ITINERARIO
Il mio viaggio
Lo so, è un po' lungo e se lo leggo mi viene da ridere. Ripenso al quel giorno, 26 marzo 2009. La settimana prima mi ero messo in contatto con la scuola di spagnolo ad Antigua, in Guatemala, per avere informazioni e mi ero fatto fare un po' di preventivi per il biglietto aereo. Navigavo su internet guardando foto del centro America , leggevo racconti di viaggio e mandavo qualche email alle agenzie. Stavo sognando, sognando ad occhi aperti. Mi stavo organizzando ma ancora non c'era niente di sicuro; nemmeno io ero sicuro. Mi alzo alle 9.00, sono solo in casa e sembra essere un giovedì come tanti altri. Ormai è da molto tempo che penso a questo viaggio, ne ho parlato con qualcuno, per avere delle opinioni a riguardo, ma sembra che nessuno capisca davvero il vero motivo e l'importanza del mio progetto. Preparo un tè e mentre aspetto che si raffreddi faccio una doccia. Mi sento bene,passo quasi 10 minuti sotto l'acqua e mi rilasso. Martin Jondo è in salotto che suona per me 'Jah Gringo' (http://www.youtube.com/watch?v=j25kZ4dskys&feature=related) e mi vengono in mente tanti ricordi. Ricordo l'estate passata, i miei viaggi a Madrid, Valencia, FuerteVentura, Barcellona, New York . Così comincio a guardare le foto che non vedevo da tanto tempo.
Sono dell'idea che questa storia del digitale abbia un po' rovinato il piacere di guardare le foto,perché se ne fanno troppe si lasciano sul pc e non si guardano mai. A me piacciono gli album, da poter sfogliare, da far vedere agli amici quando vengono a casa, dove ci sono quelle migliori ma anche quelle venute un po' male che però dispiace buttare via. Il cd va avanti ed io mi perdo nelle immagini delle spiagge, del mare, del cielo, dei palazzi.....penso a quanto stavo bene quando ero là e a come riuscivo ad essere me stesso, mi sentivo libero.
Così, d'un tratto, scatta qualcosa dentro di me, non penso più, mi lascio andare, mi vesto, prendo le chiavi dello scooter e mi precipito in banca. Prelevo i soldi necessari, vado a San Giovanni in agenzia, entro e dico che voglio fare un biglietto per Antigua! Lo voglio aperto 6 mesi e pago una tassa per poterlo prolungare fino ad un anno.
Avevo aspettato per tanto tempo quel giorno, avevo passato intere serate a chiedermi quando sarebbe arrivato il momento giusto per farlo............poi............. mi sono reso conto che il momento giusto per fare qualcosa di importante per noi stessi siamo noi a crearcelo, siamo noi a volerlo. Se aspettiamo che siano le persone, le situazioni, i soldi, il lavoro, tutti i fattori che ci circondano a plasmare il momento appropriato per realizzare i nostri sogni, non ci riusciremo mai.
Pago,ringrazio ed esco.
Stringendo forte con la mano la busta di plastica arancione con dentro il foglio che mi avrebbe cambiato la vita, passo attraverso la gente e penso che nessuno sa quello che ho appena fatto. Il cuore va a mille km all'ora e le gambe a duemila. Monto sullo scooter e parto, la strada di ritorno mi sembra infinita, vorrei che non cessasse mai qual momento, in mezzo alla statale comincio a gridare, come un ragazzino sulle montagne russe, nessuno può sentirmi, nessuno se ne accorge, quell' istante è solo mio, e io grido, grido più forte che posso. Mi lacrimano gli occhi dalla gioia. Non ho pensato se fosse giusto o sbagliato, se costasse troppo o troppo poco, non ho pensato come avrei fatto con il lavoro, con mia sorella, con la casa, con la macchina e tutto il resto. L'unica cosa alla quale ho pensato è che io lo volevo davvero!
Il giorno seguente comunico a mia sorella Giorgia la mia decisione e lei si dimostra entusiasta per me. Sa che quello che sto per fare è la realizzazione di un sogno, di una passione che va al di là di tutto il resto. Tra di noi c'è un rapporto molto forte e percepisco in lei anche un po' di tristezza perché si rende conto che non ci vedremo più per molto tempo. Mi metto subito in contatto con la scuola in Guatemala ed informo Sarita, colei che si occupa della gestione dei corsi di spagnolo, che il mio giorno di arrivo è il 6 di settembre. Scelgo di alloggiare in una famiglia perché credo che sia il modo migliore per potersi integrare pienamente con la cultura e le usanze del posto, la informo che frequenterò la scuola per un mese e poi partirò per visitare il centro America.
