vero Messico" prende vita a nord della citta`. Il traffico, il frastuono dei clacsons, le grida dei venditori, la musica proveniente da ogni parte, le persone che come in un formicaio si intrufolano tra le auto incolonnate per immergersi nella distesa di bancarelle, producono un ambiente caotico e rumoroso. &lt;br /&gt;Per la strada si puo` calpestare di tutto mentre si cammina e se non si fa attenzione, anche i piedi alla persona sbagliata. Dopo 30 minuti di attesa ed una macedonia comprata da un anziano uomo che si aggirava con i contenitori in plastica sopra ad un vassoio, come un esperto cameriere, finalmente partimmo. &lt;br /&gt;Il taxi collettivo mi fece scendere sul ciglio della strada di fronte ad un grande cancello rosso, a 60 km a nord di San Cristobal, nel mezzo delle montagne innebbiate che un'ora e mezzo prima ammiravo dalla cittadina. Dietro a quelle sbarre fredde ed umide, immersi nella corposa foschia, c'erano due uomini robusti e di media statura. Indossavano entrambi scarponcini da montagna, jeans e pesanti maglioni di lana dai colori scuri. A distinguerli ed attirare la mia attenzione, furono i passamontagna neri che coprivano loro completamente la testa ed il viso lasciando scorgere, solamente, gli occhi. Mi chiesero il passaporto e solo dopo averlo portato dentro ad un ufficio ed aver ricevuto il permesso, mi fecero passare.&lt;br /&gt; La comunita` e` disposta ai lati di una strada acciottolata in discesa, lunga 500m, che termina con un grande piazzale di cemento color mattone. Dopo la mia identificazione ed alcune brevi domande da parte di tre membri seduti dietro ad un vecchio tavolo in legno, mi fecero accompagnare ad una delle casette colorate lungo la strada. Le costruzioni erano quasi tutte adibite ad uffici, depositi, abitazioni, e decorate da coloratissimi murales rappresentanti immagini, volti, bandiere del movimento rivoluzionario. Una coppia di ragazzi spagnoli mi aveva preceduto di pochi minuti e fui costretto ad aspettare fuori, al freddo, per circa mezz'ora. &lt;br /&gt;La nebbia era molto densa e fitta, si muoveva spinta dal vento se a pochi metri fosse scoppiato un grande incendio. Il fumo di nuvole rendeva l'ambiente rigido e silenzioso, quasi inquietante, spettrale. Il signore, che ho deliberatamente deciso di chiamare "Il Capitano", mi accolse gentilmente dentro alla stanza e mi fece accomodare su di una panca in legno. Si sedette dietro alla grande scrivania, colma di fogli riposti in modo ordinato, ed inizio` a parlare. Il tono della sua voce era leggermente rauco e tranquillo e le sue parole, pronunciate con estrema convinzione e fermezza, rimbombavano nella stanza vuota. Teneva le mani con le dita incrociate. Erano mani forti, di un lavoratore, scure e segnate dal freddo. Non si sconpose nemmeno un secondo dalla sua postura statuaria e mi guardava fisso negli occhi. &lt;br /&gt;In quei pochi centimetri delimitati dal passamontagna, riuscii a scoprire di piu` che se l'avessi visto a volto scoperto. "Gli occhi sono lo specchio dell'anima" disse un giorno qualcuno... e dovendomi concentrare solo su di essi, sentii la forte energia e lo spirito idealista che trasmettevano. Le pupille, nere e luccicanti come biglie di Tormalina, sottolineavano la determinazione di quell'uomo incappucciato, ed il rosso sangue che le contornava, simboleggiava l'ardore e lo sforzo con il quale svolgeva il suo compito all'interno della comunita` indipendente. &lt;br /&gt;Alle sue spalle, la bandiera simbolo del movimento, completamente nera con la scritta rosso fuoco:  "Democracia, justicia y libertad" a forma di arco, con in mezzo una grande stella che rappresenta i 5 continenti. Piu` in basso, la sigla EZLN che significa: Ejército Zapatista de Liberación Nacional. La conversazione fu molto coinvolgente ed interessante, ed io, piu` volte, non riuscii a trattenermi dall'interromperlo per fargli delle domande. Uscii dalla stanza soddisfatto dell'incontro e dalla particolare ed unica nel suo genere, esperienza di vita. Vicino all'uscita, nel piccolo negozio di artigianato, ammirai le grandi foto appese ai muri e come compenso del tempo dedicatomi gratuitamente, comprai una maglietta per ricordo, con sopra stampata in rosso la faccia del subcomandante Marcos, portavoce dell'esercito zapatista. &lt;br /&gt;Rimasi colpito da parole come:" Mal governo, indipendenza, stanchi di aspettare, la nostra terra, la nostra acqua, la nostra aria...." e nel viaggio di ritorno mi soffermai a riflettere. Non voglio e non posseggo le conoscenze sufficienti per potermi schierare; semplicemente ammiro lo sforzo di quelle persone che dedicano vita, tempo e denaro per combattere e sostenere la propria causa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-1486082771592363185?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/1486082771592363185/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2010/03/040310-san-cristobal-de-las-casas.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/1486082771592363185'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/1486082771592363185'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2010/03/040310-san-cristobal-de-las-casas.html' title='04.03.10 San Cristobal de Las Casas-Mexico'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/S5A3nzERJ_I/AAAAAAAAAQ8/2Yt0PSVIEBc/s72-c/DSC05332.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-3250166094879666739</id><published>2010-03-02T16:58:00.000-08:00</published><updated>2010-03-05T06:25:32.827-08:00</updated><title type='text'>02.03.10 San C.de Las Casas-Mexico</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/S46lSYyMzZI/AAAAAAAAAQ0/jXBQ7sk0fHI/s1600-h/DSC05325.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/S46lSYyMzZI/AAAAAAAAAQ0/jXBQ7sk0fHI/s320/DSC05325.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5444470734846741906" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Domenica mattina, Victor, il fratello del mio amico Marcos, venne a prendermi all'incrocio situato alla fine dell'isola della Calle de Guadalupe, di fronte al suo negozio di ferramenta. Si presento` a bordo di un vecchio ed un po' "scassato" PK, che credo, molti anni fa, sia stato di colore bianco. Pochi isolati piu` avanti caricammo Chico, che ci venne incontro saltellando come una gazzella inseguita da un ghepardo affamato. Si accovaccio` dietro ai due sedili in uno spazio angusto non certo dedicato ai passeggeri. I capelli legati accentuavano i lineamenti spigolosi del suo viso magro ed allungato guarnito da un pizzetto senza baffi. Indossava una felpa con il cappuccio grigio chiaro, di almeno 2 taglie piu` grande ed un paio di bermuda mimetici. Gli occhi arrossati e lucidi ed un'espressione più che gioiosa, vitale ed un po' persa, da "Alice nel paese delle meraviglie" mi fece intuire che aveva appena finito di fumarsi un "porro": una canna di pura Marijuana, senza nemmeno una traccia di tabacco, come usa in tutto il Centro e sud America.&lt;br /&gt; In successione, passammo a prendre Abram e Jorge. Il primo ci fece accomodare nella sua grande casa arancione di due piani, nella quale convive con altri 4 amici. Ci presento` la sua cagnolina di nome Chita: un piccolo chihuahua marroncino che gironzolava per casa scodinzolando felice dell'arrivo di nuovi ospiti.&lt;br /&gt; Tra il piccolo animale ed il suo padrone, ci sono, almeno, 100kg di differenza. Il contrasto tra il grande uomo dai lunghi capelli scuri, il quale probabilmente discende da qualche antica stirpe vichinga, ed il suo affettuoso mostriciattolo allegro, era inquietante. &lt;br /&gt;Jorge, l'ultimo che passammo a prendere, ci fece aspettare sotto casa, essendo rimasto addormentato anche dopo i lunghi richiami della sveglia. Mantenni il  mio posto sui sedili di fianco a Victor, mentre i suoi 3 amici si sedettero sul cassone posteriore e ci avviammo verso le montagne.&lt;br /&gt;Ero tranquillo, pero` allo stesso tempo emozionato; non avevo mai ne` visto ne` provato l'esperienza della "guerra" con le pallottole di vernice. &lt;br /&gt;Arrivati sul posto, dopo i saluti, ci affrettammo nei preparativi, per essere i primi a giocare. Indossammo i giubbotti smanicati mimetici, i caschi muniti di visiera e ci armammo di fucili ad aria compressa. Dettate le regole, entrammo nel campo di battaglia: 5000 metri quadri di bosco, con continue salite e dicese ricoperte di arbusti che formavano piccole montagne. Il campo è delimitato da una staccionata in legno. In alcune parti del campo, sono stati costruiti dei muretti con assi di legno lunghe, circa, 3 metri ed alti 1.50, da utilizzare come riparo durante la battaglia. Eravamo 2 squadre, composte da 5 giocatori l'una. L'obiettivo della prima missione, fu, L'ELIMINAZIONE, cioe` colpire per 3 volte ogni componente della squadra avversaria con i proiettili di vernice in una qualsiasi parte del corpo, dalla vita in su. Quando qualcuno, colpito per la terza volta, veniva eliminato, con le mani alzate ed il fucile puntato verso l'alto, doveva gridare: "FUERA!" ed abbandonare l'area di gioco, cercando di non passare nella cosiddetta "zona di fuoco". Non fummo molto abili e nemmeno scrupolosi nella strategia, ma, in meno di 30 minuti, riuscimmo comunque a sconfiggere l'avversario senza che nemmeno uno dei nostri venisse eliminato.&lt;br /&gt; La seconda partita fu piu` lunga, combattuta ed entusiasmante. Le regole del primo scontro rimanevano invariate; l'obiettivo, questa volta consisteva nel riuscire ad arrivare a prendere la bandiera avversaria issata sul lato opposto del campo ed, allo stesso tempo, difendere la nostra dietro di noi. Comprammo altri 100 colpi che spartimmo, lasciandone il maggior numero ad Abram che, secondo una tattica questa volta piu` studiata nei dettagli, avrebbe dovuto rimanere nelle retrovie a difendere la bandiera. Io e Victor, avremmo dovuto stare in "prima linea" mentre Chico e Jorge ci coprivano le spalle. Cominciammo ad avanzare con cautela dalla parte sinistra del campo nascondendoci dietro gli alberi ed i muretti in legno. In quei momenti, ci si emoziona davvero e, pur sapendo che si tratta solo di un gioco, l'adrenalina scorre velocemente nelle vene come i proiettili che si sparano e che possono colpire l'avversario con precisione fino ad una distanza di 40 metri, provocandogli, se colpito sulla pelle nuda, un dolore simile a quello di un forte pizzicotto. &lt;br /&gt;Mi stavo divertendo davvero, ero affannato, sudato e molto concentrato! &lt;br /&gt;Avanzai lungo la parte piu` bassa del bosco, radente la staccionata e riparato dalle montagnette di terra. Pensai di poter sorprendere l'avversario uscendo dal centro del fuoco nemico, ma non fui l'unico ad avere quell'idea! Mentre scrutavo da dietro un albero la cima della montagna dove sventolava la bandiera, sporsi la testa a destra per riuscire a scorgere qualcuno dei miei avversari. All'improvviso, un proiettile mi colpi` il fucile che tenevo nella mano sinistra rivolto verso l'alto e che avevo distrattamente lasciato fuori dalla copertura del grande pino. &lt;br /&gt;La pallina di vernice esplose a pochi centimetri del mio viso comprendomi la visiera del casco di liquido arancione. Mi buttai a terra con la schiena appoggiata alla corteggia ruvida del tronco e, mentre cercavo di riacquistare visibilita` pulendomi con una manica, sentivo lo scoppiettio di altri proiettili che arrivavano a ripetizione: mi stavano sparando da due punti diversi! Il mio avversario, che aveva avuto la mia stessa idea, mi aveva visto per primo e mi aveva colpito. A scovarmi, era stato anche il cecchino in cima alla montagna che non smetteva di sparare nella mia direzione. Feci un grido a Victor, mentre strisciavo a terra costretto ad indietreggiare e lui, da dietro un muretto, accorse in mio aiuto svuotando mezzo caricatore verso l'uomo vicino alla staccionata e costringendolo a mettersi al riparo e cessare il fuoco. Riuscii a raggiungere il nascondiglio di Victor, mentre mi copriva le spalle. Sentivo i proiettili passarmi vicino al corpo e davanti agli occhi, udivo il rumore di quando schizzavano fuori dai fucili e di quando si impattavono al suolo vicino ai miei piedi e contro i tronchi degli alberi. &lt;br /&gt;Intanto io correvo, con la testa bassa, correvo il piu` veloce possibile! Mi sentii come il protagonista di un film o ancor meglio, come la sua controfigura. &lt;br /&gt;Il nemico che mi aveva sparato, godeva di buona mira, ma non di altrettanta pazienza. Una volta al riparo, lo aspettai: sapevo bene dove fosse nascosto e che prima o poi avrebbe dovuto venir fuori. Quando alzo` la testa, dopo alcuni minuti di tregua, mentre il cuore della battaglia si era spostato nella parte alta del bosco, non esitai un attimo e cominciai a sparare. Lo colpii prima alla nuca, (alla fine dei giochi, sorridendo e stringendomi la mano mi disse che ancora gli faceva male...) e quando si giro` verso di me, tre volte al petto in rapida successione, determinando  cosi` la sua eliminazione. Mentre, con le mani alzate ed un'aria sconsolata abbandonava il campo, ripresi la mia posizione e cominciai ad avanzare. Il cecchino mi aveva visto e sapevo che stava solo aspettando una mia mossa falsa. Nel mentre, i miei compagni avevano eliminato altri 2 avversari, uno dei quali indossava una tuta da ginnastica bianca, (Bianca!! credo non esista indumento meno idoneo per quel tipo di attivita` sportiva).&lt;br /&gt; Mi ricordo ancora la scena: lo vidi strisciare fuori da un cespuglio come un serpente in cerca di cibo. Ero troppo distante per cercare di colpirlo con precisione e quindi mi limitai a godermi la scena. Inconsapevole di essere sotto tiro avanzo`,impavido, a quattro zampe e quando si trovo` in mezzo tra il suo nascondiglio ed il muro di legno a pochi metri di fronte a lui, la sua sventatezza fu punita duramente. Assalito da una raffica di pallottole che provenivano da sinistra e destra contemporaneamente e che gli cambiarono la tinta della tuta da ginnastica, fu costretto a ritirarsi. &lt;br /&gt;D'accordo con Victor, ci alzammo insieme dalle nostre due postazioni, rispondendo con vigore agli attacchi e concentrandoci sul cecchino. Quest'ultimo fu cosretto a rannicchiarsi dietro alle assi di legno per non essere colpito ed io approffitai del momento. Mi fiondai fino ai piedi della montagna e mi sdraiai con la schiena a terra. In quel momento ero solo ad un ventina di metri dal mio rivale, pero` fuori dal suo campo visivo. Mentre ascoltavo il rimbombo della battaglia alle mie spalle, indisturbato, potei aggirare il monte ed in pochi minuti trovarmi dietro la base nemica. Per scalare la parete terrosa e ripida dovetti fare piu` pause, ero esausto, sudato e la visiera, ancora sporca, si appannava ad ogni mio respiro. Scivolai ripetutamente appoggiandomi con la mano destra alla terra umida, mentre con la sinistra sorreggevo il fucile che si faceva sempre piu` pesante. Sentivo il profumo pungente del terricio mescolato con l'aroma degli arbusti ancora umidi dopo la brina del mattino. &lt;br /&gt;Raggiunta la cima, cercando di non fare troppo rumore, mi trovai a pochi metri dalla bandiera. Il cecchino era girato di spalle, intento a sparare ai miei compagni. Mi avvicinai con passo lento e felino ed aspettai che si voltasse. Gli tenevo il fucile puntato contro, era a meno di 10 metri da me ed a separarci, solo la bandiera verde che simboleggiava il compimento della missione. Quando la mia squadra rispose al fuoco, si giro` di scatto verso di me. Non gli diedi il tempo di respirare e gli scaricai una raffica di pallottole al petto, lasciandolo immobile, con sul viso dipinta una maschera di stupore, paura e remissione. Afferrai con la mano destra la bandiera e la alzai al cielo gridando. I miei compagni uscirono allo scoperto, anch'essi sorpresi ed increduli di vedermi in cima alla montagna. Nessuno si era accorto che fossi sparito per qualche minuto, erano tutti troppo occupati a spararsi. Avevo vinto, avevamo vinto! Ero sfinito, respiravo con affanno, le gambe a mala pena riuscivano a sorreggere il mio peso, il tutto era durato quasi un'ora e mezza ed a me sembrava di aver appena corso una maratona. La felpa che indossavo era impregnata di sudore e togliermi il casco inumidito fu un grande sollievo. Ero molto contento, però, di aver vinto e di essere stato io a far trionfare la mia squadra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono sempre stato, lo sono tutt'ora e sempre lo saro`, contrario a qualsiasi tipo di guerra. Non mi hanno mai affascinato le armi e tanto meno gli eserciti. Sono felicissimo di essere stato esonerato dal servizio di leva e, a parte giocare con i soldatini all'eta` di 4 anni, la guerra non mi ha mai attratto. Non sprechero` inutili parole dicendo che e` sbagliata e che porta solo alla distruzione, ma mi limitero` a dire, che quello a cui ho partecipato domenica, non ha nulla a che vedere con la guerra. E` semplicemente un gioco, da qualcuno chiamato sport, dove il rischio maggiore, se ci si attiene alle regole ed alle forme di sicurezza, e`quello di uscire dal campo con qualche piccolo livido, cosa che accade in qualsiasi partita di calcio. Si, e` una simulazione di guerra, ma non per questo puo` essere considerato immorale, a meno che non si voglia considerare immorale anche uno sport olimpico come la scherma, che è una simulazione di un duello di spade.&lt;br /&gt;Mi sono divertito molto, ho sentito l'adrenalina scorrermi nele vene ed il pericolo rincorrermi come un cane inferocito, tutto questo praticamente senza alcun rischio. Il fatto che il gioco si sia svolto in un bosco, in mezzo alla natura, sui pendii delle montagne dello stato del Chiapas, almeno per me, ha reso la competizione ancora piu` realistica ed avvincente. Lo rifaro`, appena mi ricapitera` l'occasione, non ci vedo nulla di male...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-3250166094879666739?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/3250166094879666739/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2010/03/020310-san-cde-las-casas-mexico.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/3250166094879666739'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/3250166094879666739'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2010/03/020310-san-cde-las-casas-mexico.html' title='02.03.10 San C.de Las Casas-Mexico'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/S46lSYyMzZI/AAAAAAAAAQ0/jXBQ7sk0fHI/s72-c/DSC05325.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-4305727017750879888</id><published>2010-02-27T08:19:00.000-08:00</published><updated>2010-03-11T07:47:40.535-08:00</updated><title type='text'>25.02.10 Cascadas de el Chiflòn-Chiapas-Mexico</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/S4lUwvgIt7I/AAAAAAAAAQM/LE5xQ8aVhzw/s1600-h/DSC05318.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/S4lUwvgIt7I/AAAAAAAAAQM/LE5xQ8aVhzw/s320/DSC05318.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5442974821015664562" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Mi sono svegliato alle 7.30, ho fatto una doccia veloce, preparato lo zaino ed ho camminato fino a sud della citta`. Ho attraversato la statale Panamericana tra le  urla isteriche e quasi incomprensibili dei numerosi autisti dei pulmini che gridavano le loro destinazioni cercando di sovrastare il rumore del traffico e quello dei clacsons dei taxi in cerca di clienti.&lt;br /&gt; Seduto, abbastanza comodamente, su di un minibus da 12 posti, con destinazione Comitàn, ammiravo il paesaggio incontaminato fuori dal finestrino. Le alte montagne coperte da un tappeto verde scuro di alberi sempreverdi, si trasformavano lentamente in colline colorate di arancio, giallo ocra e verde chiaro. L'autista guidava rapidamente ma con apparente prudenza ed affrontava le curve della statale in discesa con sicurezza. Ho conosciuto Rudy, un ragazzo messicano, come lo erano tutti gli altri passeggeri, di circa la mia eta`. Ha le sopracciglia folte, il naso schiacciato ed il suo sorriso gentile e` abbellito da due piccole fossette che si formano sulle guance paffute. Fu molto cordiale e disponibile nel darmi informazioni utili su come raggiungere le cascate di Chiflòn, dove ero diretto. Dopo un' ora e 45 minuti di piacevole conversazione con Rudy, arrivato a Comitàn, a circa 80km a sud di San Cristobal de Las Casas, sono salito su di un altro collettivo che e`partito dopo soli 3 minuti dal mio arrivo. Ha fatto alcune fermate sulla statale principale che attraversa la citta`, riempendosi completamente, fino a quando ha svoltato a destra immergendosi negli altopiani del Chiapas. Mezz'ora piu` tardi, sono terminate le curve, e con esse anche le montagne. In cima ad una salita, davanti a me e` apparsa un' immensa pianura verdeggiante, che si perdeva all'orizzonte. &lt;br /&gt;La strada era priva di curve e fiancheggiava la parete montuosa alla mia destra. &lt;br /&gt;Non riuscivo a vederne la fine e mi sembrava un'enorme montagna russa con continue salite e discese. Sceso all'incrocio per le cascate, ho preso un moto-taxi, ovvero quelli che ad Antigua-Guatemala, chiamano piu` comunemente: Tuc-Tuc. Mi ha portato fino all'entrata del parco e da lì ho iniziato la mia camminata in salita lungo il entiero che costeggia il fiume. Ho fatto diverse pause, non tanto per la fatica, ma per fotografare lo scenario incantevole che avevo sotto gli occhi. Sono arrivato fino in cima, sudato e smanioso di vedere la grande cascata: alta circa 80m, dominava il paesaggio  con prepotente autorita`. Sembrava essere la madre di quelle piu` piccole e modeste incontrate nel cammino, che creacano ai loro piedi splendide piscine naturali di acqua gelida. Avevo voglia di tuffarmici dentro, pero` per desistere, mi e` bastato entrare fino alle caviglie e sentirmi congelare i piedi. &lt;br /&gt;Sono rimasto lì un paio d'ore, seduto all'ombra su di una piccola panchina in legno, ai piedi dell'imponente cascata, rinfrescato dalla brezza trasportata dal vento.&lt;br /&gt; Mi sono immerso tra le pagine del mio libro, ipnotizzato dalle parole ed isolato dal frastuono della ingente massa d'acqua che cadeva dal cielo. Solo quando ha cominciato ad arrivare gente ad interrompere la mia quiete, mi sono messo sulla via del ritorno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adesso sono qui, seduto su di una panca in pietra attorno ad un tavolo, in riva al fiume. L'acqua cristallina color verde smeraldo, discende lentamente accarezzando le rocce levigate provocando un fruscio rilassante. I riflessi del sole la fanno scintillare coprendola con un mantello di brillanti. Le farfalle dai colori sgargianti volano nell'aria fresca mimetizzandosi con le foglie che, dondolando, cadono dagli alberi come fiocchi di neve. Qui, la rabbia, la forza e la supremazia della cascata "madre", si trasforma in un moto placido e mite, che scorre paziente sul fondale di sabbia bianca. &lt;br /&gt;Cerco di rilassarmi, di godermi appieno questo momento avvolto nella natura. Ascolto i suoni del bosco e provo a liberare la mia mente, ma non ci riesco! I miei pensieri sono lontani da quel luogo incantato, fluiscono lenti, come le acque del fiume, e mi riportano indietro nel tempo. Provo a sconfiggerli, a nuotare contro la corrente ed a risalire le cascate d'amore che mi hanno riempito il cuore. Mi aggrappo ad ogni ramo che sporge dalle sponde della mia anima, ma non ci riesco! Non ancora. Non posso dimenticare, non posso non pensare ....&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-4305727017750879888?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/4305727017750879888/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2010/02/250210-cascadas-de-el-chiflon-chiapas.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/4305727017750879888'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/4305727017750879888'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2010/02/250210-cascadas-de-el-chiflon-chiapas.html' title='25.02.10 Cascadas de el Chiflòn-Chiapas-Mexico'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/S4lUwvgIt7I/AAAAAAAAAQM/LE5xQ8aVhzw/s72-c/DSC05318.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-2946424789275018360</id><published>2010-02-23T17:34:00.000-08:00</published><updated>2010-02-26T09:15:10.926-08:00</updated><title type='text'>23.02.10 San Cristobal de Las Casas-Mexico</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/S4Vl1ZYhDWI/AAAAAAAAAP8/Mc2eqKF3qGg/s1600-h/SDC10636.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/S4Vl1ZYhDWI/AAAAAAAAAP8/Mc2eqKF3qGg/s320/SDC10636.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5441867692768300386" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sono arrivato stamattina alle 9.30 a San Cristobal de Las Casas, nello Stato di Chiapas. Avendo consumato ben 3 mesi di visto turistico a Huatulco ho deciso di tornare qui, dove ero stato per una settimana, circa un mese e mezzo fa. Da qui voglio visitare lo Stato di Chiapas per poi passare la frontiera, entrare in Guatemala, attraversarlo ed arrivare nella parte centrale del Belize, sul Mar dei Caraibi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uscito dalla stazione dell'autobus, stanco ed assonnato dopo l'intera notte di viaggio, ho incontrato alcuni ragazzi messicani che, molto gentilmente e senza troppa insistenza hanno iniziato a propormi alcune sistemazioni in ostelli, posade ed hotels. Munito di tutti quei depliants colorati con le cartine della citta` ho cominciato a camminare verso il centro. Prima di arrivare alla piazza centrale, ho svoltato a destra in direzione del negozio di ferramenta di Victor, il fratello del mio amico Marcos, per andare a chiedere consiglio a lui. &lt;br /&gt;Il sole splendeva nel cielo privo di nuvole, nella fresca mattina di fine inverno, il traffico nelle vie a senso unico doveva ancora prendere vita e l'atmosfera era molto rilassante. Proprio quando iniziavo a sentire la stanchezza dovuta al peso del mio zaino, ho incrociato un piccolo ragazzo dalla pelle color caffe` ed il viso gentile. Mi ha fermato e chiesto se stessi cercando un posto dove dormire. Gli ho  mostrato i bigliettini colorati che avevo in mano e gli detto che mi avevavo gia` fatto un sacco di offerte, alla stazione. Anche lui era diretto lì in cerca di clienti e mi ha invitato ad andare a vedere il suo ostello. L'ostello si chiama "La Cratina", come il bar che gli e` attaccato. All'esterno, la casa  e` di color rosa e si entra da una piccola porta in ferro. `C'e` una grande sala con divani ed una piccola televisione; salendo alcuni scalini c'è una vecchia, ma pulita cucina, a disposizione degli ospiti. Sono alloggiato in una stanza che ha 3 letti a castello. Il prezzo e` esattamente un terzo di quello di una stanza singola con bagno privato ed equivale a circa 2.70 euro per notte. Nella stanza non c'e` nessuno, per ora, ed essendo bassa stagione esiste la possibilita` che rimanga solo per alcuni giorni. &lt;br /&gt;E` la prima volta, nel mio viaggio, che scelgo l'opzione di condividere la camera con qualcuno e sono molto curioso di come possa essere.&lt;br /&gt; Ho dormito per un paio d'ore, fatto una doccia e poi sono uscito a mangiare qualcosa. Mi sono saziato in un ristorante tipico ed economico con un "CALDO DE POLLO", servito con riso in bianco, tortillas e salsa piccante. &lt;br /&gt;Adesso sono seduto al tavolino di un bar nella spendida piazza centrale di questa cittadina coloniale che tanto mi affascina e mi lascio traspotare dai pensieri e dai ricordi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Andarmene da Huatulco e` stato senza dubbio la cosa piu` difficile e dolorosa del mio viaggio. Ho lasciato la stazione dei bus con gli occhi gonfi di lacrime ed un grande nodo in gola che mi ostruiva la respirazione. Pensieri discordanti si scontravano nella mia mente come le onde di un mare in burrasca. Un grande vuoto si stava formando dentro di me e la paura di non riucire a colmarlo mi trafiggeva lo stomaco come una spada affilata.&lt;br /&gt;Ci ho messo molto a prendere questa decisione e per farlo ho riflettuto molto, moltissimo.&lt;br /&gt; La maggior parte delle volte non serviva a niente, non dava alcun risultato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono convinto che nella vita si debba ascoltare il proprio cuore, il problema è quando e` proprio lui a dirti due cose opposte. Allora non sai piu` a chi chiedere e cosa scegliere. &lt;br /&gt;Io ho ascoltato la voce che da tanti anni grida forte dentro di me e spero tanto di aver fatto la cosa giusta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;"Non puoi distruggere l'amore. Neanche l'odio riesce a distruggerlo. Puoi distruggere la passione, la tenerezza, la sollecitudine, o, magari puoi neutralizzare questi sentimenti trasformandoli in un cupo rimpianto, ma l'amore vero e proprio non puoi distruggerlo. L'amore è ricerca appassionata di una verità , diversa dalla tua; se lo vivi in modo sincero e totale, l'amore è eterno. Ogni atto d'amore, ogni impulso del cuore verso l'esterno, è una parte del bene universale: è una parte di Dio, o ciò che chiamiamo Dio, e non può mai morire".  (da "Shantaram") &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ieri notte, un'altra volta, il mio cuore si e` spezzato, ieri notte, un'altra volta io ho spezzato un cuore.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-2946424789275018360?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/2946424789275018360/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2010/02/230210-san-cristobal-de-las-casas.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/2946424789275018360'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/2946424789275018360'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2010/02/230210-san-cristobal-de-las-casas.html' title='23.02.10 San Cristobal de Las Casas-Mexico'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/S4Vl1ZYhDWI/AAAAAAAAAP8/Mc2eqKF3qGg/s72-c/SDC10636.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-1067829442139406103</id><published>2010-02-22T16:45:00.000-08:00</published><updated>2010-02-24T08:01:44.302-08:00</updated><title type='text'>21.02.10 Huatulco-Mexico</title><content type='html'>Non diro´ ne´ quando ne´ con chi, pero´ voglio raccontare dove sono finito alcune sere fa.&lt;br /&gt;Io ed il mio amico, che chiamero´ Jo, uscimmo, a serata inoltrata, da casa sua alla ricerca di un po´ di vita notturna. L'aria era fresca ed umida dopo la singolare pioggia caduta nel pomeriggio. Da una settimana è finito il periodo di alta stagione e la localita´ dove ormai vivo da tre mesi, chiamata "La Crucecita", sembrava deserta rispetto a pochi giorni prima. Era un giovedi´ sera e, dopo un breve giro in macchina nel centro, Jo mi disse che un suo amico avrebbe suonato dal vivo in un bar vicino alla piazza. Quando entrammo nel locale, solo 2 dei tanti tavolini in ferro scuro erano occupati. Ci sedemmo vicino al bancone ed ordinammo una birra.&lt;br /&gt; Il cameriere ci informo´ che quella sera non ci sarebbe stata nessuna musica dal vivo perche´ il musicista non si era presentato al lavoro. Dopo essersi scolato l'ultimo sorso dalla bottiglia di Corona, Jo mi disse che forse era meglio cambiare locale e cercare qualcosa di piu´ animato. Provammo altri 2 bar, ma con lo stesso risultato. Vagando in macchina per le strade deserte di Huatulco, si erano ormai fatte quasi le 2.00 ed io proposi di tornare a casa. Senza rendercene conto eravamo usciti dal centro e ci trovavamo nella zona periferica.&lt;br /&gt; E´ facile notare la differenza di questa zona rispetto al centro turistico della Crucecita. Non ci sono bar, ristoranti, hotel, ma solo piccoli negozi e qualche "Taqueria". Le strade strette e prive di illuminazione rendono l'ambiente alquanto tetro e poco rassicurante. Le piccole e vecchie abitazioni, sembrano ammassate una sopra l'altra, separate solo da sporchi e disordinati cortili, utilizzati come deposito di oggetti ed elettrodomestici, ormai inutilizzabili. Passammo davanti ad un locale con le delle luci rosa fosforescenti che illuminavano un tendone, con sotto un tappeto rosso che portava all'entrata. Prima ancora che me lo dicesse, avevo intuito che era uno Strip-Club. &lt;br /&gt;Girato l'angolo, dal finestrino aperto di Jo sentimmo entrare della musica mescolata a grosse risate isteriche, provenienti da un portone aperto. Dietro una tenda di stoffa rossa, che sembrava stesse per cadere da un momento all'altro, filtravano le luci psichedeliche che muovevano le ombre delle persone all'interno. Io e Jo ci guardammo per qualche secondo con un' espressione di stupore, ed i nostri sorrisi ci fecero intendere che entrambi eravamo curiosi di sapere che cosa stesse succedendo dietro quel tendone. Facemmo nuovamente il giro dell'isolato e parcheggiammo a pochi metri prima dell'entrata. Jo diede 10 pesos ad un bambino di circa 10 anni che stava seduto sul marciapiede ed aveva, legato al collo, un laccio di stoffa che sorreggeva una piccola cassetta piena di caramelle, snak, salatini e pacchetti di sigarette.&lt;br /&gt; Ci assicuro´ che avrebbe controllato la macchina fino al nostro ritorno e tento´ invano di venderci qualcosa. Con la mano destra, scostai la tenda rossa e quando infilai la testa dentro il locale, fui immerso da un'aria umida e afosa.&lt;br /&gt; Mi feci largo tra la gente e raggiunsi un tavolino con delle panche in pietra, a pochi metri dal bancone. C'era solo un grande ventilatore posto in terra che faceva circolare l'aria densa e maleodorante, ma senza cambiarne la consistenza. Il puzzo di fumo si mescolava con l'odore acido della birra versata in terra creando una miscela sgradevole alla quale non riuscivo ad abituarmi. Ordinammo due birre e, prima di bere, mi preoccupai di pulire accuratamente il collo della bottiglia con un tovagliolo di carta. I clienti del locale erano solo ed esclusivamente uomini. Le tante ragazze che ballavano con loro o che consumavano sedute al bancone  erano tutte prostitute. Decine di bottiglie, con ormai solo un po` di schiuma sul fondo, riempivano i tavolini umidi e venivano servite in rapida successione da un ragazzo di non piu` di 20 anni. In fondo alla pista da ballo, un grasso signore metteva la musica dietro ad una console e cantava canzoni tipiche mexicane. Credo che le uniche persone non ubriache in quel locale fossimo io e Jo. Quando andai in bagno,&lt;br /&gt;non credetti ai miei occhi. All'mprovviso l'aspetto sudicio e maleodorante del locale mi parve quasi essere pulito.&lt;br /&gt;Non ebbi il coraggio nemmeno di entrare, scorgendo dalla porta semiaperta escrementi che galleggiavano nella latrina intasata ed assalito da un puzzo ripugnante. &lt;br /&gt;Tornai a sedermi e dissi a Jo di finire velocemente la birra perche` l'esperienza "mistica" di visitare un bordello dei bassifondi messicani mi aveva ormai completamente soddisfatto. Una delle ragazze si alzo` dal tavolo vicino al nostro ed invito` prima lui e poi me a ballare. Avra` pesato almeno 100 kg, indossava una minigonna che metteva in risalto le enormi cosce avvolte dalla cellulite, una maglietta attillata che le arrivava appena sopra l'ombelico e che lasciava uscire uno strato di grasso sui quali i grandi seni flaccidi si appoggiavano come privi di forze. Sul viso paffuto la prima cosa cosa che risaltava erano i baffi, ben visibili e scuri come i peli che coprivano gran parte delle braccia. In effetti, tutte le ragazze del locale corrispondevano all'incirca a questa descrizione, qualcuna dall'aspetto piu` decente, ma sicuramente non invitante. Lo stesso valeva per gli uomini, grassi, sporchi e completamente ubriachi. Rimasi inorridito e schifato dal quell'ambiente lurido e l'unica cosa che volevo, era andarmene. Dopo pochi minuti che eravamo entrati, il bambino che avrebbe dovuto sorvergliarci la macchina entro` per vendere i suoi prodotti e comincio` a fare il giro dei tavoli. Gli comprai dei lecca-lecca, cercando invano di attutire la pena che provavo per lui ed il senso di colpa per il fatto che non stessi facendo niente per aiutarlo. La compassione verso le persone che mi stavano intorno, verso quelle povere ragazze, verso quei disperati ubriaconi, combatteva con un senso di rabbia e disgusto per quello che facevano e per il fatto che sembravano esserne felici.&lt;br /&gt;Il tutto duro` circa mezz'ora e quando ritornai finalmente ad inalare aria respirabile mi sentii rinascere, ma ci vollero alcune ore prima ch mi passasse la nausea e che quell'odore dolciastro uscisse dalle mie narici. &lt;br /&gt;Promisi a Jo che non avrei mai piu` ripetuto un'esperienza del genere e gli domandai come potesse esistere un posto come quello e la sua risposta fu: "Il Mexico e` pieno di posti come questo! Non hai idea di quanti ce ne siano!".&lt;br /&gt;Mi feci portare a casa e, prima di addormentarmi, mi fermai a pensare a come fossi fortunato. Non avevo visto mendicanti, malati o persone con gravi problemi, pero` pensai di essere fortunato, fortunato di non essere come loro. Non li accuso, non sono nessuno per farlo, pero` credo che nella vita, quasi sempre, ci sia una via di uscita, il problema e` che molti vogliono restare dentro!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-1067829442139406103?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/1067829442139406103/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2010/02/210210-huatulco-mexico.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/1067829442139406103'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/1067829442139406103'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2010/02/210210-huatulco-mexico.html' title='21.02.10 Huatulco-Mexico'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-2012371979783193896</id><published>2010-02-14T09:24:00.000-08:00</published><updated>2010-02-16T06:15:04.186-08:00</updated><title type='text'>12.02.10 Huatulco-Mexico</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/S3hZdhP29LI/AAAAAAAAAP0/mM3lM3Tu1uI/s1600-h/SDC10910.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/S3hZdhP29LI/AAAAAAAAAP0/mM3lM3Tu1uI/s320/SDC10910.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5438194913725838514" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La sensazione che si prova, la prima che volta che si respira sott'acqua, non si puo´ dimenticare. La paura si fonde con l'eccitazione, lo stupore di riuscirci, con l'ansia che da un momento all'altro non esca piu´ aria da quello strano oggetto che si tiene stretto tra i denti. L'aria che entra nei polmoni e´ fredda e secca come quella che si respira il mattino presto su di una montagna innevata. Ad ogni respiro si ode il fruscio della miscela di ossigeno e nitrogeno passare nel respiratore e riempirti i polmoni, seguito dal gorgoglìo delle bolle d'aria che si formano quando si espira e passandoti davanti agli occhi sbarrati, risalgono rapide verso la superficie.&lt;br /&gt; Schiacciando il bottone rosso che serve per svuotare il giubbotto senza maniche che sorregge la bombola posta alle tue spalle, esso si svuota dell'aria che ti fa stare a galla e si comincia lentamente a scendere. La sensazione di andare giu´ e´ quasi impercettibile a causa della visibilita´ ridotta della maschera e della tanta concentrazione nel respirare. Sono i timpani, a causa dell'aumento di pressione, che con prolungate fitte ti ricordano di compensare. Arrivato sul fondo, ed appoggiato per la prima volta le ginocchia sul fondale marino a 7 metri di profondita' la cosa piu´ difficile è riuscire a stare in equilibrio. Sembra che qualcuno, che non si riesce a vedere, ti stia tirando da una parte all'altra cercando di farti cadere al suolo. La cintura di pesi legata alla vita aiuta a trovare una certa stabilita´ ed a smetterla di smanacciare inutilmente in cerca di equilibrio.&lt;br /&gt; La prima cosa della quale mi sono reso conto nel muovermi sott'acqua, e´ che nulla si deve fare con fretta o rapidamente, ogni movimento ha bisogno del suo tempo e muoversi con un ritmo lento e regolare aiuta a mantenere il controllo e rimanere tranquilli. I movimenti del corpo sono completamente innaturali, influenzati dalla respirazione, accentuati dalle correnti e frenati dalla forza di attrito dell'acqua; non si tratta semplicemente di nuotare, ma si deve trovare la giusta sintonia con una lunga lista di elementi per potersi muovere con disinvoltura.&lt;br /&gt; Naturalmente, questa sintonia si trova con l'esercizio e con l'esperienza e la prima volta e´ difficile, credo, per tutti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho fatto la prima immersione, piu´ di due settimane fa, insieme a Toñio e Luca. Era da molto che desideravo fare un'esperienza del genere e quando mi e´stato proposto, non mi sono fatto pregare. Ogni volta che facevo  snorkeling  ed ammiravo il fondale marino, morivo dalla voglia di poter scendere ed entrare in quel mondo misterioso e meraviglioso che e´ il mare. Si, e´ un'altro mondo là, sotto: i colori, la luce, i suoni, le dimensioni, le distanze, l'atmosfera, gli animali, i coralli, le piante, tutto e´ diverso, tutto e´ nuovo ed affascinante. &lt;br /&gt;Dopo qualche minuto, giusto per potermi rendere conto di dov'ero, cosa stavo facendo e trovare la giusta flottabilita´ sott'acqua, abbiamo fatto una serie di esercizi base per poter proseguire la immersione di prova. &lt;br /&gt;Una volta terminati, con un po´ di acqua salata nello stomaco e dentro il naso, un po´ confuso ed un po´  stranito, ho cominciato a seguire Toñio che nuotava lentamente davanti a me, seguito e supervisionato a mia volta da Luca che procedeva alle mie spalle e, finalmente, a godermi il divertimento. Toñio scovava le razze completamente mimetizzate sul fondale sabbioso e, con estrema delicatezza, le toccava per far sì che si muovessero ed io potessi vederle nuotare.&lt;br /&gt; Ho visto aragoste nascoste tra le rocce, le morene con la loro espressione minacciosa, strani e coloratissimi molluschi simili ai manufatti di un esperto artigiano, esemplari di pesci a me sconosciuti e le grandi e maestose aquile marine nuotare a pochi metri sopra la mia testa. L' immersione è durata 50 minuti con profondita´ massima di 12 metri. &lt;br /&gt;Siamo usciti dall'acqua camminando direttamente sulla spiaggia, come eravamo entrati. La muta impregnata d'acqua, il giubbotto e la bombola, sembravano pesare 100kg e riuscivo a fatica a camminare con i piedi che sprofondavano nella sabbia, pero´ ero molto felice ed entusiasta del risultato finale della mia prima immersione, ed in quel preciso istante, decisi che non sarebbe stata l'ultima. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosi´, due settimane piu´ tardi, questo lunedi´, ho cominciato il corso di sub. &lt;br /&gt;Toñio mi aveva fornito un libro di teoria che avrei dovuto studiare, una tabella plastificata che avrei dovuto imparare ad usare ed una serie di fogli da compilare per la certificazione del mio corso. &lt;br /&gt;Il libro e´ composta da 250 pagine, arricchito da numerose illustrazioni ed è suddiviso in 5 capitoli al termine dei quali c'e´ un test composto da domande a risposta multipla ed a risposta aperta. Gli argomenti e le cose da ricordare sono molte; Il libro, pero´, e´ strutturato in modo da ripetere piu´ volte i concetti principali ed obbligare lo studente a rileggerli in continuazione, facilitandone la memorizzazione. Mi sono impegnato molto nello studio, e sono stato scrupoloso nel terminare tutti i piccoli test di poche domande alla fine dei paragrafi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo giorno di corso comprendeva una serie di circa 20 esercizi da svolgersi in acque confinate. Cosi´, alle 9.00 del mattino ci siamo trovati alla spiaggia di Santa Cruz, il paese a soli 3 km da Huatulco, dove ogni giorno, attraccano le enormi navi da crociera provenienti da tutt'America. Toñio ci mise un'ora, solo per spiegarmi tutta la serie di esercizi che avremmo dovuto svolgere ed insegnarmi la preparazione del cosi´ detto "equipo de buceo", ovvero tutti gli elementi necessari per iniziare l'immersione. La maggior parte degli esercizi simulano situazioni di emergenza insegnando tecniche di respirazione o, per esempio, come fare a togliersi completamente la maschera in profondita´ e rimettersela svuotandola dell'acqua. &lt;br /&gt;Mi e´ capitato di bere in piu´ di un'occasione e, diversa acqua, mi e´ entrata nel naso. In qualche momento devo ammettere di aver anche provato un po´ di paura causata dal senso di impotenza che si prova nell'essere coscienti che non si puo´ uscire da una situazione sgradevole in pochi secondi, essendo a 7m di profondita´, ma si e´ obbligati a mantenere la calma e resistere senza perdere il controllo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alle 12.45, teminata l'esercitazione, ero davvero stanco ed ho cominciato a chiedermi se avrei potuto reggere tre giorni cosi´ intensi. Luca mi ha fatto i complimenti e mi ha detto che, normalmente, quello che abbiamo fatto in 2 ore e mezza, si fa in 2 sessioni di 2 ore ciascuna in giorni diversi  e che il peggio, ormai, era passato; i giorni successivi sarebbero stati piu´ rilassanti e divertenti. Cosi´ e´ stato.&lt;br /&gt; Martedi´ e mercoledi´, abbiamo noleggiato una piccola barca e siamo andati in mare aperto. Dopo l'immersione di martedi´, dove ormai avevo svolto gli esercici con maggior disinvoltura e sicurezza, divertendomi e cominciando davvero ad apprezzare la vita subacquea, siamo andati a casa di Nata, il capo-istruttore. La villa e´ molto grande ed accogliente. Il colore predominante e´ il bianco ed in cima alle scale dell'entrata, si arriva nella spaziosa sala e cucina, costruita completamente all'aperto con la forma di un piccolo anfiteatro e coperta da un grande tetto di paglia a forma di capanna. Mentre Luca lavava con acqua dolce tutti i materiali utilizzati e riempiva nuovamente le bombole nel garage al piano terra, io e Toñio ci siamo seduti al tavolino in legno della sala, vicino alla grande piscina dalla quale si puo´ scorgere il mare in lontananza. Dopo un ripasso degli ultimi due capitoli del libro ed alcuni test di prova, ho deciso di affrontare l'esame finale e togliermi il pensiero. L'ho passato con successo, facendo solo 5 errori su 50 domande a risposta multipla; Toñio mi ha stretto la mano, si e´ complimentato ed a firmato tutti i fogli che dichiarano la mia promozione all'esame di teoria. &lt;br /&gt;Il giorno successivo abbiamo preso il largo a bordo della stessa barchetta a motore ed abbiamo fatto 2 immersioni con una pausa di 1 ora tra una e l'altra. Ho imparato a partire da un punto preciso, percorrere una cinquantina di metri e tornare indietro senza mai uscire dall'acqua utilizzando una bussola, a liberarmi completamente dell'equipaggio ed a rimettermelo in profondita´ ed alcune altre tecniche per migliorare la flottabilita´ regolando la respirazione. Alla fine di tutti gli esercizi, a 8 m sotto il livello del mare, Toñio mi ha stretto la mano per una seconda volta, mi ha fatto il segno di OK ed ha cosi´ dichiarato la mia promozione al corso "OPEN WATER DIVER", certificato dalla piu´ grande associazione di sub nel mondo, di nome PADI. Ora posso, quindi, immergermi in qualsiasi parte del mondo, sotto la supervisione di un esperto, non necessariamente istruttore, fino ad una profondita´ di 18m. In realta´ , se avessi i soldi ed il tempo, non aspetterei un minuto per fare il corso successivo "ADVANCED OPEN WATER DIVER" che consiste nell'appreddimento di 5 diverse tipologie di immersioni e rilascia un brevetto che permette di immergersi fino a 40m, profondita´ massima consentita per il sub-ricreativo. Sono sicuro che lo faro´ in un futuro non molto lontano, pero´ da un'altra parte del Centro-America, durante il mio viaggio che in pochi giorni, riprendera´ il suo corso. &lt;br /&gt;Finito l'esame e completato tutti gli esercizi con successo, ho ripreso a seguire Toñio ed a nuotare in direzione di un canyon formato dall'incontro di due grandi rocce alte almeno 8m. Mentre cercavo di rimanere al centro delle pareti rocciose, dondolato dalle correnti, all'improvviso l'acqua divento` scura e la luce inizio` a diminuire lentamente. Non capivo che cosa stesse succedendo fino a che Toñio si e` voltato verso di me e mi ha fatto cenno di guardare in alto. Subito ho pensato che una grande barca stesse passando sopra di noi, ma poi, man mano che quella grande macchia scura si avvicinava, ho visto che era un banco di sardine. Erano davvero tantissime e nuotavano tutte una vicina all'altra come attratte da una forza sconosciuta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo sport mi affascina e solo il pensiero di poter fare immersioni in posti come il Mar dei Caraibi, dove la visibilita´ subacquea e´ di gran lunga superiore a quella dell'Oceano Pacifico, aumenta il mio entusiasmo nel continuare questa attivita´ sportiva cosi´ unica ed affascinante. Sono sicuro che ogni immersione sia sempre diversa da tutte le altre e che sia davvero impossibile annoiarsi a 20m sotto la superficie.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-2012371979783193896?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/2012371979783193896/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2010/02/120210-huatulco-mexico.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/2012371979783193896'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/2012371979783193896'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2010/02/120210-huatulco-mexico.html' title='12.02.10 Huatulco-Mexico'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/S3hZdhP29LI/AAAAAAAAAP0/mM3lM3Tu1uI/s72-c/SDC10910.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-5484586959180157129</id><published>2010-02-05T16:31:00.000-08:00</published><updated>2010-02-10T17:13:28.055-08:00</updated><title type='text'>05.02.10 Huatulco-Mexico</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/S2zACHqv8lI/AAAAAAAAAPs/s76VtixWJzo/s1600-h/DSC04434.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/S2zACHqv8lI/AAAAAAAAAPs/s76VtixWJzo/s320/DSC04434.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5434929992979968594" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Nel buio di queste quattro mura, disteso sul fragile letto in legno, con le mani incrociate dietro la nuca, cerco di riposare la mente e liberarla da mille pensieri.  Le pale del ventilatore attaccato al centro del soffitto, girando, provocano un effetto psichedelico di ombre, tagliando la luce debole del lampione che filtra dalla finestra chiusa.