Questa mattina mi sono svegliato presto, ho fatto una doccia e mi sono preparato per la spiaggia. Ieri sera, a cena, Greg mi ha indicato sulla cartina una spiaggia chiamata "Rendezvous Bay": si trova sul lato opposto del promontorio situato dall`altra parte del golfo di English Harbor. Mi ha avvertito dicendo che se ci fossi andato con la bicicletta, sarebbe stata una una vera e propria avventura. Solo a sentire quella parola mi sono esaltato.
Dopo quache km di strada asfaltata, percorso con una andatuta rilassata, mi sono fermato a chiedere informazioni ad un signore che stava lavando la propria auto nel cortile di casa. Mi ha indicato la via, ma è stato chiaro nell`informarmi che, con quella bicicletta, non avrei mai potuto percorrere quelle strade di montagna e che a piedi ci sarebbero voluti circa 50 minuti. Io, non curante dell` avvertimento ho proseguito.
Sono arrivato senza problemi fino al maneggio di cui mi aveva parlato Greg, dove ho chiesto conferma sulla mia direzione ad uomo anziano. La strada ha iniziato ad essere sempre piu` ripida, ed io, inserendo man mano rapporti sempre piu` corti, ho cominciato a sentire la stanchezza. Le marce sono finite in fretta e quando ho girato alla prima curva, mi sono trovato davanti una salita di almeno 80 metri, con una pendenza sconfortante. Sono stato costretto a scendere dalla bici, fermarmi, toglermi la maglietta, gia` bagnata dal sudore, e bere dell`acqua. Quella sosta e` stata la prima delle due volte in cui ho pensato che non avesse senso continuare e che fosse meglio tornare indietro. Ho guardato le due montagne verdi dietro la salita ed ho capito che quella strada mi avrebbe fatto passare nel centro di una giungla. Mi sono fatto coraggio ed ho proseguito camminando e trascinando la bicicletta al mio fianco.
La strada era completamente dissestata e si alternavano salite e discese continue. Montavo e smontavo dalle due ruote in continuazione cercando di approfittare dei pochi tratti percorribili pedalando. Grondavo di sudore, potevo facilmente sentire il cuore palpitare con forza nelle mie tempie. Ogni tanto facevo qualche sosta per riprendere fiato. In un tratto di discesa molto ripida, avendo il freno posteriore quasi inesistente, ho forzato troppo su quello davanti perche` stavo acquistando molta velocita`. La ruota si e` inchiodata, cominciando a scivolare lateralmente. Non sono caduto per miracolo, ma mi sono preso un bello spavento. Quella e` stata la seconda volta che ho pensato di voler tornare sui miei passi. Mi son detto pero`, che se l`avessi fatto, tutti i miei sforzi sarebbero stati vani e sarebbe stato come se non fossi nemmeno uscito di casa la mattina. Poi, d`un tratto, ho visto il mare all`orizzonte, tra le due montagne. Ho pensato che la strada da fare era ancora molta, ma ormai era diventata una vera e propria sfida con me stesso. Ho rischiato di cadere ancora un paio di volte, mi sono graffiato il braccio con dei rami e procurato i crampi alle mani per quanto sono stato costretto a frenare con le manopole in una posizione assurda e scomoda. Stavo pensando che non sarei mai piu` arrivato, quando la strada e` diventata facilmente percorribile ed e` tornata ad essere in piano. Dopo un cinquantina di metri, finalmente, ecco l`accesso alla spiaggia. Senza pensarci due volte sono saltato giu` dal sellino e camminato sulla sabbia: una piccola insenatura con molte rocce. Ho capito subito che non potevo aver fatto tutta quella strada per arrivare solo lì: c`era qualcosa che non andava.