Trascorro una settimana a fantasticare su tutto quello che farò e che vedrò, mentre aspetto con ansia che torni mio fratello Simone dal Messico per poterlo dire anche a lui. Tutti i giorni controllo la mia email aspettando una risposta da Sarita. Finalmente arriva! Ricevo una email dove viene ben descritto tutto quello che è compreso nella quota (molto più conveniente rispetto ad altre associazioni simili) che dovrò pagare una volta arrivato in Guatemala.
"Encluidos: Trasporto dall'aeroporto di città del Guatemala ad Antigua il giorno 6 september (hora 14.00)Corso di lingua spagnola 5 giorni a settimana (lunedì-venerdì) - 4 settimane - fino al 3 de octubre 2009alloggio 4 settimane in famiglia con pensione completaAssistenza da parte dell'agenzia di Walter per ogni cosa tu abbia bisogno . Ritorno in areoporto il 3 ottobre (o seguenti)Per ora ti viene chiesto un anticipo del 10%.Se ti va bene il preventivo ti mando il voucher di prenotazione.Le famiglie che utilizziamo sono tutte nel centro di Antigua. Ottima scelta quella di soggiornare presso di loro, si aiuta la popolazione locale e si capisce come è la vita in centro america. Bravo!!! "
La leggo un paio di volte, poi vado a prendere il mio biglietto nel cassetto del comodino in camera da letto, lo apro e li mi sorge un enorme dubbio!!! Se io ho in mano un biglietto per Antigua, a cosa mi serve il trasporto dall'aeroporto di città del Guatemala ad Antigua? In quel momento mi si gela il sangue nelle vene, gocce di sudore cominciano a scendermi sulla fronte. Vado su google, scrivo : Antigua Guatemala aeroporto. Cosa scopro? Che ad Antigua in Guatemala non c'è nessun aeroporto!!!! No, non ci posso credere! Ma allora ho fatto il biglietto sbagliato! Impossibile! Ma per dove ho fatto il biglietto allora? Dove atterrerò?
Scrivo Antigua su google ed eccomi qua, http://www.google.it/search?hl=it&q=antigua+&meta= una piccola isola dei Caraibi della quale io non ero a conoscenza nemmeno dell'esistenza. Incredibile!
Mi fiondo in agenzia per avere spiegazioni, mi dicono che loro non possono più fare niente per me, la compagnia aerea, se annullassi il biglietto, mi rimborserebbe solo una piccola parte dell'importo e farne un altro diretto da Roma a Guatemala City costerebbe molto di più. Torno a casa, racconto tutto a mia sorella e comincio a pensare a come il non sapere le cose nella vita, a volte ti possa danneggiare. Il mattino seguente trovo un biglietto sul tavolo della cucina,era di mia sorella:
" buon giorno, lo so che è dura alzarsi alle 5 del mattino per andare a lavorare, ma pensa che tra un anno a quest'ora sarai dall'altra parte del mondo...chissà dove, chissà con chi! Anche se c'è stato quest'intoppo del biglietto vedrai che il tuo sogno andrà avanti, basta essere determinati, e tu lo sei! Sei forte! Ti voglio tanto bene e non smetterò mai di dirtelo, sei il mio fratellino speciale e non so come farei se non ti avessi vicino! Intendo nel cuore, con i sentimenti. Non ha importanza la distanza fisica,se c'è di mezzo il bene che ci vogliamo! Buon lavoro. Un bacio. Giorgia."
Questo messaggio mi ha dato molta forza, mi ha fatto pensare che se ho sbagliato, devo pagarne le conseguenze e quindi devo andare ai Caraibi! Ho cominciato a contattare persone di Antigua-Barbuda nella speranza di trovare una sistemazione ad un prezzo accessibile. L'isola è carissima e non esistono ostelli o pensioni. Con un po' di fortuna ho trovato un resort vicino al mare a 45 $ a notte dove alloggerò per 10 giorni. Ho fatto il biglietto per il 17 settembre da Antigua a Guatemala City e la somma dei due biglietti è risultata uguale all'importo di un biglietto diretto dall'Italia per il Guatemala. Ho comunicato l'inconveniente a Sarita, senza entrare nei dettagli, per non fare brutta figura e lei mi ha risposto che non c'erano problemi,avrebbe rimandato tutto di 10 giorni.
Così ho preso questa vicenda con filosofia ed ottimismo, forse era destino.
Poi....... in fin dei conti........ si sta parlando di andare 10 giorni in un'isola dei Caraibi, non è poi così male.....