&lt;br /&gt; Potrei sembrare solo, ma invece non lo sono. Sono con lei, la mia inseparabile e fedele amica del cuore. &lt;br /&gt;Lei mi dà la forza, mi dà il coraggio, mi trasmette la sua energía. Mi consola e mi accudisce accarezzandomi il viso e parlandomi con dolcezza, oppure mi picchia forte nella testa ma senza farmi male. A volte mi fa venire i brividi, ma mai mi spaventa. Non mi stanco mai di ascoltarla e quando sono con lei mi riaffiorano ricordi che ormai credevo fossero sommersi nelle sabbie mobili della mia mente.&lt;br /&gt; Posso rivedere un sorriso, risentire un profumo espandersi nell’aria, posso rivivere quei momenti, viaggiando indietro nel tempo. &lt;br /&gt; Lei riesce a farmi ridere, a farmi battere il cuore, mi sommerge come un'onda del mare. Mi fa pensare, mi fa riflettere, mi fa capire. Riesce a far muovere il mio corpo in liberta´, mi fa sbattere le ali, mi fa volare, mi fa ballare.  E´ capace di farmi piangere o gioire come un bambino. Mi parla in tutte le lingue del mondo, ma si fa sempre capire. Non chiede nulla in cambio, solo di essere ascoltata. Mi fa domande, mi fa pensare, poi, e´ lei stessa a darmi tutte le risposte. Io la amo, la amo con tutto il mio cuore e non potrei vivere senza di lei, senza la MUSICA.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;link in "you tube":       http://www.youtube.com/watch?v=OPw0aINSG3c&amp;feature=fvw&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL CENTRO DEL FIUME  (PIERANGELO BERTOLI)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Figure di carta che bevono nuovi pensieri &lt;br /&gt;e fragili miti creati dal mondo di ieri &lt;br /&gt;disperdono giovani forze sottratte al domani &lt;br /&gt;lasciando distorte le menti e vuote le mani.&lt;br /&gt;Consumi la vita sprecando il tuo tempo prezioso &lt;br /&gt;raggeli la mente in un vano e assoluto riposo &lt;br /&gt;trascorri le ore studiando le pose già viste &lt;br /&gt;su schermi elettronici oppure, su false riviste &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E tieni le orecchie tappate agli inviti del suono &lt;br /&gt;e questa è una polvere grigia che cade sugli occhi dei figli dell'uomo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Deciso a sfuggire il tuo tempo che soffia e ribolle &lt;br /&gt;non abile a prendere il passo di un mondo che corre &lt;br /&gt;CORAGGIO è soltanto una strana parola lontana &lt;br /&gt;tu cerchi rifugio in un pezzo di canapa indiana. &lt;br /&gt;Il sesso che prendi con facile e semplice gesto &lt;br /&gt;rimane ancora e di nuovo soltanto un pretesto &lt;br /&gt;e ancora nascondi la testa alla luce del sole &lt;br /&gt;il sesso hai scoperto, però, hai coperto l'amore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E tieni le orecchie tappate agli inviti del suono&lt;br /&gt;e questa e` una polvere grigia che cade sugli occhi dei figli dell'uomo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fai parte di un gregge che vive ignorando il domani &lt;br /&gt;e corri da un lato e dall'altro ad un cenno dei cani &lt;br /&gt;il mito di un lupo mai visto ti ha fritto il cervello &lt;br /&gt;e corri perfino se il branco ti porta al macello.&lt;br /&gt;E dormi nel centro del fiume che corre alla meta &lt;br /&gt;e niente che possa turbare il tuo sonno di seta &lt;br /&gt;qualcuno ti grida di aprire i tuoi occhi nebbiosi &lt;br /&gt;ma tu preferisci annegare in giorni noiosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non senti che stanno chiamando con voce di tuono &lt;br /&gt;E questa è una polvere grigia che cade sugli occhi dei figli dell'uomo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-5484586959180157129?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/5484586959180157129/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2010/02/050210-huatulco-mexico.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/5484586959180157129'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/5484586959180157129'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2010/02/050210-huatulco-mexico.html' title='05.02.10 Huatulco-Mexico'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/S2zACHqv8lI/AAAAAAAAAPs/s76VtixWJzo/s72-c/DSC04434.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-7924319461274745596</id><published>2010-01-30T09:38:00.000-08:00</published><updated>2010-02-01T07:47:06.352-08:00</updated><title type='text'>29.01.10 Huatulco-Mexico</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/S2R6NxsSfUI/AAAAAAAAAPk/S5cG6fZEOK4/s1600-h/images%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 124px; height: 80px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/S2R6NxsSfUI/AAAAAAAAAPk/S5cG6fZEOK4/s320/images%5B2%5D.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5432601427611647298" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sono in piedi, fermo, con entrambi i piedi all'interno del piccolo cerchio disegnato con il gesso nel mezzo di un grande campo da calcio. Nel grande stadio, gli spalti che mi circondano sono gremiti di gente. Grandi riflettori mi coprono di luce incandescente dall'alto, abbagliandomi gli occhi. &lt;br /&gt;Ad ogni respiro una nuvola di aria calda esce dalla mia bocca per dissolversi nell'aria gelida di una notte invernale.&lt;br /&gt; Mi sembra di stare fermo, eppure vedo lo stadio girare lentemante intorno a me. &lt;br /&gt;Tra la folla non riesco a riconoscere nessuno, scruto le sagome sfuocate in lontananza che si muovono disordinatamente. Con le mani mi copro gli occhi dalla luce fastiosa, cerco di vedere lontano, di incontrare qualcuno, ma sono solo, in mezzo a milioni di persone. La folla ammassata sulle gradinate sembra in delirio, si sbracciano, urlano, fischiano, gridano a scuarcia gola qualcosa che pero´,  io non riesco a capire. Mi sforzo di captare una frase, un suono, un segnale, ma quel rumore mi assorda e non capisco cosa stiano cercando di dirmi. Non ci sono compagni, non ci sono avversari, solo io e nessun altro. Mi faccio mille domande, ma in quel frastuono, non ottengo nessuna risposta. Voglio andarmene da lì, voglio scappare, voglio correre, fuggire via, ma non mi muovo, non ci riesco.&lt;br /&gt; Non comando i movimenti del  mio corpo, non ne ho la forza, non ne ho il coraggio. Vorrei urlare, vorrei che la mia voce sovrastasse quella della gente, cosi´ da poterla sentire, ma non riesco a farlo. Quando sto per arrendermi al mio destino, per magia, scompare come una bolla di sapone ed ecco, il piu´ assoluto silenzio.&lt;br /&gt; Non c'e´ piu´ nessuno intorno a me, sono spariti tutti, nel nulla. Adesso non ho piu´ paura, chiudo gli occhi e mi rilasso nel silenzio. Non ho bisogno di loro, non ho bisogno di quelle persone. Non cerco aiuto perche´ so che nessuno, mi puo´ aiutare.&lt;br /&gt; Basta, riflettere! Basta, pensare! Serve solo a far aumentare i dubbi. Ora sono in silenzio, in mezzo a quello stadio e mi sento pronto a giocare la partita: la partita piu´ importante della mia vita dove una sola distrazione, un attimo di debolezza, un secondo di troppo ne puo´ cambiare il risultato per sempre. Questa e´ la partita contro me stesso ed io voglio vincerla, costi quel che costi!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quante volte nella vita ci troviamo costretti a dover prendere decisioni importanti? Decisioni che possono cambiare il nostro destino, i nostri sogni, la nostra esistenza. A volte pensiamo che da soli non ce la potremmo mai fare, che non e´ il momento giusto, che la situazione e´ troppo complicata. Abbiamo paura, paura di tentare, paura di fallire. Abbiamo paura di soffrire e di far soffrire, e cosi´, rimandiamo tutto a domani. Andiamo in cerca di scuse, di consigli, di espedienti, di preghiere, aspettando che qualcuno ci dia la risposta. La cerchiamo ovunque intorno a noi, camminando nel deserto della mente, soli in mezzo alla tempesta di pensieri. Soffrendo, aspettiamo di sentire in quel frastuono qualcuno che ci dica qual e´ la cosa giusta da fare, la cosa perfetta, della quale mai ci pentiremo. Andiamo alla ricerca di quella voce ogni giorno, in ogni istante. La cerchiamo nelle parole, negli sguardi della gente, nelle strette di mano, per le strade, al lavoro, ovunque. Aspettiamo, sappiamo che un giorno la sentiremo e che seguendola non avremmo piu´ bisogno di decidere. Qualcuno lo avra´ fatto per noi, la cosa giusta al momento giusto. Pero´  il tempo passa, scorre in fretta davanti ai nostri occhi impauriti e non sentiamo niente, non una sola parola. Possiamo attraversare oceani, scalare montagne, discendere fiumi, ma non la troveremo mai. La risposta e´ dentro di noi e solo ascoltandoci, riusciremo a sentirla.  Qualcuno la chiama Dio, altri destino, anima, fato, fortuna, coraggio. Io la chiamo AMORE, amore  per noi stessi. Amare e´ la prova della vita piu´ difficile di tutte, alla quale veniamo sottoposti senza preavviso e senza conoscerne le regole. Veniamo risucchiati da un vortice di emozioni che ci trascina via impotenti. Non sappiamo dove andremo a finire, pero´ non possiamo fare altro che lasciarci andare. Ma come fare ad amare qualcuno, se prima non amiamo noi stessi? Da dove prendere tutta quella energia da donare a qualcuno, se non la troviamo prima dentro di noi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Sogni come questo, mi aiutano a capire che quello che cerco cosi´ disperatamente e´ dentro di me e che mai devo smettere di chiedermi che cosa voglio. Che cosa voglio veramente? Io lo so, in fondo tutti lo sappiamo, dobbiamo solo domandarcelo, tutti i giorni, perche´ siamo soli in mezzo quello stadio e siamo noi, gli unici, a dover fischiare il calcio d'inizio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste parole mi vengono dal cuore, in questo momento difficile del mio viaggio. Sto programmando la mia partenza da Huatulco, una partenza rimandata tante volte, una partenza che mi spezzera´ il cuore in due, che mi fara´ soffrire, ancora una volta. Fara´ soffrire anche qualcun altro e questa cosa mi uccide. Ho cercato tanto quella voce, che mi dicesse quando fosse il giorno giusto, che mi desse una data, un momento esatto, ho aspettato di ascoltare  la frase giusta per dire ¨Addio¨, per dire ¨Devo andare¨. Alla fine l'ho capito, questa notte, dentro a quello stadio. &lt;br /&gt;Se potessi raccontare tutto, ogni fatto, luogo, sensazione, pensiero, brivido, pianto...  se potessi descrivere al completo quello che vivo, quello che sento. Forse un giorno lo faro´, forse riprendendo in mano queste righe, le potro´ colmare dei ricordi che mi porto dentro al cuore e che lì rimarranno fino a che questo, non cessera´ di battere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-7924319461274745596?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/7924319461274745596/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2010/01/290110-huatulco-mexico.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/7924319461274745596'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/7924319461274745596'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2010/01/290110-huatulco-mexico.html' title='29.01.10 Huatulco-Mexico'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/S2R6NxsSfUI/AAAAAAAAAPk/S5cG6fZEOK4/s72-c/images%5B2%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-5836890768499004523</id><published>2010-01-22T17:51:00.000-08:00</published><updated>2010-02-08T06:10:08.957-08:00</updated><title type='text'>21.01.10  Puerto Angel - Mexico</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/S1pmhxkWqXI/AAAAAAAAAPM/2gip95tA18Q/s1600-h/SDC10822.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/S1pmhxkWqXI/AAAAAAAAAPM/2gip95tA18Q/s320/SDC10822.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5429765031176087922" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ero seduto al bancone del pub Dublin, ormai vicino all'orario di chiusura. Il locale era quasi vuoto ed io chiacchieravo di musica con Rodrigo. Mi alzai per andarmene ed aprii il mio braccio destro per effettuare il saluto diffuso in tutto il Centro America: con la mano destra in posizione orizzontale, si dà il classico ¨5¨, poi si stringe il pugno e lo si scontra senza forza contro quello del compagno.&lt;br /&gt;Spesso e´ il primo impatto, quello con le mani aperte, a determinare la confidenza tra le due persone, in base alla sua forza. Dopo il saluto, Rodrigo mi invito´ , per il giorno seguente, ad andare sulla barca di Scott.  Quest' ultimo aveva, da poco, lasciato il locale e mi domandai se potevo considerare valido un invito fatto da una persona che non fosse il proprietario della barca, ma accettai senza farmi troppi problemi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mattino seguente mi presentai al molo di Santa Cruz alle 10.30, come prestabilito. Mentre comminavo sulla passarella che conduce alle imbarcazioni mi guardavo intorno nella speranza di incontrare qualcuno che conoscevo chiedendomi quale fosse la barca di Scott. Chiesi informazioni ad un piccolo signore che indossava una polo bianca con il simbolo della Capitaneria, mi indico´ quale fosse lo spazio riservato alla barca del mio amico, ma allo stesso tempo, mi avverti´ che aveva lasciato il porto da una decina di minuti. Sconsolato e dubbioso feci marcia indietro verso il piazzale, alla ricerca di un taxi per tornare a casa. Ne vidi arrivare uno a tutta velocita´ sulla strada sterrata e, quando si fermo´ e la nube di polvere si dissolse nell'aria, spunto´ la piccola ed esile sagoma di Rodrigo. Portava i lunghi capelli brizzolati raccolti in una coda di cavallo, nella mano destra teneva il cellulare e nell'altra una bottiglia di gatorade al limone. Aveva la faccia di uno che si era svegliato da 30 secondi. Sotto gli occhi ancora socchiusi e circondati dalle scure occhiaie, mi regalo´ il suo solito sorriso e mi auguro´ il buon giorno. Erano le 10.40 e sapeva bene di essere in ritardo. ¨Qui non c'e´ nessuno Scott, io sono arrivato alle 10.25 ed un tipo mi ha detto che se ne erano gia´ andati da dieci minuti!¨ gli dissi con tono perplesso. Dopo essersi scolato mezza bottiglia in un solo sorso della bibita energetica, guardando verso il mare, mi rispose:¨Come e´ possibile? Scott mi aveva detto alle 10.30!  Aspetta, ora ci penso io.¨. Inizio´ a fare qualche telefonata, senza che nessuno gli rispondesse, l'ultima fu quella buona. Parlo´ con Scott e lo convinse a tornare indietro a prenderci. Mi spiego´ che c'era stato un disguido con l'orario, Scott aveva detto ai sui amici canadesi alle 9.30, ma a lui ed al resto dell'equipaggio alle 10.30. Quest'ultimi, quando arrivarono con un po´ di anticipo per i preparativi, si erano quindi affrettati a partire per non fare aspettare ulteriormente gli invitati nordamericani. Sinceramente mi sentii un po´ in imbarazzo a pensare che tutte quelle persone dovessero tornare solo per noi, ma furono un paio di battute e la simpatia di Rodrigo a rimettermi a mio agio. Dopo una decina di minuti ed una sigaretta, vedemmo la barca avvicinarsi all'entrata del porto. Man mano che si avvicinava, diventava sempre piu´ grande e, quando me la trovai davanti agli occhi capii che non era il grosso motoscafo che mi ero immaginato, ma qualcosa di piu´. Davanti, sulla grande vetrata oscurata, c'erano tre grandi lettere rosse, (G,S,D) a rappresentare la societa´ di Scott e Nata, che organizza ¨immersioni di lusso¨. Ovvero, oltre che ad offrire il servizio di tre istruttori, le attrezzature e di fatto le immersioni guidate, permette ai clienti di godersi una giornata intera a bordo del piccolo yacht, serviti e riveriti di cibi e bevande a volonta´.La barca e´ lunga almeno 20m ed è dotata di: cucina, due camere da letto matrimoniali, bagno, salotto con tanto di televisore LCD 50 pollici, impianto stereo, frigo-bar, e tante altre piccole, e forse inutili  comodita´ che solo la gente con i soldi puo´ permettersi. L'equipaggio e´ composto da Luca, il ragazzo italiano, Toñio, un messicano di 23 anni e Nata, il co-propietario della barca e capo-istruttore. Per ultimo, il baffuto capitano, del quale non ricordo il nome che, dall'alto della cabina, conduce la barca facendo roteare con disinvoltura il grande timone in legno chiaro. &lt;br /&gt;Scott mi accolse affettuosamente e si affretto´ nelle presentazioni dei suoi amici. Erano un gruppo di 7 persone, 4 uomini e 3 donne. Due dei ragazzi erano quasi completamente ricoperti da coloratissimi tatuaggi ed uno di loro aveva entrambi i lobi delle orecchie perforati da quei grossi pircing a forma di anello, dentro ai quali avrei potuto tranquillamente infilarci un dito mignolo. Dopo una visita all'interno della imbarcazione mi sedetti su di uno degli ampi e comodi materassi posti a prua e, mentre prendevamo il largo, ammirammo la maestosa parete rocciosa della costa che scorreva alla mia destra, dalla quale spuntavano paradisiache ed incontaminate spiaggie ricoperte da soffice sabbia bianca. Ci fermammo di fronte ad una di esse e, mentre Luca e gli altri si preparavano per l'immersione, mi tuffai nelle acque fresche e limpide dell'Oceano Pacifico. Presi in prestito un paio di pinne, tubo e maschera, e mi diressi verso gli scogli ammirando il fondale marino. Passai 40 minuti a fare snorkeling e non riuscivo a stancarmi di osservare tutta quella natura, tutta quella vita! &lt;br /&gt;Risaliti tutti a bordo potei godere del grande buffet preparato da Rodrigo e dissetarmi con una coca-cola fresca, e tutto, gentilmente offerto dalla casa. Tra una risata, un tuffo in mare, una pennichella sotto il sole e lunghe chiaccherate, con un sottofondo di ottima musica, il tempo trascorse veloce e verso le 4 del pomeriggio ci dirigemmo verso casa. &lt;br /&gt;Durante il viaggio di ritorno parlai a lungo con Luca che fece nascere in me una gran voglia di provare a fare immersioni. Cosi´, dopo aver contrattato un prezzo davvero speciale con Nata, che si dimostro´ essere molto gentile e disponibile nei miei confronti, Luca mi disse che avremmo potuto provare martedi´ e che per renderlo il piu´ economico possibile, saremmo partiti dalla spiaggia senza dover dunque usare nessuna barca. Mi lasciarono un DVD che illustrava le regole principali per la prima immersione e si raccomandarono che lo guardassi con attenzione. Salutai tutti, ringraziai ripetutamente Scott per la sua ospitalita´, presi appuntamento con Luca per martedi´ mattina e me ne andai verso casa, emozionato ed impaziente di provare questa, per me completamente nuova, attivita´ sportiva. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo momento mi trovo a Porto Angel, un piccolo villaggio vicino alla spiaggia di Zipolite, dove sono stato la settimana scorsa. Quando ci passai con il taxi per raggiungere la spiaggia  hippy, rimasi incantato dalla pace e dalla tranquillita´ che mi trasmise questo piccolo paese dalle case colorate rivolte verso il mare e cosi´ ho deciso di venirci a passare un paio di giorni. Ho trovato riparo dal sole sotto ad una tettoia di foglie di palme, la spiaggia e´ deserta, ci siamo solo io le piccole e scolorite barchette dei pescatori. Il mare e´ calmo, privo di onde, mi godo il suo silenzio, leggo, scrivo, rifletto,........vivo!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-5836890768499004523?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/5836890768499004523/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2010/01/210110-puerto-angel-mexico.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/5836890768499004523'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/5836890768499004523'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2010/01/210110-puerto-angel-mexico.html' title='21.01.10  Puerto Angel - Mexico'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/S1pmhxkWqXI/AAAAAAAAAPM/2gip95tA18Q/s72-c/SDC10822.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-7290854184569284214</id><published>2010-01-13T12:19:00.000-08:00</published><updated>2010-01-19T09:00:25.505-08:00</updated><title type='text'>12.01.10 Zicatela - Mexico</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/S04sxEaYHPI/AAAAAAAAAOk/B9mJsR3D3a0/s1600-h/SDC10755.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/S04sxEaYHPI/AAAAAAAAAOk/B9mJsR3D3a0/s320/SDC10755.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5426323822537612530" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo l'avventura pomeridiana sulle rocce, finita nel peggiore dei modi, comprai un po´ di garze, un disinfettante spray ed una benda. Dopo la doccia comincio´ l'automedicazione. Ad ogni spruzzo di quel disinfettante color rosso a base di alcool, mordevo con forza l'asciugamano per resistere al bruciore ed aspettavo che terminasse per poter proseguire. Ci vollero ben 7 spruzzi per terminare il lavoro, accompagnati da altrettante imprecazioni contro me stesso. Mi fasciai il piede e mi misi un po´ di carta igienica dentro la calza per rendere piu´ morbido ogni passo. Mentre camminavo nella via principale avevo solo l'imbarazzo della scelta per decidere dove andare a mangiare. &lt;br /&gt;Un cartello in piedi sul ciglio della strada, attiro´ la mia attenzione. Era uno dei tanti ristoranti italiani che ormai hanno invaso, credo, tutto il Messico, pero´ fu il sentiero illuminato da torce che andava verso la spiaggia ad invogliarmi ad entrare. L'ambiente era molto accogliente ed invitante, i tavoli in legno erano posti sotto ad una grande terrazza affacciata sul mare e, scendendo 5 gradini, si poteva raggiungere la spiaggia dove ce n'erano altri. &lt;br /&gt;Scelsi l'ultimo a sinistra, a pochi metri dall'acqua. Ordinai come primo: un piatto di tagliatelle fatte in casa al sugo di aragosta e gamberi e, per secondo, una tagliata di tonno. Mi parve strano leggere un menu´ scritto in italiano ed ero molto dubbioso sulla qualita´ della cucina. Il vino che chiesi era cileno, ma per errore la gentile e bella cameriera mi servi´ un Trebbiano d'Abruzzo. Quando arrivo´ il piatto di pasta, mi venne l' acquolina in bocca solo a guardarlo ed a sentirne il profumo.&lt;br /&gt; L'aragosta tagliata a meta´ guarniva il piatto abbondante, la cottura era perfetta ed il sapore sublime. Ritornai con la mia mente in Italia, ne sentii il sapore genuino, fresco, semplice. Quando arrivo´ la tagliata di tonno, guarnita da pure´ di patate, uno dei migliori che abbia mai mangiato, ed insalata, rimasi semplicemente esterrefatto. La carne sembrava burro, si scioglieva in bocca ed era molto saporita. &lt;br /&gt; Mentre ascoltavo la musica del mare, accarezzato dalla brezza della sera, godevo nell'assaporare quelle delizie nonostante fossi dall'altra parte del mondo.&lt;br /&gt; Ho gia´ sperimentato moltissime cucine diverse nella mia vita ed in tutti i luoghi dove vado, una delle cose che mi piace maggiormente, e´ proprio provare la cucina tipica del posto.&lt;br /&gt; Detto questo ed a prescindere dal fatto che ho mangiato benissimo in molti ristoranti stranieri, posso dire che per me, la cucina italiana, rimane comunque la migliore al mondo e questa cena mi ha aiutato a ricordarlo. &lt;br /&gt;A rendere tutto perfetto ed indimenticabile, l'atmosfera, il suono delle onde, l'essere a cosi´ pochi metri dal mare, l'aria pulita, la tranquillita´, la pace. Mancava solo una bella e brava ragazza a farmi compagnia per concludere il quadretto, ma forse c'era, forse no....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pienamente soddisfatto della fantastica cena, mi incamminai verso il lato opposto della via, inseguendo una musica che proveniva da lontano. Quando la raggiunsi, ero arrivato ad un bar vicino alla spiaggia, arredato semplicemente da palme e con un bancone sul lato destro. La gente ballava a piedi nudi sul pavimento di sabbia; la musica della band era composta da 7 elementi: cantante, pianola, chitarra acustica, trombetta, saxofono, percussioni ed armonica a bocca. Suonavano molto bene, si capiva subito che molti di loro erano veri e propri musicisti e non si trattava di una band improvvisata. Rimasi a ballare, su di un piede solo fino a tarda notte e conobbi due o tre personaggi molto interessanti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mattino successivo rimasi a godermi la spiaggia fino al tardo pomeriggio. Zipolite e´ una spiaggia libera, ma libera in tutti i sensi! Non ci sono praticamente controlli di nessun tipo, mancano addirittura i bagnini. E´ popolata da nudisti che si mostrano fieri di come ¨mamma li ha fatti¨, artisti di strada, omosessuali, rastaman... c'e´ un po´ di tutto, ma nel contesto´  e´ molto tranquilla e rilassante. Vicino c'e´ Masunte, che mi hanno detto essere molto simile; un giorno o l'altro la visiterò.&lt;br /&gt; Tornato a Huatulco, erano ormai le 22 passate, andai a casa di Efi a raccontargli le mie disavventure ed a riposare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-7290854184569284214?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/7290854184569284214/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2010/01/120110-zicatela-mexico.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/7290854184569284214'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/7290854184569284214'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2010/01/120110-zicatela-mexico.html' title='12.01.10 Zicatela - Mexico'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/S04sxEaYHPI/AAAAAAAAAOk/B9mJsR3D3a0/s72-c/SDC10755.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-7511425757731848682</id><published>2010-01-13T12:04:00.000-08:00</published><updated>2010-01-18T06:27:03.691-08:00</updated><title type='text'>11.01.10 Zicatela - Mexico</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/S04qK6onwsI/AAAAAAAAAOc/u_VtP1dmgMg/s1600-h/SDC10764.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 240px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/S04qK6onwsI/AAAAAAAAAOc/u_VtP1dmgMg/s320/SDC10764.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5426320968054719170" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dovetti prendere ben 3 taxi-collettivi per riuscire ad arrivare a questa famosa spiaggia. Per taxi collettivi si intendono quelli che percorrono tratte piu´ lunghe di quelle urbane, trasportando i passeggeri da una citta´  all'altra per un prezzo che normalmente e´ di poco superiore a quello di un viaggio con un bus.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Partii domenica mattina verso le 10.00 e di fronte alla stazione dei bus salii sul primo taxi. Per puro caso nello stesso istante in cui arrivai, si stavano avvicinando al taxi 3 ragazzine adolescenti che ridevano e si tenevano per mano. Normalmente, l'attesa che tutti i posti del taxi siano occupati, puo´ prolungarsi anche piu´ del dovuto, ma in questo caso, partimmo all'istante in direzione Puerto Escondido. A circa meta´ strada per arrivare a Puerto, svoltammo a destra in un grande incrocio e dopo pochi minuti scendemmo tutti nella citta´ di Pochutla. Da li, un'altro taxi-collettivo fino alla piccola cittadina sul mare di Puerto Angel, ed infine l'ultimo diretto alla spiaggia di Zicatela. &lt;br /&gt;Il piccolo centro abitato di Zicatela, si estende nella via parallela alla spiaggia lunga circa 3 km. A separare la spiaggia dalla unica stradina principale dove si vede passare un'auto ogni 15 minuti, la lunga striscia di posade, bar, ristoranti e capanne affacciate sul mare, che offrono ristoro ai turisti.&lt;br /&gt; Nella prima in cui mi fermai, mi basto´ leggere il listino prezzi appeso fuori dalla reception per capire che non era alla mia portata. Continuai, cosi´, a camminare sulla sabbia, alla ricerca di qualcosa di piu´ economico. Lo trovai in fretta. In una piccola posada dalla facciata color lilla, era rimasta libera una camera al primo piano; costava il 40% in meno di quella precedente,  bagno privato, ventilatore ed un lusso che a quella di prima mancava: dalla vetrata della camera, si poteva ammirare l'intera spiaggia e bastava uscire sul piccolo balcone comunicante con le stanze vicine per poter sentire il profumo del mare. &lt;br /&gt;Sistemate le mie cose, andai subito a camminare sulla spiaggia e lo feci in direzione nord, verso la grande scogliera che ne delimita la fine. Dopo un bagno veloce, rimanendo sempre a pochi metri dalla riva, date le onde alte, ma soprattutto le forti correnti che ogni tanto portano via con sè qualche vita umana, decisi di andare a vedere al di la´ delle rocce per riuscire a scattare qualche foto particolarmente bella. &lt;br /&gt;Spinto dalla curiosita´ di vedere cosa ci fosse dietro quella montagna rocciosa ed anche da un po´ di incoscienza, munito solo di costume da bagno, infradito e con la macchina fotografica tra i denti, cominciai la mia scalata. I piedi cominciaroro a sudare velocemente ed a scivolarmi fuori dai sandali come unti da sapone. Arrivato a fatica fino in cima ad una grande roccia, mi trovai di fronte ad una parete inclinata alta circa 2 metri. Non so esattamente che cosa diavolo mi passo´ nella testa in quel momento, ma decisi di tentare la cosa piu´ stupida che si potesse fare, e cioe´, scendere! Mi vergogno un po´ a raccontarlo, ma in fin dei conti ormai e successo e forse un giorno, leggendo queste righe, riusciro´ a farmi una grossa risata. &lt;br /&gt;Mi sedetti sulla cima della roccia con le mani appoggiate ai fianchi, guardai di sotto e cercai di trovare un punto dove poter atterrare, poi, senza pensarci due volte, mi lasciai cadere verso il basso. L'atterraggio fu disastroso! Entrambi i piedi mi scivolarono via dalle ciabatte, non riuscii a mantenere l'equilibrio e caddi a terra rovinosamente sul fianco destro. Dopo essermi insultato da solo per 5 minuti, riuscii ad alzarmi ed a sedermi sulla roccia. La prima cosa che vidi quando mi voltai, fu la chiazza di sangue che brillava sulla pietra calda vicino ai miei piedi. Perdevo sangue dal piede sinistro, da 4 punti diversi sulla gamba destra, dal gomito del braccio destro, e l'anca mi faceva un male terribile. Analizzai le ferite, ripresi fiato ed aspettai che il dolore diminuisse. Un ragazzo si affaccio´ dalla roccia dalla quale mi ero lanciato e mi guardo´ con un'espressione di stupore e quasi un po´ impaurita, chiedendosi probabilmente come cavolo avessi fatto ad arrivare lì. La sua testa scompari´ dalla mia vista  prima ancora che potessi chiedergli aiuto. Mi trovai  da solo, con le onde che si infrangevano ai miei piedi, i grandi avvoltoi neri che volavano con triettorie circolari sulla mia testa e con il sole che  batteva forte e bruciava le ferite sanguinanti. Mi sentii stupido, davvero stupido.... Ma il bello deve ancora venire: il problema piu´ grande fu tornare indietro! Provai ripetutamente a scalare la roccia dalla quale mi ero buttato, ma senza successo, anzi rischiando di cadere di schiena. Non avevo appigli sufficienti, l'anca destra mi faceva male e sentivo il piede sinistro ardere come se stessi camminando sui carboni ardenti. Le ferite superficiali sulla gamba e sul braccio, smisero presto di sanguinare, ma gonfiarono e diventarono palline sotto la pelle graffiata. Mi guardai intorno, non sapevo davvero come fare per andarmene da lì. Nessuno poteva vedermi dalla spiaggia vicina, solo in lontananza scorgevo le persone camminare sulla sabbia e non so se avrei potuto fare qualcosa per attirare la loro attenzione. Cominciai a ridere, come dice mia nonna ¨per non piangere¨ e, dopo essermi sfogato, a pensare ad una soluzione per non diventare la cena di quegli uccellacci inquietanti che mi volavano sulla testa.&lt;br /&gt; Abbandonata l'idea di scalare la parete rocciosa, optai per provare a passargli sul lato esterno. La cosa che piu´ faceva paura, era il colore della pietra, il nero luccicante che indicava che erano umide e scivolose. Mi infilai i sandali nel costume, dietro, strinsi la macchina fotografica fra i denti ed, a piccoli passi, mi inventai un sentiero. Ad ogni movimento sentivo che una lama affilata mi entrava sotto la pianta del piede sinistro ed il sudore mi bruciava le altre ferite. Molto lentamente e con la massima cautela impiegai 10, infiniti minuti per riuscire ad attraversare tutto il lato della roccia e, quando finalmente appoggiai i piedi sulla sabbia, sentii un grande sollievo. Andai subito a bagnarmi le ¨ferite¨ con l'acqua del mare, grazie al Cielo non mi ero fatto nulla di grave, con quel salto avrei potuto facilmente rompermi una caviglia o qualcos' altro. Mentre camminavo il dolore sotto la pianta del piede aumentava costantemente. Lo ripulii, cercando di restare in equilibrio con l'acqua alle ginocchia, lo afferrai con la mano, come si fa per fare stirare i muscoli, e quello che vidi, non mi piacque per niente. Oltre ad una ferita grande come una moneta da 100 lire, abbastanza profonda da poter vedere la carne bianca, sul lato interno appena sotto l'alluce, c'era un taglio che attraversava tutta la pianta del piede nel suo centro in modo orizzontale. Non era molto profondo, ma era quello che mi faceva piu´ male di tutti, ed il doverci camminare sopra, certo non aiutava.&lt;br /&gt; Mi distesi sul pareo davanti alla mia posada, mi accesi una sigaretta e cominciai a ridere di me stesso. ¨Bene Matteo, la cazzata del giorno penso che tu l'abbia fatta, penso che ti possa ritenere soddisfatto!¨ pensai mentre ammiravo il sole nascondersi dietro l'oceano. Il mare era mosso e le onde si scontravano tra loro e le creste coloravano il mare di bianco. Quando il sole se ne ando´, al ¨di sopra¨ della lunga linea che delimita il cielo dall' oceano, si formo´ un enorme arcobaleno piatto che ricopriva l'orizzonte. Le linee di colori erano ben visibili, ma tra esse si mescolavano tinte luminose di colori che non avevo mai visto prima. Rimasi a godermi lo spettacolo fino alla fine e quando rientrai zoppicando nella camera, ormai era buio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-7511425757731848682?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/7511425757731848682/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2010/01/110110-zicatela-mexico.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/7511425757731848682'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/7511425757731848682'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2010/01/110110-zicatela-mexico.html' title='11.01.10 Zicatela - Mexico'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/S04qK6onwsI/AAAAAAAAAOc/u_VtP1dmgMg/s72-c/SDC10764.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-8711741824494850652</id><published>2010-01-09T11:44:00.000-08:00</published><updated>2010-01-14T07:00:40.343-08:00</updated><title type='text'>05.01.10  San Cristobal de Las Casas - Mexico</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/S0jdo3krrpI/AAAAAAAAAOU/tpbJK8SD8Ps/s1600-h/SDC10677.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 208px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/S0jdo3krrpI/AAAAAAAAAOU/tpbJK8SD8Ps/s320/SDC10677.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5424829445350076050" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La citta´ di San Cristobal mi ha davvero affascinato. E´ una citta´ di media grandezza, che si distende nel letto di una valle circondata dagli altopiani ricoperti di pinete.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le vie acciottolate a senso unico, le basse case colorate, i marciapiedi stretti e le chiese dalle facciate stile barocco dove il sole fa risplendere i loro colori, mi fecero tornare immediatamente alla mia amata Antigua-Guatemala. La calle Real de Gauadalupe si interseca con la fine della ´´Avenida 20 de Noviembre´´ e l'inizio della Avenida Hidalgo le quali tagliano in due la citta´, da nord a sud. Sono in gran parte pedonali e si affollano di gente che passeggia tra i numerosi bar, ristoranti e negozi di abbigliamento. Questo incrocio è nel centro esatto della citta´, ovvero nell'alberata piazza principale con il suo grande e bianco splendente Palacio Municipal. Sul lato nord della piazza sorge la grande cattedrale dal color sabbia e dalle rifiniture rosse e bianche davanti alla quale, ogni sera, viene allestito dagli abitabti del vicino paese di San Juan Chamula, un mercato dell'artigianato. &lt;br /&gt;Alla fine della Calle Guadalupe, a est della citta´ , in cima alla lunga scalinata, si erge la Chiesa di Guadalupe e, dal suo piccolo piazzale di fronte all'entrata principale, si puo´ ammirare il panorama dell'intera citta´. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi ritrovai: il calore di Madrid e dei sui quartieri del centro, l'aspetto coloniale ed il fascino di Antigua e l'atmosfera natalizia della mia citta´ natale.&lt;br /&gt; La rusticita´ di un paese di montagna  si miscela perfettamente con la vita animata e moderna della gente che la popola. Tutto questo trasmette tranquillita´ e sicurezza, i profumi speziati stimolano l'appetito, le chiese ti riportano indietro nel tempo ed il suo fascino ti avvolge in un abbraccio di benvenuto caloroso. E´ popolata da gente proveniente da ogni parte del mondo, molti dei quali italiani che hanno la supremazia nel campo della ristorazione.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Sono stato a visitare anche il paesino di San Juan Chamula a circa 10km fuori da San Cristobal.&lt;br /&gt;Ero stato avvertito che non si sarebbero potute fare foto e che gli abitanti appartenenti al gruppo etnico degli ´´tzotzil´´ erano molto fieri ed orgogliosi della loro indipendenza. Arrivati davanti alla piazza centrale, fummo assaliti da una decina di bambini che si offrivano di fare da guardie alla nostra macchina, cercavano di vendere piccoli oggetti di artigianato, si proponevano come guide turistiche all'interno della chiesa o semplicemente chiedevano l'elemosina. Sinceramente, mi aspettavo di trovare un ambiente piu´ caratterizzato dalla cultura  indigena, mentre vi trovai solo uno spoglio mercato della frutta e qualche donna vestita con gli abiti tradizionali. L'unica cosa, unica nel suo genere, e´ il ´´Templo di San Juan´´, cioe´ la grande chiesa dalla facciata di un bianco abbagliante. All'interno, non ci sono ne´ panche, ne´ banconi. Si respira un forte profumo di incenso e si calpesta un tappeto di aghi di pino che ricoprono il pavimento. Nelle corsie laterali, una mostra di statue di Santi porta fino al grande Altare circondato da fiori ed illuminato dalle luci del Presepe. Le persone vengono a pregare, ma lo fanno in un modo molto particolare: si siedono in terra, ed accendono centinaia di piccole candele bianche. Bagnando il fondo con la cera perche´ non cadano, le dispongono in fila formando quadrati infuocati sul pavimento e pregano fino al loro spegnimento. Come offerta a Dio portano delle uova, bibite gasate e il ´´poch´´, ovvero il liquore locale derivato dalla canna da zucchero. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo il giro nella chiesa, tornammo in citta´ ed andammo a fare provviste di frutta, verdura e carne, al grande Mercado Municipal a pochi isolati da casa nostra. &lt;br /&gt;Dopo la cena, a base di pollo arrosto ed insalata, (ero stanco di mangiare solo tacos), decisi di andare a dormire presto per potermi svegliare, per una volta, ad un'ora decente ed andare cosi´ a visitare il ´´Cañon de Sumidero´´ il mattino successivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marcos mi accompagno´ fino alla statale panamericana, dove ci sono tutti i terminal dei mezzi di trasporto. Salutai e ringraziai il mio amico, dandogli appuntamento per la sera, per cenare insieme e salii su di un taxi. Aspettammo venti minuti prima di partire, dovendo raggiungere il numero di 4 passeggeri. Scesi ad 12km prima di arrivare a Tutxla Gutierrez e comprai un biglietto per il tour nel Cañon de Sumidero. Ero seduto nella seconda fila della piccola barca a motore, che parti´ a tutta velocita´ lungo il fiume. Svoltata la prima curva a destra su quelle acque scure e profonde fino a 100m, gli altopiani che costeggiavano le rive, si trasformarono bruscamente in altissime montagne rocciose, dove le loro pareti, la piu´ alta arriva fino a 1000m,  entravano a strapiombo nell'acqua: sembrava che il fiume si restringesse e che il cielo diventasse sempre piu´ piccolo man mano che ci avvicinavamo. Il tour duro´ quasi due ore, ci furono anche brevi soste per fare foto e per le spiegazioni da parte dell'uomo che guidava la barca. Nel viaggio di ritorno, grazie alla vista aquilina del nostro capitano, riuscii anche a fotografare due piccoli coccodrilli intenti a riposare sulle sponde fangose del fiume che, una volta disturbati dal nostro arrivo, andarono a nascondersi sotto l'acqua.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il taxista che mi stava portando nel centro della capitale mi disse che non c'era molto da vedere, a parte la Cattedrale e che se non ci ero ancora stato, non potevo perdermi lo zoo della citta´, uno tra i piu´ grandi di tutta l'America Latina. Accettai il consiglio e passando con il taxi per le vie della citta´, potei confermare che, in effetti, era uguale ad una qualsiasi altra grande citta´ mexicana. &lt;br /&gt;La particolarita´ dello zoo di Tuxtla, che lo rende unico, e´ il fatto che e´  popolato solo ed esclusivamente dalla fauna locale. Tutti gli animali, rinchiusi in grandi recinti all'interno di un bosco, provengono dalle foreste dello stato di Chapas. Il fatto di vedere animali chiusi in gabbia e´ una cosa che mi mette sempre tristezza, perche´ per quanto vengano accuditi e per quanto si sia cercato di manterli in un habitat il piu´ possibile simile a quello naturale, non e´ il posto giusto per loro e ritengo che l'uomo non abbia nessun diritto di tenerli rinchiusi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'emozione di poter osservare un Quetzal, in mezzo alla giungla nella riserva del Biotopo in Guatemala, dopo lunghe attese sotto la pioggia, e vederlo volare per soli pochi secondi tra gli alberi a 20 metri di altezza, e´ stata molto piu´ forte che trovarmi a 15cm da uno di quelli esemplari, separato da un doppio vetro. Lo stesso vale per i due piccoli coccodrilli che avevo visto solo un'ora prima, erano molto piu´ affascinanti di quelli lunghi 4 metri, rinchiusi e destinati a passare la loro vita in una vasca. Nemmeno la grande pantera nera, riusci´ a piacermi. &lt;br /&gt;Sfilava davanti ad una grande vetrata, percorrendo gli stessi 10m infinite volte, ignorando il vasto spazio alle sue spalle, ma con una sola idea nella testa:´´Come cavolo si fara´ per uscire da qui per potermi mangiare una di quelle strane macchinette che mi irritano gli occhi con i loro flash per tutto il giorno?´´. &lt;br /&gt;Vidi specie di animali che non sapevo nemmeno esistessero, mi feci una piccola cultura sulla fauna del Chapas, ma fiu anche contento che quel giorno l'entrata non si pagasse, non mi avrebbe fatto piacere contribuire al mantenimento di quel posto, dove gli animali vengono sottratti alla loro liberta´ , segregati ed obbligati a fare la vita di un quadro in un museo.&lt;br /&gt;Credo che questa sia stata l'ultima volta nella mia vita in cui ho messo piede in uno zoo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-8711741824494850652?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/8711741824494850652/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2010/01/050110-san-cristobal-de-las-casas.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/8711741824494850652'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/8711741824494850652'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2010/01/050110-san-cristobal-de-las-casas.html' title='05.01.10  San Cristobal de Las Casas - Mexico'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/S0jdo3krrpI/AAAAAAAAAOU/tpbJK8SD8Ps/s72-c/SDC10677.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-6409784254951048758</id><published>2010-01-08T20:24:00.000-08:00</published><updated>2010-01-11T08:55:47.367-08:00</updated><title type='text'>03.01.10 San Cristobal de Las Casas-Mexico</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/S0gLFjmUJuI/AAAAAAAAAOM/9DwkrqJGFT8/s1600-h/SDC10641.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/S0gLFjmUJuI/AAAAAAAAAOM/9DwkrqJGFT8/s320/SDC10641.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5424597941250959074" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Oggi e´ la festa della Befana e finalmente un po' di ¨clima natalizio¨ sono riuscito a trovarlo. Ho accettato l'invito di Marcos a venire a San Cristobal De Las Casas, nello stato di Chiapas. Lui e´ venuto a trovare i due fratelli, il padre, ed a passare un po' di tempo con il terzo dei suoi 4 figli, il piccolo Mateo di 4 anni, che vive qui con la madre. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passai la sera di Capodanno a casa di Marcos con i suoi figli ed un sacco di amici: non facemmo niente di speciale, ma fu molto intimo e  divertente. &lt;br /&gt;In totale eravamo 25, bambini compresi, mangiammo su di una lunga tavolata in giardino e poi facemmo diventare la piccola terrazza una pista da ballo fino alle prime ore del mattino. Con la paura che i due grandi vassoi di carne cucinata come spezzatino e arrrosto comprata in un ristorante, la pasta, i fagioli, le tortillias, le patate e la frutta, non fossero sufficienti per sfamare tutti i commensali, Marcos mi prego´ di cucinare una pasta ¨all'italiana¨. Il problema fu che a mia disposizione avevo semplicemente: olio di semi, 1 kg di passata di pomodori, una latta di funghi champignon in salamoia, una cipolla, un po' di origano ed un kg di fusilli. Non potei essere molto creativo, ma risultato finale fu apprezzato e qualcuno fece addirittura il bis.  &lt;br /&gt;Dopo la festa andai a dormire mentre Marcos ed alcuni amici decisero di continuare fino al tardo pomeriggio del giorno successivo. &lt;br /&gt;Rimasi, quindi, l'unico nelle condizioni fisiche e mentali per poter guidare e decisi, così, di iniziare l'anno nuovo con un bel viaggio in macchina in giro per il Mexico. Non avrei guidato per tutti i 560 km che ci separavano da San Cristobal, ma sicuramente per almeno la meta´ del tragitto, dando la possibilita´ a Marcos di recuperare qualche ora di sonno. &lt;br /&gt;Sistemate le valigie nel portabagagli, ancora mi domando come, vista la quantita´, salimmo in 7 sulla piccola Pegeout 206 nera, di Marcos. Io al posto di guida, Marcos al mio fianco ed in mezzo a noi, sopra ad un cuscino sistemato tra la leva del cambio e quella del freno a mano, la piccola e bella Jaztiri, di 9 anni. Sui sedili posteriori, schiacciati come sardine, la pro-zia, la nonna, Santiago, di 11 anni, fratello di Jaztiri e Claudia, un'amica di Marcos. &lt;br /&gt;Le due sorelle, ancora molto giovani di aspetto e di animo, la sera prima furono le due protagoniste delle festa, portando i loro cinquant'anni con molta disinvoltura e manifestando ancora tanta voglia di divertirsi.&lt;br /&gt; Dopo 2 ore di curve pericolose e di dossi imprevisti, spesso non segnalati, che mi constringevano a brusche frenate, nei pressi di Salina Cruz  ci immettemmo nella cosi´ detta ¨autopista¨, ovvero autostrada. E' composta da due grandi corsie, una per direzione, separate da catarifrangenti che, illuminati dai fari la trasformano in un'infinita pista di atterraggio. Quasi completamente priva di curve, e di illuminazione, ci avrebbe condotto fino al confine tra lo stato di Oxaca e quello del Chiapas. Il lungo e noioso rettilineo fece cadere, dopo pochi minuti, i miei passeggeri mexicani in un sonno profondo ed io mi ritrovai solo, alle 2 del mattino, a guidare nel mezzo del deserto mexicano, con l' unica compagnia di un cd di musica elettronica. Passammo attraverso ad una zona chiamata ´´La Ventosa´´: completamente pianeggiante ed arida, immersa nelle distese di sabbia dalla quale spuntano pietroni ed arbusti. Lì, il vento raggiunge velocita´ molto elevate e la sua forza e´ in grado di ribaltare un tir in movimento, cosa che succede abbastanza di frequente. Dovetti diminuire, notevolmente, la velocita´ per cercare di mantere il controllo della macchina che si spostava verso destra come se all'improvviso scivolasse su piccole lastre di ghiaccio; in più schivare i rami che mi attraversavano la strada.&lt;br /&gt;Quando inizio´ il tratto montuoso dopo il confine, Marcos aveva dormito per quasi 4 ore e si senti´ abbastanza riposato da mettersi alla guida. La cosa mi sollevo´ e pensai che mi sarei potuto riposare per un po´. &lt;br /&gt;Mi sbagliavo: per lasciare che la zia si sgranchisse un po´ le gambe, mi ritrovai seduto dietro, appoggiato su di una sola metà del fondoschiena, il braccio destro schiacciato contro al finestrino e quello sinistro, obbligatoriamente, sulla gamba destra di Claudia. Non ebbi la possibilita´ di vedere niente del paesaggio che mi circondava, semplicemente il viaggio si trasformo´ in una lunga attesa per arrivare a destinazione. &lt;br /&gt;Solo quando arrivammo a Tuxtla, la capitale, rimasi abbagliato dal tappeto di luci disteso ai nostri piedi, del quale non si riusciva a vedere la fine. Salutammo e lasciammo la pro-zia e la nonna in una casa in periferia della citta´. Comincio´ a fare giorno, ed io, assicurato da Marcos che ormai non mancava molto, feci l'ultimo sforzo per riuscire a rimanere sveglio. &lt;br /&gt;Risalendo le lunghe e larghe curve  dell'autostrada, osservai la grande citta´ di Tuxtla scomparire lentamente sotto un sottile foglio di nuvole bianche, come protetta dal freddo delle montagne. Da 700 m di altura, arrivammo fino ai 2200 m della citta´ di San Cristobal. La temperatura esterna, indicata da numeri digitali sul cruscotto, scendeva rapidamente, come un conto alla rovescia, fermandosi a 11 gradi centigradi. Alle 8.00, appoggiai la testa sul freddo cuscino del letto di casa di Marcos e mi risvegliai nel primo pomeriggio.