Ero seduto al bancone del pub Dublin, ormai vicino all'orario di chiusura. Il locale era quasi vuoto ed io chiacchieravo di musica con Rodrigo. Mi alzai per andarmene ed aprii il mio braccio destro per effettuare il saluto diffuso in tutto il Centro America: con la mano destra in posizione orizzontale, si dà il classico ¨5¨, poi si stringe il pugno e lo si scontra senza forza contro quello del compagno.
Spesso e´ il primo impatto, quello con le mani aperte, a determinare la confidenza tra le due persone, in base alla sua forza. Dopo il saluto, Rodrigo mi invito´ , per il giorno seguente, ad andare sulla barca di Scott. Quest' ultimo aveva, da poco, lasciato il locale e mi domandai se potevo considerare valido un invito fatto da una persona che non fosse il proprietario della barca, ma accettai senza farmi troppi problemi.
Il mattino seguente mi presentai al molo di Santa Cruz alle 10.30, come prestabilito. Mentre comminavo sulla passarella che conduce alle imbarcazioni mi guardavo intorno nella speranza di incontrare qualcuno che conoscevo chiedendomi quale fosse la barca di Scott. Chiesi informazioni ad un piccolo signore che indossava una polo bianca con il simbolo della Capitaneria, mi indico´ quale fosse lo spazio riservato alla barca del mio amico, ma allo stesso tempo, mi avverti´ che aveva lasciato il porto da una decina di minuti. Sconsolato e dubbioso feci marcia indietro verso il piazzale, alla ricerca di un taxi per tornare a casa. Ne vidi arrivare uno a tutta velocita´ sulla strada sterrata e, quando si fermo´ e la nube di polvere si dissolse nell'aria, spunto´ la piccola ed esile sagoma di Rodrigo. Portava i lunghi capelli brizzolati raccolti in una coda di cavallo, nella mano destra teneva il cellulare e nell'altra una bottiglia di gatorade al limone. Aveva la faccia di uno che si era svegliato da 30 secondi. Sotto gli occhi ancora socchiusi e circondati dalle scure occhiaie, mi regalo´ il suo solito sorriso e mi auguro´ il buon giorno. Erano le 10.40 e sapeva bene di essere in ritardo. ¨Qui non c'e´ nessuno Scott, io sono arrivato alle 10.25 ed un tipo mi ha detto che se ne erano gia´ andati da dieci minuti!¨ gli dissi con tono perplesso. Dopo essersi scolato mezza bottiglia in un solo sorso della bibita energetica, guardando verso il mare, mi rispose:¨Come e´ possibile? Scott mi aveva detto alle 10.30! Aspetta, ora ci penso io.¨. Inizio´ a fare qualche telefonata, senza che nessuno gli rispondesse, l'ultima fu quella buona. Parlo´ con Scott e lo convinse a tornare indietro a prenderci. Mi spiego´ che c'era stato un disguido con l'orario, Scott aveva detto ai sui amici canadesi alle 9.30, ma a lui ed al resto dell'equipaggio alle 10.30. Quest'ultimi, quando arrivarono con un po´ di anticipo per i preparativi, si erano quindi affrettati a partire per non fare aspettare ulteriormente gli invitati nordamericani. Sinceramente mi sentii un po´ in imbarazzo a pensare che tutte quelle persone dovessero tornare solo per noi, ma furono un paio di battute e la simpatia di Rodrigo a rimettermi a mio agio. Dopo una decina di minuti ed una sigaretta, vedemmo la barca avvicinarsi all'entrata del porto. Man mano che si avvicinava, diventava sempre piu´ grande e, quando me la trovai davanti agli occhi capii che non era il grosso motoscafo che mi ero immaginato, ma qualcosa di piu´. Davanti, sulla grande vetrata oscurata, c'erano tre grandi lettere rosse, (G,S,D) a rappresentare la societa´ di Scott e Nata, che organizza ¨immersioni di lusso¨. Ovvero, oltre che ad offrire il servizio di tre istruttori, le attrezzature e di fatto le immersioni guidate, permette ai clienti di godersi una giornata intera a bordo del piccolo yacht, serviti e riveriti di cibi e bevande a volonta´.La barca e´ lunga almeno 20m ed è dotata di: cucina, due camere da letto matrimoniali, bagno, salotto con tanto di televisore LCD 50 pollici, impianto stereo, frigo-bar, e tante altre piccole, e forse inutili comodita´ che solo la gente con i soldi puo´ permettersi. L'equipaggio e´ composto da Luca, il ragazzo italiano, Toñio, un messicano di 23 anni e Nata, il co-propietario della barca e capo-istruttore. Per ultimo, il baffuto capitano, del quale non ricordo il nome che, dall'alto della cabina, conduce la barca facendo roteare con disinvoltura il grande timone in legno chiaro.
