
Arrivai qui con l'intenzione di frequentare il corso avanzato di SUB, prima di recarmi in Mexico, sulla Costa Maya e fare immersioni ad una profondità superiore ai 18 metri, come il mio brevetto attuale mi consente. Però...........non c'è un solo manuale in Spagnolo nè su quest'isola nè su quella vicino. Optai, così, per un pacchetto che, senza alcun corso, comprende 5 immersioni in due giorni, una delle quali nel famoso Blue Hole.
Il primo giorno mi divertii molto in entrambe le immersioni: conobbi Miguel, un informatico quarantenne di Madrid, qui in vacanza per due settimane con sua moglie. Il gruppo era formato da 20 partecipanti più l'istruttore, 3 dive-master come assistenti ed il capitano della barca.
Abituato ad avere le attenzioni di Luca e Tonio (a Huatulco) dovetti imparare a cavarmela da solo, prepararmi l'equipaggiamento per essere pronto quando si trattò di entrare in acqua. Ci divisero in 4 gruppi. Appena infilai la testa sott'acqua mi resi conto che sarebbe stata un'esperienza diversa da quelle precedenti, nel Pacifico.
La visibilità era di c.a. 50 m, rispetto ai 7 di Huatulco delle ultime 2 immersioni. L'acqua era cristallina e l'ambiente molto luminoso: tutto sembrava più grande! Mi trovavo in un enorme parco di luci e colori. I coralli, come fiori in un giardino, sfoggiavano tinte incredibili ed erano circondati da pesci tropicali di tutte le forme e dimensioni.
Un'aquila marina (pesce simile alla razza) di almeno 2 metri, si stava avvicinando lentamente. Si muoveva con grazia e sembrava che stesse volando muovendo lentamente le grandi "ali". Mi passò molto vicino e, con classe aristrocratica ed in modo vanitoso, mi mostrò il suo dorso blu notte tempestato di tondini bianchi che sembravano ricamati a mano come su di un tappeto persiano. Vidi una coppia di barracuda lunghi più di 2 metri che, immobili dietro una roccia, probabilmente, riposavano dopo il pranzo.
Entrambe le immersioni ebbero esiti molto positivi e mi lasciarono incredulo ed affascinato dalla bellezza di quel mondo incantato, pulito, limpido, vivo, ricco stupefacente....un mondo a dir poco, MERAVIGLIOSO!
Nell'intervallo tra le 2 immersioni, durante le pause necessarie per eliminare la quantità di nitrogeno accumulato, facemmo snorkley vicino alla barca, in una zona con una densità molto alta di vita marina. Durante quella mezz'ora vidi, per la prima volta, uno squalo. No so bene il nome esatto della razza: poco più di in metro, scuro, con le pinne laterali lunghe e si aggirava con aria disinteressata,
quasi da turista.
Nella seconda immersione, una grande e bellissima tartaruga, arrivò con il muso a pochi cm dalla maschera di un ragazzo che, se non avesse avuto il regolatore d'aria in bocca, probabilmente, l' avrebe baciata.
Tornai a casa molto felice, sia perchè mi ero divertito ed anche perchè mi rendevo conto che, ogni volta, acquisivo maggiore padronanza e sicurezza con il mio equipaggiamento ed il mondo marino. Mentre ammiravo il tramonto, seduto su di un molo, ripensavo alla fantastica giornata e fremevo, in attesa di quella successiva.
.............Sveglia alle 5, ritrovo alle 5:30, partenza con la barca alle 6:15, arrivo al Blue Hole alle 8:00.
Il numero dei partecipanti si era dimezzato e ciò mi rese felice perchè il clima sulla barca era meno caotico e più rilassante. Feci subito amicizia con Federico e Mayeul (versione francese di Manolo). L'italiano vive e lavora in Tunisia; è in vacanza per 2 settimane e proviene da Cancun, dove prenderà il volo di ritorno martedì sera. Il francese è quasi arrivato alla fine di un lungo viaggio iniziato 8 mesi fa, in Argentina. Aveva progettato di arrivare in Alaska, ma gli mancano due mesi per tornare a casa e non è ancora nemmeno riuscito ad entrare in Mexico, ma io, capisco perfettamente il suo ritardo.
Ormai era chiaro che il nostro livello di certificazione per le immersioni non avesse, praticamente, alcun valore, come ho sentito dire, con l'OPEN WATER, cioè il mio attuale, in tutto il mondo ti fanno scendere ad una profondità maggiore di 18 metri.
Il giorno prima ero arrivato a 28 e sapevo che stavo per raggiungere i 40. Nuotando per c.a. 100 m in superficie, raggiungemmo l'interno del grande buco e cominciammo a scendere. Io ero il primo a seguire l'istruttore: non volevo trovarmi in mezzo al gruppo dove ho scoperto, a mie spese, che è molto facile prendersi una pinnata o una manata involontaria del tuo vicino, a causa del campo di visibilità ridotto dalla maschera. Ci avvicinammo all'enorme parete di corallo bianco "sporco"; la visibilità non era eccezionale: 15-20 c.a.. Sotto di me vedevo l'oscurità degli abissi sprofondare verso il centro della terra, lungo l'infinita parete rugosa adornata da stalactiti lunghe 20 m, dal diametro di una quercia della giungla Maya.