Ho deciso di proseguire sul bagnasciuga fino al promontorio davanti a me per vedere che cosa si nascondesse dietro quelle rocce. Per attraversare ho dovuto, addirittura, caricarmi la bicicletta sulle spalle e camminare con le scarpe dentro l`acqua che mi arrivava alle ginocchia. Superato quell`ultimo ostacolo, è apparsa davanti a me una nuova spiaggia ed il tempo si e` fermato.
Ho lasciato cadere la bici sulla sabbia e sono rimasto immobile, incantato da quella vista, mentre una lacrima mi scendeva lentamente sul viso. Ho iniziato a fare foto a raffica, da tutte le posizioni, mi sono arrampicato sulle rocce, disteso a terra, entrato in acqua, cercando di immortalare quello che avevo davanti agli occhi. Ho camminato per tutta la lunghezze della spiaggia deserta(250 metri circa, spingendo la bici che affondava nella finissima sabbia, come se dovessi faticare ancora un po` prima di ricevere il mio premio. Ho posato la mia roba ed ho cominciato a correre il piu` veloce possibile verso l`oceano, dove mi sono tuffato provando un grande sollievo.
Guardando verso la riva, mi sono sentito come un protagonista della famosa serie televisiva "Lost". Il paesaggio intorno a me e` esattamente quello che mi teneva incollato al televisore per seguire le vicende dei superstiti del volo 815 della Oceanic. Credo di aver passato almeno un`ora in acqua e per concludere la mia giornata dedicata al triatlon, ho fatto una lunga nuotata ma senza allontanarmi troppo dalla riva. Se avessi avuto bisogno di aiuto, qui, sarebbe stato un grosso problema...
Ho continuato a fare foto arrampicandomi sulla scogliera, passeggiato e preso il sole disteso sulla riva, fino a quando non sono tornato sull`altro lato. Fissato il pareo in terra con quattro bastoncini piantati nelle cuciture alle estremita`, nell`unico posto all`ombra di tutta la spiaggia, mi sono disteso ed ascoltando il mare addormentato. Ho dormito benissimo, per almeno 2 ore. Quando mi sono svegliato il pareo era completamente ricoperto di sabbia trasportata dal vento. Ancora un po` stordito dal mio riposo, mi sono tuffato in acqua e mi sono reso conto che non stavo sognando. Gardandomi intorno, ho sorriso ed ho gridato al cielo con tutte le mie forze:" C`e` nessuno? C`e` nessuno qui?", come avevo visto fare in un film con Leonardo DiCaprio. Non ricevendo nessuna risposta alla mia eco ho avuto un`idea: mi sono sfilato il costume e l`ho lanciato sulla sabbia. Immerso nell`oceano ho nuotato radente al fondale marino fino a quando ho avuto fiato.
Mi sono sentito libero! Come mai nella vita. Ero solo, nudo, emozionato, ...... felice.
E` la prima volta che faccio il bagno nudo nel mare, ed in questa circostanza e` stato davvero memorabile. Mentre scrivo, e` arrivato un motoscafo che ha scaricato i soliti turisti. Il ragazzo dell`equipaggio, dopo averli serviti con bevande fresche ne ha offerta una anche a me. L`ho ringraziato di cuore, spigandogli che avevo finito l`acqua e che la strada che avevo percorso era stata molto dura. Lui, che sicuramente aveva provato la cosa prima di me, e` tornato sulla barca e mi ha portato una tanica in plastica con circa un litro d`acqua, nella quale ha messo alcuni cubetti di ghiaccio. Sapendo quello che mi aspettava per ritornare a casa ho apprezzato molto quel gesto.
Sono gia` ripartiti ed io sono di nuovo solo. Davanti ai miei occhi c`e` un paesaggio paradisiaco! Vorrei restare qui per sempre, se potessi vivere di aria, non tornerei mai a casa.... Cosa che invece tra poco dovro` fare perche` qui il sole tramonta presto e non voglio trovarmi al buio in quella giungla. Comunque mi sento pronto ad affrontare nuovamente quel sentiero insidioso. Una volta fatta una cosa, nella vita, la si puo` rifare per sempre....
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