E' per questo motivo che ho cominciato a prendere lezioni private di inglese, per riuscire a cavarmela in quei 10 giorni. A proposito, si è fatto davvero tardi, sono le 2.35 del mattino ed io alle 10 ho lezione, è meglio che vada a dormire.
giovedì 27 maggio 2010
mercoledì 21 aprile 2010
19.04.2010 - UTILA - Honduras

Sembrava essere un tranquillo sabato pomeriggio come tanti altri: ero seduto in terra, sul molo a due piani della mia scuola di Sub. All'ombra del grande ombrellone di paglia, insieme al mio amico Antonio ed a Tonìo, il mio istruttore, stavamo ripassando la lezione di fisiologia e correggendo alcuni esami.
Tonìo indossava i soliti occhiali da sole con la montatura rossa; una maglietta verde ed il suo costume preferito. I capelli mossi dal vento e la lunga barba schiarita dal sole gli coprivano il volto dal quale appariva, in modo costante, il suo ampio sorriso.
Mi distrassi un attimo ricordando il pomeriggio precedente trascorso dal miglior barbiere del mondo: Vess, una ragazza finlandese che sta seguendo il mio stesso corso e che si offrì di tagliarmi i capelli. Vess ha un fisico atletico messo in risalto dal bikini rosso fuoco; i lunghi capelli biondi, raccolti sulla nuca le incorniciavano il viso; i lineamenti perfetti, delicati, incantevoli, sono scolpiti intorno a due grandi diamanti azzurri, i suoi occhi, che brillavano come l'acqua dell'oceano disteso sotto ai miei piedi.
Portai a scuola la macchinetta con la quale mi raso i pochi capelli rimasti.
Erano circa le 17,30 e mi sedetti su di una sedia in legno , a guardare il tramonto in cima al molo. Avrei desiderato tanto che qualcuno mi facesse una foto in quel momento perchè, a parer mio, era una scena molto singolare. Al posto di pettini, phon, seggiolini in pelle, specchi, lavandini, riviste.......immersi in una nube di lacca per capelli dalla fragranza pungente, io avevo soltanto una seggiolina.
Il sole stava calando lentamente ed i colori del cielo si mescolavano con quelli dell'oceano creando uno sfondo con sfumature rosse ed arancioni.
Mi guardai intorno e sorrisi, incantato dalla scenografia di quel luogo, di quel momento.
"Questo è il miglior parrucchiere dove io sia stato in tutta la mia vita!" pensavo mentre Vess mi girava attorno sfiorandomi con il suo corpo facendomi venire i brividi e coprendo, per pochi attimi, quella vista incantevole che, ogni sera, mi regala una fotografia perfetta.
Ad interrompere il mio viaggio con la fantasia fu Mitch, il proprietario della scuola.
Ci avvertì che l'altra barca della scuola, fuori per le immersioni del pomeriggio, aveva appena chiamato per informarci subito di aver avvistato alcuni WHALE SHARK (squali balena), al largo del lato Nord dell'isola. Ci disse che avremmo dovuto prepararci in fretta ed aiutare gli altri partecipanti, i clienti della scuola.
Dopo 30 minuti esatti era tutto pronto e prendemmo il largo alle 16:15.
Andare sul lato nord dell'isola comporta una grossa spesa di carburante e, solo quando gli affari vanno bene, avviene tutte le mattine. Lì, i siti per fare immersioni sono i più belli e ricchi di vita ma, alcune scuole, a causa della lentezza delle barche, non ci vanno praticamente mai.
Quindi, partire in 20, alle 4 di pomeriggio, senza l'intenzione di fare immersioni, ma con il solo obiettivo di vedere lo squalo balena è un'occasione davvero rara ed imperdibile, che in altre parti del mondo puo` avere dei prezzi esorbitanti.
Dopo aver circumnavigato l'isola per metà, lungo la costa, arrivammo nel punto dove i nostri compagni stavano già effettuando la 2^ immersione. Ci salutammo dalle due barche e poi prendemmo il largo speranzosi ed incentivati dai sorrisi dei nostri amici che avevano appena vissuto quell'esperienza.
Mitch diede indicazioni in Inglese e disse a tutti di prepararsi.
Con l'aiuto di Simon, un altro istruttore, ci sistemarono seduti nel centro della barca, disposti in due file. Rivolti verso poppa, indossate pinne, maschera e tubo, eravamo tutti pronti a tuffarci, il più velocemente possibile, appena ricevuto il segnale.