&lt;br /&gt;La casa e´ molto grande, la facciata esterna, ancora da ristrutturare, non rispecchia per niente gli interni accoglienti e curati nei dettagli. I 200m quadri dell'appartamento sono suddivisi in: tre camere da letto, di cui una dotata di bagno privato con tanto di vasca idromassaggio, un altro bagno e poi la parte che mi piace di piu´: la grande sala con un tavolo di vetro, un grande e comodo divano, due poltrone ed un caminetto in pietra. La cucina e´ in legno scuro, completamente aperta e separata dalla sala solo da un bancone. Pulita, accogliente e ben arredata, ha superato decisamente le mie aspettative. &lt;br /&gt;Mangiammo pranzo alle 4.30 del pomeriggio a casa di Victor, uno dei due fratelli, insieme al padre, alla moglie ed alle loro due splendide bambine. Dopo una passeggiata nel centro ed una visita al mercato dell'artigianato, dove comprai sciarpa e cappello, andammo tutti insieme al cinema a vedere ¨Avatar¨, l'ultimo capolavoro fantascentifico in termini di effetti speciali. &lt;br /&gt;Jatziri e Santiago rimasero a dormire dagli zii mentre io, Marcos e Claudia ci immergemmo nella vita notturna della citta´. Guidati da Marcos, che ha vissuto a San Cristobal tutta la vita fino a pochi mesi fa, prima di decidere di trasferirsi al mare, facemmo il giro di 4 locali, ritornando a casa alle 7 del mattino. In ognuno di questi il mio amico era accolto come una star e passava la maggior parte del tempo a salutare vecchi amici, compagni della squadra di football americano ed ex-ragazze. Ogni locale, aveva stile, clientela, musica e caratteristiche diverse, per accontentare ogni tipo di clientela. Mentre sorseggiavo una birra e parlavo con Claudia al bancone del bar ¨Revolution¨ , nella via principale di San Cristobal, notai tra la gente una faccia conosciuta. Mentre mi stroppicciavo gli occhi e cercavo di mettere a fuoco quell'immagine, quell'uomo si volto´ verso di me e con un' espressione, forse ancora piu´ stupita della mia, si diresse verso di me. Era  Jan Paul, il francese, mio vicino di stanza per i miei primi giorni a San Pedro la Laguna, sul Lago di Atlitan; colui che mi presento´ il mio caro amico Fredy, mi invito´ alla gita a cavallo e mi diede tante informazioni utili sulla vita nel paese. Dopo un giro in Guatemala ed una sosta di 2 settimane a Citta´ del Mexico, ha preso una stanza per 1 mese qui a San Cristobal dove e´ alla ricerca di un'attivita´ e dove, forse, ha deciso di rimanere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-6409784254951048758?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/6409784254951048758/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2010/01/030110-san-cristobal-de-las-casas.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/6409784254951048758'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/6409784254951048758'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2010/01/030110-san-cristobal-de-las-casas.html' title='03.01.10 San Cristobal de Las Casas-Mexico'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/S0gLFjmUJuI/AAAAAAAAAOM/9DwkrqJGFT8/s72-c/SDC10641.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-3798744457981698688</id><published>2009-12-31T12:13:00.000-08:00</published><updated>2010-01-08T08:21:23.901-08:00</updated><title type='text'>29.12.09 Huatulco-Mexico</title><content type='html'>Arrivammo a Puerto Escondido a mezzogiorno in punto, dopo quasi  4 ore di viaggio con la piccola utilitaria di Efigenio. Facemmo diverse tappe in alcuni paesi, distribuendo stecche di sigarette alle ¨tende¨, ovvero negozi che vendono un po´ di tutto, piccoli minimarket, presenti in tutto il Mexico. A questa nuova attivita´, di vendere sigarette, Efi sta dedicando ormai la maggior parte del suo tempo, cercando di accaparrarsi il maggior numero di clienti offrendo un servizio veloce e puntuale. Per ora, il guadagno su ogni stecca e´ minimo, ma andra´ lentamente ad aumentare con l'incremento costante delle vendite e presto avra´ un sua clientela fissa. Comprando le sigarette da un grossista di Puerto Escondido, concilia questa attivita´ con il nuovo locale che ha aperto da una settimana insieme a Marcos. E´ un piccolo negozio, al lato di un hotel che affitta delle spaziose capanne che circondano una piscina. Si trova all'inizio della spiaggia di Zicatela, ovvero la spiaggia piu´ grande di Puetro, lunga circa 6 km, popolata dai turisti, la maggior parte Americani; terzo posto al mondo per la grandezza delle onde e di conseguenza paradiso dei surfisti di tutto il mondo. &lt;br /&gt;Efi e Marcos vendono solo ed esclusivamente "misceladas", cioe´  una miscela composta da : 700 ml di birra chiara, succo di arancia, salsa piccante, salsa inglese, peperoncino rosso in polvere con il quale adornano il bordo del grande boccale in plastica bagnato da succo di lime. A me, personalmente, non fa impazzire, ma qui in Mexico e´ una delle bevande che va per la maggiore e dicono essere una ottima "medicina" dopo la sbornia.&lt;br /&gt; Approfittando dei suoi continui spostamenti tra Huatulco e Puerto, decisi di andare con lui e fermarmi là per tutto il fine settimana e ritornare in bus la domenica sera. Appena arrivati, ci accorgemmo immediatamente di come fosse cambiato l'ambiente rispetto alle settimane precedenti. Sul ciglio della statale principale che risale fino al centro della citta´ : una fila infinita di autobus di tutte le classi e dimensioni, riusciva quasi a coprire la vista della spiaggia alla nostra sinistra. Il traffico era intenso e caotico, il sole picchiava forte sull'asfalto e le persone sbucavano da ogni angolo della strada. Parcheggiammo l'auto di fronte al negozio, scaricammo alcune casse di birra ed andammo ad aprire. Dopo averlo aiutato a sistemare la birra in frigo ed aver dato una ripulita al bancone in legno che solo una settimana fa io e Marcos avevamo commissionato ad un falegname del posto, lo salutai e mi diressi verso la spiaggia.&lt;br /&gt; Prima di percorrerla in direzione sud alla ricerca di un posto tranquillo dove potermi sistemare e godermi un po'  di sole, decisi di andare dalla parte opposta, per scoprire cosa c'era dietro le enormi rocce che delimitano l'inizio della spiaggia di Zicatela. Sapevo che dall'altro lato avrei trovato un'altra spiaggia, quella centrale di Puerto, frequentata  quasi solo esclusivamente da Messicani. Lunga un paio di km, a forma di mezzaluna, termina con un promontorio dove nascono le case della citta´. Oltrepassato il piccolo sentiero di sabbia all'interno delle rocce, sbucai dall'altra parte e rimasi allibito da quello che avevo davanti ai miei occhi. Penso che la spiaggia di Riccione il 15 di agosto, si possa quasi considerare deserta al confronto! Una massa spropositata di gente si accalcava sulla sabbia, il letto di ombrelloni colorati che la ricopriva, mi fece ricordare il mercato di Chichicastenango, in Guatemala, dove, osservando dall'alto, i tendoni bianchi nascondevano le bancarelle e le persone che vi camminavano attorno. Sotto questi ombrelloni,una piccola citta´ nell'ombra aveva preso vita: lettini, sedie e tavoli in plastica, asciugamani da mare, gente distesa ricoperta di sabbia, bambini che correvano in tutte le direzioni entrando ed uscendo dall'acqua, tavolate allestite con cibi e bevande di tutti i tipi, creavano un ambiente caotico. Dall'acqua, a pochi metri dall'inizio della distesa di ombrelloni, provenivano grida isteriche e felici degli innumerevoli bagnanti che ad ogni onda, vi ci sbattevano contro per poi lasciarsi trascinare fino a riva. Tutti sembravano a loro agio in quel delirio caotico, non so come, ma riuscivano a rilassarsi ed a divertirsi ed a passare in un modo a mio avviso molto singolare, le loro  vacanze di Natale.&lt;br /&gt; Dopo una breve passeggiata in mezzo a quella folla, quasi un po'  spaventato, decisi di tornare indietro e cercare un po'  di pace lungo i km della spiaggia di Zicatela. La percorsi quasi tutta fino in fondo, e fu davvero una bella passeggiata, durata quasi due ore. Mi sistemai nella zona dove finiscono gli stabilimenti balneari ed i numerosi bar e ristoranti sulla spiaggia. Pur essendoci musica, in alcuni di questi, e molta gente, riuscii comunque a trovare la tranquillita´ che stavo cercando, data la grande estensione della spiaggia. Fare il bagno non fu una cosa facile ed in realta´ nemmeno molto piacevole, a causa dell'altezza delle onde. Andare al largo, di oltre 30 metri dalla riva, dove queste si infrangevano, era praticamente un suicidio. Con l'acqua all'altezza dell'ombelico, venivo trasportato dalle correnti con una forza sovraumana ed i bagnini richiamavano in continuazione,con l'uso di fischietti, chiunque si allontanasse.&lt;br /&gt; Dal cielo, cadevano come fiocchi di neve, i paracadutisti che volteggiavano con le loro vele colorate: una decina ogni mezz'ora, per tutto il pomeriggio. I piu´ esperti si avvicinavano al suolo a velocita´ impressionante roteando su loro stessi come in balia di un vortice, per poi frenare all'ultimo secondo ed atterrare con precisione quasi millimetrica a pochi metri dalla gente distesa a prendere il sole. Qualcuno, sembrava davvero che si stesse per schiantare al suolo e personalmente, ritengo un po' pericoloso aver adibito una spiaggia affollata a pista di atterraggio per i paracadutisti. Pero´ come tutte le cose, dopo lo stupore iniziale, cominciai a non farci quasi piu´ caso, ma dentro di me nacque una gran voglia di riprovare quella che e´ stata senza dubbio la cosa piu´ eccitante che io abbia mai fatto nella mia via: lanciarmi da 3000 metri di altezza nel vuoto e dopo 20 secondi di pura adrenalina, ritrovarsi nel luogo piu´ tranquillo, pacifico ed affascinante dove io sia mai stato, il cielo. Non ho idea di quanto costi fare un lancio, ma sono molto tentato e consapevole che ne vale davvero la pena, quindi un giorno di questi andro´ ad informarmi e forse anch'io, saro´ uno di quei fiocchi di neve che cadono ogni giorno sulla spiaggia di Puerto Escondido.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Il pomeriggio passo´ rapidamente e verso le 6, il sole comincio´ a calare ed io rimasi lì, ad osservare a bocca aperta lo spettacolo che stava per cominciare. Il numero dei surfisti aumento´ in modo spropositato lungo tutta la spiaggia e le onde cominciarorono a raggiungere altezze superiori ai 3 metri. Non avevo mai visto nulla di simile in vita mia, per lo meno non dal vivo. Incredibilmente, il mare all'orizzonte era piatto e calmo e, dal nulla, a cinquanta metri dalla riva, montagne d'acqua lunghe decine di metri, si innalzavano verso il cielo con una imponenza spropositata ed impattavano su loro stesse creando tubi di aria ed un frastuono capace di coprire qualsiasi altro rumore.&lt;br /&gt; Ammirare i coraggiosi, ma anche sicuramente professionisti, ragazzi cavalcare quelle onde, fu davvero emozionante. Ognuna di esse era differente da quella che pochi secondi prima l'aveva preceduta, e diversa da quella che gia´ incombeva alle sue spalle. I gabbiani volavano radenti alle loro creste ed in lontananza, una striscia arancione delimitava il confine tra l'oceano ed il cielo. Aspettai che facesse buio per andarmene, tornai al negozio di Efi dove lo trovai intento a preparare quelli strani cocktails per un gruppo di americani. Lui sarebbe ritornato a Huatulco a notte inoltrata, ma ormai ero deciso a fermarmi per la notte. Salii su un taxi e mi diressi verso il centro, alla ricerca di un hotel. Quello che mi aveva indicato Efi, uno dei piu´ economici di tutti, esponeva un grosso cartello appeso al bancone della reception con su scritto "NO TENEMOS ABITACIONES", non dovetti nemmeno scendere dal taxi per leggerlo, cosi´ mi feci portare in un'altra via dove il taxista mi disse che con un po'  di fortuna avrei trovato da dormire. Mentre camminavo tra la gente ed attraversavo la strada in continuazione cercando di non farmi investire, passando da un hotel all'altro, davanti a me vedevo sempre e solo lo stesso cartello "NO TENEMOS ABITACIONES". Poi, entrai in uno dove mi chiesero 500 pesos per una notte (circa 25 euro), una cifra spropositata per il tipo di Hotel, anche per il fatto che mi dissero che avrei dovuto lasciare la camera prima delle 9 del mattino seguente, perche´ avevano gia´ un'altra prenotazione. Capii velocemente che quello era il prezzo imposto per tutti durante le  settimane di Natale e Capodanno. Cosi´ accettai quella cifra per una camera all'hotel "Central". La stanza era grande, calda e poco accogliente. Nella piccola televisione appoggiata ad un tavolino, si riusciva a vedere un solo canale, dove il "Renato Zero" messicano cantava le sue canzoni a squarcia gola. La tavolozza del bagno era semplicemente appoggiata alla tazza e quando mi ci sedetti sopra rischiai di caderci dentro. Dopo una lunga doccia con la quale allagai tutto il bagno, uscii per la cena. &lt;br /&gt;Mangiai in un ristorante non lontano dal mio albergo, ma fuori dalla portata dei turisti americani, dove quindi i prezzi erano decisamente inferiori a quelli dei ristoranti sulla spiaggia di Zicatela. Ispirato dal nome, ordinai un  cocktail chiamato "Vuelve a la vida" (ritorno alla vita), a base di gamberi, polpo, cipollla ed una spezia simile al prezzemolo, pero´ dal sapore piu´ forte, tutto immerso in un dolce sugo di pomodoro, servito in una grande coppa da gelato. Per secondo, i classici gamberi all'aglio, piatto del quale, ormai, ho la certezza. &lt;br /&gt;Per digerire tutte quelle quelle prelibatezze, decisi di raggiungere la spiaggia camminando ed attraversai la via parallela alla spiaggia centrale. Proprio come lo era la spiaggia durante il giorno, anche la via resa pedonale nelle ore notturne, era gremita di gente. Ai due lati, bar, negozi, qualche piccola discoteca, animavano la notte messicana di Puetro Escondido. L'ambiente a Zicatela era invece piu´ tranquillo, andai a chiamare Efi, che lascio´ a suo nipote di vent'anni, arrivato nel pomeriggio, il compito di gestire il piccolo locale. Passeggiammo sul lungo mare ed alla fine decidemmo di fermarci a fare una bevuta ad un bar sulla spiaggia illuminato da tubi di luce azzurra fosforescente, con  tavolini in legno e lettini con i cuscini bianchi posizionati a pochi metri dall'acqua. &lt;br /&gt;Giudicando troppo romantico sistemarci vicino al mare, rimanemmo quindi al bancone e facemmo presto conoscenza con il barista. Una piccola ragazza dai capelli scuri e corti, metteva i dischi di musica House di ottima qualita´, mixandoli con una certa padronanza. Verso le due, tornai al mio albergo, mi distesi sul letto, chiusi gli occhi e cominciai a sognare di cavalcare le onde che avevo visto nel pomeriggio e, sopra una di esse, mi addormentai.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-3798744457981698688?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/3798744457981698688/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/12/291209-huatulco-mexico.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/3798744457981698688'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/3798744457981698688'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/12/291209-huatulco-mexico.html' title='29.12.09 Huatulco-Mexico'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-1464315236778345666</id><published>2009-12-28T18:44:00.000-08:00</published><updated>2009-12-30T07:05:30.446-08:00</updated><title type='text'>25.12.09 Huatulco-Mexico</title><content type='html'>Oggi e´ Natale, e  sì, e´ successo, avrei voluto tanto essere in un altro posto! &lt;br /&gt;Avrei voluto essere a casa mia a Cuneo, con la mia famiglia. E´ il primo Natale che passo lontano da loro. Me li sono immaginati, riuniti attorno al tavolo della cucina, mia madre, mio padre, mio fratello, mia sorella e la mia amata nonna. Mancavo solo io, seduto a capotavola con le spalle alla finestra. Erano belli, felici e sorridenti, indossavano abiti caldi e comodi, la tipica ´´roba da casa´´. La tavola era addobbata da mille pietanze prelibate, non c'era piu´ nemmeno il posto per appoggiare un piattino, tutto lo spazio era occupato da piatti colorati e saporiti, come se avessero calcolato esattamente la sua capienza.&lt;br /&gt; Un brindisi per cominciare, chissa´ forse dedicato anche a me, e poi, via alle danze! Fuori pioveva, la temperatura era vicino allo zero ed il freddo formava la condensa sui vetri delle finestre del tinello. Pero´ l'atmosfera in casa era molto calda, rilassata e piena di amore. Non vivendo nella stessa citta´ dei miei genitori, io ed i miei fratelli non abbiamo la possibilita´ di vederli molto spesso. Per questo, ogni occasione, ogni giornata con loro, si trasforma in qualcosa di indimenticabile: un abbraccio, un bacio, una carezza, rimangono nel cuore di ognuno di noi, per sempre. Avrei pagato per poter essere lì, con loro e condividere quei momenti, per  poter teletrasportarmi e passare il Natale insieme. &lt;br /&gt;Credo, però, che loro sappiano che in realta´ io c'ero, ero lì con il mio pensiero, con il mio cuore.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;  Qui l'atmosfera natalizia e´ quasi inesistente, quando cammino per le strade, mi sembra di essere in una cittadina della Liguria a meta´  agosto. Il grande albero di Natale nella piazza centrale di Huatulco non e´ sufficiente per farmi provare la sensazione del Natale. Non ho visto la gente invadere i negozi per la corsa ai regali dell'ultimo minuto, non ho visto nemmeno una persona vestita da Babbo Natale, nemmeno un Presepe, non un albero sul balcone, una calza della Befana, niente di tutto questo. Il calore natalizio, qui, lo danno semplicemente le giornate di slependido sole che si susseguono da quando sono arrivato. La cittadina si e´ affollata, ma di gente in vacanza, scappata dal freddo del nord del paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In compenso la festa di ieri sera, improvvisata al pub Dublin, e´ stata davvero fantastica. &lt;br /&gt;Quando sono arrivato, circa a mezzanotte, c'era solo una coppia sulla quarantina seduta ad un tavolino e dietro il bancone, Guadalupe e Romeo con le facce annoiate. Rodrigo non c'era, si era preso una sera di riposo per passare le feste con la sua famiglia. Ordinai una birra e mi sedetti al bancone nello stesso posto dove mi ero seduto la prima sera che arrivai qui, ormai quasi un mese fa. Guadalupe mi preparo´ uno dei piu´ buoni hamburger che io abbia mai mangiato in vita mia, talmente grande che facevo fatica ad addentarlo. Quando finii di cenare, feci una partita a freccette con Romeo e Mark, un ragazzo gallese. Ci misi poco a capire come contavano i punti e le regole del gioco. La partita duro´ quasi un'ora ed alla fine, grazie alle infinite serate passate a giocare nella casa dell' Abetone, dopo intense e spericolate giornate di snowboard, vinsi la partita. &lt;br /&gt;Distratto ed impegnato nella competizione, non mi accorsi che erano arrivate alcune persone ed il pub cominciava lentamente a riempirsi. Mi sedetti con Mark che mi disse essere un istruttore di sub e che, da 4 anni, passa i sei mesi di alta stagione qui, ed i restanti torna in Galles a fare lavoretti saltuari. &lt;br /&gt;Il suo progetto per giugno e´  quello di non tornare a casa, ma di andare in Canada, con un suo collega canadese che gli ha assicurato un corso ed un lavoro che rigurda l'elettronica. Dice che in soli sei mesi metterà abbastanza soldi da parte da poter, una volta tornato qui, forse, iniziare una piccola attivita´ per conto proprio, sempre come istruttore di sub.&lt;br /&gt; Arrivo´ Scott, il propretario del locale. L' avevo conosciuto la settimana scorsa: e´ una brava persona, ha circa 40 anni portati decisamente bene, di corporatura magra, con i capelli corti castano chiari e gli occhi azzurri. Vive a San Diego, dove possiede un'azienda che si occupa di organizzare concerti a livello internazionale, convegni, manifestazioni. Diciamo che e´  uno al quale i soldi non mancano; dieci anni fa ha comprato il pub ed ora si prende diverse pause lavorative durante l'anno per venire a controllarne l'andamento, ma sopratutto per divertirsi. Quest´anno ha comprato anche un piccolo yacth, insieme ad un suo amico messicano, da tutti chiamato Lana, istruttore di sub da vent'anni. Lana organizza gite di una giornata, facendo visitare ai turisti le nove bahie di Huatulco, offrendo cibi e bevande e, per chi lo desidera, immersioni. Con lui lavora anche Luca, un ragazzo di Milano, trasferitosi qui con sua moglie da sei mesi, entrambi stanchi della vita in Italia. Insieme a Scott c'erano alcuni suoi amici e, più tardi,  entrarono tre coppie di ragazzi mexicani. In meno di mezz'ora il piccolo pub si era quasi riempito, ma la festa non era ancora del tutto iniziata. Io andai a chiamare Efigenio, sapendo che alle 2 avrebbe chiuso il negozio di birra e lo invitai per un brindisi natalizio. Quando tornai al locale, per aspettare Efi e la sua fidanzata, erano arrivati tutti i clienti abituali del Dublin, compresi Luca, sua moglie ed Arianna, un'altra ragazza italiana che vive qui, Lana e tutti gli altri. Penso che avessero appena finito di cenare e l'atmosfera era molto accesa. Alzarono il volume della musica e cominciarono a scorrere fiumi di birra, Scott si aggirava per il locale: in una mano una grande caraffa di un cocktail verde che gli aveva preparato Romeo e nell'altra una manciata di cannucce. Offriva a tutti un sorso di quello strano intruglio a base di alcool ed i brindisi da parte di tutto il locale si susseguivano rapidamente. Arrivo´ anche Efi con la sua fidanzata e si sedettero al bancone insieme a me. Ormai conosco quasi tutti i partecipanti alla festa e andai a dare una mano a Gadalupe, che tutti chiamano Luputa, o piu´ semplicemente Lupe, a servire le birre e, senza rendermene conto, dopo un'ora ero dietro il bancone a preparare cockails per il mio amico Efi ed altri clienti. Fui l'ultimo ad andarmene, insieme a Romeo e Lupe, erano le 5.00 del mattino. Fu una gran bella festa e come vigilia di Natale messica, devo dire che non mi posso davvero lamentare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passero´ ancora qui il capodanno, sicuramente, poi non so ancora quello che faro´; questo posto ha qualcosa di affascinante che mi ha colpito nel profondo, dovro´ prendere una decisione e, forse, addirittura soffrire nel dovermene andare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-1464315236778345666?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/1464315236778345666/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/12/251209-huatulco-mexico.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/1464315236778345666'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/1464315236778345666'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/12/251209-huatulco-mexico.html' title='25.12.09 Huatulco-Mexico'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-8032062360338807714</id><published>2009-12-20T14:58:00.000-08:00</published><updated>2009-12-23T06:30:07.233-08:00</updated><title type='text'>19.12.09  Huatulco-Mexico</title><content type='html'>Mi ricordo molto bene quella sera, a San Pedro, sul lago de Atlitan. Erano un paio di giorni che notavo un' espressione triste e pensierosa sul volto del mio amico Fredy. Cercava di mascherarla con il suo solito sorriso, ma quando si vuole bene ad una persona e´ molto semplice capire se sta male. Lo invitai a fare una passeggiata e ci incamminammo nella fresca e scura sera, percorrendo la piccola via al centro del paese. Arrivammo fino ad un piccolo molo in legno, sulla sponda del lago. Mi accesi una sigaretta e gliene offrii una. La luce dell'accendino gli illumino´, per un istante, il viso; i muscoli della faccia erano tesi e disegnavano due linee lungo le guance color terra. Diede una lunga boccata e soffio´ forte il fumo dalla bocca come se stesse sbuffando. Si appoggio´ con entrambi i gomiti alla staccionata in legno umido inclinando la schiena in avanti e disperse il suo sguardo nel vuoto, oltre la nuvola di fumo che si espandeva nell'aria. Le luci del paese di San Marco, sull'altra sponda del lago, si riflettevano nell'acqua e brillavano nella notte buia. I suoi occhi grandi e scuri rispecchiavano il panorama, erano due pietre di ambra bagnate, profondi, silenziosi, inquieti, come se stessero aspettando di poter urlare, di potersi sgonfiare dalle lacrime che ormai da troppo tempo non riuscivano piu´ ad uscire. &lt;br /&gt;"Che cos´hai Fredy. Perche´ sei triste?¨, gli chiesi con tono pacato ed assumendo la sua stessa posizione. &lt;br /&gt;"Non lo so Matteo, non lo so davvero. Sento che ho tanta voglia di piangere, pero´ non riesco, non riesco a piangere pero´ vorrei! Non so che cazzo mi stia succedendo, e´ da una settimana che sto cosi´ ed in realta´ non so perche´." Mi rispose senza voltarsi. &lt;br /&gt;"Sei preoccupato per il ristorante nuovo? Per i soldi?" &lt;br /&gt;"No, i soldi non c'entrano niente, i soldi non sono importanti, io non ne ho mai avuti eppure sono ancora qui. Quelli vanno e vengono, ed il fatto del ristorante, non mi preoccupa, in qualche modo faremo. In fin dei conti si tratta solo di spostarci da un posto ad un altro. No, non so..." &lt;br /&gt;"Allora che cos'e´ che ti rende cosi´ triste, devi capirlo, se no non potrai mai risolverlo. Hai paura di qualcosa?"&lt;br /&gt;Si volto´ lentamente verso di me: in quel silenzio riuscivo a sentire il suo respiro ed a vedere la mia immagine nei suoi occhi lucidi. Dopo qualche secondo di riflessione, riprese a parlare:" Il fatto e´ proprio questo, la paura! Io non ho paura Matteo, non mai avuto paura in vita mia, non so nemmeno cosa cazzo significhi avere paura di qualcosa!"&lt;br /&gt;"Questo e´ impossibile Fredy, devi pur aver paura di qualcosa, tutti abbiamo paura di qualcosa."&lt;br /&gt;"Io no, te lo giuro. Me ne sono gia´ successe di tutti i colori nella mia vita, lo sai, non ho avuto un infanzia tanto facile, pero´ non mi e´ mai capitato di aver paura di qualcosa. Ora non riesco piu´ nemmeno a piangere. Non ricordo l'ultima volta che ho pianto, non so, credo che sia successo molti anni fa, forse l'ultima fu per la morte di mia madre." &lt;br /&gt;Era molto serio, come non lo avevo mai visto prima. Ero abituato a sentirlo ridere e scherzare. Lo vedevo sempre prendere in giro tutti e sorridere al mondo, ma in quel momento qualcosa di molto importante lo stava turbando ed io volevo sapere cosa fosse, per cercare di aiutarlo.&lt;br /&gt;"Tutto e´ cominciato dopo che ho parlato con quel vecchio" disse sottovoce, come se sperasse che non lo sentissi. Voleva parlare, voleva sfogarsi, dire a qualcuno quello che gli stava succedendo, ma allo stesso momento era dubbioso sul fatto che quel qualcuno fosse riuscito a capirlo.&lt;br /&gt;"Che vecchio? Con chi hai parlato?" gli chiesi tornando a guardare il lago, cercando di non pressarlo troppo  e lasciandolo libero di decidere se rispondermio o no.&lt;br /&gt;Lo fece dopo una lunga pausa, mentre da lontano provenivano i canti dei cani che abbaiavano sulle colline illuminate. &lt;br /&gt;"E´ successo circa un mese fa, lo ho incontrato per caso su una barca diretta a Panachacel. E´ stato lui ad avvicinarmi, ci siamo conosciuti e mi a detto che sarei dovuto andare a parlare con lui nella sua casa a Santiago, la settimana successiva. Era un uomo anziano, sembrava una brava persona  e fu molto convincente."&lt;br /&gt;"E tu, ci sei andato?" gli chiesi con fare interessato.&lt;br /&gt;"Certo, la domenica successiva. Perche´ scusa, tu cosa avresti fatto al mio posto? Ero curioso, mi disse che doveva dirmi qualcosa di molto importante. Non sapevo esattamente se fosse un santone o quacosa di simile, volevo solo sentire quello che aveva da dirmi."&lt;br /&gt;Rimasi in silenzio, aspettando che riprendesse a parlare, ero curioso ed anche un po'  emozionato, mi chiedevo come avesse potuto, uno sconosciuto, influenzarlo tanto da renderlo cosi´ triste e preoccupato. &lt;br /&gt;Pensai che anch'io, pur essendo la persona piu´ scettica che conosco, probabilmente sì, sarei andato a sentire quello che aveva da dirmi. Nella vita mi capita spesso che la curiosita´ abbia la meglio quando devo decidere se fare o no una cosa nuova. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Non mi chiese nè soldi nè nient'altro, passai solo mezz'ora in quella casa, ma quando uscii, qualcosa in me era cambiato."&lt;br /&gt;Tornammo nuovamente a guardarci negli occhi, fremevo dalla voglia di sapere e lui lo capi´, sapeva che ormai era troppo tardi per tirarsi indietro. Era pronto a svelarmi il suo segreto. &lt;br /&gt;"Mi ha detto che devo compiere una missione, molto importante, che posseggo un dono e devo usarlo per compiere la missione che Dio vuole che io faccia."&lt;br /&gt;Cercando di non lasciar trapelare il mio scettiscismo nel tono della voce e nella espressione del viso, gli chiesi:  &lt;br /&gt; "Una missione? E di cosa si tratta esattamente? Che cosa dovresti fare?" &lt;br /&gt;La serieta´ impressa  sul suo viso mi indusse a pensare che lui ci credesse davvero in questa cosa e che non l'aveva per niente presa alla leggera, come forse avrei fatto io al suo posto. &lt;br /&gt;"Vorrei tanto avere paura Matteo, vorrei avere paura, almeno per una volta. La paura almeno mi fermerebbe, mi convincerebbe a non farlo, pero´ non ci riesco, non riesco nemmeno ad avere paura di questo!". Il tono della sua voce era lieve e rassegnato, come se, in realta´ , dentro di sè sapesse gia´ qual era la sua decisione.&lt;br /&gt;"Si, ma cosa devi fare, qual e´ la tua missione?" insistetti spinto dalla curiosita´. &lt;br /&gt;Lui rimase in silenzio, osservava le stelle brillare nel cielo, mentre nella sua mente i pensieri si scontravano fra loro come onde contro le rocce. &lt;br /&gt;Decisi di non rifargli la domanda, non volevo insistere o forzarlo a dirmelo, certo, non facevo altro che chiedermi che cosa dovesse fare, ma allo stesso tempo ero soddisfatto della fiducia che aveva riposto in me parlandomi di questa cosa della quale solo sua moglie Sonia era a conoscenza. &lt;br /&gt;"Immagino che tu sia preoccupato, perche´  compiere questa missione comporterebbe un grande cambiamento nella tua vita. Non e´ vero?"&lt;br /&gt;"Me ne devo andare da qui, devo lasciare tutto, anche la mia famiglia." Questa volta rispose immediatamente, senza pause per riflettere e dando ad ogni sua parola un tono di pura tristezza. &lt;br /&gt;"Lui mi ha detto quello che devo fare, ma non come fare a farlo, quello sono io che lo devo scoprire."&lt;br /&gt;"Lasciare la tua famiglia? Ma per quanto, per sempre?" gli chiesi preoccupato ed immaginandomi il viso della sua bellissima figlia Berta, alla quale mi ero affezionato in modo particolare.&lt;br /&gt;Non rispose, ma il suo silenzio parlo´ per lui.&lt;br /&gt;"E quindi, non voglio essere insistente, pero´, qual e´ la prima cosa che faresti se decidessi di andare in fondo a questa cosa?"&lt;br /&gt;"Camminare, incomincerei a camminare."&lt;br /&gt;"Camminare? Ma come? Andando dove? Camminare e basta?"&lt;br /&gt;"Si, camminare e basta, quando si cammina, succede sempre qualcosa."&lt;br /&gt;Rimasi fermo immobile, lo guardai negli occhi e provai un forte senso di tristezza e gioia allo stesso tempo. Ero scettico, provenivo da un paese con cultura ed usanze diverse, non sapevo nemmeno quale fosse esattamente il Dio di cui aveva parlato, non sapevo che dire, non sapevo che fare, forse non capivo quello che stava succedendo dentro di lui e la cosa mi dispiaceva perche´ mi sentivo impotente, incapace di dargli un qualsiasi consiglio. Cosi´ non dissi nulla, ma semplicemente gli dimostrai il mio affetto e la mia comprensione nel modo semplice e sincero: lo abbracciai forte, lo strinsi tra le mie braccia e gli diedi una pacca sulla spalla. Quell'abbraccio, valeva come mille "grazie", per tutto, per avermi accettato nella sua famiglia, per avermi fatto mangiare in casa sua, per essermi stato amico, per avermi fatto giocare con le sue figlie, per avermi fatto passare momenti indimenticabili e che sempre rimarranno nel mio cuore, per avermi fatto sentire meno nostalgia di casa e per tutto il resto, grazie ti tutto, grazie di cuore, grazie, amico mio!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Salimmo le scalette che riportavano alla strada, in silenzio, e tornammo alla pupuseria dove Sonia stava lavorando, la piccola Brenda giocando a rimcorrersi con il suo cane Kimba e l'altra figlia Flory chiacchierava seduta al tavolo con Rocael.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora oggi, mi chiedo che cosa possa spingere un uomo come Fredy ad abbandonare tutto quello che ha e se mai, un giorno, decidera´ di farlo.&lt;br /&gt;Io non ho fatto niente per aiutarlo e non mi sono esposto tanto da permettermi di dargli un consiglio; sono riuscito solo ad ascoltarlo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-8032062360338807714?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/8032062360338807714/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/12/191209-huatulco-mexico.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/8032062360338807714'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/8032062360338807714'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/12/191209-huatulco-mexico.html' title='19.12.09  Huatulco-Mexico'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-6584922475832723587</id><published>2009-12-12T18:13:00.000-08:00</published><updated>2009-12-14T07:00:01.916-08:00</updated><title type='text'>10.12.09 Huatulco - Mexico</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SyRQbWYzNWI/AAAAAAAAAN0/_U51y8Ys21Y/s1600-h/DSC05111.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SyRQbWYzNWI/AAAAAAAAAN0/_U51y8Ys21Y/s320/DSC05111.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5414541082802468194" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Domenica mattina , io e Efi siamo partiti in macchina verso una localita´ chiamata Barra de la Cruz. Ci siamo fermati nel centro di Huatulco per comprare un kg di gamberi freschi, da unire ad una aragosta che il giorno prima un suo amico gli aveva venduto per 2 euro. Ma il vero motivo della gita, il piatto forte del giorno, era un armadillo di 10 kg, che Efi aveva prenotato al ristorante con una settimana di anticipo. Mi spiego´ che gli armadilli si nutrono anche di animali velenosi, come serpenti e scorpioni e, per questo motivo, prima di poterlo cucinare, l'animale viene sottoposto ad una pulizia intestinale per alcuni giorni.&lt;br /&gt; Dopo 40 minuti percorsi sulla statale in direzione sud, Salina Cruz, svoltammo a destra verso il mare e dopo qualche curva, arrivammo a casa di Luis. In effetti non e´ un vero e proprio ristorante: Luis e sua moglie Maria preparano piatti tipici all'interno della loro grande e rustica casa di campagna a pochi km dal mare. I clienti, per lo piu´ abituali e non turisti, possono assaporare il piatto del giorno, oppure optare per portarsi direttamente il cibo che desiderano venga loro cucinato. Ci sedemmo nel giardino, sotto una tettoia in legno e, mentre stuzzicavamo l'appetito con "nachios"  e salsa piccante, Tonio ci raggiunse.&lt;br /&gt; Tonio e´ un amico di vecchia data di Efigenio, giocavano a basket insieme da ragazzi e frequentarono la stessa compagnia per diversi anni. E´ una persona molto seria e salutista: non beve, non fuma ed e´ dedito al lavoro. Questo non pregiudica il fatto che sia molto simpatico e socievole, che gli piaccia stare in compagnia e divertirsi con gli amici. Lavora per un' importante  multinazionale di sigarette e dal lunedi´ al venerdi´ , percorre la costa da Salina Cruz a Puerto Escondido controllando le vendite dei negozi e supervisionando le forniture. Fu lui ad aiutare Efigenio a rilevare l'attivita´ della birra ed, insieme, posseggono il bar sopra il negozio. Spesso si ferma a dormire con noi, oppure passa semplicemente a riposare e fare due chiacchiere. &lt;br /&gt;Gli ultimi ad arrivare furono: Marcos, accompagnato dalla figlia di 9 anni, il figlio di 11 e la ragazza che lavora nel suo negozio di granite nel centro di Huatulco. Lui e´ qui da soli 6 mesi, ha ben 5 figli da 3 donne diverse, cosa non cosi´ rara qui, in Mexico. E´ origininario di San Cristobal, dove vive gran parte della sua famiglia. L' ultima delle sue mogli, di punto in bianco ha lasciato il Mexico per trasferirsi a Cuba, lasciandogli i due figli con i quali vive da ormai 10 anni. E´ un ragazzo molto attivo, sempre indaffarato ad inventarsi qualcosa da fare, sempre alla ricerca di qualche lavoretto per poter tirare avanti. E' una persona molto positiva, che non ha avuto una vita facile ma l'ha sempre affrontata a testa alta e senza paura. &lt;br /&gt;Mentre i bambini giocavano sulle amache, ci sedemmo a tavola e Maria comincio´ una lunga processione di pietanze. Il primo piatto fu il "caldo di iguana", ovvero una zuppa di carne di iguana, non privata delle pelle e servita in un saporito brodo vegetale. Poi arrivarono i gamberoni, cucinati in padella con un sugo a base di aglio, che pero´ non nascondeva affatto il sapore fresco dei crostacei. Come contorno, fagioli neri e riso in bianco; per accompagnare, tortillias appena fatte, ancora calde e servite avvolte in un panno di cotone. &lt;br /&gt;Quando chiedemmo del peperoncino, Maria non fece altro che coglierne mezza dozzina da una pianta a pochi metri da noi. Erano rossi e molto piccoli, bastava un minuscolo morso per poter sentire un fuoco accendersi nella bocca e divamparsi nella gola. Poi, finalmente, arrivo´ quello che tutti stavamo aspettando da una settimana, l'armadillo! Cucinato come uno spezzatino in un sugo rosso e denso, dagli aromi ed i profumi speziati. La carne dell'armadillo e´ tenerissima e molto saporita, si scioglie in bocca e si stacca dagli ossicini con una facilita´ incredibile. Subito ero un po'  scettico, anche perche´ ne avevo appena fotografato uno piu´ piccolo ancora vivo che tenevano in una gabbia nel retro della casa. Ma, quando l'assaggiai, rimasi sorpreso dal sapore esaltante e unico nel suo genere. Per concludere in bellezza, l'aragosta, che solo io e Marcos, anche se con un po'  di fatica, riuscimmo a mangiare dopo quella scorpacciata durata quasi 3 ore. &lt;br /&gt;Come direbbero a Firenze :" Ci siam fatti una sgranata, roba da manicomio!". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo il pranzo, andammo tutti a spiaggia. Una lunga distesa di sabbia dorata, separa la laguna di acqua dolce dall'oceano, sulla spiaggia di Barra de la Cruz. Giocammo tutto il pomeriggio alternando gare di corsa, combattimenti nell'acqua tenendoci a turno sulle spalle, bagni nel mare e nella laguna. Forse ci divertimmo piu´ noi adulti che i bambini e trascorremmo una giornata indimenticabile. Dopo il tramonto, tornammo nuovamente alla casa di Luis e ci fermammo per la cena. Gustammo nuovamente l'armadillo accompagnato da una succosa zuppa di gamberi. &lt;br /&gt;Al ritorno a casa eravamo tutti stanchi, sazi, con le ossa un po´ rotte, ma pienamente soddisfatti della domenica passata tra amici. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono felice di aver provato una cucina cosi´ esotica e non tanto facile da trovare, ed ancor piu´ sono felice che mi sia piaciuta davvero. Ma la cosa che mi rallegra piu´ di tutte è il fatto di aver trovato degli amici come Efi, Tonio e Marcos. Mi sento uno di loro quando siamo insieme, non hanno pregiudizi o secondi fini e sento che mi considerano un loro amico.&lt;br /&gt; So bene che fidarsi delle persone puo´ essere molto rischioso, sopratutto in un paese straniero, pero´ penso che nella vita, qualche volta si deve rischiare per riuscire ad ottenere qualcosa e se diffidassi di tutti, se non avessi accettato l'invito a stabilirmi nel retro del negozio di Efi, forse me ne sarei gia´ andato da qui, e le giornate le passerei da solo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo momento, sono sulla spiaggia di San Agostin, a 20 km da Huatulco e 10 km di strada sterrata dalla statale per Puerto Escondido. Efigeni e´ andato nella sua citta´ natale, la capitale dello stato di Oaxaca, tornera´ domani mattina. Mi ha lasciato le chiavi del negozio e quelle della sua macchina. Prima che partisse mi sono fatto spiegare i prezzi delle birre e stasera, andro´ a dare una mano a Mateo, mentre domattina saro´ io ad aprire. &lt;br /&gt;Questa spiaggia e´  stupenda ed  il mare e´ calmo e cristallino. In mezzo alle acque che bagnano questa bahia di 3 km, ci sono enormi rocce che emergono e, al largo, una piccola isola disabitata. Sono seduto al tavolino di un ristorante, a non piu´ di 5 metri dall'acqua, sfrego i piedi nella sabbia morbida, bevo acqua di cocco con una cannuccia direttamente dal frutto, scrivo e guardo il mare. &lt;br /&gt;Sono in compagnia, con me c'e´ Guadalupe, una mia amica. Ci siamo conosciuti al pub "Dublin", circa una settimana fa. Lei lavora lì, insieme a Rodrigo, il ragazzo argentino. &lt;br /&gt;Ha accettato di accompagnarmi in questa spiaggia sperduta, ma credo che ieri sera abbia lavorato fino a tarda notte, perche´ ora dorme profondamente sull'amaca. Mi sta venendo fame e tra poco, quando si sveglierà, ordinero´ un piatto di gamberi, uguale a quello che mi e´ appena passato davanti agli occhi lasciando dietro di sè una scia di sapori di mare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-6584922475832723587?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/6584922475832723587/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/12/101209-huatulco-mexico.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/6584922475832723587'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/6584922475832723587'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/12/101209-huatulco-mexico.html' title='10.12.09 Huatulco - Mexico'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SyRQbWYzNWI/AAAAAAAAAN0/_U51y8Ys21Y/s72-c/DSC05111.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-3407444841831365770</id><published>2009-12-08T17:33:00.000-08:00</published><updated>2009-12-11T05:44:27.636-08:00</updated><title type='text'>04.12.09  Huatulco - Mexico</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SyBAF0zuCPI/AAAAAAAAANc/khaNuvFd-zo/s1600-h/DSC05060.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SyBAF0zuCPI/AAAAAAAAANc/khaNuvFd-zo/s320/DSC05060.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5413397220918429938" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Questi ultimi 10 giorni sono passati cosi´ in fretta da non darmi nemmeno il tempo di scrivere, leggere, pensare. &lt;br /&gt;Martedi´ scorso, appena misi piede in questa piccola localita´ turistica, sentii nell'aria calda il profumo del mare; un senso di pace e tranquillita´ invase il mio corpo, intuii che questo posto mi sarebbe piaciuto, che mi sarei trovato a mio agio e che, anche questa volta, non me ne sarei andato cosi´ in fretta.&lt;br /&gt; Quando entrai nella stanza di un piccolo hotel nel centro della piccola cittadina di Huatulco, apprezzai subito le comodita´ delle quali mi ero privato per cosi´ tanto tempo. Non mi sembrava vero di avere una doccia, una doccia vera, intendo, con acqua calda ed un getto che non assomigliasse al gocciolio di una grondaia dopo un temporale. C'era un grande letto a tre piazze, alto, comodo, con le lenzuola candide e profumate. Le pareti erano di cemento e non di pietra come quelle di San Pedro, un ventilatore appeso al soffitto rinfrescava l'ambiente e, lusso dei lussi, possedevo un televisore! &lt;br /&gt;Approfittai al massimo di tutti quei servizi e, quando uscii per la cena, ero carico di energie e pronto a scoprire ciò che questo piccolo paese era pronto ad offrirmi. Notai subito la pulizia delle strade a senso unico che circondano la piazza centrale, dove il poco traffico scorre fluido ed in modo ordinato. I tanti ristoranti illuminavano la piazza e la musica dei bar animava l'atmosfera. Cenai a base di tortillas di carne seduto al bancone di un ristorantino sul marciapiede in una via traversa: erano ottime e le insaporii con salsa piccante. Dopo cena cominciai a camminare e ci misi poco per orientarmi e conoscere il piccolo centro.&lt;br /&gt; I turisti, per lo piu´ statunitensi, passeggiavano con visi rilassati, come quelli che si stanno godendo le meritate ferie dopo un anno di lavoro. Ordinai una birra piccola in bottiglia al pub "Dublin" mentre un gruppo di "gringos" giocava a freccette alle mie spalle e sul televisore al plasma, stavano passando le immagini di una partita dell'NBA. Feci subito la conoscenza di Rodrigo, un argentino che si e´ trasferito qui da 12 anni, ha due figlie e gestisce il pub di proprieta´ di un americano. &lt;br /&gt;Fu molto gentile e disponibile nel darmi informazioni sul posto, su come fare a raggiungere le spiagge ed il nome di un paio di pousade dove avrei trovato buone sistemazioni a prezzi piu´ economici di quella dove avevo pagato due notti. &lt;br /&gt;Quando ormai ero diretto a casa, la grande e lampeggiante scritta "Cervezeria" al piano superiore di un'abitazione bianca, attiro´ la mia attenzione. Non sembrava un posto per turisti, pur essendo a sole due strade dal centro e, forse, fu proprio quello a convincermi ad entrare. Mentre salivo le scale e sentivo il volume della musica aumentare ad ogni gradino, ancora non sapevo che non avrei potuto prendere una decisione migliore e che il mio viaggio, stava per subire l'ennesima svolta:&lt;br /&gt;stavo per incontrare un amico!&lt;br /&gt;I tavolini intorno ai due tavoli da biliardo erano vuoti, c'erano solo tre uomini seduti al bancone, bevevano birra, succhiavano fette di lime inzuppate nel sale e peperoncino tritato e cantavano alcune strofe della musica tipica mexicana che proveniva da un moderno jukebox. La ragazza dietro al bancone, prese l'ordinazione e mi chiese se volevo sedermi ad un tavolo. Il piu´ grosso dei tre, in quell'istante si volto´ verso di me, allungo´ la mano destra per indicare lo sgabello piu´ vicino a lui e mi invito´ a sedere. Brindammo tutti e quattro facedo suonare le bottiglie di birra ed iniziarono le presentazioni. Erano gia´ diverse ore che avevano cominciato la festa e l'atmosfera era molto allegra e confidenziale. Quell'uomo, alto 1.90 e dalla corporatura robusta, si chiama Efigenio ed e´ il proprietario sia del bar, che del negozio di birra al piano terra. I suoi amici erano venuti a trovarlo da Puerto Escondido e si chiamano Riccardo e Andres. Passai una gran bella serata in loro compagnia e mi fu difficile andarmene, perche´ ogni qual volta tentavo di lasciare il mio posto a sedere, qualcuno metteva una canzone, un altro ordinava un altro giro di birra per tutti e mi obbligavano amichevolmente a restare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  Efigenio mi invito´ a tornare il giorno successivo, dicendomi che voleva mostrarmi il negozio e che voleva portarmi a fare un giro in macchina per conoscere la cittadina. Quando mi presentai la mattina successiva, fu Andres a venire ad aprirmi il cancelletto bianco per entrare nel negozio, pero´ , avendo perso la chiave del lucchetto dovette forzarlo con una sbarra di ferro. Il negozio e´ composto da solo uno scaffale in alluminio bianco posto al centro della stanza e circondato da 5 frigoriferi con le porte in vetro colmi di birra in bottiglia, che variano dai 220 ml al 1,2 l. L'ambiente e´ fresco, grazie al condizionatore, anche se non isolato, infatti, a separare il negozio dal retro, sono 3 dei grossi frigoriferi ed una porta in legno. L' arredamento e´ semplice ma invitante, ed e´ fornito dalla multinazionale di birra, essendo un' attivita´ in franchising. Oltrepassata quella porta, si entra nel magazzino e le cose cambiano. Almeno 200 casse di birra sono accatastate lungo le pareti ed una fila piu´ alta di me arriva fino al centro della grande stanza, dividendola in due. Solo piu´ tardi capii che tutto  quel che a me sembrava solo un gran disordine, aveva invece un senso e le scatole erano suddivise in base al formato delle bottiglie; quelle piene separate da quelle vuote, che i clienti erano obbligati a rendere per non pagare un prezzo superiore.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Oltre a quel muro di "Cerveza" , Riccardo dormiva a dorso nudo, disteso in terra, con la testa appoggiata ad uno zaino, circondato da bucce di noccioline, bicchieri di plastica e bottiglie vuote. Efigenio si dondolava sull' amaca guardando la telelvisione mentre Andres, sentendosi responsabile per aver chiuso lui la porta la notte prima, cercava distrattamente la chiave, senza alcun successo. Poco dopo il mio arrivo, entro´  Mateo, un ragazzo di 16 anni, che lavora nel negozio e dorme nel bar al piano di sopra. Si occupa quasi di tutto, in cambio di uno stipendio, vitto ed alloggio. Prima lavorava come lucida scarpe per le strade ed ancora adesso svolge questa professione nel tempo libero. Dopo aver fatto la sua conoscenza, ho scoperto che e´ un mestiere da apprezzare che richiede molta pratica ed una certa abilita´. Efigenio, da tutti detto Efi, mando´ Mateo a comprare il pranzo, cosi´ mangiammo sul piccolo tavolo in legno, seduti su sgabelli e scatole di birra, mentre Ricardo rimase seduto in terra. Dopo il pranzo, il sonno, e l'alcool della sera prima tornarono a farsi sentire e tutti e 3 si addormentarono davanti ad una partita di football americano. Decisi cosi´ di andarmene e ripassare piu´ tardi: ero un perfetto sconosciuto, eppure mi avevano appena offerto il pranzo e trattato come un loro vecchio amico.&lt;br /&gt;Nel pomeriggio riuscii a trovare diverse sistemazioni, quella piu´ economica era prendere un stanza in affitto, ma per il tempo minimo di un mese, prezzo: 1800 pesos (circa 90 euro). Trovai una posada e contrattai una settimana per 1000 pesos (circa 50 euro). Quando tornai al negozio di Efi, a serata inoltrata, lui era ancora sull'amaca, ma i suoi amici se ne erano andati. Durante la conversazione gli esposi le diverse opzioni che ero riuscito a trovare per il mio soggiorno e lui non fece altro che darmene un'altra, diversa, forse un po'  rischiosa, ma sicuramente piu´ economica e curiosa. " Se vuoi, puoi restare qui a dormire, c'e´ tanto spazio, per me non e´ un problema. Domani mattina porti la tua roba, diamo una bella pulita e ti fermi quanto vuoi.". Rimasi stupito ed anche un po'  perplesso della sua proposta e guardandomi intorno, in mezzo a quel casino, mi domandai dove avrei dormito, forse al posto di Ricardo? "Li, dietro a quell'armadio, c'e´ un materasso, io dormo sull'amaca, tu  puoi sistemarti li sopra. Qui dietro c'e´ un bagno, con una doccia. Per me non c'e´ problema, stare qui non ti costera´ niente". Non sapevo cosa dire, non volevo offendere la sua ospitalita´, ma nemmeno mettermi in qualche guaio, in fondo non lo conoscevo per niente. Rimasi qualche secondo in silenzio, poi lo guardai dritto negli occhi e decisi di fidarmi di quel grosso uomo dal viso gentile e paffuto. " Ok, perche´ no? Ti ringrazio, ti prometto che non rimarro´ qui per molto, al massimo una settimana", queste furono le ultime parole famose...