ITINERARIO
Il mio viaggio
Lo so, è un po' lungo e se lo leggo mi viene da ridere. Ripenso al quel giorno, 26 marzo 2009. La settimana prima mi ero messo in contatto con la scuola di spagnolo ad Antigua, in Guatemala, per avere informazioni e mi ero fatto fare un po' di preventivi per il biglietto aereo. Navigavo su internet guardando foto del centro America , leggevo racconti di viaggio e mandavo qualche email alle agenzie. Stavo sognando, sognando ad occhi aperti. Mi stavo organizzando ma ancora non c'era niente di sicuro; nemmeno io ero sicuro. Mi alzo alle 9.00, sono solo in casa e sembra essere un giovedì come tanti altri. Ormai è da molto tempo che penso a questo viaggio, ne ho parlato con qualcuno, per avere delle opinioni a riguardo, ma sembra che nessuno capisca davvero il vero motivo e l'importanza del mio progetto. Preparo un tè e mentre aspetto che si raffreddi faccio una doccia. Mi sento bene,passo quasi 10 minuti sotto l'acqua e mi rilasso. Martin Jondo è in salotto che suona per me 'Jah Gringo' (http://www.youtube.com/watch?v=j25kZ4dskys&feature=related) e mi vengono in mente tanti ricordi. Ricordo l'estate passata, i miei viaggi a Madrid, Valencia, FuerteVentura, Barcellona, New York . Così comincio a guardare le foto che non vedevo da tanto tempo.
Sono dell'idea che questa storia del digitale abbia un po' rovinato il piacere di guardare le foto,perché se ne fanno troppe si lasciano sul pc e non si guardano mai. A me piacciono gli album, da poter sfogliare, da far vedere agli amici quando vengono a casa, dove ci sono quelle migliori ma anche quelle venute un po' male che però dispiace buttare via. Il cd va avanti ed io mi perdo nelle immagini delle spiagge, del mare, del cielo, dei palazzi.....penso a quanto stavo bene quando ero là e a come riuscivo ad essere me stesso, mi sentivo libero.
Così, d'un tratto, scatta qualcosa dentro di me, non penso più, mi lascio andare, mi vesto, prendo le chiavi dello scooter e mi precipito in banca. Prelevo i soldi necessari, vado a San Giovanni in agenzia, entro e dico che voglio fare un biglietto per Antigua! Lo voglio aperto 6 mesi e pago una tassa per poterlo prolungare fino ad un anno.
Avevo aspettato per tanto tempo quel giorno, avevo passato intere serate a chiedermi quando sarebbe arrivato il momento giusto per farlo............poi............. mi sono reso conto che il momento giusto per fare qualcosa di importante per noi stessi siamo noi a crearcelo, siamo noi a volerlo. Se aspettiamo che siano le persone, le situazioni, i soldi, il lavoro, tutti i fattori che ci circondano a plasmare il momento appropriato per realizzare i nostri sogni, non ci riusciremo mai.
Pago,ringrazio ed esco.
Stringendo forte con la mano la busta di plastica arancione con dentro il foglio che mi avrebbe cambiato la vita, passo attraverso la gente e penso che nessuno sa quello che ho appena fatto. Il cuore va a mille km all'ora e le gambe a duemila. Monto sullo scooter e parto, la strada di ritorno mi sembra infinita, vorrei che non cessasse mai qual momento, in mezzo alla statale comincio a gridare, come un ragazzino sulle montagne russe, nessuno può sentirmi, nessuno se ne accorge, quell' istante è solo mio, e io grido, grido più forte che posso. Mi lacrimano gli occhi dalla gioia. Non ho pensato se fosse giusto o sbagliato, se costasse troppo o troppo poco, non ho pensato come avrei fatto con il lavoro, con mia sorella, con la casa, con la macchina e tutto il resto. L'unica cosa alla quale ho pensato è che io lo volevo davvero!