Raggiunta la massima pèrofondità, l'istruttore mi fece cenno di proseguire ed iniziare a salire, lentamente, lungo la parete. Così, in testa al gruppo, cominciai a fare lo slalom tra le stalactiti e le rocce che sbucavano come le enormi braccia di un gigante. Mi sembrava di essere su di un altro pianeta ed ero incredulo nell'ammirare quello scenario unico al mondo! Durante questa immersione, l'istruttore ed il suo assistente furono molto più scrupolosi ed attenti del solito: battevano sulle loro bombole con piccole barrette metalliche attirando, continuamente, la nostra attenzione, ci contavano di continuo e si assicuravano che nessuno si allontanasse. Risalendo in superficie, l'acqua si fece più chiara e luminosa e la visibilità aumentò. Ero concentratissimo sull'esperienza appena fatta e non vedevo l'ora di poterla raccontare a qualcuno. Nuotavo tranquillo, davanti al gruppo, a c.a. 15m di profondità, vicino al fondale di sabbia bianca quando, all'improvviso vidi, di fianco a me, a qualche metro di distanza, un muso squadrato; subito dopo, gli occhi scuri e profondi e, poi, tutto il suo corpo, lungo 2 m - sicuramente era più grosso di me. Si stava avvicinando, ma non sembrava diretto nella mia direzione: era uno squalo!
"Cazzo! questo è uno di quelli veri" gridai nella mia mente. Era il tipico squalo grigio, con i contorni della bocca bianchi, il muso allungato e lo sguardo minaccioso. Il suo modo di nuotare , di muoversi, la sua espressione da duro, lo sguardo fermo, il suo corpo imponente, le squame, ogni caratteristica lo rendeva il padrone assoluto di quel territorio, il più cattivo, spietato e pericoloso re del mare. Come un leone nella savana, si aggirava, indisturbato (quasi) alla ricerca di cibo.
Mi assicurai che non fosse un'allucinazione e mi voltai di scatto per avvisare i miei compagni. Non mi avevano ancora raggiunto tutti e vidi solo Manolo che veniva verso di me e, dietro di lui, ad una decina di metri, ne vidi un altro che lo stava seguendo, senza che lui lo sapesse. Mi voltai di nuovo, per controllare il "mio" ; mi passò a fianco senza, per fortuna, prendermi in considerazione. Dopo qualche minuto arrivarono gli altri miei compagni e, con loro, altri squali: erano dappertutto: a destra, a sinistra, di sopra, di sotto - non potevo crederci, non VOLEVO crederci. Non c'era nessun vetro di acquario, nessuna gabbia, nessuno schermo 3D, era tutto vero, tutto semplicemente incredibile! Stavo, davvero, nuotando in mezzo agli squali! Ero consapevole, che in qualsiasi momento, con solo un brusco movimento, uno qualsiasi di loro, avrebbe potuto attaccarmi e togliermi la vita. Non potevo far altro che sottostare alla loro supremazia, rispettare il loro territorio e non infrangere le regole. L'adrenalina, lo stupore, ed una forte emozione, ebbero il sopravvento e nemmeno per un attimo, posso dire di aver avuto davvero PAURA.
Non riuscii, ovviamente, a contarli ma erano più di dieci e continuarono a girarci intorno per tutta la durata della sosta di c.a. 5 minuti a 5m di profondità.
Risaliti in superficie, il nostro entusiasmo era alle stelle: l'istruttore ci spiegò che in questa stagione non è facile incontrarli e, comunque non così numerosi.
Avevo informato i miei compagni della fortuna che ho, da quando ho iniziato a praticare questo sport, di avvistare animali marini e, saliti sulla barca, con un sorriso smagliante, Manolo mi abbracciò calorosamente, come se fosse stato merito mio.
La seconda immersione fu a Light House Reef o, detto anche, l'"Acquario". Percorremmo, aiutati dalla corrente, centinaia di metri, lungo la barriera corallina. C'erano moltissimi pesci, molluschi, conchiglie, crostacei coralli viola, gialli, rossi e di mille altri colori. Durò 40 minuti e terminò in un grande spazio aperto. Era stato molto divertente; il luogo semplicemente affascinante e, dicono, tra i migliori al mondo nel suo genere, ma io, sinceramente, avevo ancora in testa gli squali. A farmeli dimenticare fu qualcosa di incredibile. Sempre durante la solita sosta, necessaria per eliminare il nitrogeno accumulato, facevo capriole su me stesso, mi guardavo intorno e cercavo la flottabilità neutra per poter rimanere fermo alla stessa profondità. Come in un documentario di National Geograpich, proiettati su di uno schermo del cinema dallo sfondo verde acqua, arrivarono i delfini! Rimasi a bocca aperta (si fa per dire) - fermo, immobile, come paralizzato. Venivano verso di me; ne contai 16. Danzavano beati e felici , passando uno accanto all'altro e, con le loro traiettorie, disegnavano archi nell'acqua. La luce era forte e l'acqua era chiara, come se ci fossero dei riflettori che illuminavano lo spettacolo. Scattai alcune foto nella mia mente e mi bastò chiudere gli occhi per rivivere quell'emozione.
L'unica esperienza che avrebbe potuto capitare durante la 3^ immersione era quella di vedere una balena, ma........non accadde.
Che giornata! Blue Hole, barriera corallina, squali, delfini, isole caraibiche....
Ancora non mi sembra vero, ho nuotato in mezzo agli squali: questa sì, è una cosa da raccontare a mio figlio, se mai un giorno ne avrò uno.
Domani, si riparte: itinerario COMPLETAMENTE cambiato per l'ennesima volta. In un primo tempo pensavo di andare verso nord, rientrare in Mexico ed andare a fare immersioni per conoscere Tulum e la isola di Cozumel, invece, andrò a sud, in Honduras su di una piccola isola di nome Utila che, mi hanno detto, essere il luogo, in assoluto, più economico per fare immersionie, lì, vorrei frequentare il corso avanzato.
Ho la 1^ barca a Belize City alle 6:30. Voglio partire presto perchè di quella zona non ho una guida ed ho solo una vaga idea del percorso che dovrò affrontare. Spero di riuscire ad arrivarci in giornata.