Scott mi accolse affettuosamente e si affretto´ nelle presentazioni dei suoi amici. Erano un gruppo di 7 persone, 4 uomini e 3 donne. Due dei ragazzi erano quasi completamente ricoperti da coloratissimi tatuaggi ed uno di loro aveva entrambi i lobi delle orecchie perforati da quei grossi pircing a forma di anello, dentro ai quali avrei potuto tranquillamente infilarci un dito mignolo. Dopo una visita all'interno della imbarcazione mi sedetti su di uno degli ampi e comodi materassi posti a prua e, mentre prendevamo il largo, ammirammo la maestosa parete rocciosa della costa che scorreva alla mia destra, dalla quale spuntavano paradisiache ed incontaminate spiaggie ricoperte da soffice sabbia bianca. Ci fermammo di fronte ad una di esse e, mentre Luca e gli altri si preparavano per l'immersione, mi tuffai nelle acque fresche e limpide dell'Oceano Pacifico. Presi in prestito un paio di pinne, tubo e maschera, e mi diressi verso gli scogli ammirando il fondale marino. Passai 40 minuti a fare snorkeling e non riuscivo a stancarmi di osservare tutta quella natura, tutta quella vita!
Risaliti tutti a bordo potei godere del grande buffet preparato da Rodrigo e dissetarmi con una coca-cola fresca, e tutto, gentilmente offerto dalla casa. Tra una risata, un tuffo in mare, una pennichella sotto il sole e lunghe chiaccherate, con un sottofondo di ottima musica, il tempo trascorse veloce e verso le 4 del pomeriggio ci dirigemmo verso casa.
Durante il viaggio di ritorno parlai a lungo con Luca che fece nascere in me una gran voglia di provare a fare immersioni. Cosi´, dopo aver contrattato un prezzo davvero speciale con Nata, che si dimostro´ essere molto gentile e disponibile nei miei confronti, Luca mi disse che avremmo potuto provare martedi´ e che per renderlo il piu´ economico possibile, saremmo partiti dalla spiaggia senza dover dunque usare nessuna barca. Mi lasciarono un DVD che illustrava le regole principali per la prima immersione e si raccomandarono che lo guardassi con attenzione. Salutai tutti, ringraziai ripetutamente Scott per la sua ospitalita´, presi appuntamento con Luca per martedi´ mattina e me ne andai verso casa, emozionato ed impaziente di provare questa, per me completamente nuova, attivita´ sportiva.
In questo momento mi trovo a Porto Angel, un piccolo villaggio vicino alla spiaggia di Zipolite, dove sono stato la settimana scorsa. Quando ci passai con il taxi per raggiungere la spiaggia hippy, rimasi incantato dalla pace e dalla tranquillita´ che mi trasmise questo piccolo paese dalle case colorate rivolte verso il mare e cosi´ ho deciso di venirci a passare un paio di giorni. Ho trovato riparo dal sole sotto ad una tettoia di foglie di palme, la spiaggia e´ deserta, ci siamo solo io le piccole e scolorite barchette dei pescatori. Il mare e´ calmo, privo di onde, mi godo il suo silenzio, leggo, scrivo, rifletto,........vivo!
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