La sensazione che si prova, la prima che volta che si respira sott'acqua, non si puo´ dimenticare. La paura si fonde con l'eccitazione, lo stupore di riuscirci, con l'ansia che da un momento all'altro non esca piu´ aria da quello strano oggetto che si tiene stretto tra i denti. L'aria che entra nei polmoni e´ fredda e secca come quella che si respira il mattino presto su di una montagna innevata. Ad ogni respiro si ode il fruscio della miscela di ossigeno e nitrogeno passare nel respiratore e riempirti i polmoni, seguito dal gorgoglìo delle bolle d'aria che si formano quando si espira e passandoti davanti agli occhi sbarrati, risalgono rapide verso la superficie.
Schiacciando il bottone rosso che serve per svuotare il giubbotto senza maniche che sorregge la bombola posta alle tue spalle, esso si svuota dell'aria che ti fa stare a galla e si comincia lentamente a scendere. La sensazione di andare giu´ e´ quasi impercettibile a causa della visibilita´ ridotta della maschera e della tanta concentrazione nel respirare. Sono i timpani, a causa dell'aumento di pressione, che con prolungate fitte ti ricordano di compensare. Arrivato sul fondo, ed appoggiato per la prima volta le ginocchia sul fondale marino a 7 metri di profondita' la cosa piu´ difficile è riuscire a stare in equilibrio. Sembra che qualcuno, che non si riesce a vedere, ti stia tirando da una parte all'altra cercando di farti cadere al suolo. La cintura di pesi legata alla vita aiuta a trovare una certa stabilita´ ed a smetterla di smanacciare inutilmente in cerca di equilibrio.
La prima cosa della quale mi sono reso conto nel muovermi sott'acqua, e´ che nulla si deve fare con fretta o rapidamente, ogni movimento ha bisogno del suo tempo e muoversi con un ritmo lento e regolare aiuta a mantenere il controllo e rimanere tranquilli. I movimenti del corpo sono completamente innaturali, influenzati dalla respirazione, accentuati dalle correnti e frenati dalla forza di attrito dell'acqua; non si tratta semplicemente di nuotare, ma si deve trovare la giusta sintonia con una lunga lista di elementi per potersi muovere con disinvoltura.
Naturalmente, questa sintonia si trova con l'esercizio e con l'esperienza e la prima volta e´ difficile, credo, per tutti.
Ho fatto la prima immersione, piu´ di due settimane fa, insieme a Toñio e Luca. Era da molto che desideravo fare un'esperienza del genere e quando mi e´stato proposto, non mi sono fatto pregare. Ogni volta che facevo snorkeling ed ammiravo il fondale marino, morivo dalla voglia di poter scendere ed entrare in quel mondo misterioso e meraviglioso che e´ il mare. Si, e´ un'altro mondo là, sotto: i colori, la luce, i suoni, le dimensioni, le distanze, l'atmosfera, gli animali, i coralli, le piante, tutto e´ diverso, tutto e´ nuovo ed affascinante.
Dopo qualche minuto, giusto per potermi rendere conto di dov'ero, cosa stavo facendo e trovare la giusta flottabilita´ sott'acqua, abbiamo fatto una serie di esercizi base per poter proseguire la immersione di prova.
Una volta terminati, con un po´ di acqua salata nello stomaco e dentro il naso, un po´ confuso ed un po´ stranito, ho cominciato a seguire Toñio che nuotava lentamente davanti a me, seguito e supervisionato a mia volta da Luca che procedeva alle mie spalle e, finalmente, a godermi il divertimento. Toñio scovava le razze completamente mimetizzate sul fondale sabbioso e, con estrema delicatezza, le toccava per far sì che si muovessero ed io potessi vederle nuotare.
Ho visto aragoste nascoste tra le rocce, le morene con la loro espressione minacciosa, strani e coloratissimi molluschi simili ai manufatti di un esperto artigiano, esemplari di pesci a me sconosciuti e le grandi e maestose aquile marine nuotare a pochi metri sopra la mia testa. L' immersione è durata 50 minuti con profondita´ massima di 12 metri.
Siamo usciti dall'acqua camminando direttamente sulla spiaggia, come eravamo entrati. La muta impregnata d'acqua, il giubbotto e la bombola, sembravano pesare 100kg e riuscivo a fatica a camminare con i piedi che sprofondavano nella sabbia, pero´ ero molto felice ed entusiasta del risultato finale della mia prima immersione, ed in quel preciso istante, decisi che non sarebbe stata l'ultima.
Cosi´, due settimane piu´ tardi, questo lunedi´, ho cominciato il corso di sub.
Toñio mi aveva fornito un libro di teoria che avrei dovuto studiare, una tabella plastificata che avrei dovuto imparare ad usare ed una serie di fogli da compilare per la certificazione del mio corso.
Il libro e´ composta da 250 pagine, arricchito da numerose illustrazioni ed è suddiviso in 5 capitoli al termine dei quali c'e´ un test composto da domande a risposta multipla ed a risposta aperta. Gli argomenti e le cose da ricordare sono molte; Il libro, pero´, e´ strutturato in modo da ripetere piu´ volte i concetti principali ed obbligare lo studente a rileggerli in continuazione, facilitandone la memorizzazione. Mi sono impegnato molto nello studio, e sono stato scrupoloso nel terminare tutti i piccoli test di poche domande alla fine dei paragrafi.