Il giorno seguente comunico a mia sorella Giorgia la mia decisione e lei si dimostra entusiasta per me. Sa che quello che sto per fare è la realizzazione di un sogno, di una passione che va al di là di tutto il resto. Tra di noi c'è un rapporto molto forte e percepisco in lei anche un po' di tristezza perché si rende conto che non ci vedremo più per molto tempo. Mi metto subito in contatto con la scuola in Guatemala ed informo Sarita, colei che si occupa della gestione dei corsi di spagnolo, che il mio giorno di arrivo è il 6 di settembre. Scelgo di alloggiare in una famiglia perché credo che sia il modo migliore per potersi integrare pienamente con la cultura e le usanze del posto, la informo che frequenterò la scuola per un mese e poi partirò per visitare il centro America.
Trascorro una settimana a fantasticare su tutto quello che farò e che vedrò, mentre aspetto con ansia che torni mio fratello Simone dal Messico per poterlo dire anche a lui. Tutti i giorni controllo la mia email aspettando una risposta da Sarita. Finalmente arriva! Ricevo una email dove viene ben descritto tutto quello che è compreso nella quota (molto più conveniente rispetto ad altre associazioni simili) che dovrò pagare una volta arrivato in Guatemala.
"Encluidos: Trasporto dall'aeroporto di città del Guatemala ad Antigua il giorno 6 september (hora 14.00)Corso di lingua spagnola 5 giorni a settimana (lunedì-venerdì) - 4 settimane - fino al 3 de octubre 2009alloggio 4 settimane in famiglia con pensione completaAssistenza da parte dell'agenzia di Walter per ogni cosa tu abbia bisogno . Ritorno in areoporto il 3 ottobre (o seguenti)Per ora ti viene chiesto un anticipo del 10%.Se ti va bene il preventivo ti mando il voucher di prenotazione.Le famiglie che utilizziamo sono tutte nel centro di Antigua. Ottima scelta quella di soggiornare presso di loro, si aiuta la popolazione locale e si capisce come è la vita in centro america. Bravo!!! "
La leggo un paio di volte, poi vado a prendere il mio biglietto nel cassetto del comodino in camera da letto, lo apro e li mi sorge un enorme dubbio!!! Se io ho in mano un biglietto per Antigua, a cosa mi serve il trasporto dall'aeroporto di città del Guatemala ad Antigua? In quel momento mi si gela il sangue nelle vene, gocce di sudore cominciano a scendermi sulla fronte. Vado su google, scrivo : Antigua Guatemala aeroporto. Cosa scopro? Che ad Antigua in Guatemala non c'è nessun aeroporto!!!! No, non ci posso credere! Ma allora ho fatto il biglietto sbagliato! Impossibile! Ma per dove ho fatto il biglietto allora? Dove atterrerò?
Scrivo Antigua su google ed eccomi qua, http://www.google.it/search?hl=it&q=antigua+&meta= una piccola isola dei Caraibi della quale io non ero a conoscenza nemmeno dell'esistenza. Incredibile!
Mi fiondo in agenzia per avere spiegazioni, mi dicono che loro non possono più fare niente per me, la compagnia aerea, se annullassi il biglietto, mi rimborserebbe solo una piccola parte dell'importo e farne un altro diretto da Roma a Guatemala City costerebbe molto di più. Torno a casa, racconto tutto a mia sorella e comincio a pensare a come il non sapere le cose nella vita, a volte ti possa danneggiare. Il mattino seguente trovo un biglietto sul tavolo della cucina,era di mia sorella:
" buon giorno, lo so che è dura alzarsi alle 5 del mattino per andare a lavorare, ma pensa che tra un anno a quest'ora sarai dall'altra parte del mondo...chissà dove, chissà con chi! Anche se c'è stato quest'intoppo del biglietto vedrai che il tuo sogno andrà avanti, basta essere determinati, e tu lo sei! Sei forte! Ti voglio tanto bene e non smetterò mai di dirtelo, sei il mio fratellino speciale e non so come farei se non ti avessi vicino! Intendo nel cuore, con i sentimenti. Non ha importanza la distanza fisica,se c'è di mezzo il bene che ci vogliamo! Buon lavoro. Un bacio. Giorgia."