Il capitano, Mitch, Simon, Tonìo ed altri istruttori scrutavano il mare alla ricerca dello squalo. Il grande pesce sale in superficie per nutrirsi di piccoli pesci e di plancton. A seguire ed approfittare di questo momento, ci sono i tonni che salgono anch'essi ed iniziano a saltellare rapidamente fuori dall'acqua creando grandi cerchi spumeggianti. Sotto ad uno di loro si può trovare lui, lo squalo balena. Erano, ormai, trascorsi 20 minuti e la speranza, dentro di me e dietro le maschere dei miei compagni, stava svanendo lentamente.
Qualcuno gridò forte dal tetto della barca; mi voltai per capire cosa stesse succedendo. Tutti quelli rimasti in piedi stavano guardando nello stesso punto ed indicavano qualcosa in mezzo al mare che non riuscivo a vedere. Sotto di me, il motore della barca ruggì ed iniziammo ad andare più veloci con una traiettoria circolare.
"Ready? Ready?....OK...gogogogo!" Urlò Mitch appena il motore si spense. Iniziammo ad entrare in acqua in rapida successione nel modo più ordinato possibile. Ero molto emozionato, forse anche un po' confuso ed impaurito di fare la cosa sbagliata essendo la mia prima volta. Avevo la testa piena di indicazioni in Inglese che avevo capito solo per metà. Dalle grida della barca, dal rumore del motore, dall'agitazione collettiva ed il clima frenetico, mi liberai in un solo secondo: quando misi la testa sott'acqua. In quel silenzio, in quella pace, in quel mondo sottomarino affascinante e misterioso vidi qualcosa di assolutamente incredibile: era a circa 5/6 metri da me, in posizione quasi verticale, intento a mangiare. Era ENORME! Ma, dico, ENORME! Lungo circa 8/10 metri e grande come un pulmino.
Lo squalo balena (Rhincodon typus) è il più grande pesce attualmente conosciuto.
Si pensa che alcuni esemplari possano superare i 100 anni di vita e raggiungere una lunghezza di ben 18 metri (il più grande animale vivente è invece la balenottera azzurra, Balenoptera musculus, fino a 30 metri di lunghezza) .
Lo squalo balena nuota in tutti i mari temperati caldi e tropicali e si mostra con il suo caratteristico dorso bluastro con strisce e macchie rotondeggianti. Il ventre è bianco ed ha funzioni mimetiche, infatti dal basso verso l'alto la colorazione bianca si confonde con la luminosità della superficie marina, mentre dall'alto il dorso bluastro con macchie e strisce simula il riverbero del sole sull'acqua.
Nonostante le dimensioni, lo squalo balena è inoffensivo, infatti è un pesce filtratore che si ciba di plancton e piccoli pesci che cattura nuotando con la bocca aperta e facendo passare l'acqua attraverso l'apparato filtratore collegato alle branchie.
Disturbato dalla nostra presenza, riprese la posizione orizzontale e, senza troppa fretta, si allontanò.
Fummo, tutti, richiamati alla barca velocemente, dove risalimmo e ci posizionammo per un "secondo giro". L'entusiasmo era alle stelle: tutti ridevano, gridavano, fischiavano, si abbracciavano, ancora increduli di quello che avevamo appena visto.
La stessa procedura si ripetè ancora 2 volte e con gli stessi, ottimi, risultati. Potei ammirare quell'essere davvero da vicino, rimanendo, ogni volta, impressionato dalla sua maestosa grandezza.
Ritornati alla scuola, impazzati dalla gioia, andammo tutti a festeggiare sul BUS CRUS. Il Bus Crus è un'invenzione di Mitch. Ogni sabato sera, verso le 17:00, la barca più grande delle due della scuola, funge da bar galleggiante. Carica le persone e, con la musica a tutto volume, costeggia i moli delle altre scuole e dei bar lungo la costa e, ogni 20-30 minuti circa, completa il giro ritornando alla scuola per far salire altre persone. Era solo la 2^ volta che vi partecipavo e mi divertii moltissimo. Fu un'altra occasione per parlare in Inglese e poter raccontare la mia avventura del pomeriggio ad una coppia di canadesi appena arrivati.
Alle 19:00, quando il sole era ormai calato, andai in ufficio a segnarmi per l'immersione del mattino seguente, sperando che, essendo di domenica, saremmo tornati al nord e, forse, avremmo potuto rivedere un WHALE SHARK.
Così fu, ancora più divertente del giorno prima. Dopo due immersioni dove nuotai in mezzo a carpe argentate grandi come me, tornammo al largo. In prima fila c'erano Tonìo e Dom, un altro istruttore che avevano la precedenza perchè muniti di telecamere subacque.
