Domenica mattina , io e Efi siamo partiti in macchina verso una localita´ chiamata Barra de la Cruz. Ci siamo fermati nel centro di Huatulco per comprare un kg di gamberi freschi, da unire ad una aragosta che il giorno prima un suo amico gli aveva venduto per 2 euro. Ma il vero motivo della gita, il piatto forte del giorno, era un armadillo di 10 kg, che Efi aveva prenotato al ristorante con una settimana di anticipo. Mi spiego´ che gli armadilli si nutrono anche di animali velenosi, come serpenti e scorpioni e, per questo motivo, prima di poterlo cucinare, l'animale viene sottoposto ad una pulizia intestinale per alcuni giorni.
Dopo 40 minuti percorsi sulla statale in direzione sud, Salina Cruz, svoltammo a destra verso il mare e dopo qualche curva, arrivammo a casa di Luis. In effetti non e´ un vero e proprio ristorante: Luis e sua moglie Maria preparano piatti tipici all'interno della loro grande e rustica casa di campagna a pochi km dal mare. I clienti, per lo piu´ abituali e non turisti, possono assaporare il piatto del giorno, oppure optare per portarsi direttamente il cibo che desiderano venga loro cucinato. Ci sedemmo nel giardino, sotto una tettoia in legno e, mentre stuzzicavamo l'appetito con "nachios" e salsa piccante, Tonio ci raggiunse.
Tonio e´ un amico di vecchia data di Efigenio, giocavano a basket insieme da ragazzi e frequentarono la stessa compagnia per diversi anni. E´ una persona molto seria e salutista: non beve, non fuma ed e´ dedito al lavoro. Questo non pregiudica il fatto che sia molto simpatico e socievole, che gli piaccia stare in compagnia e divertirsi con gli amici. Lavora per un' importante multinazionale di sigarette e dal lunedi´ al venerdi´ , percorre la costa da Salina Cruz a Puerto Escondido controllando le vendite dei negozi e supervisionando le forniture. Fu lui ad aiutare Efigenio a rilevare l'attivita´ della birra ed, insieme, posseggono il bar sopra il negozio. Spesso si ferma a dormire con noi, oppure passa semplicemente a riposare e fare due chiacchiere.
Gli ultimi ad arrivare furono: Marcos, accompagnato dalla figlia di 9 anni, il figlio di 11 e la ragazza che lavora nel suo negozio di granite nel centro di Huatulco. Lui e´ qui da soli 6 mesi, ha ben 5 figli da 3 donne diverse, cosa non cosi´ rara qui, in Mexico. E´ origininario di San Cristobal, dove vive gran parte della sua famiglia. L' ultima delle sue mogli, di punto in bianco ha lasciato il Mexico per trasferirsi a Cuba, lasciandogli i due figli con i quali vive da ormai 10 anni. E´ un ragazzo molto attivo, sempre indaffarato ad inventarsi qualcosa da fare, sempre alla ricerca di qualche lavoretto per poter tirare avanti. E' una persona molto positiva, che non ha avuto una vita facile ma l'ha sempre affrontata a testa alta e senza paura.
Mentre i bambini giocavano sulle amache, ci sedemmo a tavola e Maria comincio´ una lunga processione di pietanze. Il primo piatto fu il "caldo di iguana", ovvero una zuppa di carne di iguana, non privata delle pelle e servita in un saporito brodo vegetale. Poi arrivarono i gamberoni, cucinati in padella con un sugo a base di aglio, che pero´ non nascondeva affatto il sapore fresco dei crostacei. Come contorno, fagioli neri e riso in bianco; per accompagnare, tortillias appena fatte, ancora calde e servite avvolte in un panno di cotone.