Questo messaggio mi ha dato molta forza, mi ha fatto pensare che se ho sbagliato, devo pagarne le conseguenze e quindi devo andare ai Caraibi! Ho cominciato a contattare persone di Antigua-Barbuda nella speranza di trovare una sistemazione ad un prezzo accessibile. L'isola è carissima e non esistono ostelli o pensioni. Con un po' di fortuna ho trovato un resort vicino al mare a 45 $ a notte dove alloggerò per 10 giorni. Ho fatto il biglietto per il 17 settembre da Antigua a Guatemala City e la somma dei due biglietti è risultata uguale all'importo di un biglietto diretto dall'Italia per il Guatemala. Ho comunicato l'inconveniente a Sarita, senza entrare nei dettagli, per non fare brutta figura e lei mi ha risposto che non c'erano problemi,avrebbe rimandato tutto di 10 giorni.
Così ho preso questa vicenda con filosofia ed ottimismo, forse era destino.
Poi....... in fin dei conti........ si sta parlando di andare 10 giorni in un'isola dei Caraibi, non è poi così male.....
E' per questo motivo che ho cominciato a prendere lezioni private di inglese, per riuscire a cavarmela in quei 10 giorni. A proposito, si è fatto davvero tardi, sono le 2.35 del mattino ed io alle 10 ho lezione, è meglio che vada a dormire.
venerdì 20 novembre 2009
16.11.2009 San Pedro (Lago de Atlitan) 1
Questo fine settimana è stato molto movimentato: tanta gente nuova, tante conoscenze, tante feste. Mi piace la sensazione che si prova entrando da solo in un locale, in un posto quasi sconosciuto, ed essere salutato da tante persone.
Sono contento perchè mi sono integrato molto bene con la gente che vive qui, sia con i nativi che con i viaggiatori.
I "viaggiatori" esistono davvero e sono tantissimi!
San Pedro è una tappa quasi obbligatoria per questo grande gruppo che si muove, nel mondo, in modo disorganizzato. Per la prima volta nella vita mi sento, davvero, parte di un gruppo di persone che condividono la mia stessa passione. Viaggiare è uno stile di vita, un modo di essere. La differenza dalle altre associazioni o gruppi di persone è che non ci sono regole! Ognuno lo fa a modo suo, con il suo stile, le sue possibilità, lo fa come vuole o come può. C'è chi è in viaggio da 10-15anni, chi solo da due mesi, come me.
La maggior parte viaggia da solo, altri in gruppi di 4 o 5 persone che si sono formati proprio durante il viaggio. C'è chi viaggia lavorando, per alcuni periodi, come dipendente; chi gestisce bar/ristoranti dislocati sul "cammino del suo viaggio"; c'è chi vende oggetti di artigianato, chi suona per strada o nei locali, chi fa il giocoliere, chi vende droga, chi non fa nulla fino a quando non ha finito tutti i soldi.
Non c'è una divisa, non c'è un distintivo od un simbolo particolare per distinguerli; solo una cosa li accomuna: lo zaino.
Possono essere rasta, punk, tatuati, classici, sportivi, gitani, ricchi, poveri, bianchi, neri, orientali........tutti hanno lo zaino!
Ho conosciuto gante che proviene da ogni parte del mondo, gente che è già stata, in ogni parte del mondo e, finalmente, alla fatidica domanda che tutti ti pongono dopo pochi minuti di conversazione:"..Quand'è che tornerai a casa?", anch'io posso rispondere:"Non ne ho la più pallida idea!" guadagnando un brindisi ed un sorriso dal mio interlocutore.