&lt;br /&gt; Il mattino successivo, dopo un paio d'ore di lavoro, io, Mateo ed Efi, riuscimmo a dare un aspetto decente al retro del negozio ed a farlo sembrare un vero magazzino, ma con angolo soggiorno. Nel pomeriggio, a bordo della sua auto, simile ad una Opel Corsa, modello vecchio, andammo a fare un giro lungo la costa, bevemmo acqua di cocco nel paese vicino chiamato Santa Cruz seduti su di una panchina osservando la gente che saliva e scendeva da due enormi navi da crociera attraccate nel piccolo porto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Las Bahias de Huatulco", e´ l'insieme di 9 bahie, con piu´di 30 spiagge di sabbia bianca. Alcune popolate da ristoranti, altre deserte e lunghe km. Senza che glielo chiedessi, dal secondo giorno, inizio´ a prestarmi l'auto permettendomi, cosi´,di conoscere posti meravigliosi. &lt;br /&gt;Una sera delle tante, tornando da una spiaggia, decisi di andare al faro, dove Efi mi aveva portato qualche giorno prima. E´ il punto piu´ alto della costa, in cima ad una scogliera a precipizio sul mare, Mi sedetti sul muricciolo, con le gambe nel vuoto ed aspettai il tramonto. Mi sentivo un piccolo punto, disegnato sull'infinita linea del mondo, avrei voluto alzarmi in piedi, spiccare il volo e planare nell'aria insieme ai grandi avvoltoi  neri che volavano sopra la mia testa. Le onde si infragevano con violenza ai miei piedi, respinte dalle imponenti rocce che urlavano ad ogni impatto. Il cielo si coloro´ di rosa, arancione e rosso incandescente, mentre il sole, lentamente, scompariva dietro le montagne trasportato dal vento. Solo, ai confini del mondo, pensai : "In questo momento, non c'e´ nessun altro posto al mondo dove vorrei essere!".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-3407444841831365770?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/3407444841831365770/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/12/041209-huatulco-mexico.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/3407444841831365770'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/3407444841831365770'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/12/041209-huatulco-mexico.html' title='04.12.09  Huatulco - Mexico'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SyBAF0zuCPI/AAAAAAAAANc/khaNuvFd-zo/s72-c/DSC05060.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-6458950203041270675</id><published>2009-12-03T09:14:00.000-08:00</published><updated>2009-12-03T09:15:49.046-08:00</updated><title type='text'>26.11.2009  Salina Crux - MEXICO</title><content type='html'>Di questa giornata, non vorrei scrivere nemmeno una parola, cosi` da poterla dimenticare il piu` presto possibile. &lt;br /&gt;Quando scelsi dallo schermo del pc il posto a sedere che preferivo sull'autobus diretto a Salina Cruz, ero troppo occupato a flirtare con la ragazza dell' agenzia degli autobus per porre la dovuta attenzione a quello che stava facendo. Comincio`, interessata, a farmi domande: da dove provenivo e dove ero diretto. Mi parlava con voce soave e melodica, guardandomi dritto negli occhi con uno sguardo cosi` penetrante e sicuro di se`, che faticavo a reggere. Mi sciolsi come un gelato al sole e quando uscii dalla stazione, mi rammaricai di non averla potuta invitare a cena. Il risultato di questa conversazione fu che, salito sul bus, mi resi conto che invece di avere un sedile in ultima fila come pensavo, avevo prenotato quello in prima, proprio alle spalle dell'autista. Alla mia sinistra, vicino al finestrino, c'era "una statua di cera", di circa 60 kg che indossava pantaloni classici color sabbia ed una camicia maniche corte, bianca. Sulle ginocchia, teneva con scrupolosa delicatezza ed attenzione una busta di carta marrone, come quella che danno gli ospedali per consegnare le lastre. Quel piccolo ed esile uomo non mosse un muscolo per tutto il viaggio, non disse una parola, non lo vidi mai nemmeno battere le ciglia e, a dire il vero, non so nemmeno se stesse respirando! Cercai di dormire in tutti i modi ma, a parte la posizione scomoda del sedile, ero continuamente distratto o disturbato da qualcosa. La radio accesa, le chiacchiere dei vicini, osservare attraverso il grande vetro davanti a me quell'infinita striscia di asfalto che nasceva nella oscurita` e che scorreva veloce sotto i miei piedi, non mi facevano prendere sonno. &lt;br /&gt;Fummo, inoltre,  sottoposti ad almeno una decina di controlli durante il tragitto. Poliziotti, ragazzi della sicurezza, militari, tutti situati in posti di blocco differenti e spesso non molto lontani l'uno dall'altro, salivano armati di torce e rapidamente perlustravano i passeggeri. &lt;br /&gt;Essendo l'unico straniero e la prima persona che vedevano appena saliti, ero la loro vittima preferita e per ben 4 volte dovetti mostrare il mio passaporto. &lt;br /&gt;Gentilmente e senza alcuna obiezione, nel vedere che ero entrato nello Stato solo da un giorno, mi ringraziavano e ci lasciavano proseguire. Durante la prima ed unica sosta ad una stazione di servizio, verso le 4.00 del mattino, cominciai a sentire dei dolori al petto, nella parte destra. Erano fitte provocate dal respiro e dal movimento del braccio. Inizialmente non ci feci molto caso, fino a quando, a circa un'ora dall'arrivo, il dolore si espanse su tutto il braccio ed aumento´ di intensita´. Fino a Salina Cruz, rimasi immobile, proprio come il mio vicino, avendo trovato una posizione non troppo dolorosa. Avremmo potuto competere con gli artisti di strada che popolano la corte del Museo degli Uffizi di Firenze o le Ramblas di Barcellona, se solo ci fossimo mascherati. Non mi era mai capitato nulla del genere ed ero alquanto spaventato, l'unica cosa che mi rassicurava di non essere vicino ad un infarto, era il fatto che la parte sinistra del torace non mi doleva. Arrivati alla stazione, scesi a fatica dal bus e stringendo i denti, trascinai lo zaino facendolo strisciare al suolo fino all'interno della sala d'aspetto. &lt;br /&gt;Aveva da poco fatto giorno, mi sedetti con le lacrime agli occhi sulle poltrone in alluminio e rimasi lì accasciato, inerte, per piu´ di 20 minuti. Provavo a muovere leggermente il braccio per vedere se la situazione era migliorata ma, ogni volta che lo facevo, una spada mi perforava il torace e passando attraverso il mio polmone destro, mi trafiggeva la spalla arrivando fino al gomito. Non sapevo piu´ cosa fare e decisi di farmi portare in ospedale da un taxi, sempre che ci fosse stato un ospedale in quella citta´. Non avevo molti soldi con me, cosi´ andai a prelevare al bancomat che c'era lì nella sala d'aspetto. Dopo aver ritirato denaro e ricevuta, fui distratto da uno strano e sordo rumore, mi voltai cosi´ per controllare i miei bagagli che avevo abbandonato sulle poltrone. Ero stanchissimo, non dormivo da piu´ di 40 ore, facevo di tutto per sopportare quel dolore acuto che mi preoccupava sempre piu´ seriamente, avevo caldo, sonno, fame, sete, ed il pensiero di andare in ospedale mi tormentava. Immerso in tutte quelle sensazioni, rimasi voltato per troppo tempo, come se quest'ultimo si fosse fermato ed il mio corpo e la mia mente addormendati senza preavviso. Fu il " bip-bip " emesso dal bancomat a farmi riprendere i sensi, mi voltai di scatto e mi resi conto che si era mangiato la mia carta!&lt;br /&gt;Ebbi un attimo di puro sconforto, cominciai a sudare, i miei occhi si gonfiarono di lacrime che non riuscivano ad uscire, mi sentii perso e percepii la rabbia salire dentro di me. Avrei solo voluto lasciarmi cadere al suolo, potermi abbandonare in quel luogo sconosciuto ed aspettare che qualcuno venisse a salvarmi. Passai un paio di minuti, lì, fermo, in piedi davanti a quella stupida, o forse troppo intelligente macchina automatica, in quello stato di trance, dolorante e triste che le cose si stessero mettendo cosi´ male. Poi mi feci coraggio, sorreggendomi la mano destra con quella sinistra per non muovere il braccio, uscii dalla stazione, raccontai l'accaduto ad un taxista, gli indicai le mie due borse e salii in macchina. Mi feci portare in un hotel vicino all'unica filiale di quella stessa banca e presi una stanza per 2 notti. La camera era a pochi metri dalla portineria, ma quando provai a mettermi lo zaino sulle spalle per portarlo dentro, dopo soli 2 passi, lo feci cadere rovinosamente a terra per il male che sentivo e rischiai di cadere anch'io. Un uomo mi aiuto´ a portare i bagagli nella piccola e forse un po´ troppo semplice stanza, mentre l'anziana e gentile signora padrona dell'hotel a una stella, mi preparo´ un the´ caldo. La donna mi disse che a causa della posizione scomoda che avevo tenuto nel bus per cosi´ tante ore e dell'aria condizionata, mi era entrata dell'aria nel corpo e questo mi provocava le forti fitte. Non capii esattamente cosa intendesse dire, semplicemente, mi fidai, le chiesi a che ora apriva la banca, bevvi velocemente il the´ ancora bollente e mi distesi sul letto scomodo. Trovata una posizione nella quale le fitte si facevano sopportabili, chiusi gli occhi, abbandonai l'idea dell'ospedale e crollai in un sonno profondo. Al mio risveglio, dopo circa 5 ore, stavo decisamente meglio. Il dolore non se ne era completamente andato, ancora adesso lo percepisco, pero´ potevo camminare e muovere il braccio ed il tutto era tollerabile. &lt;br /&gt;Dopo aver ricevuto il primo :" Mi dispiace ma non possiamo farci niente.", tornai una seconda volta in banca, piu´ deciso ed arrabbiato, ma non ottenni alcun risultato. Sia le impiegate, che il direttore, che tutti i telefonisti del numero verde di "assistenza in caso di furto o perdita della carta", che chiamai per ben 3 volte, mi dissero che una volta "mangiata", la carta veniva automaticamente smagnetizzata, per una questione di sicurezza e che non si sarebbe mai piu´ potuta utilizzare. Per una miglior garanzia avrei dovuto far bloccare immediatamente la carta dall'Italia e per migliorare il mio stato d'animo, solo farmene una ragione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel pomeriggio, provai ad andare a vedere il mare, ma riuscii a vedere solo grossi barconi attraccati ad un porto lontano, senza l'ombra di una spiaggia e senza scrutare una sola goccia d'acqua. Oltre ad avermi consigliato il ristorante dove cenare, il figlio della proprietaria mi diede informazioni utili per raggiungere Puerto Escondido, consigliandomi vivamente di fare, prima, tappa ad Huatulco e poi a Puerto Angel, due note localita´ balneari, piu´ tranquille ed incontaminate della prima, dove, peraltro, si sono appena conclusi i campionati mondiali di surf. Gli feci capire che non volevo passare un solo minuto in piu´ in quella citta´ e che ero pentito di aver pagato 2 notti. Accetto´ di restituirmi la meta´ dei soldi e cosi´, la mattina seguente, prima delle 8.00, partii per Huatulco, speranzoso che lì, forse, avrei visto il il mare per davvero!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-6458950203041270675?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/6458950203041270675/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/12/26112009-salina-crux-mexico.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/6458950203041270675'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/6458950203041270675'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/12/26112009-salina-crux-mexico.html' title='26.11.2009  Salina Crux - MEXICO'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-6657918796120530869</id><published>2009-11-30T13:15:00.000-08:00</published><updated>2009-11-30T13:17:04.894-08:00</updated><title type='text'>23.11.09 Tapachula - Mexico</title><content type='html'>Sono le 20.30, mi trovo nella sala d'aspetto della stazione degli autobus di Tapachula, la prima citta` dopo la frontiera piu` a sud del Mexico, in Guatemala. Sono partito alle 5.00 di questa mattina da San Pedro, dopo una notte insonne. A Mazatenango ci sono arrivato per miracolo, sono stato tentato piu` volte di scendere dall'autobus, a causa della guida, non solo spericolata, ma da vero ¨deficiente¨ del giovane autista. Sorpassava macchine, camions, moto, che procedevano incolonnati lentamente a causa dell'intenso traffico. Il suo aiutante, quando ormai eravamo vicini ad uno scontro frontale inevitabile, si sporgeva dalla portiera anteriore e, fischiando e gesticolando con la mano faceva in modo che i mezzi alla nostra destra rallentassero per lasciarci lo spazio necessario per rientrare nella corsia. Avrei anche potuto capire, ma non giustificare, quella guida assurda, se fosse servita per risparmiare tempo prezioso per qualcosa di urgente ma non era così. La cosa che mi  ha fatto più arrabbiare ed inorridire è che, dopo aver messo a repentaglio l'incolumita` di tutti i passeggeri per guadagnare qualche centinaio di metri, bastava che una sola persona, sul ciglio della strada, facesse un gesto, perche` il bus si fermasse per farla salire, perdendo cosi` tutto il vantaggio accumulato e dovendo quindi ricominciare la pazza corsa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla caotica e sporca stazione di Mazatenango, in un grande piazzale, sono salito su di un bus diretto alla frontiera. Non aveva un bell'aspetto, ma il fatto che fosse mezzo vuoto mi ha permesso di trovare una sistemazione comoda occupando due sedili. Ero riuscito quasi a prendere sonno, quando ci siamo fermati ad una stazione di servizio. Avevo la musica nelle orecchie, e solo vedendo dopo una decina di minuti, tutti i passeggeri intenti a prendere le proprie cose e scendere, mi resi conto che c'era qualcosa che non andava. Il bus aveva un problema meccanico e ci fecero salire tutti su di un minibus che aveva la meta` esatta dei posti a sedere. Scendendo per ultimo e dovendo recuperare il mio zaino nel portabagagli, quando mi presentai davanti alla porta del minibus con il motore gia` acceso, non solo non c'era piu` posto a sedere, ma non sapevo davvero come fare a salire perche` una signora in piedi mi sbarrava l'entrata. Solo dopo ripetuti incitamenti da parte del nuovo autista, la donna dalla corporatura robusta, si mosse schiacciando il suo fondoschiena sulla faccia del ragazzo seduto al suo fianco ed io, a fatica e con lo zaino in braccio, riuscii a farmi largo. Per fortuna, l'agonia di stare seduto con le anche schiacciate tra due grossi uomini che mi alitavano sul collo ad ogni respiro e di dover scendere ad ogni fermata con lo zaino in mano, durò  solo mezz'ora poi, il minibus cominciò a svuotarsi lentamente. &lt;br /&gt;Ho avuto la fortuna di conoscere Lucas, anch'egli diretto a Tapachula, che mi ha accompagnato fino alla frontiera dandomi molte informazioni utili. Abbiamo attraversato a piedi tutto il paese di Tecún Umán, cambiato alcuni Quetzal in Pesos da un uomo seduto su di una sedia in plastica sul marciapiede fuori da un negozio e raggiunto la guardiola che delimita la fine del territorio guatemalteco. &lt;br /&gt;Essendo provvisto di passaporto, ho dovuto entrare in un ufficio diverso da quello del mio nuovo amico, per farmelo timbrare, e lì, ci siamo persi. &lt;br /&gt;Ho rinunciato ai numerosi inviti dei tuc-tuc a pedali, deciso di percorrere a piedi, sotto il sole cocente, i 500 m di ponte per entrare in Mexico. Dopo una breve registrazione in un'altra guardiola, in territorio mexicano, dove ho ricevuto un visto turistico valido 6 mesi, sono finalmente arrivato!&lt;br /&gt; Quella e` stata la prima volta nella mia vita che ho messo piede in Mexico: ero stanco, sudato, sporco, solo. Il mio cuore batteva come un tamburo nella parata domenicale, ero emozionato, impaziente, fremevo al solo pensiero di conoscere questo stato, questa gente, questa cultura, questa musica, questo cibo. Una nuova avventura era appena iniziata!&lt;br /&gt;L'itinerario che avevo in mente mi era stato bocciato da tutti i viaggiatori ai quali avevo chiesto consiglio. Tutti mi dicevano che per arrivare a Puerto Escondido era necessario passare da San Cristobal de Las Casas, Tuxtla Gutierrez ed infine Oxaca, da dove avrei potuto scendere verso la costa del Pacifico. Questo, per lo meno, era l'itinerario piu` comune e seguito da tutti. &lt;br /&gt;Non posseggo una guida turistica delle regioni a nord del Chiapas e dello Yucatán, e su Internet non avevo trovato informazioni utili. L'unica cosa della quale ero certo era dell'esistenza di una strada che percorre tutta la costa, dalla frontiera del Guatemala fino a quella con gli USA, ed era quella che io volevo fare. Cosi` ho semplicemente scelto la citta` di Salina Cruz come mia prima meta, ipotizzando che in una giornata di viaggio sarei riuscito a raggiungerla. Tutto ciò senza avere la piu` pallida idea di quello che mi avrebbe aspettato e di quello che avrei trovato una volta arrivato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho percorso , sull'ennesimo minibus, i 37 km per arrivare fino alla stazione dei bus di prima classe di Tapachula, dove in questo momento sto scrivendo scomodamente il mio diario che tengo appoggiato alle ginocchia, con la testa china e la musica di Buddha Bar nelle orecchie, per cercare di estraniarmi dal mondo e dai rumori che mi circondano. Fatto il biglietto, ho lasciato lo zaino grande nel deposito della stazione e mi sono incamminato verso il centro della citta`, alla ricerca di qualcosa da fare per far passare le 8 ore che mi separano dalla partenza. Ammetto che il primo impatto non e` stato dei migliori: le strade sono affollate da gente e da automobili impazzite, che fanno a gara per accaparrarsi il primo posto davanti ad un semaforo rosso. Musica, clacsons, urla, frenate improvvise, tutto mescolato in modo caotico e fastidioso. Quasi quanto lo erano le notti di San Pedro, animate dalle decine di cani randagi, che comunicavano tra loro abbaiando ed ululando per ore intere, procurando a quelli come me, distesi nel letto intenti a dormire, un forte senso di irritazione ed impotenza. &lt;br /&gt;Per puro caso, nella via centrale in mezzo a quella bolgia, ho rincontrato Lucas che aspettava seduto su di un gradino che lo venissero a prendere per andare a lavorare. Gli ho spiegato che ero stato trattenuto piu` del previsto alla frontiera, e che quando ero uscito, non vedendolo, avevo proseguito da solo. L'ho ringraziato per l'aiuto, augurato buona fortuna, e proseguito la mia passeggiata in quel puro caos mexicano. Dopo diversi km percorsi nelle vie che circondano la piazza centrale, con le gambe stanche, una gran sete ed un po'  di capo giro, mi sono seduto su di una panchina. Avevo deciso di smettere di essere un elemento aggiuntivo di quella grande confusione, volevo provare ad uscirne, ad osserarla da fuori, senza parteciparne.&lt;br /&gt; Ho cosi` capito che: i continui colpi di clacsons erano dei taxi, presenti in numero maggiore delle auto private, che cercavano di richiamare l'attenzione dei passanti; le grida erano dei bambini che giocavano in mezzo alla piazza e delle signore che vendevano cibo ai bordi delle strade; la musica arrivava da quasi tutti i negozi; quella piu` forte, di un vocalist che con un microfono faceva promozione ai nuovi prodotti, era delle farmacie. &lt;br /&gt;La cosa che mi ha stupito ed affascinato di piu` sono state le donne. Ho visto ragazze e donne dai visi incantevoli, con lineamenti perfetti, delicati, candidi, che pero` esprimevano un forte calore latino. Mille, le tonalita` dei colori della loro pelle,  dal mandorla al marrone chiaro, dal bianco al cioccolato. Gli occhi, leggermente truccati, lanciavano sguardi sensuali e provocanti, ma cosi` rapidi, da non lasciarti il tempo di reagire. Sfilavano come leonesse in cerca della preda in mezzo a quella savana affollata. Sono piu` belle, piu` moderne, piu` facinose e meno vestite di quelle guatemalteche, e senza cadere nella volgarita`, sanno bene come attirare l'attenzione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho cenato con carne alla brace in un piccolo ed economico ristorante qui vicino ed ora e` arrivata finalmente l'ora di partire, sono le 22.35. Spero solo di riuscire a dormire nel viaggio e, finalmente, domani vedro` il mare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-6657918796120530869?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/6657918796120530869/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/11/231109-tapachula-mexico.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/6657918796120530869'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/6657918796120530869'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/11/231109-tapachula-mexico.html' title='23.11.09 Tapachula - Mexico'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-6531704293920198289</id><published>2009-11-26T07:34:00.000-08:00</published><updated>2009-11-27T07:54:32.863-08:00</updated><title type='text'>San Pedro (Lago de Atlitan) 3</title><content type='html'>Ogni giorno pensiamo a cosa cucineremo il giorno successivo: la mattina acquistiamo ciò che ci serve e, verso le 14, pranziamo tutti insieme, come se fosse sempre domenica. Io partecipo alla spesa o, semplicemente, compro una bottiglia (da 3 litri)&lt;br /&gt;di una bibita.&lt;br /&gt;Il tavolino in plastica non basta per tutti e, così, qualcuno si siede sui piccoli sgabelli in legno o, addirittura, in terra. Nel disordine della terrazza, con i fili carichi di panni stesi al sole che s'intrecciano l'uno con l'altro impedendoci, spesso, di vederci in faccia, si ride, si scherza e si mangiano, sempre, piatti molto saporiti, ricchi ed abbondanti. Tutti collaborano alla preparazione del pranzo compreso io e gli ospiti dell'ultimo minuto. Quello che mi affascina di più di quell'atmosfera è la generosità che hanno nel condividere le proprie cose, anche se poche e semplici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avendo, ormai, acquisito una certa confidenza mi trattano come uno di loro e si comportano in modo molto naturale. Parlano in Tjuil ed io sto cominciando a capirne&lt;br /&gt;qualche parola. Discutono di cose private, di famiglia, davanti a me ed a nessuno di loro sembra strano o si sente in soggezione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domenica, mentre tornavamo a casa sua con le pesanti borse della spesa straripanti di verdure, dissi a Fredy che ero dispiaciuto di non avere portato la macchina fotografica con me e lui mi rispose: "Non ti devi preoccupare, quello che vivrai oggi rimarrà sempre nel tuo cuore". E, così, è stato. Ho il cuore già "colmo" di immagini, sorrisi, abbracci, baci, discussioni, regali.......Tutto in sole due settimane. Tutti loro mi trasmettono qualcosa di vero, di sincero che va al di là del colore della pelle, dei gusti sessuali, della cultura, delle possibilità economiche. Sono sicuro che pur conoscendo tanta gente, non sempre instaurano un rapporto così forte e sincero ed il fatto che per Sonia sia un evento che tra me e Fredy sia nata questa grande amicizia, mi lusinga e mi rende felice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra tutti, la mia preferita è, senza dubbio, Berta. Ha solo 6 anni, ma è già un "bell'elemento". E' magrolina con i capelli fini e scuri tagliati a caschetto con un frangia un po' troppo lunga che spesso le copre i suoi incantevoli occhi lucenti. Giochiamo spesso insieme e le sue risate mi fanno tornare bambino. Le ho insegnato a dire "Buon giorno, buona sera e buona notte"; ha imparato subito e lo fa in un modo tutto suo. E' molto socievole e non è per niente timida. Diverte i clienti della Papuseria svolazzando da un tavolo all'altro come una farfalla e si rincorre con la sua cagnolina di nome Kimba. E' una bambina speciale che si fa volere un gran bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ieri sera la Papuseria era chiusa e, dopo la cena a base di fagioli neri e uova strapazzate, siamo rimasti a casa a vedere un film con Al Pacino e Robert de Niro. Ero seduto su di un piccolo sgabello, appoggiato al muro mentre, tutta la famiglia: mamma, papà e le due bimbe, era distesa sul letto matrimoniale. Il film terminò ed io mi alzai e mi voltai verso di loro. La musica dei titoli di coda aveva fatto da ninna nanna alla famigliola: stavano dormendo: tutti. Accovacciati l'uno sull'altro usavano una gamba, una spalla, la pancia del vicino come cuscino. Rimasi fermo, in piedi, per qualche minuto ad osservare quella scena.  Avrei desiderato, tanto, essere un pittore e poter dipengere quello che avevo davanti a me, su di una grande tela, incorniciarlo e chiamarlo "AMORE".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Incontrare Fredy in questo viaggio è stato per me come per Lin, il protagonista di "Shantaram" , incontrare il suo grande amico Prabaker. Come lo definisce l'autore del libro, Fredy è "quel piccolo uomo dal grande sorriso" che gli presenta la sua famiglia e che lo porta con lui a vivere nello Slum e sarà suo compagno di tante avventure. Una persona che ha dentro di sè qualcosa in più degli altri e, stringendoti la mano, arriva fino al tuo cuore.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-6531704293920198289?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/6531704293920198289/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/11/san-pedro-lago-de-atlitan-3.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/6531704293920198289'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/6531704293920198289'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/11/san-pedro-lago-de-atlitan-3.html' title='San Pedro (Lago de Atlitan) 3'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-4930134003164131353</id><published>2009-11-26T06:33:00.000-08:00</published><updated>2009-11-26T07:33:20.371-08:00</updated><title type='text'>San Pedro (Lago de Atlitan) 2</title><content type='html'>Il progetto di Fredy è quello di smontare la Papuseria e riaprirla nei locali di un "piccolo" ristorante che ha trovato ad affittare ad un prezzo molto conveniente. C'è tutto il necessario: la cucina, l'acqua, la luce, le sedie, i tavoli e quasi tutto il necessario per iniziare.&lt;br /&gt;Con tutto il legno recuperato dallo smotaggio più quello avanzato, vuole trasformare la terrazza in due camere da letto, per le figlie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo giorno che mi invitò mangiammo spezzatino di carne con patate; il secondo imparai a preparare il guacamole che gustammo con riso in bianco e carne alla brace. Il terzo preparammo il famoso SEVICHE: pomodori, cipolle bianche, menta, prezzemolo, un goccio di birra, sale, frutti di mare, tutto tritato e mescolato con cura.&lt;br /&gt;E' un' insalata molto fresca e saporita che si abbina benissimo ai nachos.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono, sempre, trattato con il massimo rispetto, servito e riverito. Tutti si preoccupano di avere un occhio di riguardo nei miei confronti, controllano e mi domandano se ho bisogno di qualcosa e se il cibo è di mio gradimento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un giorno, parlando della cucina italiana, dissi loro che mi piaceva molto il pane e che lo mangio, praticamente, con tutto, tranne che con la pizza. Al pranzo del giorno successivo, mentre tutti si stavano servendo di torillias, Fredy disse:"Flory, va' a prendere IL PANE DI MATTEO, l'ho comprato stamattina". Aveva comprato il pane solo per me, senza che io gliel'avessi chiesto e così fece per tutta la settimana.&lt;br /&gt;Come è nella cultura del Guatemala, raramente usano le posate, solo il cucchiaio in caso ci sia la zuppa. A me danno sempre forchetta e coltello mentre loro farciscono una tortillias dietro l'altra usandole a mo' di cucchiaio. Quando finiscono, mi guardano come per dirmi: "Non sai quello che ti perdi, a non succhiarti le dita!.."&lt;br /&gt;C'è sempre qualche invitato non previsto, che si presenta all'ultimo minuto e senza preavviso; non è un problema perchè il cibo viene sempre preparato in abbondanza.&lt;br /&gt;Ieri, per esempio, stavamo tagliando dei filetti da un grosso pezzo di carne comprata fresca al mercato. Arrivati a 7, il numero delle persone presenti, Fredy mi disse di tagliarne due o tre in più, nel caso fosse arrivato qualcuno. E così fu: arrivarono Rachael e Laura. Laura ha 26 anni, è nata qui e vive con due sorelle. E' molto amica di Sonia, la moglie di Fredy e, spesso, viene a casa loro per mangiare. Rachael, anch'egli molto amico di Sonia, è un vero e proprio personaggio: 22 anni, pelle scura, corporatura magra, occhi scuri ed allungati, capelli neri pettinati all'indietro. E' omosessuale e, forse, è proprio questo a renderlo così divertente. &lt;br /&gt;E' molto effemminato, sia nel modo di parlare che nei movimenti e, a volte, quando esagera nel suo "essere gay", riceve uno scappellotto sulla testa od un pugno sulla spalla da Fredy. Tutto avviene in modo amichevole e scherzoso e, quando non è Fredy, a prenderlo in giro, lui stesso lo stuzzica fino a farlo reagire.&lt;br /&gt;Fredy, quando pronuncia il suo nome, lo fa aspirando in modo esasperato la "ch" e, muovendo la mano sotto la bocca come per indicare che sta per uscirne qualcosa dice:"Rochchchaél!" e, tutti quanti, scoppiano a ridere. Fredy ha questo tipo di confidenza non solo con i suoi amici più intimi, ma con tutti quelli del paese.&lt;br /&gt;Andare in giro con lui è incredibile: conosce tutti e, tutti, lo rispettano. Ha sempre un saluto od una battuta pronta per chiunque: poveri, ricchi, turisti e stranieri che vivono qui.&lt;br /&gt;Spesso otteniamo viaggi gratis in tuc-tuc, non paghiamo l'affitto per i dvd pirata che un suo amico gli presta da quelli che ha sul suo banco, al mercato; riceviamo sconti su frutta e verdura e, il fatto che, ormai, tutti sanno che sono suo amico, non può che agevolarmi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sabato scorso sono andato a vedere la partita di calcio a 11 della squadra dove lui gioca. Fredy è il capitano e gioca in mezzo al campo distribuendo palloni ed indicazioni tattiche ai compagni.&lt;br /&gt;Sono rimasto stupito di come riesca a correre, e resistere per tanto tempo senza neanche un allenamento a settimana.&lt;br /&gt;La sua squadra ha perso 4 a zero, ma ha combattuto fino all'ultimo minuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sera, mentre la famiglia sta nella Papuseria a far compagnia a Sonia, di solito lo invito a bere una birra o a fare una partita a biliardo. Mi ha raccontato che, circa 8 anni fa, era, praticamente alcolizzato come lo sono molti, qui, in Guatemala ed in tutto il Centro America. Come avevo già potuto capire in Brasile, il "bere" è vissuto in modo diverso da quello di noi europei. &lt;br /&gt;Soprattutto tra la gente povera (90% degli uomini) che vive solo con lo stretto indispensabile  (e non sempre) bere significa : BERE! Iniziano da una birra e non si fermano fino a quando non riescono quasi più a camminare. Chi lo fa tutti i giorni o quasi, non ha una vita molto lunga. Fredy, ora, accetta sempre il primo bicchiere, per educazione, ma, altrettanto educatamente, rifiuta il secondo.&lt;br /&gt;Abbiamo fatto il giro di quasi tutti i locali e questo mi ha fatto conoscere un sacco di gente.&lt;br /&gt;In particolare, un ragazzo messicano, Arturo. E' in viaggio con un americano, un francese, un olandese ed un canadese. Non ho capito bene dove e come si siano conosciuti, so solo che viaggiano in auto e sono diretti in Patagonia. Dopo qualche chiacchiera al Buddha-bar, ci siamo ritrovati alla Papuseria.&lt;br /&gt;Mi ha detto di provenire proprio dalla Baja California, dove io sono diretto. &lt;br /&gt;Solo pochi giorni fa, Max, un italiano che vive qui da 6 anni, me l'aveva sconsigliata perchè molto cara, nonostante sia molto bella. Mi ha, comunque, dato il suo indirizzo e-mail ed il n. di telefono, chiedendomi di avvertirlo con un po' di anticipo. Nel caso decidessi, comunque, di andarci, mi metterà in contatto con alcuni suoi amici che, dice lui, con un po' di fortuna mi ospiteranno. Io gli ho dato qualche numero di Antigua ed il nome di alcuni posti, imperdibili, che ho visitato in Guatemala.&lt;br /&gt;Eravamo seduti sulle panche in legno, al tavolo con tutte quelle persone. A Fredy non sfuggì che avevo gli occhi che brillavano di felicità e di speranza; forse non andrò nemmeno fino alla Baja California, ma, in quel momento, mi sentivo molto fortunato ad avere incontrato Arturo. Si voltò verso di me e, con il solito sorriso, mi disse: "Tu non puoi immaginare quante persone conosco, quante ne ho conosciute da quando vivo qui. Non devo fare niente, semplicemente aspettare che arrivino, solo aspettare. Ci sono ancora tante persone buone, al mondo, anche se non sembra."&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-4930134003164131353?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/4930134003164131353/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/11/san-pedro-lago-de-atlitan-2.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/4930134003164131353'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/4930134003164131353'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/11/san-pedro-lago-de-atlitan-2.html' title='San Pedro (Lago de Atlitan) 2'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-2355378522095536544</id><published>2009-11-25T13:33:00.000-08:00</published><updated>2009-12-03T09:12:47.350-08:00</updated><title type='text'>24.11.09  Salina Cruz - Mexico</title><content type='html'>Di questa giornata, non vorrei scrivere nemmeno una parola, cosi` da poterla dimenticare il piu` presto possibile. &lt;br /&gt;Quando scelsi dallo schermo del pc il posto a sedere che preferivo sull'autobus diretto a Salina Cruz, ero troppo occupato a flirtare con la ragazza dell' agenzia degli autobus per porre la dovuta attenzione a quello che stava facendo. Comincio`, interessata, a farmi domande: da dove provenivo e dove ero diretto. Mi parlava con voce soave e melodica, guardandomi dritto negli occhi con uno sguardo cosi` penetrante e sicuro di se`, che faticavo a reggere. Mi sciolsi come un gelato al sole e quando uscii dalla stazione, mi rammaricai di non averla potuta invitare a cena. Il risultato di questa conversazione fu che, salito sul bus, mi resi conto che invece di avere un sedile in ultima fila come pensavo, avevo prenotato quello in prima, proprio alle spalle dell'autista. Alla mia sinistra, vicino al finestrino, c'era "una statua di cera", di circa 60 kg che indossava pantaloni classici color sabbia ed una camicia maniche corte, bianca. Sulle ginocchia, teneva con scrupolosa delicatezza ed attenzione una busta di carta marrone, come quella che danno gli ospedali per consegnare le lastre. Quel piccolo ed esile uomo non mosse un muscolo per tutto il viaggio, non disse una parola, non lo vidi mai nemmeno battere le ciglia e, a dire il vero, non so nemmeno se stesse respirando! Cercai di dormire in tutti i modi ma, a parte la posizione scomoda del sedile, ero continuamente distratto o disturbato da qualcosa. La radio accesa, le chiacchiere dei vicini, osservare attraverso il grande vetro davanti a me quell'infinita striscia di asfalto che nasceva nella oscurita` e che scorreva veloce sotto i miei piedi, non mi facevano prendere sonno. &lt;br /&gt;Fummo, inoltre,  sottoposti ad almeno una decina di controlli durante il tragitto. Poliziotti, ragazzi della sicurezza, militari, tutti situati in posti di blocco differenti e spesso non molto lontani l'uno dall'altro, salivano armati di torce e rapidamente perlustravano i passeggeri. &lt;br /&gt;Essendo l'unico straniero e la prima persona che vedevano appena saliti, ero la loro vittima preferita e per ben 4 volte dovetti mostrare il mio passaporto. &lt;br /&gt;Gentilmente e senza alcuna obiezione, nel vedere che ero entrato nello Stato solo da un giorno, mi ringraziavano e ci lasciavano proseguire. Durante la prima ed unica sosta ad una stazione di servizio, verso le 4.00 del mattino, cominciai a sentire dei dolori al petto, nella parte destra. Erano fitte provocate dal respiro e dal movimento del braccio. Inizialmente non ci feci molto caso, fino a quando, a circa un'ora dall'arrivo, il dolore si espanse su tutto il braccio ed aumento´ di intensita´. Fino a Salina Cruz, rimasi immobile, proprio come il mio vicino, avendo trovato una posizione non troppo dolorosa. Avremmo potuto competere con gli artisti di strada che popolano la corte del Museo degli Uffizi di Firenze o le Ramblas di Barcellona, se solo ci fossimo mascherati. Non mi era mai capitato nulla del genere ed ero alquanto spaventato, l'unica cosa che mi rassicurava di non essere vicino ad un infarto, era il fatto che la parte sinistra del torace non mi doleva. Arrivati alla stazione, scesi a fatica dal bus e stringendo i denti, trascinai lo zaino facendolo strisciare al suolo fino all'interno della sala d'aspetto. &lt;br /&gt;Aveva da poco fatto giorno, mi sedetti con le lacrime agli occhi sulle poltrone in alluminio e rimasi lì accasciato, inerte, per piu´ di 20 minuti. Provavo a muovere leggermente il braccio per vedere se la situazione era migliorata ma, ogni volta che lo facevo, una spada mi perforava il torace e passando attraverso il mio polmone destro, mi trafiggeva la spalla arrivando fino al gomito. Non sapevo piu´ cosa fare e decisi di farmi portare in ospedale da un taxi, sempre che ci fosse stato un ospedale in quella citta´. Non avevo molti soldi con me, cosi´ andai a prelevare al bancomat che c'era lì nella sala d'aspetto. Dopo aver ritirato denaro e ricevuta, fui distratto da uno strano e sordo rumore, mi voltai cosi´ per controllare i miei bagagli che avevo abbandonato sulle poltrone. Ero stanchissimo, non dormivo da piu´ di 40 ore, facevo di tutto per sopportare quel dolore acuto che mi preoccupava sempre piu´ seriamente, avevo caldo, sonno, fame, sete, ed il pensiero di andare in ospedale mi tormentava. Immerso in tutte quelle sensazioni, rimasi voltato per troppo tempo, come se quest'ultimo si fosse fermato ed il mio corpo e la mia mente addormendati senza preavviso. Fu il " bip-bip " emesso dal bancomat a farmi riprendere i sensi, mi voltai di scatto e mi resi conto che si era mangiato la mia carta!&lt;br /&gt;Ebbi un attimo di puro sconforto, cominciai a sudare, i miei occhi si gonfiarono di lacrime che non riuscivano ad uscire, mi sentii perso e percepii la rabbia salire dentro di me. Avrei solo voluto lasciarmi cadere al suolo, potermi abbandonare in quel luogo sconosciuto ed aspettare che qualcuno venisse a salvarmi. Passai un paio di minuti, lì, fermo, in piedi davanti a quella stupida, o forse troppo intelligente macchina automatica, in quello stato di trance, dolorante e triste che le cose si stessero mettendo cosi´ male. Poi mi feci coraggio, sorreggendomi la mano destra con quella sinistra per non muovere il braccio, uscii dalla stazione, raccontai l'accaduto ad un taxista, gli indicai le mie due borse e salii in macchina. Mi feci portare in un hotel vicino all'unica filiale di quella stessa banca e presi una stanza per 2 notti. La camera era a pochi metri dalla portineria, ma quando provai a mettermi lo zaino sulle spalle per portarlo dentro, dopo soli 2 passi, lo feci cadere rovinosamente a terra per il male che sentivo e rischiai di cadere anch'io. Un uomo mi aiuto´ a portare i bagagli nella piccola e forse un po´ troppo semplice stanza, mentre l'anziana e gentile signora padrona dell'hotel a una stella, mi preparo´ un the´ caldo. La donna mi disse che a causa della posizione scomoda che avevo tenuto nel bus per cosi´ tante ore e dell'aria condizionata, mi era entrata dell'aria nel corpo e questo mi provocava le forti fitte. Non capii esattamente cosa intendesse dire, semplicemente, mi fidai, le chiesi a che ora apriva la banca, bevvi velocemente il the´ ancora bollente e mi distesi sul letto scomodo. Trovata una posizione nella quale le fitte si facevano sopportabili, chiusi gli occhi, abbandonai l'idea dell'ospedale e crollai in un sonno profondo. Al mio risveglio, dopo circa 5 ore, stavo decisamente meglio. Il dolore non se ne era completamente andato, ancora adesso lo percepisco, pero´ potevo camminare e muovere il braccio ed il tutto era tollerabile. &lt;br /&gt;Dopo aver ricevuto il primo :" Mi dispiace ma non possiamo farci niente.", tornai una seconda volta in banca, piu´ deciso ed arrabbiato, ma non ottenni alcun risultato. Sia le impiegate, che il direttore, che tutti i telefonisti del numero verde di "assistenza in caso di furto o perdita della carta", che chiamai per ben 3 volte, mi dissero che una volta "mangiata", la carta veniva automaticamente smagnetizzata, per una questione di sicurezza e che non si sarebbe mai piu´ potuta utilizzare. Per una miglior garanzia avrei dovuto far bloccare immediatamente la carta dall'Italia e per migliorare il mio stato d'animo, solo farmene una ragione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel pomeriggio, provai ad andare a vedere il mare, ma riuscii a vedere solo grossi barconi attraccati ad un porto lontano, senza l'ombra di una spiaggia e senza scrutare una sola goccia d'acqua. Oltre ad avermi consigliato il ristorante dove cenare, il figlio della proprietaria mi diede informazioni utili per raggiungere Puerto Escondido, consigliandomi vivamente di fare, prima, tappa ad Huatulco e poi a Puerto Angel, due note localita´ balneari, piu´ tranquille ed incontaminate della prima, dove, peraltro, si sono appena conclusi i campionati mondiali di surf. Gli feci capire che non volevo passare un solo minuto in piu´ in quella citta´ e che ero pentito di aver pagato 2 notti. Accetto´ di restituirmi la meta´ dei soldi e cosi´, la mattina seguente, prima delle 8.00, partii per Huatulco, speranzoso che lì, forse, avrei visto il il mare per davvero!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-2355378522095536544?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/2355378522095536544/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/11/241109-salina-cruz-mexico.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/2355378522095536544'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/2355378522095536544'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/11/241109-salina-cruz-mexico.html' title='24.11.09  Salina Cruz - Mexico'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-517958447479005645</id><published>2009-11-20T22:58:00.000-08:00</published><updated>2009-11-26T06:32:09.534-08:00</updated><title type='text'>16.11.2009   San Pedro  (Lago de Atlitan) 1</title><content type='html'>Ho appena pagato altre 5 notti, qui, a San Pedro. Mi sta risultando più difficile del previsto, lasciare questo posto. La stagione delle piogge è finita e comincia ad arrivare più gente, il villaggio è più animato. La temperatura è primaverile e, la sera, è sufficiente una felpa per non patire il freddo.&lt;br /&gt;Questo fine settimana è stato molto movimentato: tanta gente nuova, tante conoscenze, tante feste. Mi piace la sensazione che si prova entrando da solo in un locale, in un posto quasi sconosciuto, ed essere salutato da tante persone.&lt;br /&gt;Sono contento perchè mi sono integrato molto bene con la gente che vive qui, sia con i nativi che con i viaggiatori. &lt;br /&gt;I "viaggiatori" esistono davvero e sono tantissimi!&lt;br /&gt;San Pedro è una tappa  quasi obbligatoria per questo grande gruppo che si muove, nel mondo, in modo disorganizzato. Per la prima volta nella vita mi sento, davvero, parte di un gruppo di persone che condividono la mia stessa passione. Viaggiare è uno stile di vita, un modo di essere. La differenza dalle altre associazioni o gruppi di persone è che non ci sono regole! Ognuno lo fa a modo suo, con il suo stile, le sue possibilità, lo fa come vuole o come può. C'è chi è in viaggio da 10-15anni, chi solo da due mesi, come me. &lt;br /&gt;La maggior parte viaggia da solo, altri in gruppi di 4 o 5 persone che si sono formati proprio durante il viaggio. C'è chi viaggia lavorando, per alcuni periodi, come dipendente; chi gestisce bar/ristoranti dislocati sul "cammino del suo viaggio"; c'è chi vende oggetti di artigianato, chi suona per strada o nei locali, chi fa il giocoliere, chi vende droga, chi non fa nulla fino a quando non ha finito tutti i soldi.&lt;br /&gt;Non c'è una divisa, non c'è un distintivo od un simbolo particolare per distinguerli; solo una cosa li accomuna: lo zaino.&lt;br /&gt;Possono essere rasta, punk, tatuati, classici, sportivi, gitani, ricchi, poveri, bianchi, neri, orientali........tutti hanno lo zaino!&lt;br /&gt;Ho conosciuto gante che proviene da ogni parte del mondo, gente che è già stata, in ogni parte del mondo e, finalmente, alla fatidica domanda che tutti ti pongono dopo pochi minuti di conversazione:"..Quand'è che tornerai a casa?", anch'io posso rispondere:"Non ne ho la più pallida idea!"  guadagnando un brindisi ed un sorriso dal mio interlocutore. &lt;br /&gt;L'unico gruppo che, forse, è un po' emarginato, è quello dei famosi "GRINGOS": gli statunitensi. Viaggiano sempre in gruppo ed è per questo che, spesso, rimangono un po' in disparte, divertendosi tra loro; la verità è anche che sono molti e i più sono semplicemente in vacanza.&lt;br /&gt;Sono felice di sentirmi parte di qualcosa, di un gruppo così grande di persone che viaggia avanti e indietro alla scoperta di luoghi , persone e culture differenti. Sono uno di loro, almeno in questo momento della mia vita e, questa cosa, mi fa sentire bene.&lt;br /&gt;Qui, a San Pedro, ho trovato pace, divertimento, amici, feste, ragazze e molto altro. &lt;br /&gt;La cosa più importante di tutte e dalla quale sto facendo molta fatica a staccarmi è la famigllia di Fredy, il ragazzo che mi presentò Jan Luk. Fredy è più basso di me, ha la pelle color noce ed i capelli corti e sottili, scuri come le sue pupille. Ha, da poco, passato i trent'anni; è un ragazzo pieno di vita e di progetti, un ragazzo dal cuore grande e dal sorriso contagioso. Oltre a lui , la sua famiglia è composta dalla moglie, Sonia, la figlia maggiore Flory e la piccola Berta. Con loro vivono anche Otto, uno dei 9 fratelli di Fredy, che sta attraversando un periodo difficile, dopo la separazione dalla moglie e Claudia, una ragazza cha non ha nessuno con cui stare. In cambio di vitto ed alloggio, si occupa delle bambine, dà una mano nelle faccende di casa ed aiuta, la sera, nella Pupuseria. &lt;br /&gt;La Pupuseria à la piccola attività di Sonia e Fredy. Per svolgere il loro lavoro hanno affittato un piccolo spazio di terra, vicino al molo dove, utilizzando travi in legno, Alfredo (Fredy) ha costruito una casetta dove sua moglie cucina le famose Pupuse. Una pupusa è, semplicemente, una specie di tortilia ripiena di massa di fagioli neri o churiso (pelle di maiale) e formaggio, cotta alla piastra. I clienti possono guarnire il piatto con lattuga bianca tritata, salsa di pomodoro ed una giardiniera di verdure&lt;br /&gt;con peperoncini interi, per renderla un po' piccante. E' un piatto che sazia, economico e delizioso.&lt;br /&gt;Tutto è cominciato quando Fredy mi ha invitato a vedere un film a casa sua e, poco dopo mi sono sentito dire: "Questa è casa tua, Matteo, puoi venire quando vuoi, sei &lt;br /&gt;il benvenuto..cosa fai domani, per pranzo?" Da quel giorno, ho, praticamente, pranzato, tutti i giorni, a casa loro.&lt;br /&gt;La casa casa è su due piani: sotto ci sono due stanze. In una: un piccolo armadio con uno specchio, un letto matrimoniale dove dormono Claudia, Berta e Flory. Otto dorme nella stessa stanza, sistemato su di un materesso di gomma-piuma con qualche coperta, per terra, vicino al muro. Nella stanza comunicante, sulla destra c'è un grande lavabo in pietra dove si lavano piatti e vestiti. Le scale ripide con i gradini sui quali ci sta solo la punta del piede, portano al piano superiore. &lt;br /&gt;Un piano-gas, un frigo ed un mobiletto per le stoviglie compongono la piccola cucina e, una porta bianca, l'unica della casa oltre quella dell'entrata la separa dalla camera da letto di Sonia ed Alfredo. La camera è molto piccola, il letto matrimoniale è comodo e spazioso ed è posizionato in un angolo, lungo la parete che arriva fino alla porta d'entrata. Sulla parete opposta, sotto due ristampe di quadri d'art moderna, c'è un televisore a 27 pollici, un  vecchio lettore dvd ed alcune cianfrusaglie. Fuori c'è un'ampia terrazza usata come cantina/ripostiglio. Da una parte sono ammassate travi di legno, avenzate dalla costruzione del piano superiore della casa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-517958447479005645?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/517958447479005645/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/11/16112009-san-pedro-lago-de-atlitan.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/517958447479005645'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/517958447479005645'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/11/16112009-san-pedro-lago-de-atlitan.html' title='16.11.2009   San Pedro  (Lago de Atlitan) 1'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-8778465302180577937</id><published>2009-11-10T12:47:00.001-08:00</published><updated>2009-11-16T09:24:35.722-08:00</updated><title type='text'>09.11.09 San Marcos ( lago de Atlitan ) 2</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SwGI46X6bsI/AAAAAAAAAM8/s0j6Ju24vsE/s1600/DSC05005.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SwGI46X6bsI/AAAAAAAAAM8/s0j6Ju24vsE/s320/DSC05005.