Il primo giorno di corso comprendeva una serie di circa 20 esercizi da svolgersi in acque confinate. Cosi´, alle 9.00 del mattino ci siamo trovati alla spiaggia di Santa Cruz, il paese a soli 3 km da Huatulco, dove ogni giorno, attraccano le enormi navi da crociera provenienti da tutt'America. Toñio ci mise un'ora, solo per spiegarmi tutta la serie di esercizi che avremmo dovuto svolgere ed insegnarmi la preparazione del cosi´ detto "equipo de buceo", ovvero tutti gli elementi necessari per iniziare l'immersione. La maggior parte degli esercizi simulano situazioni di emergenza insegnando tecniche di respirazione o, per esempio, come fare a togliersi completamente la maschera in profondita´ e rimettersela svuotandola dell'acqua.
Mi e´ capitato di bere in piu´ di un'occasione e, diversa acqua, mi e´ entrata nel naso. In qualche momento devo ammettere di aver anche provato un po´ di paura causata dal senso di impotenza che si prova nell'essere coscienti che non si puo´ uscire da una situazione sgradevole in pochi secondi, essendo a 7m di profondita´, ma si e´ obbligati a mantenere la calma e resistere senza perdere il controllo.
Alle 12.45, teminata l'esercitazione, ero davvero stanco ed ho cominciato a chiedermi se avrei potuto reggere tre giorni cosi´ intensi. Luca mi ha fatto i complimenti e mi ha detto che, normalmente, quello che abbiamo fatto in 2 ore e mezza, si fa in 2 sessioni di 2 ore ciascuna in giorni diversi e che il peggio, ormai, era passato; i giorni successivi sarebbero stati piu´ rilassanti e divertenti. Cosi´ e´ stato.
Martedi´ e mercoledi´, abbiamo noleggiato una piccola barca e siamo andati in mare aperto. Dopo l'immersione di martedi´, dove ormai avevo svolto gli esercici con maggior disinvoltura e sicurezza, divertendomi e cominciando davvero ad apprezzare la vita subacquea, siamo andati a casa di Nata, il capo-istruttore. La villa e´ molto grande ed accogliente. Il colore predominante e´ il bianco ed in cima alle scale dell'entrata, si arriva nella spaziosa sala e cucina, costruita completamente all'aperto con la forma di un piccolo anfiteatro e coperta da un grande tetto di paglia a forma di capanna. Mentre Luca lavava con acqua dolce tutti i materiali utilizzati e riempiva nuovamente le bombole nel garage al piano terra, io e Toñio ci siamo seduti al tavolino in legno della sala, vicino alla grande piscina dalla quale si puo´ scorgere il mare in lontananza. Dopo un ripasso degli ultimi due capitoli del libro ed alcuni test di prova, ho deciso di affrontare l'esame finale e togliermi il pensiero. L'ho passato con successo, facendo solo 5 errori su 50 domande a risposta multipla; Toñio mi ha stretto la mano, si e´ complimentato ed a firmato tutti i fogli che dichiarano la mia promozione all'esame di teoria.
Il giorno successivo abbiamo preso il largo a bordo della stessa barchetta a motore ed abbiamo fatto 2 immersioni con una pausa di 1 ora tra una e l'altra. Ho imparato a partire da un punto preciso, percorrere una cinquantina di metri e tornare indietro senza mai uscire dall'acqua utilizzando una bussola, a liberarmi completamente dell'equipaggio ed a rimettermelo in profondita´ ed alcune altre tecniche per migliorare la flottabilita´ regolando la respirazione. Alla fine di tutti gli esercizi, a 8 m sotto il livello del mare, Toñio mi ha stretto la mano per una seconda volta, mi ha fatto il segno di OK ed ha cosi´ dichiarato la mia promozione al corso "OPEN WATER DIVER", certificato dalla piu´ grande associazione di sub nel mondo, di nome PADI. Ora posso, quindi, immergermi in qualsiasi parte del mondo, sotto la supervisione di un esperto, non necessariamente istruttore, fino ad una profondita´ di 18m. In realta´ , se avessi i soldi ed il tempo, non aspetterei un minuto per fare il corso successivo "ADVANCED OPEN WATER DIVER" che consiste nell'appreddimento di 5 diverse tipologie di immersioni e rilascia un brevetto che permette di immergersi fino a 40m, profondita´ massima consentita per il sub-ricreativo. Sono sicuro che lo faro´ in un futuro non molto lontano, pero´ da un'altra parte del Centro-America, durante il mio viaggio che in pochi giorni, riprendera´ il suo corso.
Finito l'esame e completato tutti gli esercizi con successo, ho ripreso a seguire Toñio ed a nuotare in direzione di un canyon formato dall'incontro di due grandi rocce alte almeno 8m. Mentre cercavo di rimanere al centro delle pareti rocciose, dondolato dalle correnti, all'improvviso l'acqua divento` scura e la luce inizio` a diminuire lentamente. Non capivo che cosa stesse succedendo fino a che Toñio si e` voltato verso di me e mi ha fatto cenno di guardare in alto. Subito ho pensato che una grande barca stesse passando sopra di noi, ma poi, man mano che quella grande macchia scura si avvicinava, ho visto che era un banco di sardine. Erano davvero tantissime e nuotavano tutte una vicina all'altra come attratte da una forza sconosciuta.
Questo sport mi affascina e solo il pensiero di poter fare immersioni in posti come il Mar dei Caraibi, dove la visibilita´ subacquea e´ di gran lunga superiore a quella dell'Oceano Pacifico, aumenta il mio entusiasmo nel continuare questa attivita´ sportiva cosi´ unica ed affascinante. Sono sicuro che ogni immersione sia sempre diversa da tutte le altre e che sia davvero impossibile annoiarsi a 20m sotto la superficie.
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