L'unico gruppo che, forse, è un po' emarginato, è quello dei famosi "GRINGOS": gli statunitensi. Viaggiano sempre in gruppo ed è per questo che, spesso, rimangono un po' in disparte, divertendosi tra loro; la verità è anche che sono molti e i più sono semplicemente in vacanza.
Sono felice di sentirmi parte di qualcosa, di un gruppo così grande di persone che viaggia avanti e indietro alla scoperta di luoghi , persone e culture differenti. Sono uno di loro, almeno in questo momento della mia vita e, questa cosa, mi fa sentire bene.
Qui, a San Pedro, ho trovato pace, divertimento, amici, feste, ragazze e molto altro.
La cosa più importante di tutte e dalla quale sto facendo molta fatica a staccarmi è la famigllia di Fredy, il ragazzo che mi presentò Jan Luk. Fredy è più basso di me, ha la pelle color noce ed i capelli corti e sottili, scuri come le sue pupille. Ha, da poco, passato i trent'anni; è un ragazzo pieno di vita e di progetti, un ragazzo dal cuore grande e dal sorriso contagioso. Oltre a lui , la sua famiglia è composta dalla moglie, Sonia, la figlia maggiore Flory e la piccola Berta. Con loro vivono anche Otto, uno dei 9 fratelli di Fredy, che sta attraversando un periodo difficile, dopo la separazione dalla moglie e Claudia, una ragazza cha non ha nessuno con cui stare. In cambio di vitto ed alloggio, si occupa delle bambine, dà una mano nelle faccende di casa ed aiuta, la sera, nella Pupuseria.
La Pupuseria à la piccola attività di Sonia e Fredy. Per svolgere il loro lavoro hanno affittato un piccolo spazio di terra, vicino al molo dove, utilizzando travi in legno, Alfredo (Fredy) ha costruito una casetta dove sua moglie cucina le famose Pupuse. Una pupusa è, semplicemente, una specie di tortilia ripiena di massa di fagioli neri o churiso (pelle di maiale) e formaggio, cotta alla piastra. I clienti possono guarnire il piatto con lattuga bianca tritata, salsa di pomodoro ed una giardiniera di verdure
con peperoncini interi, per renderla un po' piccante. E' un piatto che sazia, economico e delizioso.
Tutto è cominciato quando Fredy mi ha invitato a vedere un film a casa sua e, poco dopo mi sono sentito dire: "Questa è casa tua, Matteo, puoi venire quando vuoi, sei
il benvenuto..cosa fai domani, per pranzo?" Da quel giorno, ho, praticamente, pranzato, tutti i giorni, a casa loro.
La casa casa è su due piani: sotto ci sono due stanze. In una: un piccolo armadio con uno specchio, un letto matrimoniale dove dormono Claudia, Berta e Flory. Otto dorme nella stessa stanza, sistemato su di un materesso di gomma-piuma con qualche coperta, per terra, vicino al muro. Nella stanza comunicante, sulla destra c'è un grande lavabo in pietra dove si lavano piatti e vestiti. Le scale ripide con i gradini sui quali ci sta solo la punta del piede, portano al piano superiore.
Un piano-gas, un frigo ed un mobiletto per le stoviglie compongono la piccola cucina e, una porta bianca, l'unica della casa oltre quella dell'entrata la separa dalla camera da letto di Sonia ed Alfredo. La camera è molto piccola, il letto matrimoniale è comodo e spazioso ed è posizionato in un angolo, lungo la parete che arriva fino alla porta d'entrata. Sulla parete opposta, sotto due ristampe di quadri d'art moderna, c'è un televisore a 27 pollici, un vecchio lettore dvd ed alcune cianfrusaglie. Fuori c'è un'ampia terrazza usata come cantina/ripostiglio. Da una parte sono ammassate travi di legno, avenzate dalla costruzione del piano superiore della casa.
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