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5404751539144912578" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Per cena, optai per il mio solito ristorante dove, in queste sere di malattia, sono stato accudito dalle zuppe di verdure di Maria e dai suoi the`  preparati con  foglie di melo. A farmi compagnia, durante i pasti, c'era sua figlia Rosa. Il ristorante si trova in fondo alla salita della strada che dal mio hotel arriva fino in centro; una grande scritta: ¨PACHA MAMA¨, dipinta sul muro di una casa in un  rosso sbiadito, ne indica l'entrata. E' molto diverso da quelli turistici vicini al porticciolo o lungo quella che Janluc chiamava ¨la calle de los gringos¨ perche` popolata quasi solo da statunitensi.Il ristorante Pacha Mama, da` la sensazione di trovarsi a mangiare a casa di uno dei tanti personaggi che camminano per le srade di San Pedro. Suddiviso in tre ¨sale¨, ovvero piccoli spazi in cemento con in mezzo tavolini in legno e sedie di plastica, ricorda molto quelle vecchie osterie, come quelle dove il ¨Gatto e la Volpe¨ escogitavano un piano per catturare Pinocchio, dissetandosi con grandi boccali di birra che agitavano distrattamente ed in modo grossolano nell'aria, rovesciandola ovunque, ma lasciando magicamente i bicchieri sempre colmi. Ho impressa, nella mente, quella scena del film della Disney, fin da bambino che, non so come, riusci` a trasmettermi la passione per tutti i locali dall'aspetto rustico, siano essi bar, hotel, locande, ristoranti... &lt;br /&gt;Una delle sale si trova in cima alle pericolanti scalette in legno ed offre una ottima vista sul lago. Dato il mio migliore stato di salute, ordinai il pollo alla piastra, accompagnato dalla salsa di guacamole, patatine fritte e riso in bianco, e bevvi una limonata per disinfettare la gola. Nell'attesa che Maria mi preparasse la cena, sua figlia Rosa, di 9 anni, venne a sedersi al mio tavolo e l'aiutai a scrivere una lettera indirizzata a me, dove lei mi chiedeva se ero guarito, mi cantava una canzone ed anticipava gli auguri di Natale con disegni sul retro del foglio. Fu molto carina nei miei confronti, la riscrisse per ben due volte per consegnarmela con la migliore ortografia. Quando me la cosegno` , mi sorrise assotigliando i piccoli occhi a mandorla ed alzando le braccia per abbracciarmi. Non mi aspettavo un gesto cosi` affettuoso, mi chinai e le porsi una guancia. Lei stringendomi forte al collo, mi diede un bacio e riusci` a donarmi un momento di gioia e di affetto che mi riempì il cuore. &lt;br /&gt;Stanco della lunga giornata, dopo una passeggiata nelle viuzze deserte e poco illuminate del paese, mi diressi verso casa. Fui attirato dalle grida di una piccola tifoseria e dai fischi di un arbitro. Nel piazzale dietro al mio hotel, si stava svolgendo un torneo di calcio a 5 su di un campetto di cemento. Il pubblico sedeva intorno al campo o sulle gradinate improvvisate ed applaudiva ed esultava ad ogni gol. Assistii a due partite di calcetto a livello amatoriale, molto infuocate ma allo stesso tempo, molto corrette. Gli arbitri erano due, indossavano delle divise che li definivano essere Federali e mostravano una certa esperienza. Credo che fosse addirittura vietato dire parolacce sul campo da gioco, perche` non ne sentii dire nemmeno una, per lo meno in spagnolo, ma solo qualche innocua imprecazione.&lt;br /&gt; I giocatori si davano indicazioni tattiche alternando indifferentemente lo spagnolo e la loro lingua maya, ¨TZ'UTUJIL¨, che in questa zona, continua ad essere tramandata in tutte le famiglie . Al torneo partecipava anche David, il ragazzo che possiede l'internet-point vicino a casa mia, con il quale ho gia` stretto amicizia. La  sua squadra, che indossava la divisa del Barcellona, perse 6 a 4, a causa di un disastroso primo tempo dell'inesperto e buffo portiere. Ma la cosa che mi diverti` piu` di tutte, non fu tanto vedere le partite o le eroiche gesta del portiere che si rotolava a terra cercando di afferrare il pallone con un paio di guanti di almeno tre taglie piu` grandi, ma furono invece gli intervalli fra un tempo e l'altro e tra le due partite a rivelarsi interessanti. Appena l'arbitro decretava con un fischio i minuti di riposo per le due squadre praticamente, tutto il pubblico eccetto le donne e gli anziani, si precipitavano in campo dando vita al caos piu` totale: una massa di persone, con una trentina di palloni, giocavano singole partite di calcio, basket, pallavolo ed altri sports ancora sconosciuti in Europa, nella completa confusione. I palloni volavano senza una meta precisa ed i giocatori li seguivano correndo, spesso scontrandosi tra loro o ricevendoli sul naso. Io ridevo sotto i baffi nel vedere quel formicaio impazzito che si disperdeva in pochi secondi al segnale del fischio che segnalava l'inizio dell'incontro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre scrivo queste righe, sono stato interrotto da Terry, una signora dai lunghi capelli ricci color bianco perla, che urlava il mio nome alle mie spalle. Mi sono chiesto come potesse saperlo e perche` lo stesse gridando rivolta verso il lago. Finche` non e` spuntato da dietro un albero un ragazzo di circa la mia eta`. Io non sapevo di trovarmi seduto in riva al lago all'interno della proprieta` della signora americana, dove un mio ononimo, stava tagliando le erbacce con un grande macete. Ho approfittato dell'occasione per fare la sua conoscenza. Abbiamo commentato a lungo lo stato di inquinamento delle acque del lago che ormai hanno assunto un colore marrone. E` l'argomento sulla bocca di tutti nelle ultime due settimane. Sembra che di punto in bianco, il lago abbia deciso di non volere piu` di tutta la ¨merda¨ gettata irresponsabilmente dagli abitanti dei villaggi, e la stia risputando fuori, portandola in superficie. Molte persone, in questo momento, nei laboratori del Guatemala e degli Stati Uniti stanno analizzando l'origine  e la composizione di questo batterio, valutandone la pericolosita` ed ipotizzando strategie per eliminarlo. &lt;br /&gt;Terry mi ha detto di possedere uno dei tanti piccoli hotel immersi nel bosco in riva al lago qui, a San Marcos, e di non vivere molto lontano da lì. Mi ha chiesto se avrebbe potuto interessarmi vedere una camera, che di solito dava per 100 qtz a notte, ma che avrebbe potuto darmi per 80. Accettai l'invito, per semplice curiosita` e ne valse la pena. Le camere sono spaziose, provviste anche di soppalco, con grandi letti matrimoniali ed accoglienti bagni. Totalmente diverse dalla mia semplice camera a San Pedro. L'ambiente e` molto tranquillo e rilassante, completamente immerso nella natura. Mi ha poi accompagnato a vedere casa sua ed e` stato per quello che ne e` valsa la pena! Un piccolo sentiero tra le piante di caffe` ci ha condotto in un vasto giardino di fiori e piante circondato dal bosco. La sua casa è disposta su tre piani, è costruita, interamente, in legno tra due grandi alberi. Come una palafitta a 10 metri di altezza è perfettamente mimetizzata con l'ambiente circostante, sembra la casa di qualche personaggio del film ¨Il Signore degli anelli¨. Ho fatto qualche foto, l'ho ringraziata per la sua infinita gentilezza e, chissa`, forse un giorno tornero` a trovarla. Quello che posso fare, e` sicuramente consigliare a chi cerca un po' di pace e tranquillita`, di venire qui a San Marco, il villaggio dei centri di meditazione, massaggi e yoga. Consiglio anche di fare la conoscenza di Terry e di dormire qualche notte nel suo hotel che non poteva possedere un nome piu` appropriato : "IL BOSCO INCANTATO".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-8778465302180577937?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/8778465302180577937/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/11/091109-san-marcos-lago-de-atlitan-2.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/8778465302180577937'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/8778465302180577937'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/11/091109-san-marcos-lago-de-atlitan-2.html' title='09.11.09 San Marcos ( lago de Atlitan ) 2'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SwGI46X6bsI/AAAAAAAAAM8/s0j6Ju24vsE/s72-c/DSC05005.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-2116016877521387103</id><published>2009-11-09T16:33:00.000-08:00</published><updated>2009-11-12T07:38:10.152-08:00</updated><title type='text'>09.11.09 San Marcos ( lago de Atlitan ) 1</title><content type='html'>La febbre se ne e` andata via da due giorni, portandosi con sè le nuvole grigie e la pioggia che da esse cadeva, intristendomi, nelle giornate passate rinchiuso in quella stanza, con la febbre, senza forze, cercando invano di ammazzare il tempo che non passava. Non posso affermare di essere al 100% della mia forma fisica, pero` sto decisamente meglio, abbastanza da uscire e trascorrere le giornate all'aperto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ieri mi svegliai presto e mi accorsi subito che la temperatura del mio corpo si era abbassata notevolmente. Dopo la colazione in camera a base dei soliti biscotti al cioccolato e succo di frutta confezionato mi ricordai che era domenica, il giorno del grande mercato a Chichicastenango detta, dai locali, semplicemente Chichi (che si pronuncia CICI). Diedi una ripulita alla stanza e sbattei le lenzuola e le coperte fuori sulla terrazza, per scacciare i microbi che mi facevano compagnia da quasi una settimana. Mi feci una lunga doccia calda, la barba e misi a lavare tutti i vestiti che avevo indossato nei giorni di convalescenza e che non ero mai riuscito a togliermi di dosso per il freddo. &lt;br /&gt;Arrivato alla piazza centrale della chiesa, sembravo un altro uomo, rispetto a quel barbuto ragazzo in tuta da ginnastica, con il cappuccio in testa, che qualche giorno prima vagava barcollando in cerca di una farmacia, con il viso bianco come il fazzoletto che portava nella mano. In attesa del pulmann diretto alla capitale, che mi avrebbe lasciato nel famoso incrocio chiamato ¨Los Encuentros¨, approfittai per farmi un giro nel piccolo mercato del paese ed andarmi a bere una spremuta d'arancia, vera, nel piccolo banchetto della mia amica Brenda. Con la pelle scura coperta dai vestiti tradizionali, i capelli lunghi e neri, un sorriso che le scopre i denti dorati, ogni volta che mi vede, mi corre incontro gridando:¨Jugo de naranja! Jugo de naranja! Tres Quetzal! Amigo!¨. In questo modo, batte sul tempo le altre due pigre signore, che siedono comodamente dietro i loro banchetti, limitandosi ad invitare i clienti con grida e gesti. Dopo il mio cenno di assenso con il capo, Brenda, torna sui suoi passi, correndo, posiziona uno sgabello sul ciglio della strada, per farmi accomodare ed inizia, ad indaffararsi per preparare il succo il piu` velocemente possibile, come se una fila di persone stesse attendendo impaziente dietro di me. In realta`, non c'e` mai nessuno. Mi serve il succo in grandi bicchieri di vetro, simili a coppe per il gelato, oppure in sacchetti di plastica trasparenti con una cannuccia, nel caso lo voglia portare via. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non avevo calcolato bene le distanze e non mi aspettavo che, per arrivare fino al Los Encuentros, avrebbero potuto volerci ben due ore di viaggio. Si deve risalire la montagna fino a Santa Clara e discenderla sul versante opposto fino a Santa Lucia Utatlan.&lt;br /&gt;Los Encuentros, e` un incrocio di 4 strade statali principali, da dove e` possibile cambiare bus e dirigersi in tutti e 4 i punti cardinali del paese. Si puo` andare a sud, verso Panajachel, sul Lago di Atlitan, a ovest, verso la capitale, a nord verso Chichicastenango o ad est, verso Quetzaltenango ed il confine con il Mexico. Gli autobus arrivano a tutta velocita` , da tutte le direzioni. Suonano i clacsons simili a trombe da stadio e fanno fischiare i freni con suoni assordanti. Nella nube di polvere, alzata nella grande piazzola situata proprio al centro dell'incrocio, mezza dozzina di uomini si affannano correndo da una sponda all'altra della strada, rischiando, spesso, anche la vita per annunciare l'arrivo dei bolidi e le loro destinazioni, invitando la gente a salire ed aiutando i bigliettai a caricare e scaricare i bagagli piu` pesanti ed ingombranti sui tetti, ricevendo da quest'ultimi piccole mance. &lt;br /&gt;Montai su di un microbus diretto a Chichi e pagai 10 qtz, pur vedendo che gli altri passeggeri ne pagavano solo 5. Anche i 20 pagati per arrivare fino a lì mi erano sembrati un po` troppi rispetto alle normali tariffe. Per me, non era tanto una questione di soldi, o di riuscire  a risparmiare 1 euro, ma di principio per il quale, un viaggiatore non deve accettare di essere trattato come un qualsiasi altro turista, a meno che non voglia fare presto ritorno a casa perchè ha finito tutti i soldi.&lt;br /&gt; Occupai il sedicesimo ed ultimo posto libero nel minibus ed, effetivamente, sì, ero il solo ed unico turista del veicolo e ciò era molto evidente. A parte l'uomo seduto al mio fianco nell'ultima fila, le altre erano tutte donne. Molte di loro anziane, con i capelli grigi raccolti in lughe code, profonde rughe che segnavano i visi scuri e scavati. Indossavano, tutte, gli abiti tradizionali: le grandi maglie in cotone erano molto simili tra loro ed i colori predominanti, il blu ed il viola, spiccavano tra gli altri che disegnavano fiori ed origami sulle morbide stoffe. In realta`, visto da vicino, ognuno di essi era unico, caratterizzato da un'infinita` di piccoli particolari.&lt;br /&gt;Le piu` giovani di loro erano avvolte da ampi scialli legati a tracolla all'altezza delle spalle, dai quali sporgevano le piccole teste dei bambini, che sbattevano le graziose e minute mani sulle schiene delle loro madri. Quelle donne profumavano di mais e di brace appena spenta. Mi sentivo un po' osservato, ma da sguardi curiosi e per nulla prepotenti. Il co-autista rimase in piedi appoggiato al portellone scorrevole e dopo pochi minuti, c'era un'altra fermata e scendeva per far salire altre persone. Bambini compresi, arrivai a contare fino a 27 persone in un minibus con 16 posti a sedere, compreso quello dell'autista.&lt;br /&gt; Devo controllare i miei diari del Brasile, ma forse qua, hanno battuto anche quel record. L'aiutante dell'autista, che gia` era diventato un tutt'uno con il portellone alle sue spalle, ad un certo punto scomparve dalla mia vista, pur essendomi molto vicino; la portiera rimase aperta, ed in quel modo arrivammo fino a Chichicastenango, con lui appeso chissa` dove. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dalla cima della gradinata della chiesa di San Tomas, che domina la piazza, si puo` vedere l'enorme letto di teloni bianchi distesi in tutte le direzioni per le viuzze della citta`, come cuciti l'un l'altro, da un sottile filo invisibile.&lt;br /&gt; Si respira profumo di incenso, che uomini anziani espandono nell'aria dondolando fumanti latte in alluminio e recitando, a voce bassa e con gli occhi chiusi, interminabili preghiere. Sotto quelle lunghe strisce biancastre delle quali non si riesce a vedere la fine, si nasconde il grande mercato di Chichicastenango, tra i piu` ricchi, colorati, animati e famosi di tutto il Guatemala. A renderlo meno caratteristico ed affacinante, è la massa di turisti, armati di macchine fotografiche, videocamere, cappellini da baseball  ed occhiali da sole, che si aggirano con espressioni al contempo affascinate e perse in tutto quel tranbusto. Dopo lunghe camminate tra le bancarelle che circondano il centro del mercato, decisi di addentrarmi nella zona dalla quale provenivano aromi di tortillias e carne alla brace. Man mano che mi avvicinavo al fulcro del mercato, le macchine digitali diminuivano, i teloni sulla mia testa erano sempre piu` bassi, gli odori piu` intensi e l'aria, in certi tratti, si faceva quasi irrespirabile. &lt;br /&gt;Una cappa di fumo e calore, aleggiava dove le bancarelle non vendevano piu` il solito artigianato, ma dove c'erano, seduti sulle lunghe panche in legno al lato delle tavolate, quelli del posto: venditori ambulanti, viandanti, intere famiglie con bambini, mangiavano piatti tipici cucinati sul momento. &lt;br /&gt;In cerca di aria fresca finii, senza volerlo, all'interno di un grande edificio dove mi trovai ad essere l'unico, semplice visitatore. Salii al piano di sopra per riuscire a vedere il grande cortile al centro del palazzo in tutta la sua estensione. Era affollato, forse piu` del mercato all'esterno, e si vendeva solo frutta e verdura. Tutte quelle donne, simili tra loro, come quelle del pulmino, fluivano lentamente tra un banco e l'altro scegliendo con cura ed attenzione il miglior cesto di banane o i pomodori piu` succosi. &lt;br /&gt;Mi comprai un semplice braccialetto di stoffa come ricordo di quella giornata, ma se avessi ascoltato la volonta` sarei tornato a casa con uno zaino pieno di quelle fantastiche, a volte anche inquietanti, maschere maya, costruite in legno e dipinte a mano. &lt;br /&gt;Arrivato con un bus al Los Enquentros, rimasi seduto per piu` di mezz'ora sulla ruota di un camion appoggiata in terra nei cento metri quadrati con l'inquinamento acustico ed atmosferico piu` alti del paese. Per rendere l'attesa del bus piu` piacevole e distrarmi da quella confusione, comprai un quotidiano e conobbi Diego, un ragazzo francese, lui era diretto a San Juan, il paesino attaccato a San Pedro.&lt;br /&gt;Era in compagnia di una donna guatemalteca che indossava abiti tipici ed i due figli di lei. Diego, gentilmente, mi offri` dei biscotti e mi rassicuro` che prima o poi il bus sarebbe arrivato dalla capitale. Questa volta, in sua compagnia e ricevendo un'occhiataccia dal co-autista, pagai 15 qtz, quindi il viaggio di ritorno mi costo` 20 qtz al posto di 30.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-2116016877521387103?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/2116016877521387103/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/11/091109-san-marcos-lago-de-atlitan-1.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/2116016877521387103'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/2116016877521387103'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/11/091109-san-marcos-lago-de-atlitan-1.html' title='09.11.09 San Marcos ( lago de Atlitan ) 1'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-3573449085297188188</id><published>2009-11-09T10:29:00.000-08:00</published><updated>2009-11-10T10:46:18.267-08:00</updated><title type='text'>05.11.2009 - San Pedro (Lago di Atlitan)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/Svm066GXidI/AAAAAAAAAMk/5odG7BdRNSY/s1600-h/DSC05013.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/Svm066GXidI/AAAAAAAAAMk/5odG7BdRNSY/s320/DSC05013.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5402548152128997842" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;E' da trenta ore che, praticamente, non esco dalla mia stanza. Dopo un'accoglienza così calorosa, San Pedro mi ha sferrato un colpo basso, senza mezzi termini, senza darmi il tempo di prepararmi e, in qualche modo, reagire. Il leggero mal di gola della prima sera si è trasformato in acuto bruciore, il mattino seguente. Ancora tutto indolenzito dalla cavalcata, ho camminato, di prima mattina, verso il centro del paese in cerca di una farmacia. Dietro il bancone c'era una ragazzina di 12 anni al massimo che, dopo avermi ascoltato con pochissima attenzione, mi ha mostrato un blister di pastiglie rosse, dicendomi che erano antifiammatori per la gola. Non c'era alcun foglietto illustrativo ed io non conoscevo il nome di quel medicinale. Non mi ha rincuorato la comparsa del suo panzuto padre che, con un'aria più da macellaio che da farmacista, mi ha spiegato che per farmelo passare, avrei dovuto cominciare, subito, una cura di antibiotici dei quali, volendo, avrebbe anche potuto vendermeli singolarmente. Ho deciso di lasciar perdere ed ho comprato una scatola di pastiglie per alleviare il dolore che non erano altro che caramelle al gusto di fragola. Ho bevuto quasi un litro di succo d'arancia, appena preparato da uno dei banchetti vicino al mercato. Ho fatto colazione, in silenzio, sulla terrazza di un &lt;br /&gt;grande e vuoto ristorante guardando il lago ed il volto dell'Indio, disteso sulle montagne, di fronte a me. Ero immerso nei pensieri, ho gustato l'abbondante macedonia di frutta fresca e scritto qualche pagina di diario. Quando mi sono alzato dopo piu` di due ore, non ho più potuto ignorare il dolore alle gambe ed alla schiena ed ho capito di essermi preso l'influenza. Mentre camminavo, in salita, nei vicoli, mi sembrava di scalare una montagna; sudavo ma avevo freddo e, con fatica, avanzavo lentamente. Sono riuscito a perdermi e così, dopo aver camminato a lungo, mi sono nuovamente ritrovato al mercato, dalla parte opposta in cui avrei dovuto andare. Ho, così, preso un tuc-tuc e mi sono fatto portare in albergo, dal quale, praticamente, non mi sono più mosso. Mi contorcevo nel letto in cerca di una posizione comoda, ma senza trovarla. Pioveva forte e tirava vento. Gli spifferi d'aria fredda si infiltravano nelle fessure delle lastre di legno di cui sono fatte le pareti della mia stanza, provocando correnti fastidiose ed irritanti per le narici. A forza di soffiarmi il naso, ho fatto andare un rotolo di carta igienica screpolandomi la pelle. Non ho idea dell'ora alla quale sono riucito ad addormentarmi, circondato dal rumore della pioggia che batteva forte sul tetto, fatto da pannelli di alluminio. Al mio risveglio la situazione non era, per niente, migliorata. Sono sceso per comprare 4 litri d'acqua, vitamina C in pastiglie e biscotti la cioccolato. Mi nutro di queste cose ed ogni 6 ore prendo una pastiglia di Tachipirina per abbassare la febbre. Ho sensazioni, alternate, di caldo e freddo, mi sento come se avessi perso un incontro di pugilato. (.....avendo, però, resistito fino all'ultimo round!)&lt;br /&gt;Piove da questa mattina presto ed io non so se esserne felice o meno, non mi sento di fare nulla ed ho dolori dappertutto, mal di testa, il naso anestetizzato e sono privo di forze. Cerco, in tutti i modi, di ammazzare il tempo: scrivo, leggo, faccio quei noiosissimi giochini sul cellulare, ascolto musica, ma nulla di tutto questo mi diverte un po', al contrario, mi affatica e mi stanco subito.&lt;br /&gt;Posso solo aspettare, aspettare, aspettare di stare un po' meglio e di riprendere le forze.&lt;br /&gt;Mi piacerebbe guardare un film, ma non c'è la televisione, mi piacerebbe avere una cucina per prepararmi qualcosa di caldo, mi piacerebbe avere una persona cara che potesse occuparsi di me, starmi vicino chiedendomi come sto.............queste, però, sono le regole del gioco, alle quali bisogna, per forza, sottostare, se si vuole viaggiare da soli. &lt;br /&gt;Posso solo dire, di aver capito, per l'ennesima volta, di quanto sia importante la salute e quanto sia sbagliato e presuntuoso, darla per scontata, ritenendola una cosa dovuta e non un grande privilegio.&lt;br /&gt;Scrivere mi ha fatto impegnare un po' il tempo, ma gli occhi mi bruciano e sento anche delle fitte leggere che , partendo dalla schiena, attraversano il braccio sinistro ad ogni riga.&lt;br /&gt;Vuol dire che continuerò a studiare, nei minimi particolari, le lamiere grigie sulla mia testa, ad ascoltare il suono della pioggia e fare canestro, con i fazzoletti usati, nel cestino posto ai piedi del letto.&lt;br /&gt;Ne ho comprato un pacco da 120 e sono già quasi a metà. In realtà sono tovagliolini, molto sottili e per niente morbidi, ma erano gli unici disponibili.&lt;br /&gt;Spero, domani, di sentirmi meglio, di aver recuperato un po' le forze, almeno per uscire ed andare a mangiare qualcosa di diverso da questi biscotti di finto cioccolato.&lt;br /&gt;Jan Luc mi ha già salutato, prima di partire per proseguire il suo viaggio, per ben tre volte perchè, per due volte i suoi tentativi di lasciare il villaggio sono falliti a causa del suo ritardo nello svegliarsi (le barche erano già partite) ed è, quindi, tornato sempre all'hotel. Questa volta, forse, ce l'ha fatta anche perchè....Sono arrivati altri ospiti nella camera che era occupata da lui. Ho visto passare due giapponesi, accompagnati dallo strabico uomo che indossava, ancora, la stessa camicia beige dell'altro giorno.&lt;br /&gt;Ma.....fermi tutti!.....&lt;br /&gt;A quanto pare la stanza non era di loro gradimento perchè sono tornati indietro dopo pochi minuti. Meglio così, non dovrò sentire le discussioni, in giapponese, provenire dall'altra stanza e forse, potrò riposare meglio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-3573449085297188188?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/3573449085297188188/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/11/05112009-san-pedro-lago-di-atlitan.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/3573449085297188188'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/3573449085297188188'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/11/05112009-san-pedro-lago-di-atlitan.html' title='05.11.2009 - San Pedro (Lago di Atlitan)'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/Svm066GXidI/AAAAAAAAAMk/5odG7BdRNSY/s72-c/DSC05013.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-7301106257692693778</id><published>2009-11-09T10:26:00.000-08:00</published><updated>2009-11-09T16:32:33.909-08:00</updated><title type='text'>04.11.2009 San Pedro ( lago de Atlitan )</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/Svi0mYCHn7I/AAAAAAAAAMc/6DNw2xMHwGs/s1600-h/DSC04945.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/Svi0mYCHn7I/AAAAAAAAAMc/6DNw2xMHwGs/s320/DSC04945.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5402266324410277810" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il più importante lago del Guatemala non avrebbe potuto accogliermi in un modo migliore: con il piccolo paese di San Pedro che mi aspettava a braccia aperte e mi ha fatto sentire subito a casa.&lt;br /&gt; Dopo tre ore di pulmann dalla mia partenza da Antigua, sono arrivato a Penachajel: la cittadina da dove partono tutte le barchette dirette ai villaggi che costeggiano il lago. Tra tutti questi, scelsi San Pedro: ne avevo sentito parlare molto bene e mi era stato indicato, anche, come il più economico. Sulla "lancia" conobbi Stefhan, un ragazzo canadese che, nel febbraio di quest'anno ha comprato un ristorante ed ha deciso di trasferirsi qui.&lt;br /&gt;  Un uomo, seduto alle mie spalle, con un cappello di paglia ed una camicia color sabbia, mi guardò, con uno sguardo leggermente strabico e mi sorrise mostrandomi i suoi denti d'oro e, con fare gentile, mi porse il suo biglietto da visita. Era un semplice biglietto di carta con stampati su i dati del suo albergo. Mi disse che, sia Stephan, sia la signora seduta di fronte a lui , straniera, ma ora residente a San Pedro, erano stati suoi clienti. Entrambi annuirono e mi confermarono che il posto era pulito e godeva di un'ottima vista sul lago.&lt;br /&gt;  Attraccammo al porticciolo e, subito, tre guide autorizzate, ci vennero incontro cercando di convincerci a seguirli in uno dei tanti hotels del villaggio.&lt;br /&gt;   Decisi di seguire il padrone dell'albergo e poter valutare la sua offerta. Camminammo per circa 10 minuti per la piccola e ripida stradina del paese, fino ad arrivare ad un centinaio di metri sopra il livello del lago chaimato "Peneleu". Mi disse che c'erano stanze da 15, 20 e 25 qtz, che si trovavano, rispettivamente, al 1^, 2^ e 3^ piano. Riuscii ad ottenerne una al terzo per 20 Qtz al giorno, circa 1,60 Euro! - Letto matrimoniale, acqua calda, bagno privato ed una terrazza di 30 m^ dalla quale si può ammirare il maestoso lago di Atlitan. Ero cosciente ed entusiasta per avere appena fatto un affare. Pagai subito per 4 notti anticipandogli che, forse, la mia permanenza si sarebbe potuta prolungare.&lt;br /&gt;  Divido la terrazza con un ospite della stanza accanto alla mia: si chiama Jan Luc, ha superato la quarantina.&lt;br /&gt;  Dopo aver sistemato le mie cose ed aver fatto la sua conoscenza, sono andato, dietro suo invito, a fare un giro in centro con lui. Jan Luc è qui da un mese; è nativo della Normandia, ma viveva a Parigi. Questa è la terza volta che viene in Centro America, ma questa, dice lui, ci è venuto per restarci per sempre. E' di corporatura media, ha i capelli brizzolati e gli occhi azzurri. Ha appena terminato un corso di Spagnolo, simile al mio e se la cava abbastanza bene.&lt;br /&gt;  Mi ha fatto da guida nel villaggio arroccato su di un promontorio, affacciato sul golfo e ad ovest del lago. Tra le piccole e strette viuzze che passano tra casette colorate, è molto facile perdere l'orientamento.&lt;br /&gt;   Il lago bagna tutti e tre i lati del promontorio e, per orientarsi, bisogna avere dei punti di riferimento. Uno tra tutti è la montagna dall'altra sponda dove le punte disegnano nel cielo il perfetto profilo di un uomo con i lineamenti Maya, disteso ad ammirare le stelle.  Lo chiamano " el nariz del Indio " (il naso dell'Indio) e, di notte, i lineamenti sono ancora più definiti e non occorre alcuna immaginazione per vedere quella figura "disegnata" dalla natura.&lt;br /&gt;   Dopo avermi fatto da guida e spiegato come muovermi in San Pedro, mi invitò a fare un giro a cavallo. Naturalmente, accettai, pur ricordando che l'esperienza di circa due anni fa non fu un gran successo , nè per me, nè per le mie natiche e, forse, nemmeno per il cavallo.&lt;br /&gt;    In riva al lago, Francisco, la nostra guida, ci fece montare a cavallo e ci incamminammo, adagio, lungo un sentiero che costeggia la riva. Jan luc conduceva il gruppo con il suo cavallo maschio di color marrone e robusto. Io montavo Cugneca, una cavalla di 12 anni dal pelo brizzolato. Francisco chiudeva la fila e mi rassicurò che erano tutti cavalli ubbidienti, ben addestrati e che conoscevano a memoria il cammino.&lt;br /&gt;   Iniziai a prendere un po' di confidenza con il mio ronzino, gli accarezzai il muso diverse volte e gli diedi qualche pacca sul collo per instaurare un contatto con la giumenta ( come ho letto sul "mio" libro Shantaram ).&lt;br /&gt;  Non  mi diede, mai, motivo di avere paura,; rispondeva ad ogni mio comando meglio di una motocicletta ed iniziai a divertirmi, appena usciti dal centro abitato. Percorremmo alcune centinaia di metri su di una strada sterrata, in pianura.&lt;br /&gt; Azzardai, addirittura, un po' di trotto, seguito da qualche secondo di galoppo. Entrammo nella foresta per il sentiero di una delle montagne che circondano il lago. La vista era magnifica, gli animali erano tranquilli e procedevano con cautela e con molta sicurezza. Dopo una pausa per qualche foto al panorama, la prima ora era volata e ci incamminammo per il ritorno.&lt;br /&gt;  In quel tratto di strada pianeggiante, sentendomi più sicuro mi misi alla testa del gruppo e cominciai a galoppare, distaccando i miei compagni. Era una sensazione incredibile: mi sentivo tuttuno con l'animale. Sapevo che, se avessi voluto rallentare, non avrei dovuto fare altro che tirare con forza le redini verso di me ed il cavallo si sarebbe fermato. Quello era l'ultimo dei miei desideri, al contrario, colpii, con entrambi i talloni, la mia esperta e fidata giumenta, lasciando le redini lente e reggendomi forte alla sella con la mano sinistra. &lt;br /&gt;    Cugneca non si fece pregare e galoppava sempre più veloce. Mi mancavano solo un cappello ed una pistola per potermi sentire un vero cowboy. Dovetti fermarmi ad aspettare i miei compagni che erano rimasti indietro un paio di curve. Accarezzai, nuovamente, la mia cavalla per ringraziarla del divertimento : il pelo grigiastro era impregnato di sudore e, per questo, il mio gesto affettuoso durò solo pochi istanti. Dopo avere pagato e ringraziato Francisco, Jan Luc ed io tornammo a casa, piuttosto indolenziti.&lt;br /&gt;  Cenammo sulla terrazza di un ristorante, vicino al porticciolo dove, poche ore prima, ero arrivato. Senza pranzo, spinti dalla fame, ci lasciammo andare con le ordinazioni e, così, riuscimmo a fatica a terminare quelle abbondanti pietanze. &lt;br /&gt;Parlammo di viaggi, libri, musica, donne.....argomenti nei quali Jan Luc si perdeva con il suo accento francese che rendeva le lunghe frasi ritmate e spezzettate. &lt;br /&gt; Mi disse che, prima di rientrare, voleva salutare alcune persone e, così, facemmo una tappa al chiosco di tortillas del suo amico Alfredo e della moglie Sonia. Lei, nascosta dal fumo che si alzava dalla piastra incandescente, cucinava della carne; lui giocava a carte con la figlia di 11 anni, la più grande. Giocammo anche noi per più di un'ora con loro, ad un gioco simile alla nostra Pinnacola, ma con le "mani" più rapide e con le regole più semplici. Sonia aiutava, a turno, me e Jan Luc mentre la figlia minore, Julia , saltellava intorno al tavolo canticchiando con una voce deliziosa.&lt;br /&gt;  Sono felice di aver fatto la conoscenza di questa famiglia: sono persone semplici, accoglienti e sincere come piacciono a me, con le quali mi sento a mio agio. &lt;br /&gt;  Credo che tornerò a trovarli al più presto per conoscerli meglio e per provare la cucina casalinga di Alfredo che il prossimo febbraio andrà in Mexico per ottenere il certificato da cuoco.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-7301106257692693778?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/7301106257692693778/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/11/04112009-san-pedro-lago-de-atlitan_09.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/7301106257692693778'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/7301106257692693778'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/11/04112009-san-pedro-lago-de-atlitan_09.html' title='04.11.2009 San Pedro ( lago de Atlitan )'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/Svi0mYCHn7I/AAAAAAAAAMc/6DNw2xMHwGs/s72-c/DSC04945.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-2894427327530268925</id><published>2009-11-06T10:18:00.000-08:00</published><updated>2009-11-07T07:53:31.005-08:00</updated><title type='text'>02.11.09  Antigua-Guatemala</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SvSDfk7jE3I/AAAAAAAAAL8/IA7-IWNn2K0/s1600-h/DSC04904.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SvSDfk7jE3I/AAAAAAAAAL8/IA7-IWNn2K0/s320/DSC04904.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5401086431636689778" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ieri sono andato a SANTIAGO SACATEPEQUEZ, un villaggio a pochi km dalla capitale, con Rocìo e due dei suoi figli, Joaquín e Monserrate. &lt;br /&gt;   La festa di Halloween della sera prima fu un po'  deludente, perche` all'una di notte, la polizia nazionale, vietava l'entrata in qualsiasi locale gia` gremito di gente. Io ed i miei amici arrivammo tardi, perche` eravamo stati ad un festa privata della sorella di Estevan, un collega di Rocìo, che festeggiava la fine della scuola superiore. Il cibo era buonissimo, con sapori molto simili alla cucina italiana, e dopo la cena comincio` la discoteca, nella piccola pista a lato dell'ampio giardino addobbato con fiori e palloncini verdi. L'atmosfera era molto allegra e tutti ballavano al ritmo di reggaeton e musica latina. Lucia, la ragazza con la quale eravamo venuti in macchina, senza rendersene conto, aveva bevuto qualche bicchiere di troppo di quei cocktails a base di Bacardi che ci venivano serviti in continuazione al tavolo. Cosi`  decisi di guidare io il vecchio PK nero, dalla Ciudad Vieja al centro di Antigua. Dopo i primi minuti necessari per prendere confidenza con il mezzo, in condizioni non del tutto ottimali e con numerosi dossi lungo le strade, cominciai  a provarci gusto, a guidare, cosa che non facevo da molto tempo.&lt;br /&gt; Ci volle quasi mezz'ora per trovare un parcheggio, le strade erano affollate di vampiri, streghe, fate, teschi, zucche,... e maschere di ogni tipo.  Gli statunitensi avevano dato sfogo alla loro fantasia travestendosi nei modi piu`  stravaganti e divertenti. I poliziotti, armati di fucili, presidiavano le entrate dei locali, mentre la festa si svolgeva per le strade chiuse al traffico. Passammo da un bar all'altro, finendo con il comprarci da bere in un chiosco e sederci su di un marciapiede. Riuscimmo, dopo diversi tentativi, ad entrare in un ¨after¨ verso le 3 del mattino. Il locale era semplicemente un cortile poco illuminato di una casa in via di demolizione, con delle enormi casse per la musica ed un dj che lasciava molto a desiderare. La serata si concluse con un po' di rammarico da parte di tutti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Mi svegliai alle 7.00, disturbato dalle mie tre, rumorose, nuove vicine di stanza americane. &lt;br /&gt;   Cambiati due pullmanns, riempiti di gente fino all'ultimo cm cubo di aria, io Rocìo ed i suoi figli arrivammo a SANTIAGO SACATEPEQUEZ, dove era in corso la fiera degli aquiloni nel ¨Día de Todos los Santos¨. Percorremmo a piedi la lunga via in centro della piccola cittadina,  3 km di strada pedonale , costeggiata da infinite bancarelle. Gli aromi speziati del cibo cucinato sul momento impregnavano l'aria di sapori tradizionali. Era possibile mangiare praticamente di tutto, dolci, biscotti, carne e pesce alla brace, verdure, zuppe, pizza.... tutto dall'aspetto molto invitante, non di certo per i piu` schizzinosi. &lt;br /&gt;  In molte bancarellle vendevano artigianato, prodotti tipici ed abbigliamento a prezzi davvero stracciati. Facendoci spazio tra la folla e con un'attenzione particolare a non perdere i  bambini, arrivammo alla fine della passeggiata. &lt;br /&gt;  Sul palco allestito nella piazza asfaltata era in corso un concerto di Marimba: gli appartenenti alla banda erano circa una decina di uomini e la musica era cosi` amplificata da poterla sentire a centinaia di metri di distanza. Si esibirono anche due fratelli, uno di 7 e l'altro di 9 anni esaltando il pubblico con assoli di batteria degni di veri e propri piccoli prodigi. Il passaggio per entrare nel cimitero era sotto ad un piccolo arco rosso. Le persone erano schiacciate l'una con l'altra in quella strettoia, molti si erano fermati ad osservare  ed ascoltare il Ministro della Cultura che porgeva i sui saluti alla Regina degli Aquiloni. Tenendo per mano i bambini e spingendo la massa di gente che avanzava lentamente, come la lava del Vulcan de Pacaya che avevo visto qualche giorno prima, riuscimmo a fatica a passare ed a entrare nel grande cimitero. &lt;br /&gt;      Rimasi abbagliato dalla vista dei 6 aquiloni appoggiati a lunghi pali in legno posti in fondo alla discesa del piazzale zeppo di tombe. Costruiti con le strutture in legno e le tele di cartapesta, raggiungevano un diametro di almeno 30 metri.               &lt;br /&gt;          Sulla carta, colorata a mano, erano raffigurate le immagini di persone, fiori, animali, simboli, con significati ben precisi dedicati ai defunti. Facendo volare gli aquiloni, in quel giorno speciale, si poteva entrare in contatto con i morti e mandar loro un messaggio. Le migliaia di persone presenti si erano appostate sulle tombe, alcune fatte di cemento, altre di pietra o terra e, senza alcun riguardo, le calpestavano, ci si sedevano sopra e facevano pic-nic, come se fossero al parco. Inizialmente mi sembro` una mancanza di rispetto verso i defunti, poi pensai che era la festa dedicata a loro e la gente semplicemente li stava rendendo partecipi festeggiando nel luogo dove erano sepolti. Mi augurai solo che il giorno successivo, qualcuno fosse stato incaricato di ripulire e riordinare quel sudiciume che si era formato tra una lapide e l'altra. Il cielo era ancora spoglio di colori ed il vento molto debole, cosi` decidemmo di andare a pranzare nell'attesa dell'inizio della manifestazione.&lt;br /&gt;   ¨Matteo, hai tu il mio portafoglio!!??¨ mi grido` Rocìo mentre camminava alle mie spalle. ¨Io? No, perche` dovrei avere il tuo portafoglio?! Che cosa e` successo?¨, le risposi voltandomi verso di lei ed instintivamente stringendo piu` forte la piccola mano di Joaquín che era al mio fianco. Aveva gli occhi lucidi e sbarrati, il colore della sua pelle cambio` in pochi istanti, impallidendo. Con un nodo in gola, mi disse rassegnata:¨Me l'hanno rubato!!¨.&lt;br /&gt;  Con un coltello ben affilato, le avevano tagliato la borsa di stoffa e, senza che lei se ne accorgesse, sfilato con destrezza e velocita` il portafoglio contenente tutti i suoi soldi , documenti e carte di credito. Quasi piangendo, inizio` a fare un giro di telefonate accovacciata su di una sbiadita lapide gialla, per bloccare le carte, mentre Monserrate cercava amorevolmente di consolarla offrendole il suo borsello contenente i 50 qtz che la sera prima, con fortuna, aveva trovato in mezzo alla strada nei pressi di casa sua. &lt;br /&gt;  Mi fece molta pena e provai rabbia per quello che le avevano appena fatto. Mi sentivo impotente, non potevo fare niente per aiutarla e sapevo bene che non si sarebbe mai potuto sapere chi era il colpevole del furto. &lt;br /&gt;    Walter, qualche giorno fa mi aveva avvertito di non portare passaporto o carte di credito, ma solo i soldi necessari per passare la giornata, sapendo bene che a feste come queste , episodi di questo genere sono all'ordine del giorno.&lt;br /&gt;   Ammirai molto la forza d'animo che ebbe la mia amica Rocìo nell'affrontare l'accaduto, dopo essersi assicurata che le carte di credito erano bloccate e dopo un pranzo a base di carne alla brace in un piccolo ristorantino sulla strada, il sorriso torno` sul suo viso e senza rovinare la festa a nessuno si sforzo` di non pensare al danno che le era stato ingiustamente procurato. Tornammo al cimitero dopo il pranzo, comprai due aquiloni per Joaquín e Monserrate e riuscimmo ad accaparrarci il tetto di una tomba familiare costruita in cemento azzurro, alta piu` di 2 metri.     &lt;br /&gt;        Il cielo era arricchito da aquiloni di tutti i colori, forme e diminensioni. Qualcuno si innalzava a centinaia di metri di distanza, ad altezze spropositate.      &lt;br /&gt;    Quelli dal diametro di 30 metri, non provarono nemmeno ad alzarli, forse a causa del vento insufficiente; pero`, qualcuno dal diametro di 5, fu issato nel cielo da una decina di uomini che tiravano con forza delle funi lunghissime. Questo evento era sempre accompagnato da un boato della folla e da un caloroso applauso da parte di tutta la piazza. Era stupefacente veder volare quei ¨fogli¨ di cartapesta cosi` grandi nel cielo ed ammirarli arrivare fino a quasi toccare le nuvole con la sua lunga coda colorata. La gente saltava da un tetto all'altro delle tombe, mangiava, beveva, rideva e faceva a gara a chi portava piu` lontano il suo ¨messaggio¨, tutto questo in un luogo dove per tutti gli altri giorni dell'anno, regna la tristezza e la malinconia  per le persone care che non ci sono piu`. &lt;br /&gt;  I pulmanns, per il ritorno,  erano incredibilmente ancora piu`  gremiti , ma fortunatamente riuscimmo sempre a trovare un posto per sederci. &lt;br /&gt;     Mi divertivo a guardare il bigliettaio che, con la pancia che strabordava dalla camicia rossa, si faceva largo, con fatica,  tra i passeggeri per  raccogliere i soldi da tutti. &lt;br /&gt;     A volte gli toccava scavalcare i sedili e, quasi, calpestare qualcuno.   &lt;br /&gt;  Si scusava in un modo per niente convincente, quasi di prassi, ma esibendo un'agilita` eccellente per il suo fisico per nulla altetico.&lt;br /&gt;    Scoprii che, con i bambini, non si paga in base al numero di persone, ma a quello dei posti che si occupano: all'andata furono 3 (un intero sedile), al ritorno, tenendoli entrambi in braccio, solo 2. &lt;br /&gt;  Mi e` dispiaciuto davvero tanto per quello che e` successo a Rocìo, con i sacrifici che fa per allevare 3 figli da sola.&lt;br /&gt;    Mi e` servito per ricordarmi che l'attenzione non e` mai troppa in paesi come questi, dove, spesso, le persone rubano solo per poter mangiare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-2894427327530268925?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/2894427327530268925/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/11/021109-antigua-guatemala.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/2894427327530268925'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/2894427327530268925'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/11/021109-antigua-guatemala.html' title='02.11.09  Antigua-Guatemala'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SvSDfk7jE3I/AAAAAAAAAL8/IA7-IWNn2K0/s72-c/DSC04904.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-60248120107177858</id><published>2009-11-02T10:02:00.000-08:00</published><updated>2009-11-02T10:03:38.235-08:00</updated><title type='text'>31.10.09 Antigua-Gautemala</title><content type='html'>Trovarmi a pochi metri, 3 al massimo, da un fiume di lava incandescente, a 2000 ºC, che scivolava lentamente sul crinale del vulcano, e` stato a dir poco ammaliante. Camminavamo sui pietroni neri di tutte le dimensioni: erano instabili, appuntiti e si potevano rompere al solo peso di una persona. Nel paesaggio lunare, ventate di aria calda ci gonfiavano i vestiti provocando una sensazione di bruciore sulla nostra pelle. Cercando di rimanere in piedi, il mio gruppo, chiamato ¨Pumas¨, e` arrivato per primo ad un centinaio di metri dalla cima del Vulcan de Pacaya che&lt;br /&gt;è situato a circa 30 km dalla capitale ed  e` uno dei pochi, forse l'unico al mondo, dove ci si puo` avvicinare a soli pochi metri dai crateri che espellono il magma incandescente. &lt;br /&gt; E' proprio quello che abbiamo potuto fare con l'aiuto della nostra guida, Jose`. Dalla terra usciva una quantita` impressionante di quel liquido denso color rosso fuoco dall'aspetto spietato e minaccioso. All'orizzonte le grandi montagne che ci circondavano erano abbracciate dalle gonfie nuvole bianche che, per nostra fortuna, rimasero lontane, salvandoci dalla pioggia. Il cammino per scalare il vulcano, e` stato piu` duro e faticoso, di quanto io, ed i miei compagni di avventura pensassimo. &lt;br /&gt;  Il pulmino e` partito da Antigua alle 14.30 dopo aver fatto il giro di 5 o 6 agenzie di viaggi per raccogliere i partecipanti alla gita. C'erano 3 ragazzi spagnoli, due canadesi, due americane, un francese, un grosso uomo australiano ed una signora sud-africana. Quest'ultima era seduta al mio fianco, nell'ultima fila. Si chiama Ilary ed ha attaccato bottone con me, appena usciti dal centro della citta`. Abbiamo parlato inglese, o, per lo meno, ci ho provato, raccontandoci e descrivendo i luoghi che avevamo visitato in Guatemala. Ha il viso magro e segnato dall'eta` avanzata, la pelle chiara, un taglio di capelli corto e gli occhi azzurri. Il fisico atletico e longilineo la ringiovaniscono e le donano un aspetto molto sportivo. Dall'abbigliamento e l'attrezzatura che portava nello zaino, era facile intuire che fosse una camminatrice esperta. E` stata molto gentile e simpatica e mi ha prestato una torcia, senza la quale avrei fatto molta fatica a discendere il sentiero, a notte inoltrata. Ci e` voluta circa un'ora per raggiungere i piedi della montagna, dove abbiamo incontrato la guida che ci avrebbe accompagnato. Alcuni di noi sono montati  a cavallo, per percorrere i 2/3 del cammino, tra questi anche il gigante americano, e devo dire che mi ha fatto un po' pena.....il cavallo! &lt;br /&gt;     Prima di iniziare a camminare, Jose` ci ha dato qualche istruzione raccomandandosi, piu` volte, di restare sempre uniti. Quando ci ha annunciato che il nostro nome era ¨Pumas¨, tutti abbiamo preso la cosa molto alla leggera, ingnari che per il gruppo, possedere un nome, si sarebbe rivelato molto importante. Durante la scalata, ho conosciuto Lucas,  il ragazzo di Parigi, dai tratti somatici e le origini messicane. E` arrivato ad Antigua solo ieri , viaggia da solo da 2 mesi, e` partito da Citta` del Mexico e sta scendendo lungo il continente fino al Peru`.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    A meta` del cammino, quando la fatica cominciava a farsi sentire ed il nostro gruppo si era ormai mescolato a quello delle ¨Panteras¨, ho incontrato Stefano.       &lt;br /&gt;  Abbiamo fatto subito amicizia ed ho potuto sfogarmi un po'  parlando italiano. Ha vissuto per diversi anni in Inghilterra, ed ora sono 4 che sta in Australia, dove pero` non e` sicuro di voler tornare. Con un po' di soldi da parte e la mia stessa passione di conoscere il mondo e` arrivato in Mexico 6 settimane fa, passando prima per Tokyo e poi per New york. Il suo obiettivo e` il Cile e dice di non volersi perdere il carnevale piu` bello del mondo, che avra` luogo in Brasile a febbraio.     &lt;br /&gt;    Naturalmente, anche lui viaggia da solo e mi ha dato, subito, l'impressione di essere un tipo in gamba e con la testa sul collo. Stasera andremo a bere una birra insieme, cosi` potremo scambiarci notizie utili su Mexico, Guatemala e Brasile. Ho avuto modo di parlare anche in portoghese, con un brasiliano che vive vicino a Recife, dove ho trascorso la maggior parte del mio tempo durante il mio viaggio, in Brasile, di 4 anni fa.&lt;br /&gt;   Non avevo mai parlato 4 lingue diverse in un solo pomeriggio. Prima di arrivare al cratere dal versante del vulcano, abbiamo percorso 150 metri di salita ripida affondando le scarpe nella sabbia scura come quella delle spiaggie di Monterrico.      &lt;br /&gt;     Decine di sassolini mi pungevano i piedi ad ogni passo, ed al posto che avanzare, avevo l'impressione di restare fermo, come se stessi camminando sulle sabbie mobili. Per attraversare la parete rocciosa, Jose` e`andato avanti per primo, raccomandando la massima prudenza e gridando :¨Vamos Pumas!¨. Io sono scivolato 2 volte, non superando la media degli altri ragazzi, fidandomi della stabilita` delle pietre appuntite e graffiandomi entrambi le mani. Molte ragazze avevano un'espressione allibita ed affaticata, che si e` trasformata in gradevole stupore solo alla vista del fiume rosso di lava e dal paesaggio circostante. Al ritorno verso valle, ormai il sole era calato. Una lunga fila indiana di piccole lanterne illuminate discendeva il crinale con estrema cautela e lentezza calpestando le rocce scure che coprivano i fiumi di magma. Jose` ci informo` che le pietre che stavamo calpestando, potevano essere state formate solo da pochi giorni dal raffreddamento della lava ed era per questo che erano cosi` pericolanti. Continuava a gridare:¨Vamos Pumas, vamos!¨ ed ad ogni punto di raccolta ci raggruppava e si assicurava che non mancasse nessuno all'appello. Le sue grida, erano l'unico punto di riferimento che avevamo per restare uniti e non mescolarci con gli altri. In una di queste piccole piazzole, quando il peggio era passato, ci siamo fermati e voltati verso il grande cratere fumante. Si potevano distinguere 3 strisce color rosso fluorescente che decoravano, come ghirlande luminose sull'albero di Natale, il grande vulcano nell'oscurita` della notte.