
Sono in piedi, fermo, con entrambi i piedi all'interno del piccolo cerchio disegnato con il gesso nel mezzo di un grande campo da calcio. Nel grande stadio, gli spalti che mi circondano sono gremiti di gente. Grandi riflettori mi coprono di luce incandescente dall'alto, abbagliandomi gli occhi.
Ad ogni respiro una nuvola di aria calda esce dalla mia bocca per dissolversi nell'aria gelida di una notte invernale.
Mi sembra di stare fermo, eppure vedo lo stadio girare lentemante intorno a me.
Tra la folla non riesco a riconoscere nessuno, scruto le sagome sfuocate in lontananza che si muovono disordinatamente. Con le mani mi copro gli occhi dalla luce fastiosa, cerco di vedere lontano, di incontrare qualcuno, ma sono solo, in mezzo a milioni di persone. La folla ammassata sulle gradinate sembra in delirio, si sbracciano, urlano, fischiano, gridano a scuarcia gola qualcosa che pero´, io non riesco a capire. Mi sforzo di captare una frase, un suono, un segnale, ma quel rumore mi assorda e non capisco cosa stiano cercando di dirmi. Non ci sono compagni, non ci sono avversari, solo io e nessun altro. Mi faccio mille domande, ma in quel frastuono, non ottengo nessuna risposta. Voglio andarmene da lì, voglio scappare, voglio correre, fuggire via, ma non mi muovo, non ci riesco.
Non comando i movimenti del mio corpo, non ne ho la forza, non ne ho il coraggio. Vorrei urlare, vorrei che la mia voce sovrastasse quella della gente, cosi´ da poterla sentire, ma non riesco a farlo. Quando sto per arrendermi al mio destino, per magia, scompare come una bolla di sapone ed ecco, il piu´ assoluto silenzio.
Non c'e´ piu´ nessuno intorno a me, sono spariti tutti, nel nulla. Adesso non ho piu´ paura, chiudo gli occhi e mi rilasso nel silenzio. Non ho bisogno di loro, non ho bisogno di quelle persone. Non cerco aiuto perche´ so che nessuno, mi puo´ aiutare.
Basta, riflettere! Basta, pensare! Serve solo a far aumentare i dubbi. Ora sono in silenzio, in mezzo a quello stadio e mi sento pronto a giocare la partita: la partita piu´ importante della mia vita dove una sola distrazione, un attimo di debolezza, un secondo di troppo ne puo´ cambiare il risultato per sempre. Questa e´ la partita contro me stesso ed io voglio vincerla, costi quel che costi!
Quante volte nella vita ci troviamo costretti a dover prendere decisioni importanti? Decisioni che possono cambiare il nostro destino, i nostri sogni, la nostra esistenza. A volte pensiamo che da soli non ce la potremmo mai fare, che non e´ il momento giusto, che la situazione e´ troppo complicata. Abbiamo paura, paura di tentare, paura di fallire. Abbiamo paura di soffrire e di far soffrire, e cosi´, rimandiamo tutto a domani. Andiamo in cerca di scuse, di consigli, di espedienti, di preghiere, aspettando che qualcuno ci dia la risposta. La cerchiamo ovunque intorno a noi, camminando nel deserto della mente, soli in mezzo alla tempesta di pensieri. Soffrendo, aspettiamo di sentire in quel frastuono qualcuno che ci dica qual e´ la cosa giusta da fare, la cosa perfetta, della quale mai ci pentiremo. Andiamo alla ricerca di quella voce ogni giorno, in ogni istante. La cerchiamo nelle parole, negli sguardi della gente, nelle strette di mano, per le strade, al lavoro, ovunque. Aspettiamo, sappiamo che un giorno la sentiremo e che seguendola non avremmo piu´ bisogno di decidere. Qualcuno lo avra´ fatto per noi, la cosa giusta al momento giusto. Pero´ il tempo passa, scorre in fretta davanti ai nostri occhi impauriti e non sentiamo niente, non una sola parola. Possiamo attraversare oceani, scalare montagne, discendere fiumi, ma non la troveremo mai. La risposta e´ dentro di noi e solo ascoltandoci, riusciremo a sentirla. Qualcuno la chiama Dio, altri destino, anima, fato, fortuna, coraggio. Io la chiamo AMORE, amore per noi stessi. Amare e´ la prova della vita piu´ difficile di tutte, alla quale veniamo sottoposti senza preavviso e senza conoscerne le regole. Veniamo risucchiati da un vortice di emozioni che ci trascina via impotenti. Non sappiamo dove andremo a finire, pero´ non possiamo fare altro che lasciarci andare. Ma come fare ad amare qualcuno, se prima non amiamo noi stessi? Da dove prendere tutta quella energia da donare a qualcuno, se non la troviamo prima dentro di noi?
Sogni come questo, mi aiutano a capire che quello che cerco cosi´ disperatamente e´ dentro di me e che mai devo smettere di chiedermi che cosa voglio. Che cosa voglio veramente? Io lo so, in fondo tutti lo sappiamo, dobbiamo solo domandarcelo, tutti i giorni, perche´ siamo soli in mezzo quello stadio e siamo noi, gli unici, a dover fischiare il calcio d'inizio.
Queste parole mi vengono dal cuore, in questo momento difficile del mio viaggio. Sto programmando la mia partenza da Huatulco, una partenza rimandata tante volte, una partenza che mi spezzera´ il cuore in due, che mi fara´ soffrire, ancora una volta. Fara´ soffrire anche qualcun altro e questa cosa mi uccide. Ho cercato tanto quella voce, che mi dicesse quando fosse il giorno giusto, che mi desse una data, un momento esatto, ho aspettato di ascoltare la frase giusta per dire ¨Addio¨, per dire ¨Devo andare¨. Alla fine l'ho capito, questa notte, dentro a quello stadio.
Se potessi raccontare tutto, ogni fatto, luogo, sensazione, pensiero, brivido, pianto... se potessi descrivere al completo quello che vivo, quello che sento. Forse un giorno lo faro´, forse riprendendo in mano queste righe, le potro´ colmare dei ricordi che mi porto dentro al cuore e che lì rimarranno fino a che questo, non cessera´ di battere.
sarà la partita più importante della tua vita...goditela,sei l unico giocatore,comunque andrà non potrai che vincere....
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