Nel primo giro, così, vidi solo gli ultimi secondi dello "spettacolo" e non riuscii ad avvicinarmi molto al grande animale. Non c'era Mitch e gli istruttori presenti erano troppo occupati a cercare lo squalo per guardare me. Così, con il permesso del capitano, mi preparai a scendere dal alto sinistro della barca, da dove avrei dovuto fare un salto di un metro circa per entrare in acqua, cercando di non fare troppo rumore per non spaventare il pescione. "Adesso ti faccio entrare nella bocca dello squalo!", mi gridò il capitano, ridendo. Dopo alcuni secondi, vidi la testa dello squalo, fuoriuscire dall'acqua, proprio sotto ai miei piedi.
"Ahora! Ahora!! - mi gridò! ed io, senza pensarci, mi buttai.
Avevo già il tubo in bocca così, una volta in acqua, non dovetti più tirare fuori la testa.
ME LO TROVAI DAVANTI, A 2 METRI DA ME. Era in posizione verticale, come se stesse in piedi. Ero al livello della sua enorme pancia bianca e potevo quasi toccarlo. Quando gli altri iniziarono ad avvicinarsi, man mano che scendevano dalla barca, cominciò a portarsi in posizione orizzontale, abbassando la testa verso di me. Indietreggiai un po' e, sinceramente, ebbi un attimo di paura.
Riuscii a guardarlo negli occhi, a vedere la sua bocca enorme e le pinne forti e lucide. Cominciai a risalire nella sua direzione, il più veloce che potevo. Rimase a pochi metri sotto di me e ci mise più di 1 minuto, prima di allontanarsi.
Lo vedevo nuotare, sempre sotto di me, e muovere quel corpo enorme con grazia e potenza, nello stesso tempo. Mi sentivo insignificante, di fronte ad un essere così maestoso.
Mi auguro, di cuore, di poter rivivere questa esperienza, il maggior numero di volte possibile, durante la mia permanenza ad Utila e di riuscire a farmi dare qualche video e qualche foto dai miei amici istruttori, come ricordo di questo fine settimana indimenticabile.
lunedì 12 aprile 2010
07.04.2010 - Utila - Honduras
Sono già trascorse quasi 3 setiimane da quando sono arrivato su questa piccola isola, ma il tempo è volato via veloce, sotto i miei occhi spalancati ed increduli di fronte al grande cambiamento della mia vita.
Sembra che il mio viaggio, finalmente, abbia trovato un senso e che, da ora in avanti, possa davvero chiamarsi "INFINITY TRIP".
Coricato sul letto, in Italia, ho passato le ore a guardare il soffitto sperando, da un momento all'altro, di essere illuminato. "Qual è il lavoro che potrei fare e che mi permetterebbe di viaggiare?- In quale settore? - Per quale azienda? Di quale titolo di studio avrei bisogno? - Ma, prima di tutto e, più importante: qual è il lavoro che mi piacerebbe svolgere?" Queste ed altre domande mi frullavano nella testa, ma il più delle volte, la risposta era: "Non esiste!"
A volte, mi venivano delle idee, ma sembravano sempre troppo lontane dalla realtà, difficili, irrealizzabili, rischiose, spesso impossibili.
Dicevo sempre che il mio unico sogno era di poter vivere al mare, ma prima di stabilizzarmi, viaggiare il più possibile. Ebbene, la professione di ISTRUTTORE DI SUB concilia perfettamente con questi due miei desideri.
Sì, questo, ora, è il mio obiettivo!
Entro la fine dell'anno voglio riuscire a prendere il brevetto e diventare ISTRUTTORE.
Non è da molto che sono entrato in questo mondo, però ne sono molto affascinato e sento, dentro di me, ribollire l'entusiasmo e la voglia di imparare come non succedeva, ormai, da anni.
Dopo i corsi ADVENTURE, PRIMO SOCCORSO e RECUPERO DI UN SUB IN PERICOLO, ho iniziato il lungo percorso verso il brevetto da istruttore.
In questo momento sono un DMT (DIVE MASTER IN TRAINING). Questo corso dura da un minimo di 5 settimane ad un massimo di 3 mesi anche se il termine non è tassativo.
Se lo si termina con successo, si diventa DIVE MASTER, ovvero accompagnatore/guida dei sub ed assistente degli istruttori, durante i corsi.
Fin dal primo giorno si viene messi sotto (si fa per dire) e si comincia a lavorare. L'addestramento pratico dei DMT, infatti, consiste nello svolgere tutte le mansioni dei DM e, per quanto riguarda l'aspetto teorico, nello studiare un libro, un'enciclopedia dedicata per poter affrontare numerosi esami tra i quali: Fisica, Fisiologia, Teoria della decompressione, equipaggiamento..
Il cammino è lungo ed arduo, ma io sono entusiasta nel pensare di doverlo affrontare.