&lt;br /&gt;   Una vista dalla scenografia spettacolare! &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;  Sono arrivato a casa alle nove passate, dopo aver aiutato Lucas a ritrovare la strada per il suo Hotel, del quale aveva dimenticato la locazione ed il nome. Ho  fatto una lunga doccia, cenato e proseguito nella lettura in spagnolo del mio nuovo libro, intitolato ¨La quinta montagna¨ fantasticando che la montagna desritta dall'autore brasiliano, in cima alla quale vivono gli Dei fenici, fosse proprio quella dove ero stato poche ore prima. &lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-4a19ecfb2c7a7dea" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v16.nonxt5.googlevideo.com/videoplayback?id%3D4a19ecfb2c7a7dea%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331482594%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D6E48EFEB83C78964F26D5ED8AFB662DD97E156DC.1422B47B6685460BD06E472C62EDFCFC094F6AC8%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D4a19ecfb2c7a7dea%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DN9r8yAIQUMyVYuqVjj8FzU2gqRE&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v16.nonxt5.googlevideo.com/videoplayback?id%3D4a19ecfb2c7a7dea%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331482594%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D6E48EFEB83C78964F26D5ED8AFB662DD97E156DC.1422B47B6685460BD06E472C62EDFCFC094F6AC8%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D4a19ecfb2c7a7dea%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DN9r8yAIQUMyVYuqVjj8FzU2gqRE&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-60248120107177858?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/60248120107177858/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/11/311009-antigua-gautemala.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/60248120107177858'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/60248120107177858'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/11/311009-antigua-gautemala.html' title='31.10.09 Antigua-Gautemala'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-371869178295776262</id><published>2009-11-01T08:41:00.000-08:00</published><updated>2009-11-01T08:43:24.131-08:00</updated><title type='text'>29.10.09  Antigua-Guatemala</title><content type='html'>“Ho impiegato molto tempo e ho girato quasi tutto il mondo per imparare quello che so dell’amore, del destino e delle scelte che si fanno nella vita. Per capire l’essenziale, però, mi è bastato un istante, mentre mi torturavano legato a un muro. Fra le urla silenziose che mi squarciavano la mente riuscii a comprendere che, nonostante i ceppi e la devastazione del mio corpo, ero ancora libero: libero di odiare gli uomini che mi stavano torturando oppure di perdonarli. Non sembra granchè me ne rendo conto. Ma quando non hai altro, stretto da una catena che ti morde la carne, una libertà del genere rappresenta un universo sconfinato di possibilità. E la scelta che fai, odio o perdono, può diventare la storia della tua vita.”    &lt;br /&gt;Shantaram - Gregory David Roberts&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    E` cosi` che ha inizio il piu` bel romanzo che abbia mai letto nella mia vita. &lt;br /&gt;1177 pagine dove amore, odio, amicizia, dolore, sentimenti, sofferenza, gioia, tradimenti, sorrisi, lacrime... si mescolano squisitamente in una poesia infinita.    &lt;br /&gt; Dale pagine emanano i profumi di Bombay, le parole suonano la musica dell'India. Leggendo si puo` camminare per le strette vie dello slum, immersi tra le baracche, si riescono a vedere e conoscere i protagonisti di questa opera, si puo` vivere al fianco dell'autore un'avventura straordinaria! &lt;br /&gt;   Avrei ancora letto altre 1000 di quelle pagine ricche di colori, di sensazioni, vicende avvincenti ed emozionanti. Ci sono voluti 13 anni per scrivere questo capolavoro letterario, ed una vita intera, per poterlo ¨VIVERE¨.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Capita spesso di non sapere cosa regalare ad una persona speciale, di non sapere che cosa potrebbe piacergli davvero. Credo che regalando questo libro a qualcuno, basti solo aspettare che l'abbia finito per poter ricevere i piu` calorosi e sinceri ringraziamenti. Ed e` proprio quello che voglio fare io, ringraziare con il cuore e con tutto il mio amore, Raffaele, Graziella, Veronica, Azzurra e Lorenzo per avermi riempito la vita con questo dono e con la loro amicizia. Un ringraziamento speciale anche a Stefano, il mio amico senza il quale non avrei mai saputo dell'esistenza di ¨SHANTARAM¨. Ho gia` deciso che prima o poi lo rileggero`, cercando di assorbire, in modo piu` completo ed accurato , ogni singola parola, ogni frase, ogni virgola, per godere un'altra volta di questa fantastica lettura. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Dall'inizio di questa settimana di riposo che mi sono concesso qui ad Antigua, dopo un mese di scuola, la mia mente era invasa da una lunga serie di quesiti. Fra tutti prevaleva quello piu` importante:¨ Dove vado? Da dove posso partire per proseguire il mio viaggio in Centro America? Nord, sud, ovest o est? Mexico? Belize? Honduras? ...¨. Continuavo a farmi questa domanda cercando di valutare le diverse opzioni, le distanze, i tempi, la lingua, i soldi. Tutto questo senza riuscire a trovare una risposta. &lt;br /&gt;   A volte, avere la possibilita` di poter scegliere quello che si vuole dovendo decidere tra tante alternative, rende la scelta molto piu` difficile di quello che possiamo immaginare. &lt;br /&gt;   L'unica cosa sicura, e` che prima di lasciare questa zona, non posso perdermi la gita al Vulcan de Pacaya, dove andro` oggi pomeriggio e tanto meno una tappa al Lago di Atlitan.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  Martedi` sera passeggiavo per la citta`, per raggiungere i miei amici al Parque Central. Avremmo mangiato in uno dei tanti ristoranti del centro e concluso la serata al locale ¨Monoloco¨, dove il martedi` sera, si popola di ¨Chiapin¨ (guatemaltechi) e turisti provenienti da ogni parte del mondo, per dare vita ad una festa di musica, cibo e bevande alcoliche.&lt;br /&gt;   Ero sereno, tranquillo e rilassato, sapevo che mi aspettava una serata molto divertente. Saltellavo a destra e sinistra cercando di evitare le pozzanghere fangose. Il cielo era coperto da nuvole grigie che solo da pochi minuti avevano finito di versare le proprie lacrime sulla piccola citta` colorata e circondata dai vulcani. Il sole stava gia` dormendo ed i lampioni illuminavano la strada umida e deserta. Ero ancora abbastanza lontano dal centro e mi accorsi di essere completamente solo. &lt;br /&gt;  Tra le tante scelte, avevo escluso il Belize, perche` in quello stato la lingua principale e` l'inglese. Il mio spagnolo migliora di giorno in giorno e per esempio, ieri sera sono andato a vedere il film del mercoledi` sera alla Coperazione Spagnola: un film drammatico, intitolato ¨Ti do i miei occhi¨, prodotto in Spagna e girato a Pamplona. Sono riuscito a capire praticamente tutto, perdendomi solo qualche frase. Ammetto di aver fatto molta fatica, perche` gli spagnoli parlano molto velocemente e con un accento molto diverso a quello del Guatemala. Sono comunque uscito molto soddisfatto, sia di me stesso, che del film molto toccante.&lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;   Fino a due settimane fa, avrei necessitato dei sottotili in spagnolo per riuscire a a non perdermi i momenti salienti della pellicola. Ho iniziato anche a leggere un libro di Paulo Coelho, regalatomi dalla mia maestra di spaognolo, Aura. Dopo un po' di difficolta` nelle prime righe, ho proseguito con una certa facilita` e disinvoltura traducendo ed imparando le parole che non conoscevo utilizzando solo il contesto della frase. Non voglio smettere proprio ora, nel momento in cui, credo, che con un po`  di studio e con tanta pratica, in poco tempo potro` raggiungere un buon livello di conoscenza parlata e scritta di questa lingua che tanto mi affascina.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;    Avevo cosi` ridotto le possibilita` di itinerario, semplicemente a NORD e SUD: MEXICO o HONDURAS. Qualcosa dentro di me, mi disse che quella decisione, che avrebbe segnato il destino del mio viaggio, era troppo difficile ed importante per essere presa da solo. Avevo bisogno di aiuto, di qualcosa o qualcuno che mi dicesse esattamente cosa fare e dove andare, senza indurmi a pensare ulteriormente, senza darmi opzioni! Mi sfilai il portafoglio dalla tasca posteriore dei jeans e tirai fuori una moneta da 1 Quetzal. La osservai per la prima volta con attenzione e senza pensare decisi che la faccia dove e`  rappresentato il simbolo della bandiera del Guatemala, con i due fucili incrociati, un Quetzal appollaiato su un ramo, e la pergamena con su scritto :` Libertad 15 de septiembre de 1821` mi avrebbe portato al nord, in Mexico. L'altra, con la scritta `Paz`, a sud, verso Honduras e Nicaragua.     &lt;br /&gt;    La lanciai in aria con forza, colpendola con il pollice della mano sinistra. La grossa moneta dorata , roteava brillando nell'aria, per 10, 100, 1000, volte il mio destino cambiava, andando in direzioni opposte. Rimbalzo` sui ciottoli bagnati dalla pioggia, suonando come un campanellino. Sentivo il cuore battere forte, la raccolsi e la avvicinai ai miei occhi nella penombra, per scoprire, ed accettare impotente, la sua decisione. &lt;br /&gt;    Per la prima volta, inconsciamente, pensai in spagnolo : ¨Muy bien, vaya para el Mexico!¨.   &lt;br /&gt;       Felice e soddisfatto, con un `problema` in meno, raggiunsi i miei amici e mi godetti una splendida cena a base di carne, fagioli, ed insalata.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;  Il programma consiste, quindi, nel trascorrere 'ultimo fine settimana qui, ad Antigua dove mi hanno pregato e consigliato di restare per partecipare alla grande festa di sabato sera: Halloween! Sembra che l'influenza statunitense, negli ultimi anni, l'abbia fatta diventare un' importante occasione per passare una notte intera per in giro per i locali della citta`. &lt;br /&gt;  Martedi`, partirò per Panajachel e visitare i villaggi del Lago di Atlitan, per circa una settimana. Tornato a Pana, prenderò un bus diretto al confine con il Mexico a nord-ovest e da lì arriverò a San Cristobal de Las Casas.&lt;br /&gt;   Sono consapevole che tutto questo potrebbe cambiare all'ultimo minuto, pero` per lo meno adesso ho un obiettivo ben definito!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-371869178295776262?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/371869178295776262/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/11/291009-antigua-guatemala.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/371869178295776262'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/371869178295776262'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/11/291009-antigua-guatemala.html' title='29.10.09  Antigua-Guatemala'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-7546024981488882857</id><published>2009-10-29T08:07:00.000-07:00</published><updated>2009-10-29T08:11:39.719-07:00</updated><title type='text'>18.10.09  VIAGGIO RUTA GUATEMALA 9º GIORNO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SumwC3sNzKI/AAAAAAAAAL0/-4D1mUMEMEo/s1600-h/DSC04810.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SumwC3sNzKI/AAAAAAAAAL0/-4D1mUMEMEo/s320/DSC04810.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5398039191735880866" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Entrare in questa camera, sedermi sul mio letto, ritornare nella citta` di Antigua, e` stato come tornare a casa mia dopo tanto tempo. Mi sono sentito al sicuro, tranquillo di essere in posto che ormai conosco abbastanza bene, dove mi sono fatto degli amici ed ho tante conoscenze.&lt;br /&gt;Pero` il mio cuore e` triste, la mia mente colma di bei ricordi, di luoghi, di sorrisi, di suoni. Questo viaggio e` finito troppo in fretta, e Susy e Martina se ne sono andate. Mi piacciono tantissimo, tutte e due. Sono persone solari, piene di vita, intelligenti, educate e serie al momento giusto. Se ripenso alla mia indecisione, nel partecipare o meno a questa avventura, beh`, mi sarei perso un pezzo di vita, mi sarei perso due amiche speciali.  La loro presenza ha reso tutto, ogni momento, unico, radioso, indimenticabile... Spero con tutto il mio cuore che la promessa fatta sul marciapiede dell' areoporto di Guatemala City, questa mattina venga mantenuta, ed un giorno "IL TRIO" possa di nuovo essere seduto intorno ad un tavolo , in qualsiasi parte del mondo a mangiare, ridere ed a parlare di tutto!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  Sotto la grande scritta "SALDAS", un abbraccio forte, durato un'eternita`, una carezza, un bacio sulle guance arrossate, gli occhi lucidi, le mani che si stringevano con forza, un'ultima foto... non dimentichero` mai quel momento, non dimentichero` mai questo viaggio e, non dimentichero` mai Susy e Martina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Devo ringraziare in modo particolare,  Walter, per la sua disponibilita`, la sua serieta` e la capacita` di riuscire a farci immergere completamente nella cultura e nelle usanze del suo paese. E` molto preparato ed è stato, per noi, indispensabile: una guida molto attenta sempre più che esauriente nelle spiegazioni. &lt;br /&gt; Consiglio, vivamente,  a tutti quelli che vengono in Guatemala di fare la sua conoscenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Walter Ochoa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cellulare +502-5342-6091&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Email: donquijotetravel@yahoo.com&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Agenzia Don Quijote Travel&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7a Avenida Norte No. 56  - Antigua Guatemala&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5a Avenida Norte No. 16  - Antigua Guatemala&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;tel: 56115670 ,  54158500&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-7546024981488882857?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/7546024981488882857/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/10/181009-viaggio-ruta-guatemala-9-giorno.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/7546024981488882857'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/7546024981488882857'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/10/181009-viaggio-ruta-guatemala-9-giorno.html' title='18.10.09  VIAGGIO RUTA GUATEMALA 9º GIORNO'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SumwC3sNzKI/AAAAAAAAAL0/-4D1mUMEMEo/s72-c/DSC04810.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-6844338387311797673</id><published>2009-10-27T10:39:00.000-07:00</published><updated>2009-10-27T10:40:13.308-07:00</updated><title type='text'>17.10.09 VIAGGIO RUTA GUATEMALA 7º e 8º GIORNO</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/Sucv_mgpAHI/AAAAAAAAAKU/ba1Z_0FIirE/s1600-h/DSC04796.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/Sucv_mgpAHI/AAAAAAAAAKU/ba1Z_0FIirE/s320/DSC04796.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5397335448142545010" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Nelle ore di auto che percorremmo per arrivare al Rio de La Pasion, tenevo la mano destra fuori dal finestrino per deviare il flusso d'aria calda verso il mio viso per cercare di restare sveglio. Le mie compagne di viaggio crollarono in un sonno profondo nei sedili posteriori ed io le invidiavo, pero` non volevo lasciare Walter solo, in silenzio.&lt;br /&gt;       Salimmo sulla barchetta della nostra guida di nome Omar, diretti al sito di Ceibal. Cercammo, invano, di scovare uno dei coccodrilli che popolano il fiume, ma riuscimmo solo a vedere i maestosi uccelli azzurri che volavano da una sponda all'altra. &lt;br /&gt;   Arrivati sulla terra ferma, Omar si incammino` dentro la giungla, diretto alle rovine. Il clima era caldo e umido e cominciai a sudare gia` dopo i primi passi.            &lt;br /&gt;   Finche` si procedeva camminando, non c`erano problemi; ma alla prima fermata per stanare una grossa tarantola nera dalle zampe ricoperte di peli biancastri, fummo assaliti da uno sciame di zanzare. Mentre Omar ci rassicurava dicendoci che non c`erano molte zanzare perchè quest`anno aveva piovuto poco ed il livello del fiume si era abbassato parecchio, contai cinque di quei fastidiosi insetti fare colazione sulla pelle del suo viso sudaticcio mentre lui nemmeno se ne accorgeva. &lt;br /&gt;   Non e` uno dei siti piu` affascinanti, forse perchè, fino ad oggi,  solo il 2% delle rovine presenti sono state riportate alla luce.&lt;br /&gt;    Il ritorno in ¨lancia¨ fu molto gradevole. Il vento asciugava i nostri vestiti impregnati di sudore ed accarezzava le punture di zanzare donandoci sollievo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Walter ci aspettava sulla sponda del fiume, aveva approfittato del tempo libero per andare a comprare le provviste necessarie per passare la notte nella Laguna di Laucha. Questa volta non riuscii a resistere e mi addormentai con la testa appoggiata al sedile.&lt;br /&gt; Il mio sonno duro` circa 30 minuti, fino all'entrata della strada che porta alla laguna. Comprai una bibita energetica simile al Red Bull, per recuperare un po`.  &lt;br /&gt; Quello,  fu l'inizio di una lunga ¨Odissea¨: 64 km di strada sterrata con buche, dossi, pozze d'acqua e pietroni che spuntavano dal terreno polveroso. &lt;br /&gt;   Per oltrepassare i ponti si doveva fare attenzione a mantenere le 4 ruote sopra alle strette lastre di legno mal fissate alla struttura portante per non rimanere incastrati. Passammo attraverso molti villaggi costituiti, al massimo, da una decina di case. La gente povera che li popola, vive senza luce elettrica e percorre km per procurarsi l'acqua potabile.&lt;br /&gt;       Viaggiavamo ad una velocita` media di 20 km/h rimbalzando sui sedili della povera station wagon portata all'estremo ed oltre, delle sue possibilita`. &lt;br /&gt;   Arrivati al parcheggio della laguna, la stanchezza segnava i nostri visi ed il sudore le nostre magliette. Appena sceso dall` auto, le gambe mi tremavano e mi sentivo privo di forze. Eravamo a digiuno, non dormivamo dalla mattina del giorno prima, avevamo camminato per 2 ore a Ceibal combattendo contro un esercito di zanzare e percorso una tappa della ¨Parigi Dakar¨ a bordo di un' auto che ha un anno piu` di me. Ebbene, ci aspettava un cammino di 4 km per arrivare al rifugio! &lt;br /&gt;  Prendemmo con noi il minimo necessario per passare la notte ed il giorno successivo e ci incamminammo in fila indiana lungo il sentiero dentro la foresta tropicale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  Comincio quasi a sentirmi a mio agio nella giungla, dove ultimamente sto passando la maggior parte del mio tempo....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Walter conduceva il gruppo camminando con un'andatura veloce e costante. Io mantenevo il passo seguito in ordine da Susy e Martina. Dopo nemmeno mezz'ora di cammino, la luce della foresta si spense ed il debole piovigginare si trasformo` rapidamente in forte temporale. Indossati i k-way, con le torce in mano, ci inoltrammo nelle tenebre. Facevamo fatica a mantenere il passo di Walter, camminava in fretta, senza mai voltarsi indietro, senza dire una parola. Quando sentiva di aver preso troppa distanza da noi, rallentava, ma senza fermarsi e poi ripartiva subito. Da questo suo comportamento, capii che non voleva perdere il passo e che la strada era ancora molto lunga.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Il fischio acuto e continuo dei grilli rendeva l'atmosfera cupa e tenebrosa. I lampi illuminavano il cielo di bianco, facendo apparire le ombre dei grandi alberi che ci circondavano. I tuoni rimbombavano con potenza, sovrastando qualsiasi altro rumore. Le mie gambe si muovevano solo per inerzia, non ero io a comandarle. Fui costretto a togliermi gli occhiali bagnati dalle gocce ed appannati dal calore del mio corpo. Seguivo quell'ombra scura che procedevava davanti a me con un solo pensiero nella testa:¨..Quanto cazzo manca!?¨.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;  Arrivati, finalmente, al rifugio, mi ci vollero alcuni minuti per riprendermi. Mi sentivo come drogato, avevo la vista appannata e facevo fatica a rimanere in piedi.   Martina e Susy non erano in condizioni migliori e ci sedemmo sulla grande panca intorno al tavolo in legno. La luce era debole, una stufa a legna fumante riscaldava la stanza. Due guardiani ed una ragazza dai capelli lunghi e scuri stavano finendo di cenare. Utilizzando le ultime forze a disposizione, cucinammo una pasta al pomodoro mentre Walter preparo` la carne alla brace lasciata marinare nella birra e succo di arancia. Con lo stomaco pieno, recuperai un po' di energie. Martina ando` a dormire e Walter accompagno` me e Susy a vedere la laguna immersa nella notte. Rimasi solo con Susy, seduto nella piccola casetta in fondo al porticciolo; in silenzio, aspettavamo che i lampi ci mostrassero il paesaggio per qualche frazione di secondo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Il mattino dopo, fui l'ultimo ad uscire dalla mia stanza e come prima cosa tornai al molo. Le mie amiche mi stavano aspettando facendo il bagno e prendendo il sole che dominava il cielo azzurro. Mi liberai velocemente di: infradito, maglietta ed occhiali e senza pensarci cominciai a correre verso la fine della passerella .         &lt;br /&gt;     Spinsi il mio corpo il piu` possibile lontano e verso l'alto, tuffandomi di testa nelle acque cristalline che mi erano costate tanto sacrificio. Il verde smeraldo vicino alla riva sfumava nel blu profondo nel centro del lago. Piccoli pesci nuotavano vicino a noi, pizzicandoci le gambe con i minuscoli denti. Andammo anche a fare il bagno nel fiume vicino e la giornata passò molto in fretta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Dopo il lungo cammino per il ritorno, percorso con piu` calma ed alla luce del sole, salimmo sull'auto consapevoli di ciò che ci aspettava.&lt;br /&gt;   Speravo vivamente che, essendo la 2º  volta che percorrevamo quella strada insidiosa, potesse sembrarci più corta, ma mi sbagliavo di grosso.&lt;br /&gt;   Come il giorno prima, appena fece buio, comincio` a piovere ed il nostro pilota fu costretto a diminuire l'andatura ed ad affrontare gli ostacoli con piu` cautela.   &lt;br /&gt;     Arrivati sulla strada asfaltata, ricevette un grosso applauso da tutti i passeggeri ed i miei piu` sentiti complimenti per essere riuscito a guidare in quelle condizioni: di notte, sotto la pioggia battente, alla luce dei soli fari anabbaglianti (quelli abbaglianti si erano bruciati il giorno prima) e con i tergicristalli mal funzionanti. &lt;br /&gt;  Ci sistemammo dopo aver cenato, molto, molto tardi ad un fast food nello stesso albergo di Coban, dove eravamo rimasti senza luce qualche giorno prima. &lt;br /&gt;    Era l'ultima notte di quella gita ed io cominciai a sentire un po` di malinconia e dispiacere perche` quell'avventura stava volgendo alla fine.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-6844338387311797673?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/6844338387311797673/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/10/171009-viaggio-ruta-guatemala-7-e-8.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/6844338387311797673'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/6844338387311797673'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/10/171009-viaggio-ruta-guatemala-7-e-8.html' title='17.10.09 VIAGGIO RUTA GUATEMALA 7º e 8º GIORNO'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/Sucv_mgpAHI/AAAAAAAAAKU/ba1Z_0FIirE/s72-c/DSC04796.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-3379216314292357989</id><published>2009-10-26T11:22:00.000-07:00</published><updated>2009-10-27T10:35:03.318-07:00</updated><title type='text'>16.10.09 VIAGGIO RUTA GUATEMALA 5^ e 6^ GIORNO</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SucvJRRq59I/AAAAAAAAAKM/O05zYUGnF5M/s1600-h/DSC04683.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SucvJRRq59I/AAAAAAAAAKM/O05zYUGnF5M/s320/DSC04683.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5397334514729674706" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Quando Axo ci lasciò al porticciolo sotto il ponte di Rio Dulce, fummo sorpresi che ad attenderci non ci fosse Walter ma Jose'. Ci comunicò, sorridendo sotto i lunghi baffi scuri, che Walter aveva dovuto fermarsi nella capitale per concludere un corso sul turismo al quale sta partecipando e che lo avremmo "ripreso" tra due giorni, a Flores. Guidando, forse anche un po' troppo lentamente, Josè ci portò fino alla Finca ecologica di Ixobel, 5 km a sud della citta` di Poptun.&lt;br /&gt;   Quando arrivammo, era già buio ed un ragazzo canadese ci accolse alla reception per accompagnarci alle nostre abitazioni. Lavora lì solo da un mese e parla ancora poco lo Spagnolo. Si impegnava talmente tanto che grondava di sudore mentre ci spiegava il funzionamento di quella finca immersa nella natura, dove appositamente la luce elettrica era ridotta al minimo. &lt;br /&gt;   Muniti delle nostre piccole pile a dinamo, ci inoltrammo nel grande parco oscuro dove erano disposte una decina di palafitte in legno costruite a circa quattro metri dal suolo. Il piccolo canadese cominciò a correre a destra ed a sinistra cercando le nostre che trovò dopo una decina di minuti.&lt;br /&gt;   Quella di Susy e Martina era grande e confortevole con due letti spaziosi, a due piazze, coperti dalle zanzariere. Il bagno, privato, era la piano di sotto e, per essere stato costruito lì, era molto curato ed arredato in modo raffinato. &lt;br /&gt;   Giunto nella mia stanza, rimasi un po' perplesso e deluso: la porta d'entrata, in cima alle anguste scale di legno, era alta circa 1,60 m. e, visto che ero completamente al buio, dovetti prestare molta attenzione a dove mettevo i piedi. La stanza era di circa 10 m^, forse meno. C'erano un letto a castello ed un piccolo tavolino di legno.&lt;br /&gt;   Il ragazzo mi lasciò alla luce debole di una piccola candela bianca e mi avvertì che i bagni si trovavano a 40 metri di stanza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Più tardi, passai a chiamare le mie amiche per la cena ma, avendo notato un po' di paura sulle loro facce mentre, prima, camminavamo al buio, decisi di far loro uno scherzo.&lt;br /&gt;   Andai sotto la la loro palafitta e cominciai a dare , con la mano aperta, forti colpi sotto il pavimento e sulle pareti delle casa.&lt;br /&gt;  Dalla stanza provenivano risate isteriche ed urla dopo ogni colpo. &lt;br /&gt;   Sentii pronunciare il mio nome diverse volte, ma non risposi e, senza farmene accorgere scomparii nel buio, in mezzo agli alberi e tornai, dopo una decina di minuti, da un'altra direzione, con la pila accesa.&lt;br /&gt;   Ancora oggi mi chiedono se sia stato io, ma ho sempre negato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;         Dopo l'abbondante cena al buffet del ristorante, andammo al bar vicino alla laguna che fa anch'esso parte della finca. Acoltammo un po' di musica e ci divertimmo con qualche gioco da tavolo nel dehor illuminato dalla luce delle candele.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  Fuori, alcune ragazze evevano preparato un grande falò intorno al quale avevano disposto tronchi d'alberi a mo' di sedie. La serata si concluse con la splendida vista del cielo stellato. In quell'oscurita` le stelle brillavano come le lampadine di un presepe. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;      Il mattino successivo visitammo il grande sito Archeologico di Tikal, salendo in cima a tutte le strutture accessibili e scorgemmo le punte dei templi che sporgevano dall' immensa foresta come se tentassero di catturare un raggio di sole.    &lt;br /&gt;   Grandi scimmie si dondolavano da un ramo all'altro degli alberi centenari producendo strane grida come se fossero infuriate. Incontrammo, per pura fortuna, un archeologo, amico della nostra guida. Costui ci porto` a visitare una piccola costruzione ancora in fase di restauro dove l'accesso al pubblico era vietato.&lt;br /&gt;   I lavori procedevano lentamente, stavano riportando in superficie gli affreschi presenti sulle pareti di una antica abitazione, probabilmente appartenuta ad un nobile. &lt;br /&gt;   Il sito fu scoperto nel 1848 ma le esplorazioni scientifiche cominciarono solo nel 1881. I 550 km^ anticamente completamente disboscati, sono ora ricoperti di verde ed e` difficile stimare quante siano ancora i reperti sotterrati dalla flora. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  Trascorremmo il pomeriggio nella localita` chiamata El Ramate: è un piccolo villaggio affacciato sulle sponde del lago Petén Itsia.  &lt;br /&gt;   Dopo aver ordinato il pranzo, come sempre molto tardi, ci tuffammo dal molo in legno e godemmo di tutta la tranquillità rinfrescante del lago, meritata dopo le faticose scalate delle piramidi Maya.  Tra chiacchiere e risate, il pasto durò più del previsto. Lasciai Martina e Susy scherzare con il pappagallo verde smeraldo appollaiato vicino al nostro tavolo e tornai sulla punta del molo.&lt;br /&gt;    Nello spazio aperto, il sole infuocato si avvicinava, lentamente, alle acque della laguna colorando il cielo di arancione, le nuvole di rosa, sluccicando le mille onde del lago increspate dal vento.&lt;br /&gt;   Rimasi da solo a godermi quello spettacolo per tutto il tempo necessario per liberare la mia mente.&lt;br /&gt;   Sentivo i muscoli rilassarsi , il sangue rallentare la sua corsa e l'aria profumata espandersi nei polmoni.&lt;br /&gt;  Chiusi gli occhi e cominciai a volare con gli uccelli che perlustravano quel lago infinito. Fluttuavo nell'aria, ascoltavo il silenzio.&lt;br /&gt;  Le ali mi portavano lontano, verso l'orizzonte, verso quella palla di fuoco ormai pronta a spegnersi nell'acqua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Ci sistemammo in un motel nella piccola isola di Flores sulla sponda ad est del lago, collegata alla città di Sant'Elena con un ponte.&lt;br /&gt;      Passeggiamo nel centro e ci fermammo a guardare una trentina di ragazzi che stavano preparando una coreografia, nella piazza centrale, in cima alla collina.    &lt;br /&gt;    Le strade piccole ed un po' dissestate erano deserte e la poca vita notturna si concentrava in piccoli bar e ristoranti, lungo la costa. La notte era calda, l'aria era umida ed il cielo stellato.  Sapevamo che in camera, senza l'aria condizionata, avremmo patito il caldo e, così, comprammo ancora da bere e qualche stuzzichino e ci sedemmo su di una panchina.&lt;br /&gt;   Martina era seduta al mio fianco e Susy, con le gambe incrociate, sedeva sul muretto della passeggiata, con le spalle rivolte alla spiaggia. Discutemmo per ore di uomini, donne, amore, gelosia, tradimenti, rispetto e di tutti gli aspetti che riguardano una relazione amorosa. Fu una discussione animata e divertente dove, solo contro due cervavo di difendere i rappresentanti del mio sesso.&lt;br /&gt;   Non ci accorgemmo del trascorrere del tempo ed ebbi la possibilità di conoscere più a fondo le mie splendide compagne di viaggio. &lt;br /&gt;   Dovetti ricredermi sulla prima impressione che avevo avuto conoscendole: Martina non è così tranquilla e pacata come mi era sembrata e Susy non così spensierata . Martina è uno spirito libero  e dice sempre quello che pensa; le piace la sua vita ed ama molto la sua indipendenza.&lt;br /&gt;     Proposi, nuovamente, il bagno notturno : l'aria cominciava a rinfrescarsi , erano quasi le cinque del mattino e l'acqua tiepida risultò molto invitante.&lt;br /&gt;   Martina decise di andare a riposare un po' ed io e Susy rimanemmo soli, a nuotare fino all'alba.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    ........Il tempo di una doccia e, preparato gli zaini, ripartimmo con Walter che aveva viaggiato tutta la notte, in pulmann, per raggiungerci.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-3379216314292357989?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/3379216314292357989/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/10/161009-viaggio-ruta-guatemala-5-e-6_26.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/3379216314292357989'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/3379216314292357989'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/10/161009-viaggio-ruta-guatemala-5-e-6_26.html' title='16.10.09 VIAGGIO RUTA GUATEMALA 5^ e 6^ GIORNO'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SucvJRRq59I/AAAAAAAAAKM/O05zYUGnF5M/s72-c/DSC04683.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-883149226287897459</id><published>2009-10-23T09:27:00.000-07:00</published><updated>2009-10-23T09:29:17.099-07:00</updated><title type='text'>15.10.09 VIAGGIO RUTA GUATEMALA 4º GIORNO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/St9R5kwbtII/AAAAAAAAAIk/PBZ-iQyEeRE/s1600-h/DSC04635.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/St9R5kwbtII/AAAAAAAAAIk/PBZ-iQyEeRE/s320/DSC04635.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5395120928174355586" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il mattino seguente partimmo alle 7.00 e, subito dopo la frontiera per tornare in Guatemala, la polizia ci fermo`: voleva multare Walter perche` non portava le cinture di sicurezza, ed io, incoscientemente, con lui. &lt;br /&gt;Gli diede 2 opzioni: la prima consisteva nel farsi ritirare la patente e tornare dopo 3 giorni a  riprenderla, pagando una multa molto salata; la seconda non la disse chiaramente, ma era facile da intuire. Pagandolo sul posto, avrebbe chiuso un occhio e si sarebbe dimenticato di averci visto. &lt;br /&gt;Walter gli rispose in modo educato ma molto deciso: non avrebbe tirato fuori nemmeno un quetzal e la patente avrebbe anche potuto lasciargliela; gli disse che avrebbe guidato senza in Guatemala e che non sarebbe mai più tornato in Honduras, smettendo quindi di aiutare, portandoci i turisti, l'economia di un paese in serie difficolta`.&lt;br /&gt;   Non so bene come, pero` il poliziotto si convinse e ci lascio` andare. &lt;br /&gt;Visitammo il sito archeologico di Quirigua`. E` un centro appartenente alla cultura Maya occupato dal 400 DC. E`situato nel municipio de Los Amates, nel Departamento de Izabal, República de Guatemala. Quiriguá e` un sito conosciuto maggiormente per le sue stele ed i suoi altari scolpiti (33 in tutto) in uno stile unico per la sua finezza. Gli abitanti di questa citta` furono nemici dei cittadini di Copan, per il dominio del commercio sul río Motagua, che conduce al mar dei Caraibi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fu Walter a guidarci nelle 2 ore della visita, munito di una lunga canna di bambu` che aveva, sulla punta, una piuma colorata con la quale indicava le immagini scolpite sulle stele Maya. Di ognuna di queste, tra le piu` grandi al mondo, ci raccontava i particolari piu` interessanti ed i loro significati. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Attraverso infiniti campi di banano, da dove le grandi multinazionali esportano il frutto in tutto il mondo, ritornammo sulla statale diretti ad est. &lt;br /&gt;Arrivati al paese di Rio Dulce, dopo una breve sosta per mangiare ananas freschi sulla strada, Walter ci lascio`, dandoci appuntamento per il pomeriggio successivo.       &lt;br /&gt;    Salimmo sulla barchetta azzurra  e bianca con la scritta ¨Maria Fernanda¨. Il nostro capitano di bordo si chiama Axo, l'addome piu` che abbondande ed il viso rotondo gli donano un'aria molto gentile e simpatica. Indossava un paio di bermuda grigio chiaro ed una maglietta arancione sbiadita taglia XXL. Cominciammo a navigare a tutta velocita` lungo il fiume costeggiato da altopiani coperti da un ìnfinita` di piante di tutte le specie. La brezza accarezzava con vigore e comtemporaneamente dolcezza i nostri visi appagati dal paesaggio incantevole. Ci scambiavamo brevi sguardi e non riuscivamo a smettere di sorridere. I capelli di Martina e Susy svolazzavano liberi nel vento ed i loro occhi erano leggermente socchiusi per ripararsi dall'aria. I grandi uccelli neri che popolano il fiume volavano radenti l'acqua a pochi metri da noi, a tutta velocita`, come se stessero gareggiando con la nostra ¨lancia¨. &lt;br /&gt;  Mi lasciai andare, cercando di godermi quel momento il piu` a lungo possibile ammirando la natura che mi circondava. Nel punto piu` largo del fiume, dove raggiunge una distanza di 5 km tra le due sponde, le onde si fecero piu` alte e cominciammo a cavalcare divertiti con la barca che impattava con forza sull'acqua, facendoci saltellare sui sedili con i cuscini in gomma. Dopo la lunga cavalcata sul fiume ci fermammo in una delle tante capanne di legno che lo costeggiano. Una piccola piscina naturale, delimitata da una passerella emanava fumi bianchi profumati di zolfo. Visitammo, accompagnati da una guida che ci forni` delle piccole torce, l'interno delle grotte in riva al fiume. &lt;br /&gt;   Non ero mai entrato in una grotta prima e, dopo un po`  di timore iniziale, rimasi stregato da quell'ambiente oscuro e conturbante. Camminammo al buio per diversi minuti, illuminandoci il cammino tra le stalattiti che sudavano in quella sauna cupa. Uscimmo fradici e ci rinfrescammo con un tuffo nel fiume alternando qualche minuto nella piscina di ¨agua caliente¨, molto caliente!&lt;br /&gt; Axo ando` a prenotare il pranzo ad un ristorante a pochi minuti da noi sull'altra sponda del Rio Dulce e, terminati i nostri bagni termali nelle acque fumanti andammo a mangiare. &lt;br /&gt;  C'eravamo solo noi tre, seduti sulla terrazza di un ristorante con il tetto in paglia; alle 16.30, circa, assaporammo il miglior piatto di tutto il viaggio, non solo per la qualita` e la frescheza del cibo,  anche per la scenografia che ci circondava. Ci servirono il piatto tipico, chiamato ¨TAPADO¨, composto da un granchio intero, un pesce al forno ed una grande tazza con dentro una zuppa di pesce cucinata con latte di cocco, spezie ed arricchita da pezzi di ¨PLATANO¨ ( una grossa banana che si cucina in tutta l`America Latina). Era semplicemente squisito, mi ricordava molto i piatti che mangiavo durante il mio viaggio in Brasile.&lt;br /&gt; Verso la fine del pranzo, che ormai era diventata una cena, il sole comincio` a calare formando una miriade di sfumature di colori nel cielo, rispecchiate nell'acqua. Qualche pescatore remava lentamente a bordo di piccole canoe in legno, regnava il silenzio, regnava la pace. &lt;br /&gt;Non riuscivamo a credere di essere i protagonisti assoluti di quella fotografia da cartolina. L'atmosfera era ammaliante ed eravamo i soli a godercela. Con lo stomaco rimpinzato di ottimo cibo e la mente colma di felicita` percorremmo l'ultimo tratto del fiume, all'imbrunire, fino a sfociare nel Mar dei Caraibi, a Livingston. &lt;br /&gt;   Axo ci lascio` su di una piccola spiaggia, di fronte al nostro alberghetto rustico dalle ampie camere con terrazze affacciate sul mare. Il cancelletto era chiuso con un lucchetto e mi tocco` scavalcare, proprio come avevo fatto a Monterrico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  Camminando nella fresca sera per le strade animate del popolo di neri della cittadina Garifona, ci fermammo al bar di Tiky. E` un ragazzo di colore, porta dei piccoli rasta lunghi fino alle spalle, gestisce il piccolo bar-hotel, di proprietà di suo padre che vive a Guatemala City. Assaggiammo il liquore tipico, di cui avevo tanto sentito parlare, si chiama Gifity. E` prodotto artigianalmente dalle anziane  signore del villaggio, che miscelano erbe cinesi, numerose spezie ed un po` di marjuana. Il sapore era ricco di pungenti sensazioni per il palato, piu`gradevole di un superalcolico normale. Aspettammo la chiusura del bar chiaccherando e ridendo con Tiky, accompagnati dalla musica reggae degli Alpha Blondy. Martina gli confuse le idee. Quando ci domando` perche` viaggiavamo in tre e dove ci eravamo conosciuti, gli disse che eravamo un TRIO, lasciandogli intuire che tra noi ci fosse qualcosa di piu` che una semplice amicizia. Questo scherzo si prolungo` per tutto il viaggio e furono molte le vittime di questa burla, mentre noi ci facevamo grasse risate alle loro spalle. &lt;br /&gt;  Ci invito` ad andare con lui in un locale dove avrebbero suonato musica dal vivo e noi accettammo entusiasti di poter ascoltare la famosa musica popolare.&lt;br /&gt; Fummo sfortunati, perche` il locale era chiuso, pero` con il tipico pensiero positivo dei Rastaman, che mi  fece tornare in mente il mio amico Kwanza, Tiky disse :¨ no es un problema!¨  NO PROBLEM! &lt;br /&gt;   Entro` dalla porta in legno, che era solo socchiusa, prese un tavolino basso costruito con un tronco di albero, 4 sedie, e dispose il tutto quasi in mezzo alla strada. Comincio` a suonare un grande bongo cantando con una voce dolce ed intonata.   Noi lo accompagnavamo con il battito delle mani, i passanti si unirono a noi in canti e balli, dando vita ad una piccola festa. Tornammo al bar e passammo un paio d'ore sulla terrazza del piccolo hotel di Tiky a chiaccherare, seduti su spaziose poltrone in legno, mentre lui si dondolava sull'amaca. Quando arrivammo in hotel era notte fonda, e mentre ci stavamo augurando la buona notte di fronte alla camera di Martina e Susy, udii il rumore sordo delle onde del mare e, come per magia, ebbi una fantastica idea! Riusci` a convincerle entrambi a fare il bagno. Inizialmente erano un po` scettiche, Martina soprattutto, io, pero`, fui molto persuasivo spiegandole che un'occasione come quella, forse non le sarebbe mai piu` capitata nella vita e che non potevano lasciarsela scappare. CARPE DIEM! &lt;br /&gt;  Scavalcato a turno il cancello per l'accesso alla spiaggia ci tuffammo nelle acque calde e oscure del Mar dei Caraibi. In lontananza, le colline erano illuminate da una luce rossa arancio, che svaniva nel cielo stellato. Eravamo felici come dei bambini in un parco giochi. Le mie amiche non smettevano di ringraziarmi, dicendo che se fossero state da sole, non lo avrebbero mai fatto. Passammo molto tempo, nuotando, giocando, distendendoci sull'acqua per ammirare il cielo, furono momenti indimenticabili riservati solo a noi, solo per il TRIO. &lt;br /&gt;   Ci asciugammo sulla terrazza di casa mia, fumando una sigaretta cullati dalle amache e dalla musica dell'album ¨Life Line¨ di Ben Harper. Dormii il resto della notte sull'amaca, all'aperto, e mi svegliai abbagliato dal sole che nasceva timidamente all'orizzonte. Ascoltai le onde del mare suonare una melodia rilassante, contemplavo il cielo dipinto con calde sfumature, mi dondolavo lentamente, semplicemente, aspettavo l'inizio del nuovo giorno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Facemmo colazione in un piccolo bar del centro, ripulendoci lo stomaco dal Gifity, con un grande piatto di frutta esotica, fresca e succosa. &lt;br /&gt;Axo si presento` all`hotel a bordo della piccola barchetta alle 9.00 in punto, come stabilito. Lasciate le camere, disceso la ventina di scalini passando dal cancelletto, che per la prima volta trovammo aperto, montammo a bordo di Maria Fernanda. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  In questo momento sto scrivendo seduto sotto ad una palma sulla spiaggia ¨Playa  Blanca¨ vicino al confine con il Belize. Susy prende il sole distesa su di una sdraio e Martina ascolta la musica del suo i-pod cullandosi sull'amaca in riva al mare. Siamo ancori soli,  il posto e` incantevole e rilassante. Adesso mi faro` un lungo bagno e poi cerchero` di recuperare qualche ora di sonno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-883149226287897459?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/883149226287897459/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/10/151009-viaggio-ruta-guatemala-4-giorno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/883149226287897459'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/883149226287897459'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/10/151009-viaggio-ruta-guatemala-4-giorno.html' title='15.10.09 VIAGGIO RUTA GUATEMALA 4º GIORNO'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/St9R5kwbtII/AAAAAAAAAIk/PBZ-iQyEeRE/s72-c/DSC04635.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-3102746973574174536</id><published>2009-10-22T10:52:00.000-07:00</published><updated>2009-10-22T10:53:22.148-07:00</updated><title type='text'>14.10.09 VIAGGIO RUTA GUATEMALA 3º GIORNO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/St9Q4r-K1cI/AAAAAAAAAIc/SMnzjmdX7Co/s1600-h/DSC04518.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 240px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/St9Q4r-K1cI/AAAAAAAAAIc/SMnzjmdX7Co/s320/DSC04518.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5395119813419521474" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;A 40 km da Coban incappammo nel bel mezzo di una manifestazione, in un piccolo paese in mezzo alle montagne. C'era una lunga fila di auto e camion che scompariva dietro ad una delle ampie curve della strada. Molte persone assalivano i pulmini ed i furgoni, venendoci incontro e cercando un posto per poter tornare alle proprie case. La strada principale del villaggio era inaccessibile. Un piccolo muro di pietroni era costruito in mezzo al passaggio. C'era molta gente, si udivano in lontananza le grida di protesta di una donna che animava la manifestazione munita di megafono. Gli striscioni erano appesi fuori dalle case, sui lampioni e le bandiere rosse sventolavano nell'aria umida del mattino. Non c'era nessuna possibilita` di passare e non era stabilita un'ora precisa di quando sarebbe terminata la protesta. Decidemmo, cosi`, di cambiare completamente l'itinerario del nostro viaggio, svolgendolo al contrario e scambiando un giorno a Monterrico per uno sulle spiagge caraibiche nei pressi di Livingston. &lt;br /&gt;  Tagliammo a meta` il paese orizzontalmente e, dopo 4 ore, arrivammo alle frontiera dell'Honduras. Pagammo la commissione, che Walter ci disse era semplicemente una tassa per le forze dell'ordine corrotte.&lt;br /&gt; Ci timbrarono i passaporti e combiammo un po` di Quetzal per Empiras, la moneta locale, dai finestrini dell'auto con due signori che avevano in mano grosse mazzette di denaro.&lt;br /&gt; Nel parcheggio del sito archeologico di Copan, Walter ci affidò ad una guida autorizzata. In 3 ore potemmo visitare l'intero sito ammirando le costruzioni e le sculture Maya, risalenti a migliaia di anni fa. La guida, un uomo basso e di corporatura robusta con dei lunghi baffi color caffe` come la sua pelle, non si dilungo` mai piu` del dovuto nelle spiegazioni rendendo la visita molto interessante e per nulla noiosa.&lt;br /&gt;     E`un sito archeologico fantastico, tutto circondato da una bella foresta e da una natura che non si dimentica. Copan è una delle più importanti città Maya ed è considerata l'Atene del nuovo Mondo.  E' un sito Maya molto particolare per la presenza delle stele, enormi statue scolpite nella pietra, che ritraggono i numerosi dominatori di Copan. C'è poi il famoso campo da gioco della pelota, dove il giocatore migliore veniva ¨PREMIATO¨ con il proprio sacrificio in onore e offerta per gli Dei.&lt;br /&gt; La costruzione piu` imponente e` sicuramente la grande scalinata nella piazza centrale, interamente scolpita con elaborati geroglifici, che una volta interpretati hanno rivelato precisamente numerosi dettagli sulla vita del ¨signori¨ di Copan, permettendo agli archeologi di scriverne l'affascinante storia. E` il ¨libro¨ Maya piu`grande al mondo! &lt;br /&gt;Dopo esserci sistemati nell'hotel vicino al centro del piccolo pueblo di Copan cenammo nella terrazza di un ristorante tipico, dove le cameriere servivano bibite e pietanze tenendole in equilibrio sulla testa, ricordandomi il mio amico Selvin. &lt;br /&gt;In cerca di un bar con la musica, passeggiando nelle piccole vie acciottolate di Copan, che sembra una Antigua in miniatura, incontrammo Saul. Anch'egli è una guida del sito archeologico, amico di Walter, che ci aveva accolto al nostro arrivo, e ci sedemmo con lui a bere una birra ed ascoltare musica ad un tavolino posto sul marciapiede a pochi passi dalla piazza centrale. &lt;br /&gt;  Saul e` una persona elettrizante: ha circa 50 anni, di corporatura magra, pelle scura ed un volto dalle mille espressioni. Si definisce disoccupato, ma in realta` oltre a lavorare come guida nel sito e nella citta`, insegna pianoforte e chitarra in una scuola privata di musica.&lt;br /&gt; Ama la musica piu` di ogni altra cosa ed ha imparato a parlare un inglese quasi perfetto ascoltando le canzoni dei Beatles e dei Rolling Stone. Con il suo sorriso contagioso, ci ha intrattenuto con racconti e discussioni che spaziavano dalla politica alla religione, dalla musica alla vita nel suo paese.&lt;br /&gt; Quando l'ho definito elettrizzante, intendevo dire che agitando le mani con una mimica da marionetta, disperde nell'aria scintille di energia elettrica, trasmettendola a chiunque lo circonda, ipnotizzandolo come fanno gli indiani con i serpenti. Ad ogni canzone, cominciava a ballare rimanendo seduto sulla sedia ed a suonare 4 o 5 strumenti musicali invisibili. Passammo un paio d'ore molto piacevoli e divertenti in compagnia di una persona VERAMENTE carica di energia! &lt;br /&gt;Tornammo all'hotel, ancora pervasi dal ritmo e dall'elettricità e........ non fu per niente facile riuscire a riposare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-3102746973574174536?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/3102746973574174536/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/10/141009-viaggio-ruta-guatemala-3-giorno_22.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/3102746973574174536'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/3102746973574174536'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/10/141009-viaggio-ruta-guatemala-3-giorno_22.html' title='14.10.09 VIAGGIO RUTA GUATEMALA 3º GIORNO'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/St9Q4r-K1cI/AAAAAAAAAIc/SMnzjmdX7Co/s72-c/DSC04518.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-6581687611886333897</id><published>2009-10-21T07:16:00.000-07:00</published><updated>2009-10-22T07:00:02.160-07:00</updated><title type='text'>11.10.2009 VIAGGIO RUTA GUATEMALA 2º giorno</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/St9Or_nTqTI/AAAAAAAAAIU/AO6PLxOtuf0/s1600-h/DSC04446.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/St9Or_nTqTI/AAAAAAAAAIU/AO6PLxOtuf0/s320/DSC04446.