Quando chiedemmo del peperoncino, Maria non fece altro che coglierne mezza dozzina da una pianta a pochi metri da noi. Erano rossi e molto piccoli, bastava un minuscolo morso per poter sentire un fuoco accendersi nella bocca e divamparsi nella gola. Poi, finalmente, arrivo´ quello che tutti stavamo aspettando da una settimana, l'armadillo! Cucinato come uno spezzatino in un sugo rosso e denso, dagli aromi ed i profumi speziati. La carne dell'armadillo e´ tenerissima e molto saporita, si scioglie in bocca e si stacca dagli ossicini con una facilita´ incredibile. Subito ero un po' scettico, anche perche´ ne avevo appena fotografato uno piu´ piccolo ancora vivo che tenevano in una gabbia nel retro della casa. Ma, quando l'assaggiai, rimasi sorpreso dal sapore esaltante e unico nel suo genere. Per concludere in bellezza, l'aragosta, che solo io e Marcos, anche se con un po' di fatica, riuscimmo a mangiare dopo quella scorpacciata durata quasi 3 ore.
Come direbbero a Firenze :" Ci siam fatti una sgranata, roba da manicomio!".
Dopo il pranzo, andammo tutti a spiaggia. Una lunga distesa di sabbia dorata, separa la laguna di acqua dolce dall'oceano, sulla spiaggia di Barra de la Cruz. Giocammo tutto il pomeriggio alternando gare di corsa, combattimenti nell'acqua tenendoci a turno sulle spalle, bagni nel mare e nella laguna. Forse ci divertimmo piu´ noi adulti che i bambini e trascorremmo una giornata indimenticabile. Dopo il tramonto, tornammo nuovamente alla casa di Luis e ci fermammo per la cena. Gustammo nuovamente l'armadillo accompagnato da una succosa zuppa di gamberi.
Al ritorno a casa eravamo tutti stanchi, sazi, con le ossa un po´ rotte, ma pienamente soddisfatti della domenica passata tra amici.
Sono felice di aver provato una cucina cosi´ esotica e non tanto facile da trovare, ed ancor piu´ sono felice che mi sia piaciuta davvero. Ma la cosa che mi rallegra piu´ di tutte è il fatto di aver trovato degli amici come Efi, Tonio e Marcos. Mi sento uno di loro quando siamo insieme, non hanno pregiudizi o secondi fini e sento che mi considerano un loro amico.
So bene che fidarsi delle persone puo´ essere molto rischioso, sopratutto in un paese straniero, pero´ penso che nella vita, qualche volta si deve rischiare per riuscire ad ottenere qualcosa e se diffidassi di tutti, se non avessi accettato l'invito a stabilirmi nel retro del negozio di Efi, forse me ne sarei gia´ andato da qui, e le giornate le passerei da solo.
In questo momento, sono sulla spiaggia di San Agostin, a 20 km da Huatulco e 10 km di strada sterrata dalla statale per Puerto Escondido. Efigeni e´ andato nella sua citta´ natale, la capitale dello stato di Oaxaca, tornera´ domani mattina. Mi ha lasciato le chiavi del negozio e quelle della sua macchina. Prima che partisse mi sono fatto spiegare i prezzi delle birre e stasera, andro´ a dare una mano a Mateo, mentre domattina saro´ io ad aprire.
Questa spiaggia e´ stupenda ed il mare e´ calmo e cristallino. In mezzo alle acque che bagnano questa bahia di 3 km, ci sono enormi rocce che emergono e, al largo, una piccola isola disabitata. Sono seduto al tavolino di un ristorante, a non piu´ di 5 metri dall'acqua, sfrego i piedi nella sabbia morbida, bevo acqua di cocco con una cannuccia direttamente dal frutto, scrivo e guardo il mare.
Sono in compagnia, con me c'e´ Guadalupe, una mia amica. Ci siamo conosciuti al pub "Dublin", circa una settimana fa. Lei lavora lì, insieme a Rodrigo, il ragazzo argentino.
Ha accettato di accompagnarmi in questa spiaggia sperduta, ma credo che ieri sera abbia lavorato fino a tarda notte, perche´ ora dorme profondamente sull'amaca. Mi sta venendo fame e tra poco, quando si sveglierà, ordinero´ un piatto di gamberi, uguale a quello che mi e´ appena passato davanti agli occhi lasciando dietro di sè una scia di sapori di mare.
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