Non voglio essere noioso, anche se in gran parte mi piacerebbe, quindi, non mi dilungherò nello spiegare tutte le mansioni che mi competono. Dico solo che badare a 5 o 6 sub che si immergono per la prima volta nella loro vita, a 15m, è una grossa responsabilità.
Giorno per giorno riesco ad integrarmi sempre meglio con gli altri istruttori della scuola e gli altri DM. A parte qualcuno, siamo tutti ragazzi dai 20 ai 35 anni.
Tre settimane fa ero visto come uno dei tanti che arriva, fa un corso, qualche immersione per divertirsi e poi, finite le vacanze, se ne torna a casa. Ora, invece, mi sento parte del gruppo anche se, a rendere tutto più difficile, come sempre, è l'Inglese. Solo 2 dei 10 istruttori e 10 DM della scuola parlano lo Spagnolo.
Cerco di vedere l'aspetto positivo di questa mia carenza e considero un'opportunità dover studiare questa lingua essendone molto motivato. Per svolgere questo lavoro è indispensabile parlare Inglese.
Da pochi giorni ho preso in affitto un alloggio situato lungo la via centrale dell'isola.
E' abbastanza caro rispetto alla media, però ha le sue comodità: è vicino al centro, pulito e confortevole ed è fornito di tutto l'essenziale. Ci vivo da solo e, dalla mia finestra, vedo il mare che è a meno di 50m. Con l'alloggio ho anche, in dotazione, una bicicletta.
Il ricambio di persone sull'isola è incredibile: ogni giorno se ne vanno ed arrivano un centinaio di persone. Ci sono almeno 15 scuole di SUB e l'ambiente è molto giovanile e vacanziero.
La gente, i ragazzi, vengono qui per fare immersioni, ma anche per divertirsi la sera. Ci sono almeno 6 o 7 bar che, a turno, fanno il tutto esaurito con feste a tema, cene od eventi. Le stesse scuole organizzano feste private e divertimenti serali e devo dire che, la mia, almeno per questo, è una delle migliori.
Ieri pomeriggio, per esempio, ho partecipato alle "Olimpiadi subacque".
C'erano 2 squadre composte, rispettivamente, da istruttori e Dm/Dmt. Si sono sfidate in 10 specilità tra le quali: ricerca subacquea, gare di nuoto, di apnea, con la canoa..
E' stato molto divertente e, al termine....musica, grigliata di carne e birra.
Giovedì scorso, con il mio istruttore chileno, Tonìo, siamo andati ad ascoltare un DJ che suonava al "Babaluba".
Il "Babaluba" è un bar/ristorante che, come molti sull'isola, è una palafitta sul mare.
Percorrendo una passerella in legno, verso l'oceano, si arriva alla sala da ballo che è completamente all'aperto con, al centro, un buco quadrato. Alcuni riflettori, sul fondale, illuminano quell'enorme acquario naturale e, con un po' di fortuna, si può anche veder passare un barracuda od una grande manta.
Quella sera, l'atmosfera era speciale grazie alla musica africana anni '70 suonata dal nostro amico Dj, anch'egli studente della scuola.
Un altro bar famoso, qui, è il "Tritanic" che dicono essere uno tra i 10 bar più belli del mondo. (Non posso però assicurarlo perchè non so se le mie fonti siano così attendibili). E' interamente costruito su di un enorme albero ed è grandissimo. Si passa da una sala all'altra attraversando ponti pericolanti in legno sospesi tra i rami e le foglie. Ci sono ragnatele con diametri di 2 o 3 metri abitate da ragni grossi come la mia mano. Quella sera, appoggiato ad un grosso ramo dell'albero, parlavo tranquillamente con una ragazza quando vidi, poco al di sopra del mio braccio, un grosso ragno nero. Pensando fosse finto, gli soffiai sopra per vedere se dondolava perchè era un po' sospeso, ma lui ...si mosse e scappò. Un brivido mi corse lungo la schiena e tolsi la mia mano dall'albero accompagnato dalle risate della mia interlocutrice.
Avrei ancora tante e tante cose da raccontare: situazioni, luoghi, persone, momenti.......................credo, però, che non ne avrò più il tempo.
D'ora in poi sarò occupato per 10 ore al giorno circa e, tra lo studio, le immersioni, gli esami e tutto il resto, penso che non avro' più molto tempo per scrivere. Con questo non intendo dire che non scriverò più, semplicemente durante la mia partecipazione a questo corso , ridurrò le pubblicazioni sul blog.
Ringrazio, di cuore, tutti i miei lettori per essermi stati vicino fino ad oggi e sarei molto felice di poter leggere qualche commento anche per capire quali parti dei miei racconti piacciono di più e quali meno. Spero continuiate a starmi vicino, anche se scriverò meno sovente.