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5395117396330785074" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Stavamo facendo colazione fuori all'aperto del Ranchitos del Quetzal, proprietà di Julio Alvarez. Eravamo leggermente dispaciuti per non essere riusciti a vedere nemmeno un esemplare nell'ora di birdwatching di prima mattina. Pronti a rinunciarci, cominciammo a mangiare e parlare del programma della giornata che ci aspettava. Mentre addentavo una fetta di pane caldo con marmellata all'ananas, un raggio di sole filtro` tra le nuvole ed iniziò ad aprirsi un varco illuminando la foresta. In cima ad un albero apparì, come per magia, un meraviglioso quetzal maschio . Ci alzammo di scatto dalle sedie di plastica , rovesciando qualche bicchiere sul tavolo. Cominciammo a fare foto e scambiarci il binocolo per osservare meglio i colori cangianti delle sue piume colorate che riflettevano la luce del sole. Spiccò un volo ed, in quel momento, era tutto rosso e luccicante.&lt;br /&gt;Riuscimmo a vederne altri due prima di incamminarci verso Semuch Champei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Al piccolo villaggio di Lanquin, dopo un'ora di strada sterrata, lasciammo la nostra station wagon per salire su di un pulmino grigio preso in affitto da un amico di Walter.&lt;br /&gt;Lo stesso uomo ci diede anche, in un contenitore in plastica, riso bollito, 4 cosce di pollo ed una pasta con fagioli neri. All'entrata della riserva naturale lasciammo il furgone e ci incamminammo verso la cima della montagna lungo un dificile sentiero di rocce umide e ripide scale di legno. Noi tre, giovani, faticavamo molto a tenere il passo di Walter durante le scalate (quando si tratta di camminare, dimostra la metà dei suoi anni). Tanto sudore e fatica furono premiati dalla straordinaria vista che si presentò una volta giunti sulla piccola piattaforma chiamata "El Mirador": in mezzo alle due montagne verdi, a circa duecento metri di profondità dai nostri piedi, nasce il fiume Cahabon che, con le sue acque cristalline forma una decina di piscine naturali poste a terrazza e ad un dislivello di uno o due metri l'una dall'altra. &lt;br /&gt;Questo spettacolo ci lasciò tutti a bocca aperta e rimanemmo, in silenzio, seduti con i piedi nel vuoto con le braccia appoggiate alla staccionata ad osservare quell'angolo di paradiso diventato una delle più importanti mete turistiche del Guatemala.&lt;br /&gt;Posso tranquillamente affermare che per me è una delle 10 meraviglie naturali che ho visto , fino ad ora, nel mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scendemmo dall'altro versante della montagna, fino ad arrivare alle "piscine". &lt;br /&gt;Fortunatamente riuscimmo ad "averne" una tutta per noi: nuotare in quell'acqua fresca e limpida dopo la lunga camminata, fu un sollievo indescrivibile! Dopo qualche bracciata sott`acqua, ammirando il fondale di pietre dorate, mi lasciai galleggiare nella tipica posizione "del morto". Guardai le cime delle 2 alte montagne verdi che, stagliandosi nel cielo, delineavano un cuneo azzurro ricco di gonfie nuvole bianche. Rimasi molto tempo, nell'acqua, e non avrei voluto andarmene mai più. Susy e Martina erano altrettanto divertite e soddisfatte; giocavano a tentare di rimanere in equilibrio sulle lisce e scivolose pietre del fiume.&lt;br /&gt;Ritornammo verso l'entrata del parco passando dal sentiero segnalato lungo il fiume e mangiammo il riso, il pollo e la pasta servendoci con le mani e farcendo le tortillas seduti su di una panchina in pietra.&lt;br /&gt;Walter aveva dimenticato i fari accesi e così, ci vollero 10 persone per riuscire a spingere il furgoncino e metterlo in moto. Guidava andando molto veloce, ma con molta sicurezza, lungo la strada dissestata, prestando particolare attenzione a non investire galline, polli, cani randagi ed altri animali che ci tagliavano la strada in continuazione.&lt;br /&gt;   Arrivammo a Copan: la piazza centrale era affollata e dal ciglio della strada si alzavano nubi di fumo dal sapore forte e dolciastro. Dentro a queste nubi, uomini e donne cucinavano carne e verdure ed  a fatica riuscivamo a vederli; mi chiesi in che stato fossero i loro polmoni.&lt;br /&gt;   Scegliemmo un piccolo ristorante per la cena, ma , appena fatte le ordinazioni, un corto circuito lasciò nel buio totale l'intera città, compreso il nostro tavolo in legno scuro. Mangiammo, così, alla luce di una candela conficcata in una bottiglia vuota, di vetro, di Pepsi.&lt;br /&gt;  Walter ci intrattenne con lezioni di storia alternate a leggende Maya e qualche barzelletta.&lt;br /&gt;   Riesce sempre ad essere molto coinvolgente con i suoi racconti arricchendoli con una particolare mimica e variando spesso la tonalità della voce. &lt;br /&gt; Il suo sguardo profondo e la lunga e folta barba brizzolata, dietro alla luce spettrale di quella candela mi ipnotizzavano togliendomi la facoltà di decidere se porre o meno attenzione alle sue storie raccontate in un perfetto spagnolo, quasi cantate.&lt;br /&gt;   La piazza era completamente immersa nell'oscurità; solo le luci dei fari delle auto che le giravano intorno rallegravano un pò l'atmosfera. &lt;br /&gt;   La maggior parte delle persone si era ritirata in casa ed anche noi decidemmo di andare a dormire. Non riuscii a vedere quasi nulla dell'albergo , il più bello dove sono stato dall'inizio di questo viaggio. Era tutto al buio e, di conseguenza, la doccia calda che aspetto da un mese è rimasta un bel sogno. Sono riuscito a leggere un po' di Shantaram alla luce tremolante di una candela con l'aggiunta di quella della mia piccola pila, che si sta rivelando sempre più utile, regalatami della mia amica Rossella.&lt;br /&gt;    Nonostante il buio, nella hall dell'hotel molti bambini giocavano rumorosamente a calcio con un oggetto di plastica che sbatteva ovunque e, solo quando decisero di ritirarsi nelle loro stanze, riuscii , finalmente, a dormire bene nel mio grande e comodo letto matrimoniale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora sono le 5:30 del mattino e, tra mezz'ora, partiremo diretti verso la Laguna de Lachua`, via Chisec ,.....verso una nuova avventura.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-6581687611886333897?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/6581687611886333897/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/10/11102009-viaggio-ruta-guatemala-2.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/6581687611886333897'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/6581687611886333897'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/10/11102009-viaggio-ruta-guatemala-2.html' title='11.10.2009 VIAGGIO RUTA GUATEMALA 2º giorno'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/St9Or_nTqTI/AAAAAAAAAIU/AO6PLxOtuf0/s72-c/DSC04446.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-7273476671979868474</id><published>2009-10-19T09:15:00.000-07:00</published><updated>2009-10-21T11:07:22.644-07:00</updated><title type='text'>10.10.2009 VIAGGIO RUTA GUATEMALA  1^ giorno</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/St9N0uSIiGI/AAAAAAAAAIM/IpZIzSbyd84/s1600-h/DSC04389.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 240px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/St9N0uSIiGI/AAAAAAAAAIM/IpZIzSbyd84/s320/DSC04389.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5395116446785767522" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il terzo giorno che avevo messo piede in Guatemala, durante il viaggio a Salamà, affrontai, con il mio gruppo, l'insidioso sentiero coperto di fango che porta al Salto di Chilascò. Dopo ore ed ore di cammino tra le nubi ed in mezzo alla giungla, un bagno nell'acqua gelida sotto la pioggia incessante ed un'estenuante camminata per risalire la montagna, pensai che stavo sì, mettendo veramente alla prova la mia resistenza fisica , ma che in fondo, quella era una di quelle esperienze che si fanno una volta sola nella vita...................Mi sbagliavo di grosso!!&lt;br /&gt;Non è passato nemmeno un mese e mi ritrovo nuovamente qui, nella regione di Verapaces, a pochi chilometri da Salamà.&lt;br /&gt;Walter mi aveva proposto una nuove "gita" della durata di otto giorni che aveva appena organizzato per due ragazze spagnole. Da subito, rifiutai perchè il costo del viaggio risultò fuori dalle mie disponibilità. Anche un'amica di Selvin cercò di dissuadermi facendomi notare che l'itinerario previsto era molto impegnativo per solo 8 giorni e che io, non avendo problemi di tempo, avrei potuto prendermela con più calma. &lt;br /&gt;Ieri mattina, però, Walter mi ha offerto il viaggio ad un prezzo ben più che onesto: non ho potuto rifiutare e, così, mi sono unito a lui ed alle due ragazze spagnole.&lt;br /&gt;Si chiamano Martina e Susy: hanno circa la mia età e vivono a Barcellona.&lt;br /&gt;Hanno appena terminato un breve periodo di due settimane di volontariato come aiuto-maestre in una scuola elementare di Antigua. Per l'ultima settimana a loro disposizione, faranno le turiste.&lt;br /&gt;Sono entrambe molto carine e simpatiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;....Siamo, così, partiti questa mattina alle 4, con la vecchia station w. di Walter, la stessa con cui mi accompagnò il primo giorno, ad Antigua.&lt;br /&gt;Abbiamo attraversato la capitale senza problemi e ci siamo diretti al Nord.&lt;br /&gt;Ad un certo punto il traffico è rallentato ed abbiamo percorso diversi Km a passo d'uomo. A rendere tutto ancora più inquietante, al nostro fianco viaggiava un PK nero con a bordo due uomini armati di pistole e coltelli che scendevano ripetutamente dall'auto per sgranchirsi le gambe e si guardavano intorno con fare circospetto, ma del tutto disinvolto.&lt;br /&gt;  Dopo parecchio tempo, abbiamo raggiunto il luogo dell'incidente che era la causa del rallentamento: a terra, nel mezzo della strada, privo di vita, giaceva un uomo. Aveva il volto coperto dalla maglietta insanguinata; le gambe, entrambe spezzate, formavano una X nel lago di sangue che lo circondava. Questa immagine è scolpita nella mia mente e, ogni tanto riaffiora facendomi rabbrividire.&lt;br /&gt; Era solo: abbandonato al suo tragico destino. A pochi metri da lui c'era quel poco che rimaneva della sua auto scontratasi frontalmente con un furgongino. Poco più in là , i poliziotti, chiacchieravano, per nulla scossi, vicino all'inutile autoambulanza.&lt;br /&gt;Li superammo.......per un decina di minuti, nessuno di noi osò proferire parola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arrivati nel biotopo del Quetzal dopo aver posato i bagagli e fatto colazione ci siamo incamminati in direzione delle cascate. Dopo pochi chilometri,  Walter ha dovuto accostare da un lato della strada sterrata per permettere ad una "piccola" processione di passare: davanti, una "piccola" donna cantava a voce bassa una triste canzone, leggendo le parole da un "piccolo" libro nero. Al centro, con gli occhi gonfi di lacrime, un'altra donna reggeva sulla testa una "piccola" bara bianca, lunga c.a. mezzo metro. La guida ci ha spiegato che si trattava del funerale di un bimbo che non era riuscito a vedere la luce.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;    Durante la lunghissima camminata, immerso nella natura selvaggia, ammirando le cascate, ascoltando i suoni intorno a me, ho ringraziato più volte di essere vivo, di trovarmi in buona salute e di poter camminare: mi sono sentito un privilegiato.&lt;br /&gt;Il pensiero di quell'uomo che non potrà più tornare dalla sua famiglia e di quel bimbo che la sua famiglia non conoscerà mai, non mi abbandona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo ripetuto, esattamente, lo stesso percorso della volta scorsa, ma non dovendo più fare molte foto, sono riuscito a godermi ed apprezzare maggiormente lo spettacolo davanti ai miei occhi. Abbiamo impiegato meno tempo per il tour, essendo solo in cinque, verso le ore 17 eravamo già di ritorno.&lt;br /&gt;Stanchi, scossi ed affamati, ci siamo fermati a mangiare in un ristorante sulla strada. Ci siamo fidati di Walter ed abbiamo ordinato il piatto tipico del posto: il Kakik. Si tratta di una zuppa rossa con la carne, molto saporita ed un pò piccante accompagnata da una grossa coscia di "tacchino"????? ed una palla di riso bollito. Al posto del pane ci hanno servito alcune "panette" di mais bollente avvolte nelle sue foglie dorate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La pioggia ci ha accompagnato tutto il pomeriggio, nella foresta.&lt;br /&gt;Arrivato in camera, oltre che bagnato mi sentivo sporco, sudato ed infreddolito.&lt;br /&gt;Walter ci aveva comunicato che avremmo avuto l'acqua calda ed io, che non godo di questo privilegio da più di un mese, non vedevo l'ora di fare una doccia.&lt;br /&gt;Sono stato "sfortunato": credo fosse più calda l'acqua delle cascate di quella che è uscita dalla doccia! Ho provato in tutti i modi a muovere il rubinetto  e l'interruttore che avrebbe dovuto determinare il "calore" dell'acqua con un unico risultato: le luci della stanza perdevano intensità!&lt;br /&gt;Mi sono lavato velocemente, dicendo molte parolacce sotto quel getto d'acqua gelida e mi sono rivestito. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al bar del piccolo casolare ho bevuto una tazza di cioccolata calda chiacchierando con Martina e Susy: avevano un'espressione felice e rilassata e mi hanno raccontato di come si sono godute una lunga doccia calda dopo tutta quell'umidità nella foresta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Walter ci ha raggiunto e, insieme abbiamo ripassato il tragitto che ci condurrà fino a Nord del paese per poi discendere a sud-est, in Belize, disegnando un cerchio sulla mappa del Guatemala.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora vado a dormire. Domattina: sveglia alle 5.30, nuovo tentativo di vedere il volatile più apprezzato del Centro-America che oggi non si è presentato all'appello e poi, via..verso Semme Champay, a nord di Copan.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-7273476671979868474?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/7273476671979868474/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/10/10102009-1-giorno-biotopo-del-quetzal.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/7273476671979868474'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/7273476671979868474'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/10/10102009-1-giorno-biotopo-del-quetzal.html' title='10.10.2009 VIAGGIO RUTA GUATEMALA  1^ giorno'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/St9N0uSIiGI/AAAAAAAAAIM/IpZIzSbyd84/s72-c/DSC04389.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-1902842155272275356</id><published>2009-10-06T18:29:00.000-07:00</published><updated>2009-10-09T11:39:52.524-07:00</updated><title type='text'>06.10.09 Antigua-Guatemala  (Guatemala City )</title><content type='html'>Il giorno seguente, dopo aver terminato la lezione di giocoliere tenuta da Selvin nella residenza di Rene`, avrei dovuto partire per il Vulcan de Pacaya. Il sabato mattina, con tutti quei bambini, fu molto allegro e il tempo passo` rapidamente. &lt;br /&gt;Durante l'intervallo, Selvin mi invito` ad andare con lui a Guatemala City, informandomi che quella sera avrebbe dovuto lavorare alle 21.00 circa, per un'ora, ma poi sarebbe stato libero per il resto della serata ed anche per tutta la domenica. Avrei potuto dormire una notte a casa sua e tornare ad Antigua nel pomeriggio. &lt;br /&gt;Passai a casa a cambiarmi, prendere dentifricio, spazzolino e biancheria di ricambio e montai in macchina. Beatrice ci lascio` ai piedi di un grattacielo vicino al centro della capitale e noi ci dirigemmo verso il grande parcheggio sotterraneo. Tra le innumerevoli automobili posteggiate, Selvin mi domando` quale mi piacesse ed io gli indicai un PK nero appena uscito dal concessionario. ¨A me invece piace di piu`questo!¨ disse sghignazzando, mentre si avvicinava ad un piccolo furgoncino color sabbia parcheggiato a pochi centimetri dal muro. Sembrava che fosse lì da almeno vent'anni. La carrozzeria era dorniata, arruginita e sporca. Delle gomme era rimasta ormai solo la camera d'aria ed un paio di cavi neri penzolavano dal paraurti anteriore. Da un tergicristallo, ciondolava il gommino nero per pulire i vetri che era attaccato solo per un paio di centimetri al pezzo di metallo arrugginito. ¨Si, hai ragione...questo e` molto meglio!¨ risposi esultante, balzando su quello strano mezzo che sembrava essere stato usato da un gruppo di hippies per fare il giro del mondo. Al cruscotto mancavano tutte le parti in plastica. Quelle meccaniche erano visibili vicino ai nostri piedi e sembrava lo scheletro di un animale nel deserto. Il bracciolo della mia portiera era spezzato in tre parti.  Per tirare giu` il finestrino, ho dovuto prendere quello che era rimasto della manopola in ferro appoggiata al cruscotto, inserirla nell'ingranaggio e girare con forza. Nella parte posteriore c'era di tutto: borse, vestiti, scatole in ferro, bicchieri di fastfood... che ricoprivano il divano in stoffa marrone. &lt;br /&gt;Selvin, prima d partire, scavalco` la montagna ed arrivo` in fondo in fondo .. sentii degli strani rumori metallici e mi chiesi che cosa stasse facendo. Forse doveva tirare una specie di corda per avviare il motore? Quando torno`, mi avverti` che la prima cosa che dovevamo fare, era andare a fare rifornimento. &lt;br /&gt;Mangiammo pranzo in un chiosco vicino alla sua universita`, punto di ritrovo per molto dei suoi amici. &lt;br /&gt;Uno di questi aveva esagerato un po` con l'alcool ed in modo pacifico manifestava il suo dolore per la perdita della sua ragazza, avvenuta un anno fa a causa di un cancro. Mi mostro` la piccola fototessera in bianco e nero: il viso della ragazza era scolorito e sciupato da piccole pieghe causate dai molti anni passati nel suo portafoglio, rimaneva, però, candido ed incantevole  e quando lui la guardò, si fece scappare qualche lacrima. &lt;br /&gt;Dopo il panino con salciccia e cipolla ci dirigemmo verso un`altra zona della citta`, presso una piccola associazione che si occupa dell'educazione, della prevenzione per le malattie sessuali e della lotta contro la volenza sulle donne. Selvin tenne un corso di ¨Espressioni del corpo libero¨ al quale partecipai anch'io. &lt;br /&gt;Una volta a settimana lavora per questa associazione e lo fa, praticamente, gratis.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La zona 1 e` quella al centro della citta` ed e` caratterizzata dalla Plaza Mayor. Sulle guide c'e` scritto che sono 15 le zone della citta`, in realta`, compresa la zona periferica, sono ben 24 e ricoprono un vasto territorio collinare. Nella piazza centrale abbiamo avuto la fortuna di assistere ad un concerto di Marimba. Questa volta, pero`, erano 6 veri e propri musicisti che battevano simultaneamente ed ad una velocita` impressionante, quelle strane bacchette, creando suoni con ritmi molto coinvolgenti e trascinanti. &lt;br /&gt; Di fronte ad un numeroso pubblico a sedere fatto coppie di una certa eta`, ballavano ruotando come piccole trottole.&lt;br /&gt;Nella piazza, alcuni uomini, intrattenevano gruppi di una trentina di persone. Recitavano monologhi, menzionando Dio, il diavolo, il tradimento coniugale ecc... , cercando di sembrare il più possibile credibili, per riuscire, alla fine, a vendere strani prodotti con il potere (dicono loro)di purificare l'anima e tenere lontano il malocchio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arrivarono dieci militari che calarono la grande bandiera nazionale che sventolava al centro della piazza. Questa cerimonia si ripete tutti i giorni, ma non e` apprezzata come il cambio della guardia a Londra. Anzi, mentre Selvin li guardava con disprezzo, un uomo passo` a pochi metri da loro con un grande carrello in legno, gridando :¨cocco!cocco!cocco!....¨. Scoppiammo in una grossa risata che si placo` in un solo secondo quando due soldati si voltarono verso di noi con un'espressione irritata, imbracciando, fieri, i loro fucili.&lt;br /&gt; Selvin mi disse che odia l'esercito e che non è l'unico a provare questo sentimento in Guatemala. Mi spiego` che e` uno dei corpi militari aventi l'addestramento piu`duro. Non solo per lo sforzo fisico, soprattutto per il lungo tempo al quale quei piccoli soldati sono costretti a rimanere senza mangiare e senza bere nelle condizioni atmosferiche piu` difficili. &lt;br /&gt;Finalmente mi porto` nel luogo chiamato ¨Le cien puertas¨ di cui avevo tanto sentito parlare. E` un vicolo che attraversa da un lato all'altro un enorme palazzo a pochi metri dalla piazza. Ci sono 6 o 7 locali, molto vicini tra loro, con i tavolini e gli sgabelli posti all'esterno. Il piu` vecchio di questi, si chiama appunto ¨Le cien puertas¨ ed assomiglia molto al tipico pub europeo. Tra questi, a pochi centimetri l'una dall'altra, quasi cento porte in legno si affiancano sui due fianchi del vicolo.&lt;br /&gt; Nel tardo pomeriggio, ad un'ora prefissata, una delle due entrate viene chiusa, creando un stretta e lunga piazzetta, dove centinaia di ragazzi, ballano, bevono, fumano ascoltando ogni genere di musica. L'atmosfera era ancora molto tranquilla quando arrivammo e, seduti su due sgabelli con i gomiti appoggiati ad un grande bancone in legno scuro, Selvin mi racconto` in modo un po` piu` dettagliato la sua tranquilla, ma alquanto bizzarra esistenza che, per ora, vive giorno per giorno, con un sacco di progetti per il futuro.&lt;br /&gt; Senza rendercene conto, ridendo e scherzando con altri due ragazzi che si erano uniti a noi, il sole era calato ed si erano fatte le 19.30. Terminammo la birra e la mia lezione di ¨spagnolo urbano¨ che tutti e tre facevano a gara per tenere, insegnandomi slang, modi di dire, parole strane e qualche parolaccia.&lt;br /&gt; Ci incamminammo verso il furgone e nel tragitto ci fermammo da un gruppo di amici di Selvin che chiaccheravano fumando marijuana seduti ai piedi della grande fontana illuminata di fronte al Palacio Nacional. &lt;br /&gt;Arrivammo a casa dell' ¨amica¨ tedesca di Selvin dopo circa 30 minuti. Con lei vivono altre due ragazze ed una signora sui 50 anni , tutte provenienti dalla Germania. Liza, l`¨amica¨, era in cucina con Selvin, la signora, arrivata da 2 mesi,  camminava avanti e indietro lungo la grande sala, scuotendo vistosamente la testa rivolta verso il basso e borbottando parole in spagnolo con un forte accento germanico. Una ragazza era in camera a vestirsi e ad aspettarla c'era un'americana che chiaccherava in inglese con l'ultima delle inquiline, seduta sul divano di fronte a lei. Io rimasi in piedi tra i due sofa` ad ammirare la bellezza della ragazza statunitense. Ha gli occhi azzurro cielo e, guardandola, percepivo la morbidezza della pelle chiara del suo viso. Con un seducente sorriso mostrava i denti bianchissimi, contornati dalle sottili labbra color carne. Portava un'acconciatura molto semplice: i capelli castano chiaro erano raccolti sulla nuca ed evidenziavano i suoi tratti delicati. Indossava una maglietta bianca a maniche corte ed un paio di jeans attillati. A piedi nudi, sedeva con le gambe incrociate sul grande divano letto con un libro aperto tra le mani, mi guardava dal basso verso l'alto mentre io la scrutavo in ogni suo particolare, incantato da tanta bellezza. Avrebbe potuto essere una modella perche`, quando si alzo` per uscire, scopri` che era piu`alta di me e fisicamente perfetta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Parlavo spagnolo con una americana, lei parlava inglese con una tedesca che a sua volta parlava tedesco con le altre inquiline. Per l´ennesima volta mi trovavo in cima alla `Torre di Babele`.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Verso le 21.00 montammo nuovamente sul pulmino scassato, perche` Selvin doveva andare a lavorare. Eravamo entrambi esausti dopo la lunga giornata e lui aveva l'espressione di chi deve andare a "guadagnarsi la pagnotta pero` non ne ha nessuna voglia". Continuava a ripetere a bassa voce, con un accento molto buffo, una delle poche parole che conosce in italiano:`` Fanculo,fanculo!``. &lt;br /&gt;Accese la radio a cd portatile posta tra i due sedili e, non so come, collegata con la batteria del suo furgoncino. C'era una canzone dei Rolling Stone, mi accesi una sigaretta, appoggiai la testa sullo schienale e mi lasciai trasportare dalle luci e dai profumi della citta` avvolta nella notte. Avevo la mente sgombra da ogni pensiero, l'aria fresca della sera mi teneva sollevato il braccio fuori dal finestrino. Non avevo idea di dove fossi o di dove stessi andando esattamente, ma non mi interessava. Semplicemente, mi rilassavo, ascoltavo la musica e mi fidavo del mio nuovo amico. &lt;br /&gt;Arrivati nella `zona viva` fui abbagliato dalle insegne luminose dei grandi e lussuosi alberghi. Bar, ristoranti, discoteche, costeggiano le strade affollate della zona piu` ricca della citta`. Trovammo parcheggio al primo colpo e Selvin ando` a cambiarsi nel retro del furgone. Dal finestrino vedevo solo la piccola luce blu del suo cellulare, che si muoveva rapidamente all'interno, mi domandavo come facesse a trovare quello che cercava, al buio, in mezzo a quell'ammasso di oggetti accatastati. Usci` dopo piu` di un quarto d`ora. Indossava scarpe bianche, pantaloni classici neri sorretti da un paio di bretelle, una maglietta a maniche lunghe con strisce rosse e bianche  orizzontali, con sopra un gilet nero. Si era truccato leggermente, prolungando la linea degli occhi con una matita nera. In testa, portava  uno dei sui tanti ed affezionati sombreri. Con quei baffi, arrotolati all'insu`, appariva come un vero e proprio personaggio da circo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Entrammo nella hall dell'hotel a cinque stelle in cerca della sua amica, e finimmo nel retro del grande salone dove era in corso la festa di laurea di un ragazzo. In un lunghissimo e stretto corridoio, una cinquantina di camerieri affannati correvano su` e giu` in un via vai caotico. Il rumore delle stoviglie che sbattevano era assordante e tutti ci guardavano chiedendosi cosa ci facessero un giocoliere ed uno straniero in jeans e maglietta, sul loro posto di lavoro. Aspettammo mezz`ora nella sala vuota di fianco a quella della festa. Selvin dormiva, disteso sulla moquette rossa, mentre io osservavo due ragazzi che con velocita` e impegno posizionavano le sedie, formando tanti semicerchi davanti al grande palco. Il capo dell'animazione entro nella sala, e dopo aver svegliato Selvin smuovendolo con un piede, ci invito` a mangiare. Il salone era gremito, le donne indossavano abiti eleganti, degni dell'ultimo ballo di Cenerentola,  gli uomini erano tutti in giacca e cravatta. I maestosi tavoli rotondi, erano apparecchiati con estrema cura, piatti di porcellana dipinti a mano e grandi calici di cristallo rendevano ogni tavolo un esempio di eleganza e raffinatezza. &lt;br /&gt;Ci servimmo insieme agli invitati, sul lungo e abbondante buffet coperto con tovaglie bianche. Avendo solo un panino nello stomaco, riempimmo i nostri piatti il piu` possibile di quelle prelibate pietanze dall'aspetto invitante e dalle intense fragranze. Uscimmo felici e con l`acquolina in bocca dal retro, da dove eravamo entrati pochi minuti prima. I camerieri ci servirono un bicchiere di cocacola a testa e mangiammo sul palco della sala ormai pronta per lo spettacolo del giorno successivo. Quando, nella sala di fianco, termino` la cena ed inizio` la discoteca, finalmente chiamarono Selvin, la sua amica ed un altro ragazzo che che aveva mangiato con noi. Io rimasi in piedi, dietro ai tavoli del buffet ormai spovvisto di cibo, ad osservare il mio amico che faceva roteare le clavi di plastica bianca, provocando effetti pirotecnici davanti alla luce dello strobo, mentre i due colleghi lo affiancavano ballando in cima a trampoli illuminati dai fari colorati che si muovevano velocemente a ritmo di musica. Il tutto duro` poco piu` di 30 minuti, poi Selvin lasciò la pista e, mentre la festa continuava, uscimmo dall'hotel. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tornammo a fare una capatina alle `cien puertas` prima di andare a casa. Mancava poco piu` di un`ora alla chiusura dei locali e rimasi stupito di trovarci ancora tutta quella gente. I bar avevano aumentato il volume della musica al massimo, centinaia di bottiglie di birra da un litro erano appoggiate in ogni angolo del vicolo affollato. Nell'aria, una miscela di profumi di cibo e marijuana. L'atmosfera era molto allegra, ma non sembrava pericolosa. Rimasi sorpreso di non riuscire a trovare nemmeno un ¨Grigo¨ (statunitense) o qualsiasi altro straniero, tra la gente. Il posto e` frequentato quasi solo da guatemaltechi. Mentre ci facevamo largo tra la ressa, Selvin si fermava in continuazione a salutare tutti quelli che conosceva, non mancando nemmeno una volta di presentarmi :¨El es el mi amigo Mateo¨.&lt;br /&gt; Aspettammo la chiusura dei locali ed andammo a casa a dormire. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ero passato dal mangiare un panino dal ¨sudicio¨ in una strada, ad un buffet in un hotel a cinque stelle. La cosa divertente fu che solo nel primo dei due posti dovetti pagare, 60 centesimi di euro. Cominciavo a sentirmi un vero Guatemalteco.....&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-1902842155272275356?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/1902842155272275356/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/10/061009-antigua-guatemala-guatemala-city.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/1902842155272275356'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/1902842155272275356'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/10/061009-antigua-guatemala-guatemala-city.html' title='06.10.09 Antigua-Guatemala  (Guatemala City )'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-5764428326711942629</id><published>2009-10-06T17:11:00.000-07:00</published><updated>2009-10-08T06:42:27.370-07:00</updated><title type='text'>06.10.09 Antigua-Guatemala</title><content type='html'>Oggi festeggio il mio primo anniversario di viaggio, esattamente un mese fa, ebbe inizio la mia avventura. &lt;br /&gt;Ero all'areoporto, avevo passato i controlli di sicurezza e voltato all'indietro, salutavo, con la mano alzata, mia sorella Giorgia, la mia amica Veronica ed il mio grande amico Raffaele. Ricordo ancora la difficolta` provata nel riuscire a trangugiare, il cuore che batteva forte ed i sorrisi che tentavo di regalare, anche se in quel momento avrei voluto piangere, anche solo per un minuto, perche` sapevo quanto mi sarebbero mancati. Trattenni le lacrime, consapevole che prima o poi, i miei occhi le avrebbero lasciate libere di andare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui, nel fresco e silenzioso cortile della biblioteca di Antigua, nella quale oggi ho potuto ritirare la mia tessera personale, riaffiorano i ricordi della mia famiglia, dei miei amici e della mia vita in Italia. &lt;br /&gt;Se dovessi tirare le somme del mio primo mese di viaggio, devo dire che sono molto felice. Stare bene di salute, naturalmente e` la cosa piu` importante e mi permette di vivere al meglio la mia nuova vita. So bene che non potra` essere tutto cosi` per sempre ed e` per questo che cerco di godermi al massimo ogni giorno, ogni istante, ogni sorriso, come se fosse l'ultimo. &lt;br /&gt;Sono molto rilassato e non sento il bisogno di andare alla ricerca di qualcosa che mi faccia divertire, sballare o commettere atti dei quali potrei pentirmi. E` sufficiente vivere alla giornata come viene, accettare gli eventi con ottimismo ed essere pronto a nuove eperienze mantenendo la mente libera e sana, senza mai perdere il controllo. I miei programmi cambiano continuamente e mi ritrovo sempre in luoghi diversi da quelli in cui avevo pensato di andare. Il fine settimana appena passato   ne e` la prova eclatante.&lt;br /&gt;Venerdi` sera sono uscito con Rocìo, dopo la lezione di spagnolo. L'ho accompagnata a trovare il suo nipotino appena nato. Si chiama Luka ed e`figlio di due ragazzi poco più che ventenni ancora studenti. Era avvolto in una coperta azzurra e dormiva beato mentre, nella piccola e calda stanza i suoi genitori e qualche amico, lo veneravano come il loro bene piu` prezioso. Era molto grazioso ed i lunghi capelli neri gli uscivano dalla cuffia di lana, coprendogli la fronte spaziosa. Aveva solo due giorni di vita ed era nato il giorno in cui qui in Guatemala si festeggia ¨El dia de los niños¨(Il giorno dei bambini). Stringeva i pugni, piccoli come palline da ping pong e muoveva le minuscole gambe con movimenti lenti ed aggraziati come se si stesse stirando muscoli. Rocìo era entusiasta e lo teneva in braccio con estrema cautela continuando a ripetere che ne avrebbe voluto avere un altro anche lei. Ero contento di assistere ad ¨una nuova vita in questo mondo¨ e cominciai a domandarmi che cosa potesse pensare quella piccola creatura dall` addome sporgente ed il cranio di dimensioni notevoli rispetto al resto del corpo. &lt;br /&gt;Cosa passava nella sua mente, era in grado di pensare? Se sì, in che modo?  In che lingua? Che cosa scatenava, in lui, un pianto, una smorfia, un movimento, un sorriso? Quando, per pochi secondi, apriva i suoi minuscoli occhi scuri e vedeva tutti quei giganti che gli sorridevano, quando udiva quelli strani suoni che lo circondavano, quali erano le sue emozioni? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cenammo in una specie di garage, adibito a ristorante, famoso per la cucina casereccia e molto economica. Tre burritos di carne, un dolce, una coca cola ed un bicchiere di latte caldo con cannella per lei, ci costarono, circa, 2,5 euro.  Passeggiammo per il centro ed andammo a vedere che film davano nel piccolo cinema della citta`: semplicemente un bar con il maxischermo. Fummo sfortunati, perche` a quell' ora, niente era in programma. Mi condusse cosi` al ¨Cafe` NO SE`¨ per bere una birra. Mi disse che quel locale era molto conosciuto in Antigua per le diverse varieta` di MEZCAL. Il Mezcal e` un superalcolico, tipico del Mexico, prodotto dalla stessa pianta dalla quale si ricava la Tequila. In realta`, la Tequila e` un tipo di Mezcal. Avevo gia` sentito parlare della famosa ¨Tequila con verme¨ e quando lessi nel menu` ¨Mezcal con gusano (verme)¨ decisi di provarla. Il riccioluto e simpatico barista mi spiego` che era possibile aanche mangiarlo, il verme, pero`, solitamente, questo era un ¨privilegio¨ riservato solo a chi comprava tutta la bottiglia, che ne conteneva solo uno. Gli dissi che non era un problema non riuscire a mangiare il verme e che, per me, era sufficiente solo un bicchierino di liquore. Rocìo non rimase soddisfatta della sua risposta e bastarono poche frasi e qualche espressione del suo viso per farmi trovare davanti un piccolo bicchiere contenente un liquido trasparente che esalava un forte profumo di alcool, con, adagiato sul fondo, un minuto vermiciattolo di color beige. Assaggiai il liquore, era forte come qualsiasi altro superalcolico, ricordava molto il sapore dolciastro della Cachasa brasiliana. Prima di terminarlo, afferrai l'animaletto inanimato con due dita e me lo misi tra i denti. Sapevo che se l'avessi trangugiato intero non avrei sentito nulla di particolare. Se dovevo mangiarmi un verme, volevo almeno scoprire che sapore avesse. Cosi `masticai ripetutamente il corpicino molle e privo di ossa, assaporai il suo gusto intenso e molto amaro, con il Mezcal restante, trangugiai il tutto in solo colpo. Per riuscire a togliermi quel sapore amaro dalla bocca e la senzazione di leggero prurito che provavo nella gola, dovetti mangiare un piatto di nachos con salsa di guacamole e bere una birra gelata. Devo essere sincero, a livello culinario non posso dire che sia stata una bella esperienza, pero` e`stato molto divertente, come anche il resto della serata.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-5764428326711942629?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/5764428326711942629/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/10/061009-antigua-guatemala.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/5764428326711942629'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/5764428326711942629'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/10/061009-antigua-guatemala.html' title='06.10.09 Antigua-Guatemala'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-2635065492549165621</id><published>2009-10-05T17:09:00.000-07:00</published><updated>2009-10-06T08:41:33.138-07:00</updated><title type='text'>02.10.09  Antigua-Guatemala</title><content type='html'>Questa mattina mi sono svegliato molto presto a causa del mio vicino di stanza. Si chiama Giovanni, ha una quarantina d'anni e lavora come contabile in un ufficio in citta`. Gli piace alzarsi molto presto, verso le 4:45. Ormai, dopo due settimane, conosco a memoria tutto il repertorio di azioni che compie ogni mattina in modo scrupoloso: si alza dal letto con il suono terribile della sveglia e, dopo circa dieci minuti gira la chiave come se stesse scassinando la serratura e....... sveglia me! Va in bagno a farsi la doccia e poi rientra in camera per vestirsi. Un quarto d'ora dopo, raggiunge i due grandi lavandini in pietra al lato del bagno e lava i suoi vestiti strofinando con forza la spazzola di plastica. Dopo questa esibizione, simile ad un concerto di ¨maracas¨, stende i panni e scende a fare colazione. Torna, al massimo, dopo 15 minuti, rientra per prendere lo spazzolino e si lava i denti nel piccolo lavandino in fondo al corridoio aprendo e chiudendo il rubinetto ripetutamente. Poi passa un'altra mezz'ora in camera, dove solitamente riesco a riaddormentarmi, fino a quando, alle 6:10 in punto esce per l'ultima volta chiudendo a chiave la porta come se fosse una cassaforte. A passo spedito scende le scale lasciando dietro di sè la musica degli scacciapensieri appesi al soffitto che suonano dolcemente mossi dal vento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho fatto colazione con una tazza di caffe` solubile ed una grossa fetta di papaya. Alle 8:00 stavo gia` passeggiando per le strade della citta`. Mi godevo l'aria fresca del mattino e, per la prima volta da quando sono arrivato, la vista del cielo completamente azzurro. &lt;br /&gt;I vulcani che circondano la citta` erano spogli delle nubi che solitamente riposano adagiate sui pendii. Piccole signore vestite con i colorati abiti tradizionali, camminavano portando in equilibrio sulla testa delle grosse ceste in vimini contenenti le tortillas ancora calde, avvolte in coperte di lana cucite a mano. &lt;br /&gt;Per la strada, ecco i ¨tuc tuc¨; mezzi a tre ruote che fungono da taxi, ma piu' economici. Simili all'APE PIAGGIO sono ricoperti da teli di plastica bianca e trasparente per ripararsi dalla pioggia. Nella parte posteriore c'e` un sedile in pelle marrone per i passeggeri che dovrebbero essere al massimo in due....spesso e` difficile contarli...  Sfrecciavano traballando sulle strade acciottolate in cerca dei primi clienti. Mi e` capitato di prenderne uno e devo dire che non e` stato un viaggio molto rilassante. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho camminato sulla 5ª Avenida passando davanti alla chiesa ¨La Merced¨, ammirando la slendida facciata giallo chiaro con le rifiniture bianco splendente.&lt;br /&gt; Nel giardino che la circonda, la gente si distende sull'erba per riposare dopo pranzo, all'ombra dei grandi alberi. Proseguendo in direzione sud, passando sotto l'arco di Santa Caterina, sono arrivato al Parque Central. La fontana al centro faceva zampillare numerosi getti d'acqua formando delle piccole cascate, in torno, il Palicio Del Los Capitanes, la Catedral de Santiago  e la Universidade de San Carlos. Dopo una breve pausa all'internet point, mi sono diretto verso il mercato che si trova ad ovest della citta', oltre il lungo viale alberato che costeggia il centro storico. E' un luogo molto intrigante. &lt;br /&gt;C'ero gia`  stato la scorsa settimana durante il mio giro con Rocìo, ma tornarci e` stato appagante tanto quanto la prima volta. Dall'esterno puo` apparire come un qualsiasi altro mercato, ma, una volta addentrati tra le basse bancarelle in legno coperte da tendoni, sembra di catapultarsi in un altro mondo. Dopo due o tre cambi di direzione, si perde completamente il senso dell'orientamento e non si sa piu` come fare ad uscirne.&lt;br /&gt; Le donne sono accovacciate a terra, circondate dalle ampie ceste. Centinaia di varieta` di frutta e verdura di tutti i colori e dimensioni, sembrano voler uscire da quest'ultime e formano dei grossi tappeti profumati. L'atmosfera e` pittoresca e le fragranze esaltanti. I bambini scalzi corrono facendosi largo tra la folla che contratta ad alta voce i prezzi delle merci in un ¨caos controllato¨. &lt;br /&gt;Si vende di tutto: alimenti, vestiti, articoli per la casa, cd, artigianato, scarpe, bevande confezionate, succhi di frutta fresca, panini, ...&lt;br /&gt; All'esterno è situato un basso edificio simile ad un piccolo centro commerciale, e` il mercato dell'artigianato. Sono almeno  centinaio i negozietti che vendono prodotti tipichi costruiti, dipinti o cuciti a mano. Sono tutti uguali tra di loro e pochi sono i clienti: turisti stanchi, che si rifugiano in quell'ambiente pulito e silenzioso stremati dal chiasso del mercato vero. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho comprato tre palline di lana ripiene di sabbia perche` domani sono stato invitato nella residenza di Rene`, qui ad Antigua. Ci sara`anche Selvin, il sosia di Vinicio Capossela, ad insegnare ai bambini a fare i giocolieri. Oltre a Rene`, verranno anche altri partecipanti al viaggio di Salama` , i figli di Walter, quelli di Rocìo e quelli della mia maestra di spagnolo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Walter, ieri sera, mi ha parlato di un viaggio che avra` luogo il prossimo fine settimana. Durera` otto giorni e, per ora, si sono iscritte solo due ragazze spagnole. L'itinerario e`  molto allettante, comprende un giro quasi completo del Guatemala con una tappa in Belize, a Livingston ed una ad un sito archeologico in Honduras. Mi ha informato del prezzo per le due ragazze, ma non di quello per me, quindi devo ancora valutare la sua offerta. Nel caso decidessi di partire,  il periodo che ho pagato per la casa e per la scuola slitterebbe di una settimana ed io prolungherei il mio soggiorno in questa cittadina, che piano piano sto cominciando ad amare. &lt;br /&gt;Comunque,.... e` inutile pensarci adesso perche` ancora non so cosa faro` stasera e tanto meno domani dopo il corso di ¨Malavares¨ (giocoliere). Probabilmente andro`nel pomeriggio al Vulcan di Pacaya e domenica al mercato di Chicicastenango. Si vedra`......&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-2635065492549165621?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/2635065492549165621/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/10/021009-antigua-guatemala.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/2635065492549165621'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/2635065492549165621'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/10/021009-antigua-guatemala.html' title='02.10.09  Antigua-Guatemala'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-7911217153907258372</id><published>2009-09-30T09:49:00.000-07:00</published><updated>2009-10-01T08:41:36.205-07:00</updated><title type='text'>27.09.09 Monterrico-Guatemala</title><content type='html'>Sono seduto sul piccolo pulmino in viaggio di ritorno verso Antigua. Siamo in 17 disposti in file da 3 o 4 persone. La mia posizione non e` dellle migliori, ho le gambe schiacciate contro il sedile davanti ed i dossi non mi sono di aiuto per scrivere. A parte un gruppetto di americani, tutte le altre sono ragazze che stanno svolgendo un periodo post diploma, di praticantato presso l'agenzia di Walter. &lt;br /&gt;La temperatura scende lentamente, ma in modo facilmente percettibile, le nuvole ricoprono il cielo lasciando solo qualche sprazzo di luce arancione come un foglio di cartapesta bucato in malomodo. I vulcani si avvicivano imponenti all'orizzonte mentre percorriamo la statale a due corsie. &lt;br /&gt;Ascolto ¨PEOPLE GET READY¨, di Seal.&lt;br /&gt;Alcune di queste ragazze mi hanno accompagnato a pranzare al ristorante che mi aveva consigliato Walter, chiamato ¨Il Pellicano¨. Appena entrato mi sono accorto del livello leggermente superiore rispetto a quelli che si trovano nella via principale. Nulla di elegante, ma molto profumato ed arredato con sedie di legno lucido. L'atmosfera era molto accogliente, la musica ad un volume ragionevole, americana, come probabilmente la giovane e bionda proprietaria che sedeva davanti ad un portatile dietro il bancone. Avendo mangiato i gamberi il giorno prima, ho preferito un filetto di pesce fresco, servito su di un letto di porri tritati grossolanamente saltati in padella con spezie locali. Le grosse patatine fritte erano disposte intorno, come raggi di sole ed abbellivano la portata. In una piccola ciotola, servita con una fetta di pane leggermente arrostita, c'erano verdure tagliate fini e peperoncini che aggiungevano un tocco di piccante al piatto, gia´ molto saporito. Walter mi aveva avvertito che era un po` piu` caro della media, ma con tre limonate per le ragazze, una cocacola ed una bottiglia d'acqua, me la sono cavata con 15 euro. &lt;br /&gt;Dopo un paio di foto al grande pellicano bianco di nome ¨Pancio¨, che vive nel cortile del ristorante, ci siamo diretti al piccolo ¨Tortugario¨, una riserva dove vengono allevate e fatte schiudere le tartarughe marine, per essere poi, dopo 8 giorni, liberate nel mare. &lt;br /&gt;Stavamo prendendo il sole, distesi sulla spiaggia, quando arrivarono altre 4 ragazze a bordo di un ¨quod¨, la moto a quattro ruote. Mi invitarono a salire e, così, percorremmo qualche km sulla sabbia fine e scura osservando le onde di 4 metri che si scagliavano con violenza sulla sabbia. &lt;br /&gt;Giusto per movimentare un po` il ¨tour¨,( che lo era gia` tenuto conto che: alla guida c'era una ragazza di 18 anni; due persone erano sedute sul portapacchi anteriore e due su quello posteriore), siamo rimasti senza benzina. Fortunatamente, due ragazzi, a bordo di una jeep, ci stavano seguendo simulando scontri frontali ogni volta che incrociavano la nostra traiettoria: erano amici delle ragazze ed accompagnarono una di loro a comprare una tanica di carburante. &lt;br /&gt;Stranamente, chiunque possedesse un mezzo idoneo per percorrere la spiaggia, lo poteva fare tranquillamente: moto, fuoristrada, cavalli .... scansavano i numerosi bagnanti della domenica. &lt;br /&gt;All'appuntamento con il minibus, che era prefissato per le 16.00, arrivammo con un leggero ritardo perche` le ragazze vollero andare a farsi la doccia a casa di un amico. Walter, telefonicamente, ci invitò con un tono un po` arrabiato ad affrettarci perche` gli altri passeggeri ci stavano aspettando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non vedo l'ora di arrivare a casa e leggere ¨SHANTARAM¨, perche` sono gia`  tre giorni che non posso allietarmi con quello che e` il libro piu`avvincente ed affascinante che abbia mai letto. Mi sono imposto di non leggere piu` di un capitolo al giorno per non finirlo troppo in fretta, ma il piu`delle volte la curiosita` e` troppa ed io proseguo oltre. E` una storia straordinaria, raccontata in modo superbo e poetico, a volte quasi incredibile. Le vicende si susseguono e, tra le righe, si nascondono veri e propri aforismi. e`un libro che appassiona e che fa riflettere......&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-7911217153907258372?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/7911217153907258372/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/09/270909-monterrico-guatemala_30.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/7911217153907258372'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/7911217153907258372'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/09/270909-monterrico-guatemala_30.html' title='27.09.09 Monterrico-Guatemala'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-8528570345360179040</id><published>2009-09-27T18:11:00.000-07:00</published><updated>2009-09-30T06:03:29.073-07:00</updated><title type='text'>27.09.09 Monterrico-Guatemala</title><content type='html'>Sono le 8.00 del mattino ed ho appena terminato la colazione: seduto sotto l'ombrellone di paglia nel giardino del mio piccolo hotel sul mare. Ieri, dopo il bagno nell'oceano ho fatto una lunga passeggiata lungo la via principale del paese. Praticamente, tutto il villaggio e` concentrato in una strada. Ci sono bar, ristoranti, bancarelle e donne che preparano tortillas lavorando la pasta con le mani e cuocendola su grandi dischi di pietra incandescente. Tutto, all'apparenza, puo` sembrare pulito ed abbastanza moderno, ma basta sporgersi di pochi metri, in una delle strade sterrate che vanno verso la foresta che circonda le abitazioni, per accorgersi che molte persone non vivono in condizioni igeniche sufficientemente salutari. In Brasile, ero stato in un posto molto simile a questo, dove le due facce della stessa medaglia sono separate solo da qualche muricciolo di pietre colorate. Ho scelto un piccolo ristorante, attratto dal profumo che proveniva dalla cucina. C'erano due ragazzi che stavano bevendo birra mescolata a succo di frutta, un'usanza molto diffusa qui, in Guatemala. Ne ho ordinata una anche per me, naturalmente senza succo, insieme al piatto tipico del posto: gamberi all'aglio. I fornelli erano proprio dietro al bancone del bar ed ho, cosi`, potuto assistere alla preparazione della mia pietanza. Almeno una ventina di gamberi mi sono stati serviti accompagnati da patate fritte ed insalata. Erano freschissimi e molto succosi, tantoche` mi sono imbrattato la maglietta nel mangiarli. Semplicemente deliziosi! Quando stavo per finire, due bambine sono entrate nel dehors per vendere burritos. Vedendo i due ragazzi che li compravano, ho deciso di assagiarne uno. Non sapevo, in quel momento, che comprare quel burritos mi avrebbe cambiato tutta la giornata.... Quel piccolo gesto mi ha dato modo di scambiare qualche parola con uno dei due ragazzi ed per apprezzare quell'involtino di pasta croccante, ripieno di spezzatino di carne al pomodoro. Dopo pochi minuti, sono arrivati una quindicina di persone che hanno subito formato una lunga tavolata alle mie spalle. In quell'attimo di confusione, ne ho approfittato per rivolgere un brindisi ai miei due nuovi ¨amici¨ e.... un attimo dopo ero seduto al tavolo con loro. &lt;br /&gt;Si chiamano Joel e Rodrigo, vivono in un villaggio non molto distante da qui, chiamato Haway. Solitamente passano il sabato a Monterrico, che dicono essere molto piu` animata nei periodi di alta stagione. Abbiamo parlato per piu` di un'ora, mentre loro bevevano, mangiavano gamberi e sputavano in continuazione di fianco alle loro sedie, altra usanza molto diffusa nei piccoli bar guatemaltechi. Pagato ognuno  il proprio conto, ci siamo diretti verso un altro ristorante da dove proveniva  musica messicana. Rodrigo, il piu` giovane e spavaldo, ha invitato a ballare una ragazza seduta al tavolo vicino al nostro, che stava bevendo in compagnia di altre 4 persone: 3 amiche  ed un uomo di circa 35 anni. La ragazza accolse l'invito senza fare storie e, alzandosi, mi libero` la visuale verso Cesia, la ragazza che avevo notato entrando nel locale. I lisci capelli neri le cadevano sulla schiena, legati scrupolosamente in una lunga coda. Indossava un vestito di seta, con i colori del sole. Le piccole e snelle gambe, erano slanciate dai tacchi delle scarpe. Il viso un po' allungato, le labbra sottili color carne e due incantevoli occhi a mandorla la facevano sembrare una bambola di ceramica dipinta a mano.