La mia permanenza qui, per ora, è prevista fino alla fine dei corsi che ho intrapreso. Mi auguro di portare a termine questo progetto anche se sono consapevole che, come è già successo, da un giorno all'altro, tutto potrebbe cambiare di nuovo.
Adesso vado a dormire; domani mattina ..sveglia alle 6:30, ma lo faccio con grande piacere perchè faccio qualcosa che amo e che mi appassiona. Come tutte le cose, ha aspetti positivi e aspetti negativi.
Però............ogni volta che mi tuffo da quella barca, alzo la mano sinistra con il tubo per svuotare l'aria dal mio giubbotto e continuo a scendere, a scendere, quello che provo è indescrivibile! Vedere muoversi dietro il vetro della mia maschera la linea d'acqua che separa il mondo reale da quello sommerso e poi calarmi in quel paradiso di colori, di luci, di animali, di suoni, ogni volta diversi.......
Non so se riuscirò mai ad annoiarmi di tutto questo!
martedì 30 marzo 2010
19.03.2010 - Utila - Honduras
Il soggiorno di due notti a San Pedro Sula non fu particolarmente piacevole. Questa metropoli, più grande della capitale Tegucigalpa, è sporca, maleodorante ed estremamente caotica. I rifiuti sono ammucchiati per le strade ed i sacchi vengono morsicati e strappati dai cani randagi; il puzzo si mescola a quello dei gas di scarico ed all'acre odore che proviene dai moltissimi fast-food.
Gli automobilisti sembrano impazziti e suonano i clacsons in continuazione per fastidiose decine di secondi.
A parte la grande Cattedrale nella piazza centrale ed un piccolo e spoglio mercato dell'artigianato, non ho trovato niente di interessante. Non sono riuscito a sentirmi a mio agio: non mi piacevano gli sguardi, mi sentivo osservato e, a volte, addirittura seguito. Qualcuno mi fermava per strada gridando qualcosa in un Inglese incomprensibile; mi chiedevano di cambiare soldi, di comprare droga.
La gente non era disponibile a dare informazioni e, con ogni taxista, dovevo contrattare prima il prezzo per non essere fregato. Approfittai di quella città solo per comperare una macchina fotografica dopo aver cercato, invano, qualcuno in grado di riparare la mia. Dopo qualche giro nei negozi del centro riuscii a concludere un vero affare.
L'unica cosa davvero emozionante fu quella di uscire indenne da un incidente molto singolare.
Nel tardo pomeriggio salii su uno delle migliaia di pulmini che, a tutta velocità, percorrono le strade della città trasportando il maggior numero di passeggeri possibile. L'addetto ai biglietti, durante il percorso, deve scendere parecchie volte e timbrare un cartellino di cartone (appeso alle fermate) sul quale viene stampata l'ora ed il luogo. Questa incombenza obbligherebbe gli autisti a non fermarsi troppo agli stop, ma per raccogliere il maggior numero di passeggeri, si fermano lo stesso e poi tentano di recuperare, in velocità, nel traffico più che intenso, quei minuti preziosi.
Il pulmino era giallo e decisamente malandato. Era diretto al grande centro commerciale a 5 piani, poco fuori dal centro, unico luogo dove si possa stare al sicuro, la sera, mangiare qualcosa o vedersi un film al cinema.
Il bigliettatio aveva circa la mia età; capelli riccioli, carnagione scura ed un aspettto molto sporco. In continuazione, con una frequenza irritante "tirava su dal naso" e muoveva le mandibole in modo strano. Era completamente fatto di cocaina e chissà cos'altro. Quando partimmo, anche senza vederlo in viso, mi accorsi che l'autista era nelle stesse condizioni. Guidava come uno fuori di testa accelerando e franando bruscamente zizagando tra le altre auto. Una signora, molto intelligentemente, scese dopo una sola fermata imprecandogli contro.
Durante una frenata, un uomo seduto su di un instabile seggiolino, finì, addirittura, per terra.
Quando la folle corsa, finalmente, terminò scendemmo in molti alla fermata . Con la coda dell'occhio vidi salirci una donna con tre bambini. Mi preoccupai per lei, avrei voluto poterla avvertire, ma non sapevo come. Mi incamminai verso il centro commerciale, ma dopo pochi secondi, sentii alle mie spalle un grandissimo tonfo, l'infrngersi di vetri che cadevano a terra e le urla di un uomo. Mi girai e vidi la scena: un grande tir bianco che no credo potesse passare da lì, si era impigliato con la parte superiore dell'abitacolo ai cavi della luce sradicando, completamente, uno dei pali in legno scaraventandolo sul parabrezza anteriore del pulmmino, ancora parcheggiato. Spaccò il vetro e piegò in due il telaio mentre i cavi pendolavano nell'aria scintillando. Fortunatamente, l'autista ed il ragazzo erano scesi. Mi sentii sollevato quando realizzai che nessuno si era fatto male: vidi la signora con i bambini scendere dal bus correndo terrorizzata ed inconsapevole di ciò che era successo.
In pochi secondi si creò un assembramento di persone e l'atmosfera cominciò a surriscaldarsi, pensai così di andarmene e mi incamminai verso il centro commerciale. Quando mi trovai al sicuro, lì dentro, comincia a farmi alcune domande:" E se il tir fosse arrivato 30 secondi prima? E se avessimo dovuto caricare più persone e avessimo tardato?" Avrebbero potuto farsi male molte persone, tra le quali, io.
La sera, prima di dormire, ho ringraziato Dio per avere, ancora una volta, vegliato su di me.
14.03.2010 - Punta Gorda - Belize
Secondo lui avrei dovuto scendere a c.a 2/3 del percorso, ad Indipendence da dove, con una lancia, in 15 minuti sarei arrivato a Placencia che è una piccola località turistica situata sulla punta di una piccola e stretta penisola. Da lì avrei preso una barca che taglia a metà il Golfo di Honduras arrivando direttamante a Puerto Cortes. Avrei, così, evitato di entrare in Guatemala e cambiare tanti mezzi per arrivare alla città di La Ceiba, da dove partono le barche dirette a Utila. Nulla di tutto questo è successo......
Partii da Belize City in direzione sud verso Placencia, circondato da un paesaggio tropicale verde chiaro. Dopo più di tre ore di viaggio, il ragazzo dei biglietti che era a conoscenza della mia destinazione, mi fece cenno di scendere indicandomi un altro pulman fermo sul ciglio della strada, rivolto nella direzione opposta , con la scritta "Placencia". Pensavo di dover prendere una barca, ad Indipendence, invece... Non avendo molto tempo per pensare, raccolsi le mie cose e cambiai bus. Dopo qualche km verso sud, tornando verso Belize City, svoltammo a destra. Percorremmo tutta la penisola, sempre verso sud; potevo vedere il mare sia a destra che a sinistra.
La costa rivolta verso l'Oceano Atlantico è una lunghissima spiaggia caraibica di sabbia bianca con infinite villette, piccoli hotels, case ed un paio di villaggi turistici.
Una, qualsiasi, delle piccole palafitte di fronte alle abitazioni, ad una 30ina di metri dentro l'acqua, con le amache e le sdraio di legno colorate, potrebbe partecipare al concorso "Il posto più rilassante del mondo".
A Placencia entrai in un centro per le informazioni turistiche e per le immersioni dove Bernabè, un ragazzo che ci lavora, mi informò che la barca per Puerto Cortez c'è solo una volta alla settimana, di venerdì. Fu molto gentile e disponibile e mi diede un sacco di informazioni, compreso il contatto di uno spagnolo che vive sull'isola di Utila.
Alla fine, così, ho preso la famosa barchetta , in direzione opposta, per raggiungere Indipendence da dove sono salito sul bus per Punta Gorda PER LA SECONDA VOLTA.
Ci sono arrivato nel tardo pomeriggio, l'ultima barca per entrare in Guatemala era alle 16.00, ed io l'ho persa. Ho trovato da dormire in un posto un po' fuori dal centro, se così si può definire, mi sono informato sugli orari per domani, ho mangiato un hamburger di pesce in un ristorante cinese, camminato a lungo per le vie deserte di questo paesino e sono tornato in camera. Per le strade non c'è quasi nessuno, tanto da sembrare una città fantasma. C'è solo qualche uomo di colore, che saluta in modo amichevole, ma poi capisci che vuole solo venderti droga, proprio come succedeva a Cayo Caulker.
Una ragazza del Nicaragua, completamente sotto l'effetto di cocaina ed altro, mi ha fermato, ma dopo aver parlato con lei qualche minuto, senza essere scortese, ma con decisione mi sono liberato della sua presenza.
Può suonare strano "ristorante cinese", qui. In realtà lungo tutta la costa caraibica per lo meno del Belize, i cinesi hanno il monopolio dei mini-market e, ad esempio, a Cayo Caulker ci sono, almeno, sei ristoranti cinesi dove cucinano, per lo più hamburger, patatine e pollo fritto a prezzi leggermenti più economici di altri.
Ora, leggerò un po' e poi proverò a dormire. Domani...............si va in Honduras!