&lt;br /&gt; Mi sorrise, mostrandomi i denti bianchi e splendenti ed io ricambiai, felice che mi avesse notato. Joel, seduto di fronte a me, si accorse del gioco di sguardi e, senza preoccuparsi di avvertirmi, si alzo` e si diresse verso di lei per invitarla a ballare con me. &lt;br /&gt;Senza nemmeno rendermene conto, mi abbandonai a questo paese, dove le persone ti salutano con un sorriso anche se non ti conoscono, dove tutto e` proibito, ma si puo` fare ugualmente, dove, con un po' di fantasia, si puo` dormire in 17 in una casa con 5 posti letto, dove sembra che nessuno stia correndo, che nessuno sia affannato, dove un sogno, puo` essere piu` importante della realta`. &lt;br /&gt;La stringevo tra le mie braccia e mi lasciavo ammaliare dal suo sguardo profondo e dal suono della musica. Non dovevo pensare a niente, mi bastava seguire il movimento dei suoi fianchi sinuosi per sembrare un ballerino ed accompagnarla in quella danza. Quando la musica si fermo`, senza dirci una parola, ci baciammo come se fossimo da soli in mezzo al deserto, estraniandoci completamente dal mondo che ci circondava. Sentii le sue labbra calde lambire le mie con delicatezza, mentre un brivido mi correva lungo la schiena. Duro` pochi, lunghissimi, istanti. Mi concesse un secondo ballo, poi raggiunse i suoi amici al tavolo dandomi appuntamento alla discoteca ¨Il Caimano¨ per la sera. Un po` frastornato, ritornai verso Rodrigo e Joel, che mi sorridevano felici e mi strinsero la mano per complimentarsi della mia performance.     &lt;br /&gt;    Si erano fatte le 16.00 ed io cominciavo ad avere caldo. Salutai i miei amici e fissai con loro per le 20.30 davanti a quel ristorante. &lt;br /&gt;Dopo un lungo bagno solitario nella piscina dell'albergo, mi distesi sul letto e rinfrescato dal ventilatore mi addormentai. &lt;br /&gt;Fu il pianto di un neonato a svegliarmi, erano le 22.30!! Feci una doccia e mi vestii velocemente, mentre camminavo verso il centro chiamai Joel per scusarmi, ma lui mi disse che non c'erano problemi, visto che loro stavano tornando a casa, probabilmente avevano continuato il giro di bar in mia assenza... Cosi` domandai dove fosse la discoteca, e dopo 5 minuti di una angusta stradina sabbiosa e buia, arrivai nel locale. La prima persona che notai fu proprio Cesia che era seduta al tavolo con i suoi amici. Senza dovermi farmi notare si volto` verso di me e sorridendomi mi invito` a sedermi con loro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo di aver capito, ieri sera, l'importanza di saper ballare in America Latina, perche` e` il modo piu` semplice e divertente per passare una serata in compagnia. &lt;br /&gt;Ballammo per 4 ore di fila, concedendoci solo delle piccole pause per dissetarci con acqua fresca. Verso le 3.00, la discoteca comincio`a svuotarsi ed iniziarono a formarsi piccoli gruppi persone sedude sulla spiaggia a pochi metri dalla pista. Celia mi diede il suo numero e mi disse di andarla a trovare quando sarei andato nella capitale. Salutai la compagnia e mi incamminai, nella notte buia e silenziosa verso il mio albergo, passando per una strada dall'aspetto per nulla rassicurante. Camminavo veloce, senza voltarmi, non dovevo camminare molto, pero` desideravo che quel momento passasse in fretta. Il cancello dell'hotel era chiuso con una catena ed anche dopo ripetuti tentativi con il citofono, nessuno venne ad aprirmi. Non sapevo cosa fare, provai a fischiare, ma non volevo attirare l'attenzione su di me. Le strade erano deserte e l'unico posto dove c'era ancora gente era la discoteca, cosi` decisi di tornarci, sperando di trovare ancora Cesia ed i suoi amici. Non fui fortunato e chiesi cosi` aiuto ad uno dei poliziotti che controllavano la chiusura del locale. L'unica cosa che mi disse, fu di provare dalla spiaggia dove sicuramente avrei trovato un'altra entrata. L'idea non era male, e cominciai a camminare con i piedi che sprofondavano nella sabbia ancora calda. Superate le luci di un altro locale, dinanzi a me avevo il buio piu` completo, era una notte senza stelle e senza luna. Dei ragazzi un po' ubriachi procedevano nella mia direzione con una trentina di metri di vantaggio. Non me la sentii di proseguire e decisi di tornare sulla stradina che ormai era rimasta la mia unica opzione disponibile. Quando mi ritrovai davanti a quel dannato cancello, pensai che dalla spiaggia non sarebbe stato facile riconoscere l'entrata senza l'aiuto di una torcia e decisi di provare a scavalcare i tre metri che mi separavano dal mio letto. La mia unica paura era quella di essere scambiato per un ladro e magari, per questo, aggredito. Ando` tutto bene e nessuno si accorse della mia presenza. Alle 4.30 ero disteso  a ripensare alla giornata incredibile che avevo passato ed a quanto fosse stato importante comprare quel burritos, per poter conoscere Joel e Rodrigo e di conseguenza.....&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-8528570345360179040?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/8528570345360179040/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/09/270909-monterrico-guatemala.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/8528570345360179040'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/8528570345360179040'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/09/270909-monterrico-guatemala.html' title='27.09.09 Monterrico-Guatemala'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-684207588785981904</id><published>2009-09-27T18:00:00.000-07:00</published><updated>2009-09-30T05:51:26.540-07:00</updated><title type='text'>26.09.09  Monterrico-Guatemala</title><content type='html'>Dopo una lunga ed impegnativa settimana di studio, finalmente un po' di relax e un po' di mare. Sono disteso sulla grigia sabbia del piccolo villaggio di Monterrico, a sud ovest del Guatemala e per la prima volta guardo l'Oceano Pacifico. Avrei dovuto partire ieri pomeriggio , con Rocìo, per la capitale ed incontrare David e Selvin che ci avrebbero portato ad una festa con altri amici. All' ultimo momento, quando stavo terminando la lezione pomeridiana di spagnolo, Rocìo mi ha telefonato per dirmi che oggi avrebbe dovuto lavorare e che la festa era rimandata al prossimo fine settimana. Sinceramente, la notizia mi ha sollevato perche` ero molto stanco e la notte prima avevo dormito poco. Ho passato quasi tutta la giornata con Rocìo, che gentilmente si e` proposta di mostrarmi la citta` di Antigua. Abbiamo camminato per 4 ore, partendo alle 8.30 del mattino. &lt;br /&gt;Antigua conta in totale, compresi i comuni limitrofi, 40000 abitanti e si trova ad una altezza di 1530 metri dal livello del mare. A delimitare i suoi confini, sono i tre grandi vulcani: Volcan De Agua a sud est, Volcan Acatenengo a ovest ed il Volcan Fuego a sud ovest. La citta´ e´ piccola e facilmente visitabile a piedi. &lt;br /&gt;Orientarsi e´ molto semplice perche´ la rete stradale e´ costituita solamente da Calles e Avenidas, che si intersecano in modo perpendicolare tra di loro. Il Parque Central indica il centro esatto della antica cittadina. Da nord verso sud partono le 9 calles e da ovest verso est le 7 avenidas. Le prime si dividono in calles di poniente (a ovest), fino agli incroci con la quarta avenida che costeggia il Parque Central suddividendo la citta´ verticalmente, e calles di oriente (a est). Lo stesso accade con le avenidas che, frazionate dalla quarta calle, si chiamano avenidas nord e avenidas sud. Casa mia si trova nel punto piu´ a nord della citta´, in una via oltre la prima calle, nella zona chiamata Candelaria. L'ufficio di Walter, dove studio spagnolo, e´ sulla sesta avenida nord, tra la seconda e la terza calle, a circa dieci minuti a piedi. Gli isolati si chiamano 'quadre' e spesso le indicazioni vengono date indicando il numero delle quadre da percorrere. Le strade acciottolate e le case basse e colorate rendono questa citta´ molto affascinante e calda. &lt;br /&gt;Rocìo, durante la visita, mi spiegava che per legge le case possono essere solo di 4 colori all'esterno: celeste, rosso, giallo e bianco. Chi infrange questa regola, potrebbe trovarsi, una mattina, gli operai del comune a dipingerli la casa. Ci sono molte chiese, qualcuna ben tenuta e restaurata, altre dall'aspetto antico come  quella che e´ stata la capitale coloniale per ben 233 anni. Fino al 1773, quando fu distrutta da un grande terremoto. Dopo piu´ di 200 anni di lavori, fu proclamata Patrimonio Mondiale dell'Umanita´ dall'Unesco.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-684207588785981904?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/684207588785981904/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/09/260909-monterrico-guatemala.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/684207588785981904'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/684207588785981904'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/09/260909-monterrico-guatemala.html' title='26.09.09  Monterrico-Guatemala'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-8972146725130678913</id><published>2009-09-23T11:10:00.000-07:00</published><updated>2009-09-27T01:13:05.316-07:00</updated><title type='text'>20.09.09  Antigua  Guatemala. Salama`  2</title><content type='html'>Ci fermammo per la cena in un ristorante vicino a casa di Jose`, dove ci servirono esattamente le stesse pietanze della colazione: uovo fritto, tortillas, una crema simile a mayonese ed una salsa di fagioli neri. Mangiai solo un po` di uovo, perche` ero troppo stanco per avere fame. Arrivati a casa di Quetzalico, (il soprannome deriva dal volatile...) capii che avremmo passato la notte lì e non piu` nella casetta di campagna. 17 persone vagavano mezze nude nella grande casa, aspettando il proprio turno per fare la doccia nei soli 2 bagni disponibili. Le stanze vuote si trasformavano lentamente in camere da letto, ogni cuscino, materasso, coperta e lenzuolo veniva utilizzato per erigere un posto dove passare la notte. David si presento` da me sorridendo con una tenda ad igloo ripiegata tra le mani. Ci avviammo nel cortile dove la sera prima si era tenuto il piccolo concerto e la montammo in pochi minuti. Non ero soddisfatto, quanto lui, della nostra opera e decisi di andare a cercare qualcosa da mettere per terra, per non dormire sul cemento. Chiesi ad Oscar di passarmi il materasso di spugna sporca riposto sul tetto del furgoncino. Lo misi sotto la tenda e David ando` a procurarsi dei cuscini. In quei 2 metri quadri avremmo dormito io, David, Selvyn e Paolo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci preparammo per uscire e verso le 21.00: 6 guatemaltechi, un italiano, un coreano ed un americano si dirigevano a piedi verso il centro della citta` dove era in corso una grande festa. La piccola piazza era gremita di gente e una  musica elettronica arrivava dalla discoteca all'aperto sul lato della strada. L'ingresso costava 60 Qzt, meno di 6 euro, ma effettivamente è un prezzo un po' eccessivo per il Guatemala. Di comune accordo, montammo su 2 taxi per raggiungere la grande piazza in periferia dove c'era la vera ¨FEIRA¨: un grande Luna Park, con tanto di ruote panoramiche  e piccole montagne russe ,circondato da bar, chioschi e grandi bacarelle che vendevano di tutto. Ci fermammo ad osservare il rodeo: un esteso cerchio di sabbia, delimitato da alte transenne in legno rosse, conteneva al centro il corpo in ferro di un toro, comandato da una piccola e buia stazione con sopra una tenda, a venti metri di distanza. Da questa, un uomo invisibile, incitava la folla con un microfono. I ragazzi si dimenavano e si arrampicavano sulle transenne per riuscire a fare un giro, il prezzo da pagare consisteva solo nelle botte che dovevi prenderti per riuscire a salire su quell' attrezzo. L'obiettivo era cavalcare il toro meccanico per piu` tempo possibile, ma, da quello che ho capito, non dipendeva tanto dall'agilita` del ¨cowboy¨, quanto dall'uomo che comandava l'animale robotizzato. Rovinose cadute si susseguivano incessantemente mentre il pubblico incitava i partecipanti. Tra questi, ad un tratto, notai Jen, il piccolo americano (orientale) che si divincolava per riuscire a partecipare. Dopo qualche difficolta` nel montare sul toro, afferro` con la mano destra il laccio e strinse forte la presa aspettando di partire. Il vocalist lo presento` con una frase che io non riusci` a captare, ma tutto il pubblico scoppio` in una grassa risata. Anch'egli non aveva capito e rideva compiaciuto, incosciente di quello che stava per succedergli. Il giostraio lo fece girare lentamente per un paio di volte su se stesso, come per presentarlo, intanto lui, con la mano alzata salutava la platea. Poi inizio` a fare sul serio, lo sbatteva avanti e indietro facendolo continuare a ruotare, ma sembrava frenasse le manovre quando Jen stava per cadere. La gente urlava, fischiava, rideva ed il povero volontario faceva di tutto per mantenersi in equilibrio. Dopo due interminabili minuti, accompagnato da un'esclamazione, lo fece balzare con un violento strattone ad almeno 3 metri di distanza. In quel momento ci fu un grande applauso, intanto che altri 3 o 4 stavano gia` cercando di salire. Si alzo` da terra lentamente, si scrollò la sabbia dal corpo e, con entrambe le mani appoggiate sui genitali, si avvio` barcollando nella nostra direzione. Aveva una smorfia di dolore, ma il sorriso non era scomparso dal suo viso e le pupille erano quasi invisibili dietro le strette palpebre dei suoi occhi a mandorla. Apprezzai molto il suo coraggio e la voglia di provare cose nuove, solo per il fatto di unirsi per 2 giorni al nostro gruppo incontrato per caso, era da ammirare. &lt;br /&gt;Occupammo 3 tavolini di plastica accostati l'uno all'altro sotto ad un grande tendone con la musica, ordinammo da bere e continuammo a divertirci. Jose`, la guida seria e premurosa, si rivelo` un vero festaiolo ed un ottimo ballerino. David era sempre al centro dell'attenzione, come per tutto il resto del viaggio ed ando` anche a cantare un pezzo di una canzone al microfono. &lt;br /&gt;Per tutta la durata della gita intratteneva la comitiva con battute e monologhi che facevano ridere tutti, tranne me. Parla uno spagnolo per me ancora quasi incomprensibile, stretto, velocissimo e con l'utilizzo di moltissimi slang guatemaltechi. Pur avendo difficolta` nel comunicare e dovendomi far ripetere piu` volte le stese cose e` la persona con la quale ho passato piu` tempo e preso una certa confidenza. &lt;br /&gt;La musica reggaeton era al massimo del volume e veniva abbassata solo per dare la parola ad un ragazzo che animava la serata, affiancato da 2 seducenti ballerine poco vestite. Sponsorizzava in continuazione la birra nazionale ¨Gallo¨ invitando i consumatori a gridare quel nome ripetutamente, a ritmo di musica. Fummo premiati con una maglietta di quella birra come il tavolo piu` casinista della serata. Passai molto tempo a parlare con Sara, una ragazza amica di David che si era unita a noi insieme ad altri 3 amici venuti dalla capitale. &lt;br /&gt;Tornammo a casa in taxi a notte fonda, Sara dormi` con me nella tenda. Al mio risveglio era gia` ripartita con i suoi amici per Guatemala City, mi saluto` con un bacio e non so se la rivedro` mai piu`.... &lt;br /&gt;La mattina andammo a visitare un allevamento, dove c'erano struzzi, oche, pellicani ed una ventina di specie di volatili provenienti da tutto il mondo. Devo essere sincero, vedere tutti quegli uccelli chiusi in gabbia non mi ha per niente entusiasmato, avrei preferito vederli in mezzo alla natura come era successo il giorno precedente. Prima del pranzo, assistemmo ad una sfilata di cavalli per le strade di Salama`, arrivavano da tutto il centro america, e diedero spettacolo dentro una piccola e gremita arena sabbiosa. Eravamo stravolti ed all'unanimita` rifiutammo la visita al museo dello zucchero programmata per il pomeriggio. &lt;br /&gt;Il viaggio di ritorno fu molto silenzioso, quasi tutti dormivano appogiati gli uni con gli altri sul pulmino guidato con estrema diligenza da Walter. Io ascoltai la mia musica appoggiato con la schiena al finestrino e le gambe distese sul seggiolino vuoto al mio fianco. Il buio della sera oscuro` l'atmosfera e, dentro di me,ribolliva una miscela di pensieri ed emozioni. Ripensai al viaggio, Ad Antigua-Barbuda, a Greg, Jan Paul, Flo`, Kwanza. Pensai a quella gita, alle cascate, al Quetzal, alla festa, a Sara... Poi, per la prima volta, mi venne un po` di malinconia di casa, guardai le foto della mia famiglia sull'i-pod, quelle delle vacanze al mare, quelle di New York, quelle dell'ultima cena con i miei amici piu` cari. Ad ogni immagine, mi bastava osservare un volto, un'espressione, una risata per riuscire a sentirmi vicino ad ognuno di loro e capii che quella era la medicina migliore per quei momenti di solitudine interiore. &lt;br /&gt;E` stato un fine settimana molto intenso, il mio primo qui in Guatemala. Non riesco ad immaginarmi come saranno i prossimi... Davidi e Selvyn mi hanno invitato a Guatemala City per andare ad una festa sabato sera,  dicendomi che potrò  tranquillamente dormire a casa di uno dei due. A meno che Walter non organizzi un altro viaggio, andro` con loro. La capitale e` molto pericolosa, ed e` meglio essere con la gente che ci vive e fingere di essere uno di loro, per non imbattersi in situazioni spiacevoli. Ora sono molto stanco ed ho bisogno di riposare. Domani pomeriggio inizia la mia scuola di spagnolo, comincia una nuova esperienza......&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-8972146725130678913?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/8972146725130678913/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/09/200909-antigua-guatemala-salama-2.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/8972146725130678913'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/8972146725130678913'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/09/200909-antigua-guatemala-salama-2.html' title='20.09.09  Antigua  Guatemala. Salama`  2'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-1060841137033841928</id><published>2009-09-22T09:45:00.000-07:00</published><updated>2009-09-28T18:15:38.920-07:00</updated><title type='text'>20.09.09  Antigua  Guatemala. Salama`  1</title><content type='html'>Venerdi` pomeriggio, alle 16.00, Walter venne a prendermi a casa con il suo pulmino, per partire per questo lungo viaggio. Con sè c'erano i suoi 3 figli maschi di 14, 12 e 10 anni, il suo aiutante Oscar e 3 ragazzine di circa 15 anni. Appena usciti da Antigua passammo a prendere Rocio, una ragazza di 30 anni dall'aspetto molto giovanile e sua figlia di 10,  Montserrat. Ci dirigemmo verso Guatemala City e ci  arrivammo nell'ora piu` di punta di tutta la settimana. Sembrava che i suoi 4 milioni di abitanti avessero deciso di uscire tutti nello stesso momento. La via principale, che avevo percorso nella direzione opposta in 15 minuti la notte in cui sono arrivato, era completamente intasata. Due fiumi di macchine, disposte su 6 corsie, procedevano a passo d'uomo, nelle due direzioni. Migliaia di fari illuminavano la pioggia che cadeva per qualche minuto per poi riposare e prepararsi a ricominciare a precipitare con forza. Sul ciglio della strada, gruppi di persone attendevano i fatiscenti pulmann del Guatemala, che arrivavano, pero`, tutti stracolmi di gente. Il bigliettaio, scendeva ad ogni fermata per aiutare i passeggeri a salire sul bus ancora in corsa, e poi rimaneva in piedi sul bordo della porta anteriore che restava aperta per tutto il tragitto. Ne vidi uno, che addirittura si reggeva con una sola mano allo specchietto, mentre abbracciava il parabrezza in piedi sul paraurti anteriore.&lt;br /&gt;Nel tragitto verso la periferia della citta`, caricammo in sequenza: Beatrice, una signora dai capelli lunghi e mossi, con gli occhi chiari ed un sorriso materno, la moglie di Walter con il nipotino di 12, ed una coppia composta da Paolo, un ragazzo di origini coreane che vive e lavora a Gatemala City da 4 anni e la sua fidanzata Yeni. Infine tocco`a David e Selvyn, due ragazzi della mia eta`. Il primo di corporatura media, un po' piu` basso di me, con i capelli corti e con il sorriso stampato sulle labbra. Selvyn è la fotocopia di Vinicio Capossela, sotto un cappello nero, porta capelli mossi e scuri; sul viso magro spiccano i baffi lunghi e sottili, che si arriciano alle estremita`, verso l'esterno, donandogli l'aspetto di vero artista. &lt;br /&gt;Walter si districava nel traffico intenso guidando da vero esperto e, circa due ore piu` tardi, ci siamo trovati a percorrere la statale ¨Carretera al Atlantico  CA-5¨ in direzione nord est. Sulla tabella di marcia eravamo in ritardo di svariate ore. Decidemmo cosi` di cenare presso la citta` di El Rancho. Mangiammo tortillas con carne seduti ai tavolini in plastica fuori da un'area di servizio, per poi ripartire verso nord ovest in direzione Salama`. &lt;br /&gt;Salama` e` una cittadina di 11000 abitanti che sorge tra le alture ricoperte di foreste nella regione di Verapaces. Arrivammo a destinazione a mezzanotte passata. Ad attenderci, sul margine della strada, con un sorriso radioso c'era Jose`, detto anche Quetzalico. Con un balzo salto` sul pulmino e salutando i passeggeri ci diresse verso casa sua. Nel cortiletto di casa tre ragazzi ci fecero accomodare su  panche di legno. Io fui il primo ad entrare dal cancello, ed appena misi il piede in casa, una musica allegra comincio` a suonare per noi. Quetzalico e suo cugino suonavano rispettivamente uno jambe` ed un guscio di tartaruga, ed il padre di Jose` toccava con due strane bacchette la marinba, strumento simbolo del Guatemala. Fu un'accoglienza davvero calorosa, seguita da una lunga e dettagliata spiegazione sulla storia della marimba, della quale il padre e` un grande sostenitore. In seguito, ci spiegarono il loro progetto per incrementare i turismo a Salama` e ci illustrarono il programma per il giorno successivo. Saremmo andati nella zona del Biotopo del Quetzal. E` una grande zona montuosa, coperta da foreste dove vive il famosissimo uccello, emblema di questo stato, il Quetzal. (vedi: Quetzal foto. su google.)&lt;br /&gt;Fu sempre l'uomo anziano, che dopo 35 anni di studi era diventato un vero esperto, ad esporci la storia e le caratteristiche di questo volatile. La spiegazione era molto interessante, ma Jose` comincio` a notare sul viso degli spettatori un'evidente stanchezza e cerco` di tagliare corto.&lt;br /&gt; Fu ripeso dal ¨professore¨ che un pò si risentì. Descriveva ogni dettaglio riguardante questo animale ricercando attentamente le parole che emetteva modulando la voce, intensificando e diminuendone il tono per sottolineare l'importanza dell'argomento, quasi si trattasse di qualcosa di sacro. &lt;br /&gt;Quando arrivammo alla casetta gialla nella campagna appena fuori dalla citta` era l'una di notte passata. Jose` distribuiva materassi e coperte che la gente posizionava in terra, dentro e fuori dall'abitazione. Le donne dormirono al piano terra, noi uomini a quello superiore in una polverosa tettoia,  Walter ed il suo aiutante nel furgoncino. Ebbi la fortuna di essere uno dei pochi ad accaparrarmi un letto, che forse era destinato  a Paolo, ma pensai (egoisticamente) che avrei potuto cederglielo la notte successiva.&lt;br /&gt; Dopo sole 3 ore di sonno, la nostra guida, come ci aveva preannunciato, comincio`a fare il giro per svegliare tutti. Alle 5.oo eravamo gia` in viaggio per la riserva naturale. &lt;br /&gt;Questa e` una zona dal clima molto piovoso e le foreste sono perennemente coperte da dense nuvole bianche che scaricano la pioggia piu` volte al giorno. Appena entrati nel bosco, vidi un ragazzo dai tratti somatici orientali, disteso in terra, indossava un grosso e spesso kway verde scuro. &lt;br /&gt;¨Questo sara` coricato qui da almeno un mese sperando di vedere un Quetzal...¨ pensai sorridendo. Il babbo di Jose` ci aveva avvertito della difficolta` di riuscire a vedere un esemplare di questa specie e delle possibilita`, quasi inesistenti,  di avvicinarlo. &lt;br /&gt;Sinceramente, ho faticato a capire i miei compagni che esprimevano questa grande apprensione preoccupandosi di non riuscire ad assistere a quest'evento. &lt;br /&gt;Armati di binocoli, con lo sguardo rivolto verso il cielo, comincio`  l'attesa. Fortunatamente duro` solo pochi minuti: ad una decina di metri dalle nostre teste, un Quetzal volo` da un ramo all'altro degli alti arbusti sempreverdi che ci circondavano. E' stato veramente affascinante: i colori fluorescenti delle piume brillavano come se illuminate da lampade a fibre ottiche e cambiavano colore a seconda della posizione del pennuto rispetto alla luce che filtrava tra i rami. In quasi 2 ore di bird-watching riuscimmo ad avvistare una mezza dozzina di esemplari ognuno con la piuma posteriore lunga mezzo metro. &lt;br /&gt;............Pausa con colazione al bar del parco nazionale e poi......via, verso le cascate. &lt;br /&gt;A noi si uni` anche il ragazzo orientale,l'unica parte del suo nome che riuscimmo a capire, fu Yen, e questo rimase il suo nome per tutta la gita. Yen rimase con il gruppo fino al nostro ritorno ad Antigua. E` nativo di Miami e sta svolgendo attività di volontariato in Guatemala da 2 mesi. E` uno di quelli che ridono sempre, anche se non capiscono cosa tu stia dicendo, ma lo fa con un'espressione molto intelligente.&lt;br /&gt; Un'ora circa di strada asfaltata e mezza di salita nello sterrato ci condussero ad un rifugio dove lasciammo il pulmino e, chi come me, non indossava scarponcini da montagna poteva affittare stivali in gomma per 5 qzt. In seguito ad un lungo cammino in pianura tra le coltivazioni di broccoli, approdammo all'ingresso della giungla! &lt;br /&gt;Mi riesce difficile descrivere a parole quel luogo, non avrei mai pensato di potermi trovare nella mia vita a camminare in un ambiente del genere. Un posto come quello l'avevo visto solo nel film ¨Mato Grosso¨. Cominciammo a scendere in fila indiana  per gli infiniti gradini costruiti con pezzi di legno incastrati nel terreno, lungo uno strettissimo e tortuoso sentiero, addentrandoci nella vegetazione  piu` affascinante ed inquietante che avessi mai visto prima. La visibilita` non superava i 50 metri e le nubi candide ci avvolgevano in un'atmosfera spettrale. Il terreno infido e fangoso imponeva una certa agilita` e buona resistenza fisica. &lt;br /&gt;Avevamo disceso quella scalinata per almeno 3 ore ed io pensai a come avremmo fatto per ritornare indietro... Le cascate erano disposte a circa 500 metri di sentiero  l'una dall'altra. La prima appariva per pochi secondi tra la nebbia per poi diventare un fantasma e lasciare solo udire il frastuono dell'impatto dell'acqua contro le rocce.  La seconda e` la piu` alta di tutto il Centro America e si chiama  ¨SALTO DE CHILASCO`¨, ben 130 metri di caduta libera. Rimasi stupito di non trovarla sulla mia guida, ma probabilmente l'autore non ha avuto il coraggio o la possibilita` di vivere questa avventura. Alla terza, arrivai da solo con David: avevamo distaccato il gruppo che comincio` ad effettuare diverse soste a causa delle donne e dei ragazzini stremati dalla fatica. In mezzo alla cascata, un po' piu`bassa delle altre, c'era una pozza di acqua limpida e decidemmo di fare il bagno. Pioveva, faceva freddo, ed io ebbi un qualche minuto di esitazione, ero sprovvisto di costume ed asciugamano, che David invece aveva portato con sè. Pensai che non avrei mai piu` avuto la possibilita` di rivivere un'esperienza del genere, mi sfilai i vestiti ed entrai nell'acqua in mutande. Al primo contatto i muscoli cominciarono a tendersi come una corda di violino. L'acqua era gelida! Come prova di coraggio appoggiammo a turno la schiena sulla parete rocciosa, dove un forte getto d'acqua si scagliò violentemente sulle nostre teste. Gridai con tutto la mia forza, gridai per il freddo, per il dolore, per la mia felicita`! Non contenti decidemmo di superare anche l'ultima prova e ci accasciammo al suolo immergendoci completamente per pochi secondi. &lt;br /&gt;Fare il bagno nelle acque ghiacciate di una cascata nella giungla del Guatemala, e`stato indimenticabile tanto quanto farlo nel caldo mare dei Caraibi.  &lt;br /&gt;Quando eravamo ormai quasi asciutti e pronti a ripartire, parte della comitiva ci raggiunse. A nessuno, in un primo momento, venne in mente di tuffarsi in quella pozza con quelle condizioni atmosferiche. Finche` mostrai le foto che mi ero fatto fare da un visitatore, allora per non sentirsi da meno, uno dopo l'altro, 6 o 7 imitarono il nostro gesto. &lt;br /&gt;Il cammino per il ritorno fu lungo ed estenuante, ero nel primo gruppetto ed arrivammo al pulmann con circa 40 minuti di anticipo rispetto agli altri. Il fango ci arrivava alle ginocchia e qualcuno ne aveva mezzo chilo dentro gli stivali. Se non avessi cambiato le mie scarpe da ginnastica bianche, le avrei dovute buttare via dopo questa avventura.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-1060841137033841928?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/1060841137033841928/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/09/200909-antigua-guatemala.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/1060841137033841928'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/1060841137033841928'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/09/200909-antigua-guatemala.html' title='20.09.09  Antigua  Guatemala. Salama`  1'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-749725332282574878</id><published>2009-09-22T09:07:00.000-07:00</published><updated>2009-09-23T07:54:29.670-07:00</updated><title type='text'>18.09.09  Antigua-Guatemala</title><content type='html'>Ho appena finito di fare colazione con ananas, tortillas ed una tazza di te`. Mi ha servito Axa, la padrona di casa. Mi ha consegnato le chiavi della mia stanza e quelle del cancelletto per entrare in casa. Girando per il piano superiore, ho notato almeno altre 4 stanze e questa mattina, ho visto delle sagome passare davanti alla piccola finestra della mia stanza. &lt;br /&gt;Axa, quindi, affitta le camere della sua casa. Mentre mangiavo e` arrivata Maria, la tipica donna guatemalteca, di carnagione scura, occhi piccoli ed allungati,  lunghi capelli scuri. Mi sono alzato dalla sedia per stringerle la mano e presentarmi ed ho notato la sua bassa statura. Dopo pochi minuti e` tornata in cucina con la ¨divisa¨ da lavoro e mi sono accorto che si era tolta le scarpe con i tacchi per indossare un paio di sandali. E` incredibilmente bassa ed altrettanto gentile. Mi ha domandato se mangiavo di tutto e mi ha illustrato gli orari dei pasti: 13.00 per il pranzo e 18 per la cena. Io le ho spiegato che ho lezione dalle 14.00 alle 18.00 e quindi tarderò un po' per la cena, ma lei mi ha detto che me la fara` trovare pronta sul tavolo ed io quando vorro` potro` farmela scaldare nel forno a microonde. Lei e` la cuoca di casa e si occupa anche delle pulizie. &lt;br /&gt;Adesso sto aspettando Walter per andare a fare un giro nella citta`. Devo comprare alcune cose e provare per la prima volta a prelevare. Inoltre voglio cercare un internet point per avvertire i miei che sono arrivato e che sto bene, non li sento ormai da un po' giorni. Sono entuusiasta di partire oggi pomeriggio per conoscere una nuova regione del Guatemala con persone che vivono qui.&lt;br /&gt;La mia permanenza non poteva iniziare in un modo migliore.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-749725332282574878?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/749725332282574878/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/09/180909-antigua-guatemala.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/749725332282574878'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/749725332282574878'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/09/180909-antigua-guatemala.html' title='18.09.09  Antigua-Guatemala'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-4169697600196369022</id><published>2009-09-21T10:09:00.000-07:00</published><updated>2009-09-22T08:41:36.793-07:00</updated><title type='text'>17.09.09  Antigua Guatemala</title><content type='html'>Finalmente....dopo tanto...sono arrivato a destinazione! &lt;br /&gt;L'atterraggio a Guatemala City non e`stato dei migliori. Dopo un volo tranquillo di 2 ore e 15 minuti, sorvolando l'immensa capitale, l'aereo ho iniziato a scendere verso terra e a dondolare vistosamente. Seduto sul seggiolino nel corridoio, affacciandomi, vedevo il pavimento muoversi come se fosse una giostra del luna park. Man mano che perdevamo quota, questo dondolio aumentava, addizionandosi a bruschi sobbalzi. Ho trattenuto il respiro per 30 secondi, cercando di capire, sbirciando fuori dal finestrino, quanto mancasse per toccare il suolo. Arrivati a pochissimi metri dal suolo, il pilota ha riportato, di colpo, i motori al massimo ed abbiamo cominciato a riprendere quota velocemente. &lt;br /&gt;2 minuti di silenzio hanno regnato nell'aria, seguiti da un rumoroso bisbiglio generale. E` stato uno di quei momenti in cui le persone che non si conoscono si guardano negli occhi cercando di darsi un po' di conforto. L'atmosfera si era fatta inquietante, e raggiunto nuovamente quota, il pilota si e`deciso a parlare. Ha spiegato che una raffica di vento aveva colpito la parte posteriore del veivolo e che non avevamo potuto atterrare. Dopo un paio di giri sopra la citta` ha deciso di riprovarci. La seconda volta e`andato tutto bene, anche se, devo essere sincero, ho avuto paura perche` è stata la replica della prima discesa ed ho avuto l'impressione che fossero i tentativi di atterraggio di un'esercitazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho ritirato il bagaglio ed in pochi minuti sono uscito dalla porta principale. All'esterno di transenne che circondavano il piazzale, circa un centinaio di persone erano in piedi ad aspettare, come se stesse per arrivare un personaggio famoso. Molti di loro avevano in mano fogli con scritti nomi di hotel, pousade, nomi di persone, la maggior parte in inglese. Una  trentina di taxisti, combattevano tra loro per accaparrarsi un cliente. &lt;br /&gt;Abbracci, saluti, grida, fischi, rombi di motore, frenate improvvise, creavano un'atmosfera molto confusa e rumorosa. Cercavo su quei fogli una scritta con il mio nome, ma non riuscivo a trovarla. Ho fatto l'errore di uscire dalle transenne e così sono stato assalito dai taxisti. Dopo aver rifiutato garbatamente le loro insistenti proposte, uno di loro si e` offerto di farmi fare una telefonata. Cosi` ho chiamato Walter, il capo dell'agenzia presso la quale ho prenotato il mio corso di spagnolo e il pernottamento. Dopo circa 10 minuti, un foglio con scritto in stampatello ¨MATTEO ITALIA¨ ha catturato la mia attenzione. Lo teneva in mano un uomo di bassa statura di circa 45 anni che mi ha fatto cenno di seguirlo. Nel parcheggio coperto c'era ad aspettarci sua figlia Jennifer, di cinque anni&lt;br /&gt;Guatemala City ha l'aspetto di una vera e propria metropoli sud americana. Sulla via principale enormi insegne luminose e colorate davano vita ad un spettacolo pirotecnico. Bar , ristoranti, enormi centri commerciali costeggiano la strada principale a 6 corsie. Non c'era molto traffico e dopo una ventina di minuti e di semafori, le insegne diminuivano, la luce calava e le corsie diventavano 4 . &lt;br /&gt;La statale per Antigua e` in condizioni decisamente migliori di quelle che mi aspettavo. Le auto si superavano a sinistra ed a  destra indifferentemente e solo sporadici lampioni facevano un po' di luce. In terra, pero`, le linee che delimitano le corsie sono ricoperte di catarifrangenti che danno l'impressione di essere su di una pista di atterragio. Superata la citta` di San Luis, siamo arrivati ad Antigua. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Walter mi ha accolto nel piccolo ufficio della sua agenzia. &lt;br /&gt;E` un uomo di statura non bassa, per essere guatemalteco, ha i capelli corti ed una lunga barba brizzolata. Si e`dimostrato subito gentile nei miei confronti e dopo i saluti preliminari mi ha subito proposto di partecipare ad un gita per il week end. Circa una quindicina di persone, tutte del Guatemala, partiranno domani verso le 15.30 per andare al nord a visitare zone incontaminate ed osservare alcune specie di uccelli. Staranno via 3 giorni, per rientrare domenica sera. Il prezzo e`di 200 quetzal, poco piu` di 16 euro, per il trasporto e il pernottamento di 2 notti, tutti gli extra sono a parte. Considerarto che la telefonata del taxista all' areoporto mi e` costata 5 dollari ho capito di essere stato imbrogliato per la prima volta, ma non avevo che quelli o un biglietto da 20 dollari.&lt;br /&gt; Mi ha detto che la scuola comincia lunedi` e che avrei potuto pensarci con calma e dargli una risposta domani verso l'ora di pranzo. Credo proprio che ci andro`,  sicuramente! &lt;br /&gt;Terminate le spiegazioni, mi accompagnato alla mia abitazione percorrendo le tortuose strade del centro di Antigua. Mi ha spiegato che non e` una citta` pericolosa, si puo`tranquillamente girare a piedi anche di sera.&lt;br /&gt;La casa e` molto grande, il salotto e la cucina al piano di sotto e diverse camere da letto al primo piano, dove c'e` anche la mia. In centro alla casa, una corte, che dato il buio pesto, non ho ancora potuto vedere bene. La mia camera e`molto piccola, ma accogliente e pulita. Certo non è paragonabile a quella di Antigua-Barbuda. C'e` un letto singolo in legno, un tavolino con una sedia ed una abat-jour, come armadio un mobiletto scuro aperto con due piccoli ripiani per appoggiarci sopra la roba. Ho gia` svuotato lo zaino che quel simpaticone del controllore all'areoporto di Antigua-Barbuda mi aveva completamente disfatto. Ho ritrovato i miei vestiti in condizioni pietose... Ora faccio una doccia e vado a letto, e` gia`  mezzanotte e non so da quante ore sono sveglio. Domani alle 9.00 verra` Walter per  portarmi a fare un giro e mostrarmi la citta`. &lt;br /&gt;Non vedo l'ora di svegliarmi ed andare alla scoperta di questo mondo!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-4169697600196369022?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/4169697600196369022/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/09/170909-antigua-guatemala.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/4169697600196369022'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/4169697600196369022'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/09/170909-antigua-guatemala.html' title='17.09.09  Antigua Guatemala'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-8032195576587941089</id><published>2009-09-21T09:56:00.000-07:00</published><updated>2009-09-22T08:23:53.827-07:00</updated><title type='text'>17.09.09  Miami</title><content type='html'>Decolli ed atterraggi sono stati quasi impercettibili fino ad ora. E` filato tutto liscio, ma ancora non sono arrivato a destinazione. Tra poco più di un ora ci sarà l'imbarco per il mio ultimo volo diretto a Gatemala City. Sono riuscito a dormire un po' sull'aereo e seduto qua e là nelle posizioni piu` strane. Questo areoporto e` enorme, da qui partono ed arrivano tutti i voli per il Centro e il Sud America. Fino ad ora, intorno a me, ho sentito parlare quasi solo spagnolo.&lt;br /&gt;Sono seduto al tavolino di un fast-food, ho mangiato un hot dog con patatine fritte ma ho ancora un po` di fame. E` da questa mattina alle 5.30 che sono in viaggio, ho cambiato 3 stati, preso 2 aerei, visto migliaia di persone, senza mai uscire all'aperto. Respiro aria condizionata da 12 ore e non ho idea della temperatura esterna.&lt;br /&gt;Non vedo l'ora di arrivare alla casa che, per un mese, sarà la MIA casa con la mia nuova famiglia, della quale non so assolutamente niente. Posso solo immaginare che questa Antigua, sara` molto differente da quella dove mi sono trovato per sbagli.&lt;br /&gt;Credo che, ora, comincero` a camminare avanti e indietro osservando quello che mi circonda cercando di rimanere sveglio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-8032195576587941089?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/8032195576587941089/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/09/170909-miami.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/8032195576587941089'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/8032195576587941089'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/09/170909-miami.html' title='17.09.09  Miami'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-1535040864653613739</id><published>2009-09-18T11:08:00.000-07:00</published><updated>2009-09-21T09:55:34.701-07:00</updated><title type='text'>17.09.09 Portorico</title><content type='html'>Non ci son proprio riuscito, a tenere gli occhi aperti... mi sono risvegliato con il diario aperto tra le mani, ed un doloroso torcicollo. Appena sceso dall'aereo ero abbastanza frastornato. &lt;br /&gt;Il primo ad attendermi alla dogana era un uomo molto gentile che si e`messo a raccontarmi un pezzo della sua vita in Italia, durata due anni. Mi parlava in spagnolo, cercando di inserire nelle lunghe ed elaborate frasi, qualche parola di italiano. Io annuivo, sorridevo, ma sinceramente capivo poco. Rispondevo instintivamente in inglese, pensavo in italiano e quando provavo ad esprimermi in spagnolo, parlavo portoghese! Che casino! &lt;br /&gt;Ho ritirato il mio zaino e passati un paio di controlli l`ho consegnato a degli addetti che mi hanno assicurato arriveraà con me a Guatemala City.&lt;br /&gt;Sono circa le 10 del mattino, credo che il volo sia durato circa un paio d'ore. Il prossimo, diretto a Miami parte alle 14.20, quindi non mi rimane altro che aspettare. Se potessi mi distenderei in terra per dormire un po'....non e`detto che non lo faccia.&lt;br /&gt;Prima stavo parlando di Antigua-Barbuda: questi 10 giorni sono volati via come una piuma trasportata dal vento. Ho vissuto bellissimi momenti, a volte durati intere ore, altri, solo pochi secondi.&lt;br /&gt;Ho conosciuto tantissima gente, proveniente da tutto il mondo.&lt;br /&gt;Vivendo con Greg ho avuto la possibilita` di capire quali siano gli aspetti positivi e negativi di vivere in un isola dei Caraibi. La stessa cosa e` avvenuta con Kwanza, che ho scoperto essere una persona molto precisa e responsabile. Probabilmente, se avessi pernottato in uno dei tanti hotel dell'isola, non sarei riuscito ad integrarmi in così poco tempo con le persone che vivono qui.&lt;br /&gt;Non posso dire di aver visto tutte le spiagge, ma, visitandone una diversa tutti i giorni avrei dovuto restare qui per più di un anno per poterlo fare. &lt;br /&gt;Incontrare Jan Paul, è stata una vera svolta. Ci siamo trovati subito bene ed abbiamo molti ideali in comune. Avendo la macchina, mi ha sempre accompagnato alle spiagge e ,nel ristorante che gestisce con Flo`, ho sempre avuto un posto dove andare la sera dopo cena per aspettare che la notte prendesse vita. &lt;br /&gt;Ieri sera ho mangiato per la prima volta al loro ristorante perche`ero curioso di assagiare la cucina di Flo`, tanto raccomandata da Jan Paul. Mi ha servito un piatto con una grande ¨palla¨ avvolta nell'alluminio, una porzione di pure` in una tazza di porcellana e due pezzi di pane caldo fatto in casa. Mentre Jan Paul apriva con delicatezza il cartoccio, un denso fumo bianco si dissolveva nell'aria emanando una fragranza molto invitante. Io mi alzavo dallo sgabello, sbirciando nel cartoccio, ero impaziente ed affamato. Flo` mi aveva cucinato un pesce al forno, posto su un letto di verdure con una salsa molto speziata. Un piatto dai mille sapori, a seconda di dove decidevo di infilare la mia forchetta, i gusti variavano e si mescolavano tra loro. E` stata la prima volta da quando sono partito che ho gustato un sapore veramente nuovo, mai provato prima in nessun altro posto. Era delizioso. &lt;br /&gt;Amo provare nuovi cibi, anche se l'aspetto o il profumo non sono di mio gradimento, non era questo caso, assaggio tutto e la maggior parte delle volte mi devo ricredere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-1535040864653613739?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/1535040864653613739/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/09/170909-portorico.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/1535040864653613739'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/1535040864653613739'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/09/170909-portorico.html' title='17.09.09 Portorico'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-7892242924463487937</id><published>2009-09-18T10:56:00.000-07:00</published><updated>2009-09-19T01:01:00.588-07:00</updated><title type='text'>17.09.09 Antigua-Barbuda</title><content type='html'>Questa potrebbe essere l'ultima volta che scrivo il mio diario da quest'isola meravigliosa. Sono seduto sull'aereo ed i motori si sono appena accesi. A solo un paio di metri da me, fuori dal finestrino alla mia destra, l'elica ruota a tutta velocita` provocando un frastuono non molto rassicurante. L'aereo è abbastanza piccolo, con 2 file per ogni lato, i posti sono occupati per circa la meta' ed anche quello di fianco a me e`vuoto. &lt;br /&gt;Faccio fatica a tenere gli occhi aperti, questa mattina sono rientrato a casa alle 5 passate, giusto il tempo per prendere in fretta le mie cose,immaginare di fare una doccia (non c'era acqua in casa...), ed il taxi e` arrivato. &lt;br /&gt;E' successo tutto cosi` velocemente che non me ne sono nemmeno reso conto, sono partito e non so se mai rivedro`qualcuno di questi miei nuovi amici; so solo che l'ultima notte ad Antigua-Barbuda, e`stata davvero speciale. Ha lasciato un segno dentro di me, nella mia mente e nel mio cuore. Non dimenticherò mai la notte del 16.09.09, la notte in cui ho capito di aver commesso il miglior errore della mia vita a venire qui....la notte in cui e`successo di tutto....&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7965550865931775576-7892242924463487937?l=infinity-trip.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinity-trip.blogspot.com/feeds/7892242924463487937/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/09/170909-antigua-barbuda.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/7892242924463487937'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7965550865931775576/posts/default/7892242924463487937'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinity-trip.blogspot.com/2009/09/170909-antigua-barbuda.html' title='17.09.09 Antigua-Barbuda'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13445156030976243696</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_l8iw35CO6Kg/SnnbN8DXCTI/AAAAAAAAACM/UrjAFfNySkw/S220/CIMG1560.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7965550865931775576.post-6319488911800783652</id><published>2009-09-14T16:08:00.000-07:00</published><updated>2009-09-19T00:59:19.978-07:00</updated><title type='text'>14.09.2009 Antigua-Barbuda</title><content type='html'>Ieri, la gita in barca con Martin e` stata davvero interessante. E` venuto a prendermi alle 14.00 in un piccolo porto di English Harbor dove Greg mi aveva accompagnato in macchina. Arrivati al posto stabilito, seduta su di un muricciolo in riva all`acqua, c`era Patty: una donna sulla cinquantina, sudafricana come Martin. Ho salutato Greg scendendo dall`auto ed ho fatto conoscenza con Patty. Martin si e` presentato con qualche minuto di ritardo a bordo di un piccolo gommone a motore. Sull`altra sponda abbiamo caricato anche Luk e ci siamo diretti verso la barca. Luk ha circa la stessa eta` di Patty, e` molto chiaro di carnagione ed ha dei lunghi baffi bianchi che gli danno le sembianze di un vecchio "lupo di mare". La barca è lunga circa una ventina di metri, tutta rigorosamente costruita in legno, dipinta di bianco e di blu. Martin, con il gommoncino, e` andato a prendere Sandy e Tony che si sono uniti a noi. Per i primi 10 minuti, dedicati ai preparativi, mi sono sentito molto fuori luogo. Conoscevo appena quelle persone e non ero mai salito su di una barca a vela prima di quel momento. Utilizzavano termini tecnici ed erano tutti indaffarati, tranne me. Sono rimasto in piedi, impalato, ad osservare, sentendomi quasi di intralcio. Poi e` arrivato il mio momento. Tony, che aveva notato il mio imbarazzo, mi ha chiesto di aiutarlo ad issare le vele. Le innumerevoli corde erano differenziate da colori diversi, ognuna con una funzione ben precisa. Ho tirato con tutta la mia forza quella che mi aveva indicato Tony:una grande vela bianca ha cominciato a salire verso il cielo. Con una grande collaborazione da parte di tutti, siamo partiti. Mi sono seduto a poppa ad osservare l`isola che lentamente si allontanava. Non ho partecipato molto alle loro conversazioni, ma mi sono goduto il tragitto ed ho fatto qualche foto. Quando Sandy ha proposto di fare il bagno, l`intero equipaggio ha iniziato a muoversi ed io non sapevo di nuovo quale fosse esattamente il mio compito. Martin, al timone, ha cambiato direzione,  Tony, con l`aiuto di Luk ha slegato la corda posta sul lato sinistro, lasciandola andare e tirato con forza quella posta sul lato opposto. Eseguendo tutte queste manovre contemporaneamente e con molta attenzione, la vela principale si e` sgonfiata ed passata dall`altra parte. In un solo attimo e` levita
